Per La Legge Di Compensazione, Il Passato, Il Presente E Anche Il Futuro Del Cantautorato Inglese. Thea Gilmore – The Counterweight

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Devo ammettere che è sempre un piacere parlarvi di Thea Gilmore, considerata da chi scrive senza ombra di dubbio, una delle migliore cantautrici inglesi delle ultime generazioni. In pista dal finire degli anni ’90, Thea,  un amore sviscerato per la musica d’autore americana (con ovviamente Bob Dylan e Joni Mitchell come principali fonti di ispirazione, ma anche la Denny, di cui tra un attimo), nella sua ormai lunga carriera è riuscita sempre ad alzare l’asticella della qualità, con lavori” imperdibili”, tra i quali mi piace ricordare Avalanche, Harpo’s Ghost, Murphy’s Heart, John Wesley Harding (rilettura dell’omonimo album di Dylan), Don’t Stop Singing with Sandy Denny (il titolo dice tutto http://discoclub.myblog.it/2013/06/08/la-piu-americana-folk-singer-inglese-thea-gilmore-regardless/ ), e i più recenti Regardless http://discoclub.myblog.it/2013/06/08/la-piu-americana-folk-singer-inglese-thea-gilmore-regardless/  e Ghosts And Graffiti http://discoclub.myblog.it/2015/06/17/pagine-antiche-nuove-rara-bellezza-thea-gilmore-ghosts-graffiti/ , recensiti puntualmente su queste pagine.

Questo The Counterweight è il diciassettesimo lavoro (contando anche Ambitious Outsiders, che stranamente non viene mai elencato nelle varie discografie), casualmente, ma non troppo, è stato concepito e poi registrato nei mesi della Brexit, e in alcuni brani iniziali e finali dell’album, la situazione viene proprio documentata e certificata da un’artista attenta e provocatoria come la Gilmore: sono un totale di 18 canzoni nell’edizione deluxe (ma va benissimo anche la versione standard con 13 brani), in cui il marito polistrumentista Nigel Stonier (eccellente cantautore anche di suo) suona di tutto, con l’apporto del noto chitarrista Robbie McIntosh (Pretenders),  di Paul Beavis alla batteria, di James Kelly alla e-bow guitar in un pezzo,, il tutto con la particolarità di una sezione di archi composta da 9 elementi, guidata da Peter Whitfield, ad accompagnare le delicate interpretazioni della cantautrice “anglosassone”.

I “contrappesi” della Brexit (ma non solo, in generale dei tempi che viviamo, come ci ricorda anche la bella copertina dell’album) iniziano ad oscillare sulle note di un pianoforte nella tenue Fall Together, cantata in uno stile quasi alla Annie Lennox, e proseguono con i suoni leggermente “pop-tecno” di Leatherette, il ritmo costante della politica Reconcile, per poi sfoderare violini e altri archi nell’ariosa Sounds Good To Me. Con la bellissima Rise si ritorna alle ballate pianistiche d’atmosfera, mentre con Johnny Gets A Gun Thea vuole omaggiare tutte le vittime dell’odioso attentato avvenuto ad Orlando in Florida, per passare al ritmo incalzante di Another Damn Love Song, e ad una ancora una accorata Slow Fade To Black dove emerge il lato più intimistico e delicato della Gilmore. La parte finale del inizia con la spettrale litania di The Lucky Hum, a cui fa seguito il pop-rock “sinfonico” di New, un commovente brano pianoforte e voce come Here’s To You, e chiudere con la bella e sofferta The War, a ricordare l’omicidio della politica britannica Helen Joanne “Jo” Cox, avvenuto il 16 Giugno dello scorso anno, proprio nel pre-Brexit.

Le bonus tracks, a differenza di altre occasioni, completano un lavoro di spessore con la ballata pianistica Shiver, una divertente pop-song come Debt,, l’intrigante ritmo di una ammaliante There Was A Wedding, che vuole stupire l’ascoltatore, per ritornare alle atmosfere acustiche di Walkaway, e a quelle eleganti e pacate di una rilassante ballata come I Lift My Lamp. Questo The Counterweight è sicuramente uno dei dischi meno commerciali della Gilmore (anche se a tratti lo è, per la legge dei contrappesi), e forse anche per questo uno dei suoi migliori, proponendo come al solito un “cocktail” musicale che passa dal pop al folk, attraverso il rock di chiara impronta americana, consolidando Thea Gilmore ancora una volta un artista di vaglia, dotata di una penna incisiva e tagliente (e particolarmente prolifica visto le regolari uscite durante la sua carriera), se Bruce Springsteen e Joan Baez sono suoi fans,  evidentemente merita almeno di essere ascoltata. Chapeau, come sempre!

Tino Montanari

Per La Legge Di Compensazione, Il Passato, Il Presente E Anche Il Futuro Del Cantautorato Inglese. Thea Gilmore – The Counterweightultima modifica: 2017-06-29T00:09:55+02:00da bruno_conti
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