“L’Acadien” Errante. Zachary Richard – Some Day Live At The Montreal Jazz Festival

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Zachary Richard – Some Day – Live at The Montreal Jazz Festival – DVD

Quest’anno il Natale per il sottoscritto è arrivato in anticipo. Grazie al meritevole interessamento del titolare di questo “blog” (il mio amico Bruno), sono entrato in possesso di questo introvabile Concerto, registrato nel 2009 nell’ambito del Festival International de Jazz de Montreal, di uno degli artisti più importanti della Louisiana, che risponde al nome di Zachary Richard. Nato a Scott nel 1950, Zachary fin da giovane rimane influenzato dalla musica tradizionale del luogo, impara a suonare piano e chitarra e in seguito si accosta alla fisarmonica. Dopo l’università diventa musicista, e dal 1975 si sposta a vivere in Canada dove comincia ad incidere dischi. Bayou de Mystères del 1976 lo vede esordire brillantemente, l’anno seguente incide l’acclamato Mardi Gras (considerato da molti  critici il miglior lavoro del primo periodo), nel 1978 è la volta di Migration, disco d’oro in Canada, e Allons Danser del 1979 e il doppio Live in Montreal  (con Sonny Landreth alla chitarra solista), chiude un quinquennio decisamente positivo.

In seguito la sua creatività subisce un rallentamento in quanto Vent D’Eté del 1981 è discreto, mentre Zach Attack del 1984 registrato a Parigi non è esaltante. Dopo un doppio antologico Looking Back del 1987, inizia ad incidere per la Rounder (mitica etichetta del Massachussetts), e Zach’s bon ton e Mardi gras Mambo gli aprono finalmente le porte del mercato americano. Women in the Room del 1990 è un gran bel disco, passano due anni e Zach  si rimette in pista con Snake Bite Love, probabilmente il migliore del secondo periodo, che si chiude con l’ottimo Cap Enragè del 1996, distribuito dalla nostra I.R.D. Dopo una doppia antologia Travailler c’est Trop Dur del periodo 1976-1999 (dal titolo vagamente ambiguo), Richard  abbraccia la lingua francese “tout court” e dopo Cap Enragè, sforna una “triade” di capolavori che parte da Coeur Fidèle del 2000, cui fa seguito Lumière Dans Le Noir del 2007, per chiudere il cerchio con l’immancabile Last Kiss del 2009.

La band  che lo accompagna sul palco di Montreal vede nelle sue file musicisti poco conosciuti ma bravissimi quali David Torkanowsky al piano, Shane Theriot alle chitarre, Paul Picard alle percussioni, Yolanda Robinson ai cori, oltre al nostro Zach chitarra acustica e fisarmonica, per un suono denso di umori, ricco di invenzioni, di brani universali con accenti zydeco, cajun,. Rhythm and Blues, etc. Ogni brano delle 21 canzoni qui presentate è suonato in versioni insolite,  con nuovi arrangiamenti per meglio catturare l’atmosfera “live”, con assoli di armonica dello stesso Zachary Richard (suona anche la fisarmonica naturalmente).

L’inizio del concerto è volutamente in versione acustica con Dansé e Petit Codiac, seguita dopo una breve presentazione della formazione, da Last Kiss tratta da uno degli album più recenti, e il brano seguente non poteva che essere One Kiss per dare un senso compiuto all’argomento. No French, no More uno dei successi del primo periodo viene eseguita in modo sommesso da Zach, mentre la seguente La Ballade de Dl-8-153 con armonica d’ordinanza, è prettamente in versione “bluesy”. Il ritmo si alza con una Snake Bite Love impreziosita dal controcanto di Yolanda, come nella seguente e delicata Au Bord de Lac Bijou. Una pianistica The Ballad of C.C.Boudreaux introduce un “trittico” di brani spettacolari, con una Some Day in versione “soul” con la voce della Robinson degna della tradizione delle cantanti di “colore”, per finire con una Sweet Daniel lenta e struggente, con un buon assolo di chitarra elettrica. Si riparte con O’Jesus ( brano che ricorda il genocidio del Rwanda) in versione “rap-blues”, mentre Filè Gumbo introdotta da un  assolo di armonica è segnatamente in stile “honky-tonky”.

Arriva a sorpresa l’unica cover della serata, uno dei capolavori di Robbie Robertson, una meravigliosa Acadian Driftwood tutta giocata in duetto tra Zach e Yolanda (nel disco in studio c’era Celine Dion), mentre The Levee Broke è una ballata acustica di un certo respiro che racconta del dramma dell’uragano Katrina e dell’alluvione a New Orleans. Dancing at Double D’s e Crawfish sono brani che il songwriter della Louisiana ci ha fatto conoscere e amare, la musica “cajun” della sua terra natia. Ci si avvia alla fine con delle canzoni d’amore, come la splendida Cotè Blanche Bay, seguita dalle delicate Je Voundrais Aimer e La Promesse Cassè, per chiudere con uno dei brani più belli della suo immenso bagaglio musicale La Ballade de Jean Batailleur, una ballata di grande respiro, dalla melodia avvolgente, rifatta in modo “roots” con una notevole sofferta interpretazione vocale di Zach. Eterna.

Zachary Richard è un personaggio che mi è molto caro, un musicista che ha vissuto parecchio
anche in Canada (nella regione del Quebec), che ha acquistato nel tempo sempre più  il ruolo di paladino della tradizione culturale francofona del nord  America, che ha tentato di proporsi in due lingue, il francese e l’inglese, cercando di mettere a contatto due mondi, dalle vicende storiche profondamente diverse. Questo è un DVD “per gli amanti della musica” come dice lo stesso Richard in perfetto italiano alla fine di un brano, non è di facile reperibilità, ma se vi sbattete un po’ si può trovare, e allora passerete un Buon Natale, con i miei migliori Auguri.

Tino Montanari

“L’Acadien” Errante. Zachary Richard – Some Day Live At The Montreal Jazz Festivalultima modifica: 2011-12-14T09:45:00+01:00da bruno_conti
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