Dopo Jonathan Wilson Continua La “Rivincita” Della Psichedelia? Dalla Svezia The Amazing – Gentle Stream

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The Amazing – Gentle Stream – Subliminal Sound

Una “psichedelia” gentile e affiancata dal folk-rock e dai suoni della West Coast con più di un pizzico di progressive rock (anche se Stoccolma è nella Svezia orientale che già di suo è ad est), ma almeno idealmente le coordinate di The Amazing (non hanno false modestie fin dal nome del gruppo) sono quelle. Molto in comune anche con il quasi omonimo album di Jonathan Wilson che da qualche mese sta allietando i miei ascolti e che finalmente posso citare come punto di riferimento “moderno” per identificare un tipo di musica senza dover necessariamente ricorrere a nomi che vengono dal passato (ma aspettate un attimo che arrivano)!

Intanto, per la cronaca, il gruppo è già al terzo disco, un album completo e un mini negli ultimi due anni, entrambi decisamente belli ma questo è il loro migliore. E hanno anche un gruppo collaterale da cui provengono due quarti dei componenti, gli ottimi Dungen con una militanza di una decina di anni sulla scena musicale svedese, fautori di un rock leggermente più estremo, con propaggini di jazz-rock, progressive e vaghe tracce hendrixiane che si uniscono ai suoni più morbidi di questo Gentle Stream. I due sono il batterista Johan Holmegard e soprattutto il chitarrista Reine Fiske, il vero asso nella manica di entrambe le formazioni e, solo nel caso degli Amazing il cantautore Christoffer Gunrup, con una voce morbida e melliflua come poche. Devo ammettere che dalla Svezia non vengono solo gli Abba o i Cardigans, i Roxette e Yngvie Malmsteen o se proprio vogliamo anche gli Ark ma in passato da lì è venuto un artista di culto come Bo Hansson autore nei “mitici” anni ’70 (per parafrasare il buon Gianni Minà) di una serie di album strumentali che musicalmente hanno più di un punto in comune con questo album (se volete investigare vi consiglierei due dischi bellissimi come Lord Of The Rings e Magicians Hat vere fucine di idee e continui cambiamenti sonori all’interno di strutture molto trasversali, ma anche gli altri album meritano). 

Ma veniamo a questo Gentle Stream, colpevolmente accantonato (ma come diceva il maestro Manzi, “Non è mai troppo tardi”) e che invece si segnala come uno dei dischi più interessanti di questo 2011 appena concluso: derivativo come pochi, ma se è fatto così bene, non si può non accettare. Ora vi colpirò con un’orgia di citazioni (musicali) perché uno non si può trattenere, ascoltando questo disco ti fioriscono spontanee!

A partire dall’inizale Gentle Stream quasi 7 minuti di pura magia sonora, che affianca il già citato Jonathan Wilson nella ripresa di sonorità uscite dalla Laurel Canyon di inizio anni ’70 e dalla West Coast tutta, quindi il Crosby di If I Could Only Remember My Name, l’opera tutta del Neil Young in vena di morbide jam chitarristiche, i Pink Floyd di quegli anni, Quicksilver, Mad River con la chitarra elettrica meravigliosamente inventiva di Friske che si libra come un novello Cipollina o Garcia oltre a Stills e Young nelle loro cavalcate più geniali. E il resto del gruppo non è da meno, con due batteristi mai scontati nel loro agile drumming.

E come non ricordare il Nick Drake di Bryter Layter nelle dolci evoluzioni da paesaggi autunnali della deliziosa Flashlight, tra folk, Canterbury sound dei primi Caravan (la batteria jazzata e l’uso del flauto), e poi nel finale con l’entrata del sax anche i King Crimson più sognanti (ma non scordiamoci McDonald & Giles, grandissimo disco).

International Hair riprende ed amplia queste tematiche folk (vogliamo dire Fairport, John Martyn e Incredible String Band e i Pink Floyd più pastorali?). E diciamolo! Delicate voci femminili di supporto si incrociano con la voce di Gunrup per creare dei punti di contatto anche con i primi Radiohead di Thom Yorke, mentre le tastiere peraltro sempre presenti anche nei brani precedenti cuciono il sound con una presenza discreta ma molto efficace e le chitarre si insinuano nelle pieghe del sound con un lavoro sottile e di fino di gran classe, sempre senza dimenticare il notevole lavoro delle percussioni.

Ancora suoni cesellati tra folk e gentile psichedelia nell’incantato rock progressivo di The Fog che può ricordare (almeno a chi scrive) i primi Genesis di Trespass e Nursery Cryme (senza la voce di Gabriel, Ok, non si può avere tutto dalla vita!). Poi tornano le cascate di chitarre in Gone, altro eccellente esempio di come la West Coast di quegli anni si può fondere con il meglio del sound britannico della stessa epoca attraverso la riproposizione sonora degli Amazing, il risultato chiamatelo come volete a me verrebbe in mente “buona musica”!

Dogs (nonostante il nome) è decisamente Meddle o Atom Heart Mother dei Pink Floyd suonata da CSNY sotto la direzione di Jerry Garcia o, se vi capiterà di sentirli, dei passaggi del Bo Hansson sopracitato, con organo, chitarre e le batterie che costruiscono un tappeto sonoro perfetto per le “estatiche” vocalità di Gunrup prima di esplodere in una jam strumentale finale di rara efficacia. I due minuti di Assumptions tra fade-in e fade-out finscono prima che tu te ne accorga e sono uno specie di intramuscolo prima di inoltrarti negli ampi spazi della conclusiva When The Colours Change ancora a cavallo tra progressive, psichedelia e improvvisazione pura con la voce che galleggia tra chitarre e tastiere, se volete possiamo ricordare tra i contemporanei anche certe cose dei Sigur Ros più ispirati. Nomi e citazioni (certe, probabile e inconsce) ve ne ho sparate a raffica e forse vi ho stordito (guardatevi e ascoltatevi i video però!) ma l’importante è che il risultato finale con tutte queste analogie sicuramente presenti è assolutamente valido per i propri meriti e quindi vi consiglio questo Gentle Stream di cuore. Si fatica un po’ a trovarlo ma vale la ricerca!

Bruno Conti

Dopo Jonathan Wilson Continua La “Rivincita” Della Psichedelia? Dalla Svezia The Amazing – Gentle Streamultima modifica: 2012-01-02T18:53:00+01:00da bruno_conti
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