Tra Lampi Della Vecchia Classe Un Onesto Album Di Rock Classico. Wishbone Ash – Coat Of Arms

wishbone ash coat of arms

Wishbone Ash – Coat Of Arms – Steamhammer/SPV

Improvvisamente, a 50 anni dall’uscita dello splendido album omonimo del 1970 (ma già muovevano i primi passi in quel di Torquay, Devon nel 1969), scopro, leggendo alcune valutazioni in rete, che i Wishbone Ash fanno heavy metal: sarà forse perché il nuovo album Coat Of Arms (che esce a sei anni dal precedente Blue Horizon, di cui vi avevo parlato su queste pagine virtuali https://discoclub.myblog.it/2014/03/09/vecchie-glorie-sempre-gran-forma-1-wishbone-ash-blue-horizon/ , ed è il loro 23° disco di studio) viene pubblicato dalla Steamhammer, etichetta che si occupa soprattutto di hard’n’heavy? Potrebbe essere, anche se il quartetto inglese, in cui il leader è ancora il chitarrista e cantante Andy Powell, l’unico sopravvissuto della formazione originale ai vorticosi cambiamenti nelle line-up della band che si sono succeduti nel corso dei decenni, mi pare si posizioni sempre in quello stile tra hard-rock classico con twin lead guitars (sulla scia di band come Allman Brothers e Fleetwood Mac, di cui sono più o meno contemporanei), derive blues-rock con elementi prog e un buon uso delle melodie, quindi abbastanza lontani dai metallari più cattivi, anche se con il passare degli anni il suono si è leggermente indurito, ma anche banalizzato.

Rispetto al precedente album c’è un nuovo chitarrista Mark Abrahams, che ha sostituito l’onesto e preparato musicista finlandese Muddy Manninen, che era rimasto una decina di anni nel gruppo, mentre Bob Skeat al basso e Joe Crabtree alla batteria, rimangono al loro posto: devo dire che non cambia poi molto, Powell, che suona anche il mandolino e canta, si fa supportare da Abrahams, in modo a tratti efficace, come sottolinea subito l’ottimo brano di apertura We Stand As One dove il suono delle soliste suonate all’unisono ci rimanda immediatamente ai fasti del passato, con passaggi melodici eleganti e ricercati, l’uso di tastiere di supporto al lavoro delle chitarre, una energia ancora vibrante e vitale, tra riff e brevi assoli ben assortiti, certo i tempi di Argus o Pilgrimage sono passati, ma mi sembra che siamo di fronte ad un buon surrogato che accontenterà i fans, sia della band, come del buon rock. La lunga title track conferma questa impressione, la fusione tra il cantato mai sopra sopra le righe di Powell, anche con belle armonie vocali, ed il continuo, complesso e raffinato lavoro delle due chitarre è sempre estremamente piacevole da ascoltare, specie nei continui cambi di tempo della palpitante parte strumentale dove gli assoli si susseguono senza soluzione di continuità.

Empty Man introduce consistenti elementi elettroacustici, con rimandi al folk-rock prog dei Jethro Tull, altro elemento sempre presente nel DNA dell’Osso Del Desiderio. La sognante e bucolica Floreana è ancora gradevole e ben costruita, ricca di passaggi chitarristici, ma sentita mille volte, Drive vira verso un AOR all’americana più nerboruto dove si apprezza il lavoro delle chitarre ma il resto non è memorabile, la morbida It’s Only You I See al di là dei soliti eccellenti passaggi strumentali si fatica a reggerla per sette minuti, insomma non succede molto fino al terzo minuto quando entrano le chitarre, meglio la robusta Too Cool For AC, anche se pure in questo caso nulla per cui sbattersi più di tanto, onesto e ben fatto R&R, come in tutto il CD.

Back In The Day invece ha un bel riff, un groove movimentato e potente, ma se non fosse per la parte centrale strumentale, facilmente dimenticabile, Déjà-Vu, potrebbe intitolarsi anche déja listened, di nuovo morbido folk-rock ma insomma…; When The Love Is Shared parte bene ma poi si spegne quasi subito, lasciando alla bluesata Personal Halloween, tra 12 battute e Dire Straits, anche con una sezione fiati aggiunta, il compito di concludere il disco. Qualche lampo della vecchia classe, per il resto un onesto e diligente esercizio rock.

Bruno Conti

Tra Lampi Della Vecchia Classe Un Onesto Album Di Rock Classico. Wishbone Ash – Coat Of Armsultima modifica: 2020-04-09T10:31:53+02:00da bruno_conti
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