“Sudisti Veri” E di Quelli “Ma Molto Bravi”. Whiskey Myers – Firewater

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Whiskey Myers – Firewater – Wiggy Thump Records

 

Vengono da Elkhart, una piccola cittadina dell’East Texas e, per una volta, non ci sono dubbi su che genere di musica facciano: Southern Rock. E di quello duro e puro! Poi se vogliamo elaborare sulle influenze vere o presunte, citate o nascoste, loro (e la stampa) parlano di Lynyrd Skynyrd, Allman Brothers, Led Zeppelin e tra i nomi più recenti, Reckless Kelly, Randy Rogers e Cross Canadian Ragweed. Proprio con la band di Cody Canada hanno in comune il nome dei due principali componenti del gruppo: Cody Cannon, il cantante che si occupa anche di armonica e chitarra acustica e il chitarrista Cody Tate, uno dei due che si occupa delle parti soliste insieme all’altro axemen John Jeffers.

E devo dire che questa coppia non ha nulla da invidiare a Rossington e Collins che permeavano con il loro sound i primi Lynyrd Skynyrd. Perché, diciamocelo francamente, questo Firewater (che è il loro secondo CD) non ha nulla da invidiare alla band di Jacksonville, ma proprio quella degli esordi, dei primi anni, la migliore. Quella fusione di rock (e qui i Led Zeppelin c’entrano, ma anche allora), blues e tanto country, energico e pieno di R&R ma sempre country, caratterizza questo disco che si avvale anche della loro capacità compositive che sono notevoli e si estrinsecano in una serie di brani di grande qualità, senza cadute di gusto nel rock banale (e il genere spesso porta a qualche peccatuccio heavy).

Il loro sound, potente e chitarristico, in questo disco si avvale anche dell’opera di Leroy Preston, produttore, organista e terzo chitarrista aggiunto, anche alla pedal steel. Giustamente uno dice, perché limitarsi a quel suono scarno, con “solo” due chitarre soliste, come nel primo disco, quando ne puoi aggiungere pure una terza e partire per quelle cavalcate chitarristiche che faranno la gioia degli amanti del genere? E infatti loro non si sono limitati e il disco ne risente in modo più che positivo, pensate a come avrebbero potuto diventare i Kings Of Leon se non avessero voluto (o dovuto) trasformarsi nei Kings of U2, con tutto il dovuto rispetto per entrambi, che mi piacevano immensamente di più ai loro inizi, entrambi.

I Whiskey Myers, per il momento, non corrono questo rischio e sin dalle prime note di Bar, Guitar and A Honky Tonk Crowd, con la voce di Cody Cannon che ricorda in modo impressionante quella di un giovane Ronnie Van Zant e qui c’entra anche la genetica, ma poi quando il suono decolla e le chitarre cominciano a rollare rispondendosi dai canali del vostro stereo, iniziate a capire che siete saliti a bordo per un bel “viaggio” musicale e un tuffo nel passato anche, le solite menate, musica derivativa, già sentita, ma fatta un gran bene, meglio così che strani ibridi sonori che si piegano alle mode del momento e finiscono per non accontentare nessuno. Guitar Picker, bel titolo, alza ulteriormente l’intensità del suono, con le chitarre che sferragliano allegramente ma senza troppe lungaggini (i brani difficilmente superano i 5 minuti, a parte un paio di eccezioni).

Anche quando i ritmi rallentano, entra l’organo di Leroy Powell (che se il nome vi dice, ha fatto anche una manciata di dischi a nome suo e ha suonato la chitarra nella band di Shooter Jennings), un dobro e ci addentriamo in una ballatona che potrebbe essere un manifesto del loro credo, Ballad Of A Southern Man, dicevo, anche in questo caso la qualità non cala di una virgola. Calm before the storm ancora con le chitarre all’unisono di Tate e Jeffers e una bella pedal steel sullo sfondo ha quegli improvvisi cambi di tempo che hanno sempre caratterizzato il miglior southern rock, e qui mi vengono in mente anche gli Outlaws dei primi dischi, grinta e dolcezza alternate prima delle sventagliate finali quando la musica si indurisce e il rock zeppeliniano prende il sopravvento con le due chitarre che macinano assoli prima di rientrare nel finale nel corpo della canzone. Grande brano!

Broken Window Serenade è una bellissima country song con uso di armonica che ricorda moltissimo gli Eagles dei primi dischi, quelli con Bernie Leadon e la coppia Henley/Frey che creava canzoni seminali per lo sviluppo di quello che allora si chiamava country-rock (ma era un genere che frequentavano con profitto anche i primi Lynyrd). Different Mold mette in pista anche l’animo rock-blues dei Whiskey Myers quello più vicino agli Allman Brothers o anche ai già citati Cross Canadian Ragweed, riff potenti e granitici ma anche una attenzione al lato “melodico” o meglio antemico del genere, quello che spinge il pugnetto dell’ascoltatore ad alzarsi. E pure la successiva Turn it Up con le sue scariche di riff adrenalinici e una slide malandrina alza il tiro con la ritmica che si diletta in tempi alla Led Zeppelin.

In questa alternanza di tempi ed atmosfere, la pedal steel e le chitarre liriche di Virginia ci riportano a quelle hard ballads, melodiche ma dal cuore di acciaio in cui i primi Skynyrds erano maestri e i nostro amici hanno imparato bene la lezione e la rendono alla perfezione con un altro brano d’effetto. Quello che sorprende è la maturità di questi ragazzi, perché se vi capita di vedere delle foto del gruppo si vede che sono ancora giovani, sotto barbe e cappelli per qualcuno: sono insieme dal 2007 ma in poco tempo hanno bruciato le tappe. Anche un brano minore come il divertissement acustico Anna Marie mette in mostra il loro virtuosismo strumentale ma è nei brani più elettrici come nella rocciosa How Far, in questo caso più vicina all’hard rock classico che eccellono con quel sound trascinante che tiene avvinto l’ascoltatore (che deve amare il genere ovviamente). I brani che superano i 6 minuti sono la poderosa Strange Dreams con una chitarra wah-wah che ci porta ancora in territori cari alla band di Page&Plant e con la voce di Cannon e le chitarre che si fronteggiano con grinta e furore e la conclusiva ballata, solo voce e chitarra acustica, Song For You con un finto rumore statico di vinile, che potrebbe essere il preludio  a una futura carriera solista del cantante Cody Cannon. I testi sono acclusi nel libretto e la grafica e il suono del CD sono quanto di più professionale ci si possa aspettare da un prodotto indipendente, questo unito alla qualità eccellente del disco ne fa un prodotto super consigliato.

Bruno Conti

“Sudisti Veri” E di Quelli “Ma Molto Bravi”. Whiskey Myers – Firewaterultima modifica: 2011-05-15T18:42:00+02:00da bruno_conti
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