30 Anni Di “Combat-Folk” Riletti In Forma Acustica. Levellers – We The Collective

levellers we the collective

Levellers – We The Collective – On The Fiddle Recordings – Deluxe Edition

A distanza di sei anni dall’ultimo lavoro in studio Static On The Airwaves (12) https://discoclub.myblog.it/2012/07/10/onde-radio-dall-inghilterra-levellers-static-on-the-airwaves/ , e in occasione del trentennale della loro carriera, tornano i Levellers (una delle band folk rock più famose degli ultimi anni) con un album acustico, recuperando e reinterpretando soprattutto i singoli di successo (esclusi tre nuovi brani), tratti principalmente dai lavori iniziali, da A Weapon Called The World (90), dal loro miglior album Levelling The Land (91) diventato anche disco di platino, da Zeitgest (95), Mouth To Mouth (97), e dal più recente Truth & Lies (05), il tutto realizzato con l’inserimento di una bella sezione d’archi e arruolando il leggendario produttore John Leckie (Radiohead e Stone Roses), per contribuire a sviluppare con la sua esperienza questi nuovi intriganti arrangiamenti acustici. Questo album We The Collective, è stato registrato presso i leggendari Abbey Road Studios di Londra, con l’attuale line-up del gruppo composta da Mark Chadwick voce, chitarra, banjo e armonica, Matt Savage alle tastiere, Jeremy “Jaz” Cunningham basso, chitarra e bouzouki, Simon Friend voce, banjo e mandolino, Jonathan “Jan” Seving al violino e tin whistle, e Charlie Heather batteria e percussioni, con il determinante contributo della citata sezione d’archi che vede al cello Hannah Miller, Anisa Arslanagic alla viola, Mike Simmonds al violino, Ollie Austin alle percussione, e l’aggiunta della brava vocalist Laura Kidd, riuscendo così a creare insieme qualcosa di veramente speciale.

E a dimostrazione di tutto ciò il disco si apre con i suoni quasi operistici di una superba Exodus (da Zeitgeist), per poi passare ad un inno generazionale come Liberty Song, che in questa occasione viene riletta in una versione totalmente differente dall’originale, o come la dolce England My Home che nella parte finale viene valorizzata da archi “strazianti”. Si prosegue con i soliti violini che accompagnano una veloce e potente Subvert, a cui fanno seguito la melodia accattivante di Hope Street, con in sottofondo una armonica “malandrina”, le note medioevali di una sofferta Elation (si trovava su Mouth To Mouth), con il controcanto della vocalist Laura Kidd, e l’arrangiamento incredibilmente rilassante di Dance Before The Storm (rispetto all’originale più mosso che era sul premiato Levelling The Land). Con The Shame e Drug Bust McGee arriva il momento dei primi brani nuovi del lavoro, due belle ballate acustiche, la prima in scarna versione “unplugged”, la seconda con un sottofondo di violini e voci femminili, mentre la bellissima One Way (il brano di apertura del citato Levelling The Land), riesce ad essere quasi martellante come la versione originale, merito di una sorta di “cacofonia” dei numerosi strumenti acustici.

Il bonus CD è composto da una riscrittura stratosferica del classico Fifteen Years , che ricorda molto bene le atmosfere dei pub irlandesi (quelli dove spesso viene voglia di ballare sui tavoli), una versione più dolce della tosta Outside Inside, per poi arrivare al terzo nuovo brano dell’album, una All The Unknown che sembra uscita dai solchi dei migliori dischi dei Pogues, e andare infine a chiudere un lavoro eccellente con una dolcissima ballata acustica Said And Done, recuperata dal poco considerato Truth & Lies. I Levellers hanno deciso (giustamente, a mio parere) di approcciarsi in modo diverso e innovativo al loro trentennale di carriera, con un lavoro, questo We The Collective, che aggiunge una ulteriore “tacca” di merito al loro catalogo, a dimostrazione che la band guidata del leader Mark Chadwick (come altre, formazioni di altro tipo, vedi Metallica, Scorpions, Pearl Jam, e anche i meno noti Disturbed per citarne alcune), spesso sembrano dare il meglio della loro bravura e del loro talento in queste registrazioni “unplugged”, senza tralasciare, come nel loro caso specifico, un urlo di rabbia mai sceso ad alcun compromesso. Indispensabile per tutti i “fans” e intrigante per li vuole conoscere.

Tino Montanari

30 Anni Di “Combat-Folk” Riletti In Forma Acustica. Levellers – We The Collectiveultima modifica: 2018-04-15T12:08:37+02:00da bruno_conti
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