Ancora “Quelle” Canzoni, Ma Non Ci Si Può Certo Lamentare! Roger Waters – Us + Them

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Roger Waters – Us + Them – Columbia/Sony DVD – BluRay – 2CD

Di comune accordo con Bruno ho deciso di sorvolare sul nuovo album dal vivo dei Queen con Adam Lambert (una combinazione che può avere senso vedere di persona, più che altro per la storia personale di Brian May e Roger Taylor, ma che ascoltata su disco innesca un chiaro “effetto cover band”, nonostante il giovane Adam abbia comunque una gran voce), ma non potevo esimermi dal parlare di Us + Them, nuovo live di Roger Waters che, piaccia o no, è una delle figure di spicco e più carismatiche del panorama rock mondiale. Quarto disco dal vivo dell’ex leader dei Pink Floyd dopo i due The Wall (quello “collettivo” del 1990 a Berlino e quello più recente del 2015) ed il “greatest hits live” In The Flesh del 2000, Us + Them è in realtà la colonna sonora del film-concerto uscito nelle sale lo scorso anno (che non ho visto), nel quale le immagini registrate nel corso di quattro serate allo Ziggo Dome di Amsterdam (e pare anche in qualche imprecisata data inglese) durante il tour in supporto a Is This The Life We Really Want? vengono intervallate da interviste ed incontri con immigrati di varie etnie da parte dello stesso Waters, attento come sempre alle problematiche sociali.

A differenza di altre uscite, per esempio dei Rolling Stones, in cui sono disponibili i “bundle” CD/DVD o CD/BluRay, qui i due supporti video vengono venduti separatamente rispetto al doppio CD, e la cosa mi ha fatto optare per la sola parte audio dal momento che volevo evitare, come per esempio succedeva nel The Wall del 2015, di vedere un concerto interrotto più volte per sorbirmi le opinioni politiche di Waters che mi interessano il giusto (e che comunque non mancano neppure durante lo show): e poi, in ogni caso, avevo assistito nel 2018 alla prima delle due serate al Forum di Assago, quindi per questa volta ho preferito concentrarmi più sulla musica che sulle immagini. C’è da dire che il concerto è decisamente spettacolare dal punto di vista visivo, con i soliti giochi di luci, colori ed effetti speciali nonché le splendide immagini ad altissima definizione proiettate sul palco, ma non è che dal punto di vista musicale lo show sia inferiore, anzi: le canzoni che Waters ha reso celebri con i Floyd sono note a tutti, e qui non mancano di certo, ma quello che rende secondo me il doppio CD imperdibile è la qualità sonora incredibile, cosa non comune per un disco dal vivo, al punto che mi sorge qualche dubbio sul fatto che sia stato “aggiustato” in studio.

Non è neppure secondaria per la riuscita del lavoro la superband che accompagna il nostro (che tra parentesi è in buona forma vocale considerata l’età ed il fatto che non sia mai stato un grandissimo cantante), un gruppo guidato dal ben noto Jonathan Wilson alla chitarra e voce (sue le parti cantate originariamente di David Gilmour), gli altri due chitarristi Dave Kilminster e Gus Seyffert, i tastieristi Jon Carin (a lungo coi Floyd guidati proprio da Gilmour) e Bo Koster, il batterista Joey Waronker, il sassofonista Ian Ritchie ed il duo delle Lucius, ovvero Jess Wolfe e Holly Laessig, alle voci di supporto. Un live molto bello quindi (e non potrebbe essere altrimenti con certe canzoni) che, ripeto, ha un suono che raramente ho ascoltato in un album dal vivo. L’inizio è di esclusivo appannaggio di The Dark Side Of The Moon, con l’introduttivo battito cardiaco di Speak To Me seguito da Breathe, Time (con un duetto Wilson-Waters), la ripresa di Breathe e The Great Gig In The Sky (quest’ultima con le due Lucius protagoniste), una sequenza interrotta solo dalla sempre trascinante ed applauditissima One Of These Days, già sentita recentemente sul live di Nick Mason (ed il match si chiude in parità). Una splendida Welcome To The Machine, brano che ascolto sempre con grande piacere, precede un trittico di pezzi dall’ultimo studio album del nostro, e cioè la bellissima ed emozionante Déjà Vu, una ballatona che è puro Waters, la drammatica The Last Refugee e la tesa ed affilatissima Picture That.

Il primo CD si chiude con la sempre toccante Wish You Were Here, suonata da Dio e particolarmente suggestiva, e l’unico e forse un po’ scontato omaggio a The Wall con The Happiest Days Of Our Lives seguita dalla seconda e terza parte di Another Brick In The Wall. La seconda parte dello show è la più spettacolare dal punto di vista visivo, dal momento che la famosa Battersea Power Station raffigurata sulla copertina di Animals viene ricreata on stage (e presto raggiunta anche dal mitico maiale volante), ma anche la parte musicale non scherza con un uno-due tra Dogs e Pigs (Three Different Ones) davvero strepitoso, che rappresenta forse il punto più alto del concerto. Il finale è ancora riservato allo storico disco con in copertina il prisma ottico con Money, Us & Them, Brain Damage ed Eclipse suonate una dietro l’altra, mentre come aggiunta speciale sul doppio CD abbiamo due tracce esclusive registrate in studio, cioè una breve ripresa strumentale di The Last Refugee ed una cantata della sempre splendida Déjà Vu, ma con due versi inediti non presenti su Is This The Life We Really Want?

Interessante, ma forse avrei preferito l’inserimento di Mother e Comfortably Numb, spesso suonate come bis (la seconda è però presente come bonus nel DVD e BluRay, insieme a Smell The Roses). Considerando l’età di Roger Waters e soprattutto la sua “pigrizia”, questo Us + Them potrebbe anche essere la sua ultima testimonianza dal vivo: un motivo in più per non lasciarsela sfuggire.

Marco Verdi

Il Live Che I “Veri” Pink Floyd (Se Fossero Ancora Insieme) Non Avrebbero Il Coraggio Di Fare! Nick Mason’s Saucerful Of Secrets – Live At The Roundhouse

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Nick Mason’s Saucerful Of Secrets – Live At The Roundhouse – Sony 2CD/DVD

Quando esce un nuovo album da solista di un ex membro dei Pink Floyd il pensiero va chiaramente prima a Roger Waters (che infatti si farà vivo tra pochi giorni, il 2 ottobre, con il live Us + Them) e poi a David Gilmour, dato che Richard Wright non è purtroppo più tra noi da dodici anni (e poi comunque la sua carriera al di fuori della band non era mai stata molto attiva). Più difficile che la mente vada all’ex batterista del gruppo, Nick Mason, un altro che non ha avuto un percorso solista esattamente fulminante: eppure il buon Nick avrebbe tutto il diritto di ereditare almeno una parte dell’eredità artistica del suo famoso ex gruppo, dal momento che è l’unico tra i componenti ad essere stato presente in tutti i dischi da The Piper At The Gates Of Dawn fino al “postumo” The Endless River, anche se il suo nome tra gli autori dei vari brani è comparso molto di rado.

Mason nel 2018 ha pensato che era ora di tornare a sedersi ai tamburi, e non avendo la possibilità di farlo con i Floyd ha deciso di formare una sua band, che ha chiamato Nick Mason’s Saucerful Of Secrets, un combo che fin dal nome fa intendere che il riferimento principale sono proprio le canzoni del suo leggendario ex gruppo: attenzione però a confonderli con una cover band, dato che come ho detto prima Mason è più che legittimato a portare in giro certe canzoni. Il moniker del gruppo, che fa riferimento al secondo album dei Floyd targato 1968, è però indicativo sul tipo di repertorio che Nick ha deciso di proporre on stage: infatti il nostro ha evitato accuratamente tutto il materiale tratto da dischi famosissimi come The Dark Side Of The Moon, Wish You Were Here e The Wall, optando invece per una rilettura in chiave moderna di canzoni del periodo che va dagli esordi del 1967 fino al 1972; per fare ciò, Mason si è affidato ad una band giovane (non sono proprio dei pischelli, ma hanno comunque diverse primavere in meno rispetto al leader) formata da Gary Kemp, ex chitarrista degli Spandau Ballet (!), dal bassista Guy Pratt, che faceva già parte della live band dei Floyd dal 1987 in poi, dall’altro chitarrista Lee Harris e dal tastierista Dom Beken, con Kemp e Pratt a dividersi le parti vocali soliste.

Ora i nostri hanno pubblicato questo Live At The Roundhouse, un doppio CD con DVD allegato che inizialmente doveva uscire ad aprile, e che documenta il meglio di due show tenutisi il 3 e 4 maggio del 2019 nel teatro citato nel titolo, che sorge nel quartiere di Camden a Londra. Ebbene, devo dire che Mason e compagni hanno avuto un’idea davvero brillante, cioè riproporre canzoni meno note dei Floyd dando loro un taglio più attuale e moderno, attraverso rappresentazioni fresche e vitali: i vari brani sono riletti in modo diretto, piacevole e creativo, ed i nostri sono stati bravissimi a togliere quella patina di antico e datato che caratterizzava alcuni pezzi soprattutto del periodo psichedelico, rispettando comunque la struttura originale ed impreziosendola con un suono da moderna rock band (mentre dal punto di vista visivo il concerto rievoca i primi spettacoli dei Floyd, con uno show di luci e colori tipici della seconda metà dei sixties). E poi Mason, nonostante i suoi 76 anni, quando si siede dietro la batteria smette di essere un tranquillo signore inglese e riaccende come per magia il sacro fuoco.

Anche la setlist è molto interessante, con ben cinque brani che neppure i Floyd originali avevano mai suonato dal vivo, e con solo un pezzo, One Of These Days, in comune con le scalette degli ultimi tour dal 1987 al 1995 (analogo discorso per la suggestiva ed orientaleggiante Set The Controls For The Heart Of The Sun, l’unica traccia che saltuariamente Waters ripropone ancora dal vivo). Non potevano mancare numerosi tributi a Syd Barrett, con versioni accattivanti e coinvolgenti dei singoli Arnold Layne e See Emily Play, ma anche mini-suite acide come l’uno-due che apre la serata formato da Interstellar Overdrive e Astronomy Domine (suonate splendidamente) e pezzi meno visitati in passato ma di sicuro impatto come una decisamente rockeggiante Lucifer Sam, la saltellante Bike e addirittura la rara Vegetable Man (un inedito dell’epoca uscito nel 2016 nel megabox The Early Years).

Altre rarità sono i tre pezzi tratti da Obscured By Clouds (la title track, When You’re In e Childhood’s End), che sembrano rinascere in queste riletture attuali; a proposito di omaggi, Mason si ricorda anche di Wright con la fluida Remember A Day, e anche dell’amico-nemico Waters (che però con lui non ha mai avuto grossi problemi) con le poco esplorate The Nile Song, Green Is The Colour (che non rammentavo così bella, una ballatona sontuosa) e Let There Be More Light, brani che forse neppure Roger si ricorda più. Non solo psichedelia, ma spazio va anche a delicate ballate acustiche come l’intensa Fearless e la bellissima If, e c’è perfino un estratto dalla suite Atom Heart Mother, sempre formidabile ed eseguita alla grandissima. Un concerto così bello e creativo non poteva che chiudersi in maniera adeguata, con la sempre travolgente One Of These Days (piccola curiosità: era l’unico pezzo dei Floyd ad essere “cantato”, se così si può dire, da Mason), la super-psichedelica A Saucerful Of Secrets, qui con uno splendido finale da rock song “classica” (uno degli highlights dello show), e la deliziosa ed orecchiabile Point Me At The Sky, che per anni fu l’ultimo singolo dei Pink Floyd.

Un doppio CD tutto da godere quindi, che non esito a mettere tra i migliori album dal vivo del 2020.

Marco Verdi

Continua Il Filotto Di Ottimi Dischi Per L’Omone Di Ocean City, New Jersey. Walter Trout – Ordinary Madness

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Walter Trout – Ordinary Madness – Mascot Provogue CD Limited Edition – 2 LP Vinile Colorato

Ormai anche Walter Trout si avvia a toccare, il prossimo anno a marzo, il traguardo dei 70 anni: e da come si era messa la sua vita quando nel giugno del 2013 gli fu diagnosticata una grave forma di cirrosi epatica, le sue possibilità di sopravvivenza sembravano veramente poche, senza un trapianto del fegato. Cosa per fortuna puntualmente avvenuta nel maggio dell’anno successivo, tanto che già ad ottobre del 2015 usciva il suo album Battle Scars, che documentava la sua battaglia vinta con la malattia. Nel pieno della malattia aveva pubblicato un sorprendente (per qualità) disco come The Blues Came Fallin’, e negli anni successivi ha confermato una vena compositiva mai perduta, prima con Alive In Amsterdan, poi con l’ottimo album di duetti, con ospiti a go-go, We’re All In This Together, e ancora lo scorso anno l’eccellente Survivor Blues, un album con una serie di cover di brani non notissimi, alcuni addirittura oscuri https://discoclub.myblog.it/2019/01/26/non-solo-sopravvive-ma-prospera-ogni-disco-e-piu-bello-del-precedente-walter-trout-survivor-blues/ .

Per completare il filotto il musicista del New Jersey (che ha ribadito in una recente video intervista con il suo amico Joe Bonamassa, un aneddoto divertente e poco conosciuto dei suoi primi anni sui palchi di Ocean City, quando le rispettive band suonavano una di fianco all’altra su palchi adiacenti, e la chitarra solista degli Still Mill era un certo Bruce Springsteen, di cui Walter non rimase molto impressionato all’epoca dalla abilità come chitarrista, consigliandolo di migliorarla, cosa che poi parrebbe essere successa (!?!?), e ha pure scritto anche qualche “bella canzoncina”) pubblica ora un nuovo album Ordinary Madness, che non fa riferimento alla “pazzia” fuori dal comune causata dalla pandemia, ma alle debolezze e alle fragilità insite in ciascuno di noi. In effetti l’album è stato completato poco prima dello stop per il virus, negli Horse Latitudes, gli studios di proprietà dell’amico Robby Krieger dei Doors, in quel di LA, California, non lontano da Huntington Beach, dove Trout vive da anni con la famiglia. Solito produttore, una garanzia, Eric Corne, dal 2006 al suo fianco, Johnny Griparic al basso, Michael Leasure alla batteria, un altro fedelissimo, e Teddy Andreadis alle tastiere.

Ovviamente ci dobbiamo aspettare un ennesimo album di blues elettrico corposo, influenzato dalle 12 battute, ma innervato da una base rock assai presente e dove la chitarra solista di Walter Trout è la dominatrice assoluta del suono: insomma anche se Walter non ha dimenticato gli anni trascorsi con il suo mentore John Mayall il suo approccio è quello tipico del “guitar hero”, quindi ottime melodie quando servono, belle ballate terse, ma poi quando interviene la Fender di Trout non ce n’è per nessuno o per pochi. Anche se lo scorso anno si è fratturato il mignolo della mano sinistra (quella degli accordi per intenderci) ben tre volte, la title track, un lento sinuoso, languido e ipnotico conferma la grande tecnica e il feeling dei suoi assoli, un brano che potrebbe rimandare a quegli slow blues à la Robin Trower dove la chitarra quasi galleggia, liquida ed affascinante, mentre lascia dipanare lentamente la sua improvvisazione, stabilendo anche quale sarà il concetto sonoro dell’album, ribadito in Wanna Dance dove i ritmi si fanno più incalzanti, le sonorità più lavorate, con le tastiere a sostenere la solista, tra Van Halen e Neil Young (?!? lo ha dichiarato lui) che continua comunque a rilasciare assoli sempre vibranti e di grande consistenza, per poi placarsi nella bellissima ballata My Foolish Pride, quasi di impianto country e cantata benissimo del nostro, in una atmosfera che trasuda serenità, mentre piano e organo, quelli che furono di Ray Manzarek, lavorano di fino e tirano la volata per il lirico assolo di chitarra.

Poi nella pastorale Heartland utilizza la vecchia Telecaster di James Burton, “casualmente” anche quella negli studi di Krieger e fa capolino pure una fisa. All Out Of Tears scritta insieme a Teeny Tucker, e dedicata al defunto figlio di quest’ultima, è uno slow blues duro e puro, ad alto contenuto emotivo, con Trout che distilla dalle corde della sua chitarra un assolo lancinante, che avrebbe reso orgoglioso il suo amato Mike Bloomfield, da sempre citato come suo modello di ispirazione. Final Curtain Call è più dura e tirata, con dei tocchi orientaleggianti che rimandano agli Zeppelin, compreso assolo alla Page, ma con l’armonica suonata dallo stesso Walter che alza la quota blues, Heaven In Your Eyes è una ballata che illustra il suo lato più melodico, con The Sun Is Going Down che rivaleggia con i mid-tempo più ispirati di Clapton, grazie anche al lavoro delle tastiere e finale in crescendo galoppante con la solista in grande spolvero.

Chitarra impiegata in modalità gilmouriana, nel senso di David, con grande assolo, per la sognante Up Above My Sky che ricorda i Pink Floyd mid-seventies, la stonesiana e danzante Make It Right ilustra il lato più ludico e divertente della musica di Trout, un rock-blues di quelli robusti con solista prima accarezzata e poi strapazzata, e ancora più corposa e robusta è la conclusiva Boomer, scritta con la moglie Marie, dove i due parlano delle future generazioni in un brano dove le chitarre ruggiscono, anche la Gibson SG di Krieger di nuovo casualmente nello studio e impiegata insieme alle tastiere di Manzarek, in un brano che è il più duro e tirato, ma forse anche il meno soddisfacente, in un disco che globalmente comunque conferma l’ottimo livello della produzione di Trout. Forse l’unico appunto che si può fare è il fatto che il CD esce solo in quella confezione “Deluxe”, con plettri, sottobicchieri, stickers e cartoline, niente bonus tracks, il tutto francamente inutile e fa solo aumentare il prezzo, se volete potete consolarvi con la versione in doppio vinile colorato.

Bruno Conti

Siete Pronti Per “The Dark Side Of McBroom”? McBroom Sisters – Black Floyd

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McBroom Sisters – Black Floyd – RecPlay CD

(Piccola premessa ironica, ma non troppo: il titolo di mia invenzione celato nell’intestazione del post odierno poteva essere una valida alternativa per questo CD, dato che con i casini che ci sono in America chiamare un disco Black Floyd forse non è stata una grande idea). Se il nome Durga McBroom risveglia qualcosa nei cassetti della vostra memoria avete ragione: stiamo infatti parlando di una cantante di colore diventata popolare come corista dei Pink Floyd guidati da David Gilmour, avendo collaborato con la storica band inglese negli album A Momentary Lapse Of Reason e The Division Bell e relativi tour a seguire (e anche nel “postumo” The Endless River). Ma il curriculum di Durga non si ferma ai Floyd, dato che sia lei che sua sorella Lorelei (anch’ella dietro a Gilmour e soci ma solo dal 1987 al 1989), insieme o separate, hanno negli anni collaborato con Mick Jagger, Lou Reed, Billy Idol, Steve Hackett e Rod Stewart qui potete trovare molte delle loro collaborazioni http://www.mcbroomsisters.com/media , anche se il loro contributo più famoso rimane appunto quello dato alle ultime opere dell’ex gruppo di Roger Waters. Le due sorelle questo lo sanno perfettamente, a tal punto che hanno deciso di intitolare il loro debutto come duo (a nome McBroom Sisters) proprio Black Floyd, un disco di tredici brani diviso a metà tra originali e cover della band britannica.

Il lavoro nonostante sia autogestito è inciso e prodotto in maniera decisamente professionale dalle due sorelle insieme al tastierista Dave Kerzner, e vede al suo interno alcuni nomi che i fans dei Floyd conoscono bene come Jon Carin e Guy Pratt, ma soprattutto è la presenza di Nick Mason alla batteria in alcuni pezzi a dare un senso di legittimità al tutto (sempre che ce ne fosse stato bisogno). Dopo un attento ascolto devo però fare una considerazione, e cioè che la parte più sorprendente è quella dei sei brani nuovi (tutti scritti dalle sorelle da sole, con i già citati Carin e Pratt e, nel caso di Forgotten How To Smile, addirittura con lo scomparso ex leader dei Motorhead Lemmy Kilmister), tutti caratterizzati da un gradevole gusto pop-rock che non farà gridare al capolavoro ma neppure rimpiangere i soldi spesi per accaparrarsi il CD (* NDB Al solito purtroppo non sarà facile da trovare visto che verrà venduto alla modica cifra di 20 o 25 dollari + spedizione , da agosto, solo sul sito personale delle sorelle, oppure sul Bandcamp di Kerzner, dove potete ascoltare anche i brani https://sonicelements.bandcamp.com/album/black-floyd  ) . Il pericolo più grande infatti in questo tipo di album “ibridi” è che ci sia un grande dislivello tra le cover dei brani famosi ed i pezzi originali con relativi cali di tensione quando l’artista in questione affronta il materiale suo: anzi, se vogliamo dirla tutta, i brani dei Floyd (che poi è la ragione principale dell’interesse per questo lavoro) non riescono mai neppure ad avvicinare le versioni note (e ci mancherebbe), ed in più di un caso si verifica un chiaro effetto karaoke.

Il disco nel complesso risulta dunque piacevole e ben fatto, grazie anche alle voci delle due protagoniste ed alla solidità della band che le accompagna, con una particolare menzione per le chitarre di Billy Sherwood, Fernado Perdomo e Randy McStine e del sassofono di Mike Kidson, oltre che per i già citati Mason, Kerzner, Carin e Pratt, e tra gli ospiti troviamo anche Louise Goffin, la figlia di Carole King. I pezzi originali iniziano con Gods And Lovers, una fluida ballata pop-rock orecchiabile e strumentata con gusto, che mi ricorda in parte certe cose di Joan Armatrading; Money Don’t Make The Man è invece un sofisticato funk-rock con fiat,i decisamente godibile e cantato in maniera raffinata: il suono è forse leggermente addomesticato, ma gli strumenti sono veri e non programmati e comunque il tasso zuccherino è ampiamente sotto controllo. Non male neanche Love Of A Lifetime, altra pimpante e piacevole canzone tra pop e gospel suonata con buon approccio elettroacustico basato su piano e chitarra, mentre A Girl Like That è un’ottima soul ballad, calda al punto giusto ed eseguita con grande classe sia dal punto di vista vocale che strumentale. Chiudono il lotto dei brani originali la già citata Forgotten How To Smile, intensa ballata rock dalla melodia impeccabile ed accompagnamento ricco di pathos (non il pezzo che uno si aspetterebbe dalla penna di Lemmy) e la lunga Cocoon, toccante slow pianistico che si sviluppa disteso e suggestivo per nove minuti, cantato al solito in maniera impeccabile ed impreziosito da un malinconico violino (ed il finale chitarristico è la ciliegina sulla torta).

E veniamo ai brani dei Pink Floyd, che come ho già detto in molti casi perdono il raffronto con le versioni conosciute: prendete ad esempio Wish You Were Here, canzone tra le più belle dei Floyd (e non solo) che viene riproposta quasi pari pari all’originale se non fosse per la voce di Durga e Lorelei e per l’assolo di chitarra che è elettrico anziché acustico, con il risultato di lasciare parecchi dubbi sull’opportunità di affrontare un pezzo così famoso e non magari uno meno scontato. What Do You Want From Me? e Poles Apart, entrambe tratte da The Division Bell, non sono mai state due grandi canzoni e anche se le Sisters le affrontano con grinta la prima e con profondità la seconda io resto della mia idea, mentre è ottimo il risultato con Have A Cigar, che i Floyd avevano affidato alla voce di Roy Harper in quanto Waters temeva di non arrivare a prendere le note più alte: le due sorelle ci arrivano eccome e se la cavano brillantemente, aiutate dalla buona prestazione della backing band. Goodbye Blue Sky viene ripresa in maniera delicata e senza la tensione latente di The Wall, solo due voci ed una chitarra acustica; restano The Great Gig In The Sky, in cui l’effetto cover band è palese (e quindi se devo scegliere vado a risentirmi l’originale), e la straordinaria On The Turning Away, per il sottoscritto il miglior brano del “periodo Gilmour”, una ballata maestosa dal crescendo emozionante e gran finale chitarristico, anche se a mio parere la versione live di Delicate Sound Of Thunder è imbattibile. Black Floyd è quindi un album piacevole e riuscito, anche se paradossalmente i momenti più interessanti sono quelli non strettamente legati al famoso gruppo a cui fa riferimento.

Marco Verdi

Cofanetti Autunno-Inverno 15. Un’Opera Lussuosa, Costosa Ed Esauriente, Anche Se Leggermente Incompleta! Pink Floyd – The Later Years 1987-2019. Parte II

pink floyd the later years

Pink Floyd – The Later Years 1987-2019 – Parlophone/Warner 5CD/6BluRay/5DVD/2x45rpm Box Set

Ecco la seconda parte.

BD 1. Questo è l’unico BluRay del box a non avere il “doppione” in DVD, ed anche l’unico solo audio. Contiene la già esaminata ristampa aggiornata di A Momentary Lapse Of Reason ed i sette inediti del 1993, sia in alta risoluzione che in 5.1 surround sound, ed in più The Division Bell nella versione remixata uscita nel 2014. Album di livello decisamente superiore a quello del 1987 sia dal punto di vista compositivo che del suono, The Division Bell ha i crismi del lavoro di una vera band e non di un disco solista di Gilmour, con Mason unico batterista e Wright più coinvolto sia nella stesura dei brani che dal punto di vista del canto (Wearing The Inside Out vede lui alla voce solista). Nell’album troviamo energiche rock songs come What Do You Want From Me, Take It Back e Keep Talking, ottime ballate come A Great Day For Freedom e Coming Back To Life, uno strumentale di buon livello (Marooned) ed un gran finale con lo splendido e solare folk-rock di Lost For Words e la strepitosa High Hopes, uno dei brani più belli mai scritti da David con un assolo di slide davvero spaziale.

BD 2/DVD 1. Questo dischetto video ripropone il film-concerto Delicate Sound Of Thunder, all’epoca uscito solo in VHS, completamente ristrutturato e con immagini dalla qualità fantastica. La scaletta è un misto tra la versione audio dell’epoca e quella completa di questo box, con quindi qualche bonus ma anche alcune assenze (tra le quali, stranamente (?), Another Brick In The Wall, Part II). BD 3/DVD 2. Il film-concerto Pulse del 1995 (per la prima volta in BluRay), registrato nel 1994 alla Earl’s Court di Londra e con una setlist diversa da quella del doppio CD. Altro bel live che nella prima parte offre diversi brani da The Division Bell (High Hopes è monumentale anche dal vivo), un paio di “ripescaggi” da A Momentary Lapse Of Reason (Learning To Fly e Sorrow) e qualche classico (Shine On You Crazy Diamond, Another Brick In The Wall, Part II e One Of These Days), mentre il secondo set presenta la performance completa dello storico album The Dark Side Of The Moon. Bis forse prevedibili ma sempre emozionanti: Wish You Were Here, Comfortably Numb e Run Like Hell.

Blu-Ray 4/DVD 3. Una delle cose più attese del cofanetto è la prima pubblicazione ufficiale del famoso concerto che i nostri tennero il 15 Luglio 1989 a Venezia, una serata che lasciò un lungo strascico di polemiche per come fu ridotta Piazza San Marco dal numeroso pubblico che accorse (i Floyd si esibirono su una piattaforma al centro della laguna fronteggiante la piazza). Immagini decisamente suggestive e bel concerto, anche se di durata ridotta in quanto all’epoca fu trasmesso in broadcast mondiale. Un Gilmour dal capello lungo e leggermente appesantito guida il gruppo in uno show di soli 14 pezzi, con Shine On You Crazy Diamond che si limita all’introduzione, Sorrow che manca dell’assolo finale e On The Turning Away dal tempo leggermente accelerato (questa particolare situazione qualche scherzetto ai Floyd lo gioca, come Gilmour che sbaglia l’attacco vocale in Wish You Were Here). Ascoltiamo comunque la migliore Money del cofanetto ed uno spettacolare finale con Run Like Hell in mezzo ai fuochi d’artificio che illuminano a giorno la laguna. Il resto del dischetto presenta la performance di Knebworth di cui vi ho già detto: le immagini ci consentono però di constatare il clima da tempesta in cui si è svolto lo show, con vento fortissimo e pioggia battente, di ammirare la Dulfer in tutto il suo splendore (ma è anche brava, se no non avrebbe suonato anche con Van Morrison) e di godere meglio della prestazione della Torry, che in The Great Gig In The Sky si prende letteralmente il centro della scena.

BluRay 5/DVD 4. Il grosso di questo supporto sono gli screen films del 1987 e del 1994, ovvero i filmati che venivano proiettati sull’iconico schermo circolare durante l’esecuzione di determinate canzoni: forse non indispensabili, ma ci danno la possibilità di ascoltare qualche performance inedita, come una Brain Damage/Eclipse dell’87. Poi ci sono sei videoclip di altrettanti singoli, dalle suggestive immagini (alcuni con la regia di Storm Thorgenson, il geniale artista responsabile di molte copertine dei Floyd), cinque bonus tracks inedite in versione video di Delicate Sound Of Thunder, tre rehersals dal tour del 1994 (tra cui una sempre bellissima Lost For Words), e l’esibizione dei nostri nel 1996 (senza Waters naturalmente) alla Rock And Roll Hall Of Fame con Wish You Were Here, accompagnati da un emozionatissimo Billy Corgan degli Smashing Pumpkins alla seconda chitarra.

BluRay 6/DVD 5. L’ultimo dischetto video inizia in maniera scoppiettante con l’ultima performance di Gilmour, Mason e Wright come Pink Floyd, nel 2007 al Barbican Theatre di Londra per il concerto tributo a Syd Barrett: una splendida e molto fedele all’originale Arnold Layne, con Wright (che ci lascerà l’anno seguente) alla voce solista. Il resto del BluRay/DVD, oltre a spot televisivi, interviste a Gilmour, Thorgenson ed ai membri della crew del tour 1994 ed immagini della creazione delle copertine di A Momentary Lapse Of Reason e The Division Bell (pazzesca la prima, con 700 letti trasportati su una spiaggia del sud dell’Inghilterra, tra l’altro per due volte dato che nel primo tentativo ci mise lo zampino il maltempo), è occupato dall’intero album The Endless River (vi rimando qui alla mia recensione originale del 2014 https://discoclub.myblog.it/2014/11/18/addio-stile-pink-floyd-the-endless-river/ ), con le musiche accoppiate ad un film di Ian Emes ricco di immagini surreali nel tipico stile dei nostri.

45 giri. I due singoli in vinile, incisi entrambi su un solo lato, che riportano due pezzi già presenti nel quinto e sesto BluRay, e cioè la Arnold Layne dal vivo nel 2007 ed il rehersal di Lost For Words (quest’ultima, se la volete anche su CD, la trovate solo sul bignami singolo del cofanetto, per la serie SPQPF, Sono Pazzi Questi Pink Floyd).

Questo tutto ciò che è presente nel box, ma come dicevo prima le critiche su quello che manca sono stare anche aspre: personalmente qui sotto ho voluto fare un piccolo elenco delle assenze più importanti, almeno a mio giudizio.

Outtakes di A Momentary Lapse Of Reason (esistono).

Il concerto di Venezia su CD.

Le musiche del documentario a tema automobilistico La Carrera Panamericana, uscito nel 1992 su VHS e presto sparito dalla circolazione.

Qualche rarità live del periodo (come Echoes, suonata nelle prime date del 1987, e Hey You, riproposta talvolta nel 1994-95).

Bike dal vivo nel 2007, dallo stesso concerto-tributo a Barrett (esclusione abbastanza incomprensibile dato che c’è Arnold Layne).

La performance al Live 8 del 2006 (ma qui il problema potrebbe essere il coinvolgimento di Waters).

Quindi, se dimenticate per un attimo il costo elevato (non è facile, lo riconosco), The Later Years 1987-2019 è un cofanetto con più luci che ombre nonostante documenti la fase forse meno interessante dei nostri: personalmente sono stato intrattenuto a dovere dalla musica per una settimana intera, quindi direi che lo scopo, almeno con il sottoscritto, è stato raggiunto.

Marco Verdi

Cofanetti Autunno-Inverno 15. Un’Opera Lussuosa, Costosa Ed Esauriente, Anche Se Leggermente Incompleta! Pink Floyd – The Later Years 1987-2019. Parte I

pink floyd later years front

Pink Floyd – The Later Years 1987-2019 – Parlophone/Warner 5CD/6BluRay/5DVD/2x45rpm Box Set

Prima Parte.

Tra i numerosi cofanetti usciti in questa parte finale del 2019 (altri verranno recensiti su queste pagine virtuali anche durante il prossimo Gennaio 2020) uno dei più importanti è sicuramente The Later Years 1987-2019, che si occupa di documentare la parte finale della carriera dei Pink Floyd, ovvero la fase post-Waters con David Gilmour al timone di comando, box che arriva a due anni di distanza dallo splendido The Early Years 1965-1972, lasciando dunque in sospeso il periodo “di mezzo” della band britannica, che poi è quello in cui sono usciti i loro album più famosi (non credo che sorvoleranno con la scusa che erano già stati pubblicati gli “Immersion Box Sets” nel 2011, anche perché Animals e The Final Cut, non venivano presi in considerazione: secondo me stanno preparando qualcosa per il 2021 o giù di lì). Ancora prima di uscire però The Later Years si è attirato una marea di critiche (devo dire non del tutto ingiustificate), prima di tutto per il prezzo esageratamente alto, ben oltre i 300 euro, ed in secondo luogo per le ripetizioni presenti nei vari dischetti audio e video che allungano il brodo fino a 16 supporti complessivi (più due 45 giri), quando dopotutto nel periodo preso in esame i nostri hanno prodotto solo tre album di studio e due dal vivo. Il manufatto è splendido, un cofanettone pesante in formato LP (ma leggermente più largo) ricco di materiale scritto e fotografico: un librone con copertina dura, cartoline, poster, adesivi, tre tour programs ed un libro con tutti i testi del periodo…oltre ovviamente alla parte che più ci interessa, cioè i contenuti musicali.

E qui il fan che è in me deve lasciare spazio al critico, e devo ammettere che i giudizi negativi sul rapporto fra costo e contenuti non sono del tutto campati in aria, dato che volendo ci si sarebbe potuti limitare al materiale presente nei sei Blu-Ray: se però trovo giustificata la presenza dei cinque CD (molti ancora oggi privilegiano il supporto audio rispetto al video, ed io sono tra quelli), si è voluta bissare l’antipatica iniziativa già presente in The Early Years di ripetere i contenuti dei Blu-Ray all’interno di altrettanti DVD, cosa che serve solo a far salire il prezzo del prodotto finale. Un’altra magagna non da poco visto appunto il costo (a proposito, esiste anche un estratto del box su singolo CD, ma secondo me doveva essere almeno doppio) è l’assenza di parecchio materiale del quale si conosce l’esistenza negli archivi, la cui inclusione avrebbe se non altro reso l’opera più completa, visto che molti si sono lamentati anche del valore artistico della musica presente (ma non bisognava arrivare nel 2019 per scoprire che Waters sta, almeno dal punto di vista compositivo, su un altro pianeta rispetto a Gilmour). Cercherò di elencare in breve queste mancanze alla fine della recensione, mentre ora vado ad occuparmi di quello che all’interno del box c’è.

CD 1. Il primo dischetto presenta una versione remixata ed aggiornata di A Momentary Lapse Of Reason, album del 1987 dei nostri che all’epoca venne criticato in quanto sembrava più un disco solista di Gilmour che un lavoro di una vera band, oltre che per un suono qua e là troppo anni ottanta. Infatti allora Richard Wright non faceva neanche ufficialmente parte del gruppo, ma era trattato come un sessionman (venne “reintegrato nella tournée seguente) e Nick Mason non era neppure l’unico batterista presente, dato che si divise i compiti con due luminari del calibro di Jim Keltner e Carmine Appice. In questo box l’album viene invece riproposto con un nuovo mix che elimina in parte le sonorità eighties e soprattutto dà molto più spazio a Wright, del quale sono state aggiunte parti inedite di tastiera prese anche da concerti del tour 1987-88 (con il risultato di avere un suono molto più arioso), e addirittura Mason ha risuonato ex novo tutte le parti di batteria, anche quelle non sue (e si sente, il sound è molto più diretto), giustificando quindi il “2019” nel titolo del box dato che la carriera dei nostri come band si è interrotta nel 2014 con The Endless River. Anche con questi accorgimenti A Momentary Lapse Of Reason si conferma un album imperfetto, con una sola grande canzone (On The Turning Away), un paio di pezzi più che buoni (l’orecchiabile singolo Learning To Fly, la potente Sorrow), il discreto strumentale d’apertura Signs Of Life ma anche diversi riempitivi di lusso che ai tempi di Waters non sarebbero mai stati presi in considerazione (One Slip, The Dogs Of War, Yet Another Movie, Terminal Frost).

CD 2-3. Delicate Sound Of Thunder, album live registrato nel 1988 al Nassau Coliseum di Uniondale, NY, e pubblicato lo stesso anno in doppio LP e doppio CD, viene qui riproposto totalmente remixato e rimasterizzato, con un suono davvero ottimo (l’originale era un po’ “fangoso”) e soprattutto con ben otto bonus tracks (sette rispetto al doppio CD dell’epoca, che rispetto all’LP aveva in più Us And Them), che quindi ci consentono di ascoltare per la prima volta lo show completo. Ed il concerto è decisamente potente e suonato alla grande, con i tre Floyd coadiuvati da una band di cinque musicisti e tre coriste: il primo dei due CD, dopo l’avvio con la straordinaria Shine On You Crazy Diamond, è interamente basato sui brani di A Momentary Lapse Of Reason, con ottime versioni di Learning To Fly e Sorrow, una The Dogs Of War molto più grintosa (in studio era un po’ spenta) ed una fantastica On The Turning Away con un formidabile assolo finale di Gilmour (che il remix ha ulteriormente allungato). Nella seconda parte i nostri ci presentano diversi classici, gran parte dei quali non venivano suonati in pubblico da più di dieci anni: spiccano una trascinante One Of These Days, la sempre toccante Wish You Were Here, un’ottima Welcome To The Machine (che fa parte degli otto inediti), la maestosa Us And Them ed il gran finale con una tiratissima Run Like Hell.

CD 4: forse il dischetto più interessante, dato che è l’unico che presenta degli inediti di studio. Si comincia comunque con altri cinque brani dal vivo che in passato erano apparsi solo come lato B di singoli: due ottime One Of These Days e Astronomy Domine del 1994 e tre registrate ad Atlanta nel 1987 (The Dogs Of War, la sempre splendida On The Turning Away e Run Like Hell). I sette inediti di studio sono presi dalle sessions del 1993 per The Division Bell (anche se viene erroneamente indicato 1994, che è l’anno in cui è uscito l’album), sei strumentali ed uno solo cantato. Si inizia con Blues 1, un godibilissimo e ritmato rock-blues dominato dalla chitarra e dall’organo, con i nostri che suonano in scioltezza (sono solo in quattro, al basso c’è il produttore Bob Ezrin); Slippery Guitar è una languida ballata d’atmosfera, pulita, rilassata ed eseguita in maniera superba, un pezzo che avrebbe meritato di essere completato con un testo, mentre Rick’s Theme è un altro slow di ottima fattura in cui lo strumento guida è il piano di Wright, con una linea melodica notevole. David’s Blues è un brano fluido e raffinato che purtroppo non è stato sviluppato (bella performance chitarristica di Gilmour), ed è seguito da Marooned Jam, che come suggerisce il titolo è un’improvvisazione basata sullo strumentale che finirà su The Division Bell, e dalla roccata e coinvolgente Nervana, che verrà poi riesumata e rielaborata per The Endless River. Chiude il CD una prima versione di High Hopes, non ancora maestosa come quella poi pubblicata ma già decisamente bella.

CD 5. Sette canzoni dal vivo che documentano la partecipazione completa dei Floyd al concerto benefico del 1990 a Knebworth, una serata che vide alternarsi sul palco acts del calibro di Eric Clapton, Dire Straits, Genesis, Robert Plant, Elton John e Paul McCartney e che fu chiusa proprio da Gilmour e soci, con ospiti come la bella Candy Dulfer al sax ed il produttore/arrangiatore Michael Kamen alle tastiere. Quasi un’ora di musica per uno spettacolo che vide i nostri ricompattarsi giusto per quella sera, dato che nel 1990 non erano in tour: scaletta forse prevedibile (Shine On You Crazy Diamond, The Great Gig In The Sky, con la vocalist Clare Torry, già presente nella versione originale, a gorgheggiare da par suo, Wish You Were Here, Sorrow, Money, Comfortably Numb e Run Like Hell), ma performance solida e potente. Solo gli ultimi due brani erano usciti all’epoca sulla compilation dedicata al concerto, il resto è inedito.

Fine Prima Parte.

Marco Verdi

Novità Prossime Venture 16. Cofanetto Pink Floyd The Later Years 1987-2019: Altra “Botta” Non Indifferente In Arrivo Per I Fans Della Band Il 29 Novembre

pink floyd the later years

Pink Floyd – The Later Years 1987-2019 – Box 18 dischi: 5 CD + 6 Blu-ray + 5 DVD + 2 45 giri Parlophone/Warner – 29-11-2019

Tre anni fa, annunciato sempre in questo periodo abbastanza a sorpresa, era uscito https://discoclub.myblog.it/2016/12/04/supplemento-della-domenica-tesori-ritrovati-pink-floyd-the-early-years-1965-1972/ , un cofanetto mastodontico che copriva i primi sette anni della band inglese attraverso un cofanetto quasi totalmente inedito a livello ufficiale, con una piccola parte di rarità: un box di ben 28 dischetti (compreso il CD bonus di Pompei aggiunto all’ultimo momento), diviso in 7 parti, per un totale di 10 (+1) CD, 9 DVD, 8 Blu-ray, 7 libri e 5 singoli in vinile, se volete leggervi il tutto andate al link qui sopra. Ovviamente il manufatto aveva un prezzo non indifferente tra i 400 e i 500 euro in giro per il mondo. Poco dopo l’uscita era stato annunciato che ci sarebbe stato un seguito, non i Middle Years, quelli dal 1973 al 1985, anno dell’abbandono o dell’allontanamento di Roger Waters dai Pink Floyd, scegliete voi il termine, in quanto sembrano essere ripresi i dissapori tra le due fazioni, quella di David Gilmour, Nick Mason e degli eredi dello scomparso Rick Wright, depositari del nome, e appunto Waters, che dopo la reunion per il Live8, avevano stranamente collaborato per il primo box, ma ovviamente questo cofanetto deve avere riaperto vecchie ferite e rancori, visto che si tratta di un periodo nel quale Roger non faceva più parte della band a nessun titolo, proseguendo la sua carriera solista. Quindi non sarà facile assemblare il secondo box che dovrebbe coprire il periodo di maggiore successo discografico dei Floyd, ma mai dire mai.

E quindi siamo passati direttamente all’ultima fase che copre gli anni dal 1987 al 2019, anche se discograficamente si arriva solo al 1995 (anzi, per la precisione, c’è anche il Syd Barrett Tribute Concert del 2007 dei riuniti Pink Floyd, senza Waters, in uno dei due singoli in vinile e anche nel Blu-ray n°6 e nel DVD n° 5), quindi niente Division Bell su CD,( ma solo nel BD o nel DVD), Live 8 The Endless River (a parte qualche frammento sparso qui e là), e il 2019 è riferito solo all’anno dei Remix vari. Scorrendo velocemente i contenuti, tra le cose più interessanti si segnalano nella parte audio CD, a parte i remix potenziati 2019 di A Momentary Lapse Of Reason e del doppio Delicate Sound Of Thunder, che dai 120 minuti della versione originale è stato portato a 140 minuti; nel quarto dischetto brani inediti vari sia in studio che dal vivo, e nel quinto il Knebworth Concert del 1990. Nei 6 Blu-ray c’è il solito, inutile per i non audiofili, Surround & Hi-res Audio Mix di materiale vario, Delicate Sound Of Thunder restaurato e remixato, non solo la parte audio ma anche il video, stesso discorso per Pulse, che però non appare come CD, i concerti di Venezia e Knebworth, finalmente in video, e un Blu-ray contenente documentari, filmati vari inediti, prove e presentazioni ad eventi, compresa quella a The Endless River, come pure il relativo film inedito di 52 minuti di Ian Emes. Infine i DVD, che purtroppo, come nell’altro cofanetto, duplicano gli stessi contenuti dei Blu-ray, anche se non quello con i mix surround e hi-res. Poi ci sono due 45 giri, uno con il brano Arnold Layne dal tributo ricordato poc’anzi e l’altro con Lost For Words dalle prove per il Pulse Tour del 1994, infine la solita pletora di libri e memorabilia varia, che potete vedere bene cliccando sopra l’immagine all’inizio del Post per allargarla.

Come al solito per chi vuole saperne di più, ecco la lista completa e dettagliata del contenuto del box.

Disc: 1
1. Signs Of Life (2019 Remix)
2. Learning To Fly (2019 Remix)
3. The Dogs Of War (2019 Remix)
4. One Slip (2019 Remix)
5. On The Turning Away (2019 Remix)
6. Yet Another Movie (2019 Remix)
7. Round And Around (2019 Remix)
8. A New Machine (Part 1) [2019 Remix]
9. Terminal Frost (2019 Remix)
10. Sorrow (2019 Remix)

Disc: 2
1. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-5) [Live, Delicate Sound Of Thunder] [2019 Remix]
2. Signs Of Life (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
3. Learning To Fly (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
4. Yet Another Movie (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
5. Round And Round (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
6. A New Machine Part 1 (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
7. Terminal Frost (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
8. A New Machine Part 2 (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
9. Sorrow (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
10. The Dogs Of War (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
11. On The Turning Away (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]

Disc: 3
1. One Of These Days (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
2. Time (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
3. On The Run (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
4. The Great Gig In The Sky (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
5. Wish You Were Here (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
6. Welcome To The Machine (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
7. Us And Them (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
8. Money (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
9. Another Brick In The Wall Part 2 (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
10. Comfortably Numb (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
11. One Slip (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
12. Run Like Hell (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]

Disc: 4
1. One Of These Days (Live in Hannover 1994)
2. Astronomy Domine (Live in Miami 1994)
3. The Dogs Of War (Live in Atlanta 1987)
4. On The Turning Away (Live in Atlanta 1987)
5. Run Like Hell (Live in Atlanta 1987)
6. Blues 1 (Unreleased 1994 Recording)
7. Slippery Guitar (Unreleased 1994 Recording)
8. Rick’s Theme (Unreleased 1994 Recording)
9. David’s Blues (Unreleased 1994 Recording)
10. Marooned Jam (1994 Recording)
11. Nervana (Unreleased 1994 Recording)
12. High Hopes (Early Version) [1994 Recording]

Disc: 5
1. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-5) [Live at Knebworth 1990] [2019 Mix]
2. The Great Gig In The Sky (Live at Knebworth 1990] [2019 Mix]
3. Wish You Were Here (Live at Knebworth 1990) [2019 Mix]
4. Sorrow (Live at Knebworth 1990) [2019 Mix]
5. Money (Live at Knebworth 1990) [2019 Mix]
6. Comfortably Numb (Live at Knebworth 1990) [2019 Mix]
7. Run Like Hell (Live at Knebworth 1990) [2019 Mix]

Disc: 6
1. Signs Of Life (5.1 Remix 2019)
2. Learning To Fly (5.1 Remix 2019)
3. The Dogs Of War (5.1 Remix 2019)
4. One Slip (5.1 Remix 2019)
5. On The Turning Away (5.1 Remix 2019)
6. Yet Another Movie (5.1 Remix 2019)
7. Round And Round (5.1 Remix 2019)
8. A New Machine Part 1 (5.1 Remix 2019)
9. Terminal Frost (5.1 Remix 2019)
10. A New Machine Part 2 (5.1 Remix 2019)
11. Sorrow (5.1 Remix 2019)
12. Cluster One (5.1 Remix 2014)
13. What Do You Want From Me (5.1 Remix 2014)
14. Poles Apart (5.1 Remix 2014)
15. Marooned (5.1 Remix 2014)
16. A Great Day For Freedom (5.1 Remix 2014)
17. Wearing The Inside Out (5.1 Remix 2014)
18. Take It Back (5.1 Remix 2014)
19. Coming Back To Life (5.1 Remix 2014)
20. Keep Talking (5.1 Remix 2014)
21. Lost For Words (5.1 Remix 2014)
22. High Hopes (5.1 Remix 2014)
23. Blues 1 (Unreleased 1994 Recording) [5.1 Mix]
24. Slippery Guitar (Unreleased 1994 Recording) [5.1 Mix]
25. Rick’s Theme (Unreleased 1994 Recording) [5.1 Mix]
26. David’s Blues (Unreleased 1994 Recording) [5.1 Mix]
27. Marooned Live Jam 2 (Unreleased 1994 Recording) [5.1 Mix]
28. Nervana (Unreleased 1994 Recording) [5.1 Mix]
29. High Hopes (Unreleased 1994 Recording) [5.1 Mix]

Disc: 7
1. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-5) [Live, Delicate Sound Of Thunder] [2019 Remix]
2. Signs Of Life (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
3. Learning To Fly (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
4. Sorrow (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
5. The Dogs Of War (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
6. On The Turning Away (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
7. One Of These Days (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
8. Time (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
9. On The Run (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
10. The Great Gig In The Sky (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
11. Wish You Were Here (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
12. Us And Them (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
13. Money (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
14. Comfortably Numb (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
15. One Slip (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
16. Run Like Hell (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
17. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-5) [Live, Delicate Sound Of Thunder] [2019 Remix]
18. Signs Of Life (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
19. Learning To Fly (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
20. Sorrow (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
21. The Dogs Of War (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
22. On The Turning Away (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
23. One Of These Days (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
24. Time (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
25. On The Run (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
26. The Great Gig In The Sky (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
27. Wish You Were Here (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
28. Us And Them (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
29. Money (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
30. Comfortably Numb (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
31. One Slip (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
32. Run Like Hell (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]

Disc: 8
1. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-5,7) [Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK]
2. Learning To Fly (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
3. High Hopes (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
4. Take It Back (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
5. Coming Back To Life (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
6. Sorrow (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
7. Keep Talking (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
8. Another Brick In The Wall Part 2 (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
9. One Of These Days (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
10. Speak To Me (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
11. Breather (In The Air) [Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK]
12. On The Run (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
13. Time (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
14. The Great Gig In The Sky (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
15. Money (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
16. Us And Them (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
17. Any Colour You Like (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
18. Brain Damage (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
19. Eclipse (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
20. Wish You were Here (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
21. Comfortably Numb (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
22. Run Like Hell (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
23. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-5,7) [Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK]
24. Learning To Fly (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
25. High Hopes (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
26. Take It Back (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
27. Coming Back To Life (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
28. Sorrow (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
29. Keep Talking (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
30. Another Brick In The Wall Part 2 (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
31. One Of These Days (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
32. Speak To Me (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
33. Breathe (In The Air) [Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK]
34. On The Run (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
35. Time (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
36. The Great Gig In The Sky (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
37. Money (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
38. Us And Them (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
39. Any Colour You Like (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
40. Brain Damage (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
41. Eclipse (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
42. Wish You Were Here (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
43. Comfortably Numb (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
44. Run Like Hell (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)

Disc: 9
1. Shine On You Crazy Diamond (Pt. 1) [Live In Venice 15 July 1989]
2. Learning To Fly (with end chat) [Live In Venice 15 July 1989]
3. Yet Another Movie (Live In Venice 15 July 1989)
4. Round And Round (Live In Venice 15 July 1989)
5. Sorrow (Live In Venice 15 July 1989)
6. The Dogs Of War (Live In Venice 15 July 1989)
7. On The Turning Away (Live In Venice 15 July 1989)
8. Time (Live In Venice 15 July 1989)
9. The Great Gig In The Sky (Live In Venice 15 July 1989)
10. Wish You Were Here (Live In Venice 15 July 1989)
11. Money (Live In Venice 15 July 1989)
12. Another Brick In The Wall (Live In Venice 15 July 1989)
13. Comfortably Numb (Live In Venice 15 July 1989)
14. Run Like Hell (Live In Venice 15 July 1989)
15. Fireworks (Live In Venice 15 July 1989)
16. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-5) [Live At Knebworth 1990] [2019 Mix]
17. The Great Gig In The Sky (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]
18. Wish You Were Here (Live at Knebworth 1990) [2019 Mix]
19. Sorrow (Live at Knebworth 1990) [2019 Mix]
20. Money (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]
21. Comfortably Numb (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]
22. Run Like Hell (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]
23. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-5) [Live At Knebworth 1990] [2019 Mix]
24. The Great Gig In The Sky (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]
25. Wish You Were Here (Live at Knebworth 1990) [2019 Mix]
26. Sorrow (Live at Knebworth 1990) [2019 Mix]
27. Money (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]
28. Comfortably Numb (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]
29. Run Like Hell (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]

Disc: 10
1. Learning To Fly (2011 Remaster)
2. Marooned (PCM Stereo version)
3. Take It Back (2019 Remaster)
4. High Hopes (2011 Remaster)
5. Louder Than Words (Edit)
6. Learning To Fly (Alternate Version)
7. Yet Another Movie (Delicate Sound Of Thunder)
8. Round And Round (Delicate Sound Of Thunder)
9. A New Machine (Part 1) [Delicate Sound Of Thunder]
10. Terminal Frost (Delicate Sound Of Thunder)
11. A New Machine (Part 2) [Delicate Sound Of Thunder]
12. A Great Day For Freedom Version 1 (Tour Rehersals 1994)
13. A Great Day For Freedom Version 2 (Tour Rehersals 1994)
14. Lost For Words (Tour Rehersals 1994)
15. Signs Of Life (Screen Film 1987)
16. Learning To Fly (Screen Film 1987)
17. The Dogs Of War (Screen Film 1987)
18. One Of These Days (Screen Film 1987)
19. Speak To Me (Screen Film 1987)
20. On The Run (Screen Film 1987)
21. Us And Them (Screen Film 1987)
22. Money (Screen Film 1987)
23. Brain Damage + Eclipse (Screen Film 1987)
24. Shine On You Crazy Diamond (Screen Film 1994)
25. Speak To Me (Screen Film 1994)
26. Time (Screen Film 1994)
27. The Great Gig In The Sky (Screen Film 1994)
28. Money (Screen Film 1994)
29. Us And Them (Black & White) [Screen Film 1994]
30. Us And Them (Colour) [Screen Film 1994]
31. Brain Damage + Eclipse (USA Dates) [Screen Film 1994]
32. Brain Damage + Eclipse (European Dates) [Screen Film 1994]
33. Brain Damage (Earls Court London Dates) [Screen Film 1994]
34. Wish You Were Here With Billy Corgan

Disc: 11
1. A Momentary Lapse of Reason – Album Cover Photo Shoot
2. The Division Bell heads album cover photography (Ely, Cambridgeshire, UK)
3. Pulse TV ad 1995
4. Ian Emes Endless River Film (Stereo PCM (96/24))
5. A Momentary Lapse OF Reason (Cover Shoot Interview)
6. The Division Bell Airships 1994
7. Behind The Scenes – The Division Bell Tour
8. The Endless River Launch Event (Porchester Hall Londonn 2014)
9. The Endless River EPK 2014

Disc: 12
1. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-5) [Live, Delicate Sound Of Thunder] [2019 Remix]
2. Signs Of Life (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
3. Learning To Fly (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
4. Sorrow (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
5. The Dogs Of War (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
6. On The Turning Away (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
7. One Of These Days (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
8. Time (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
9. On The Run (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
10. The Great Gig In The Sky (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
11. Wish You Were Here (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
12. Us And Them (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
13. Money (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
14. Comfortably Numb (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
15. One Slip (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
16. Run Like Hell (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]

Disc: 13
1. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-5,7) [Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK]
2. Learning To Fly (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
3. High Hopes (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
4. Take It Back (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
5. Coming Back To Life (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
6. Sorrow (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
7. Keep Talking (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
8. Another Brick In The Wall Part 2 (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
9. One Of These Days (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
10. Speak To Me (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
11. Breather (In The Air) [Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK]
12. On The Run (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
13. Time (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
14. The Great Gig In The Sky (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
15. Money (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
16. Us And Them (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
17. Any Colour You Like (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
18. Brain Damage (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
19. Eclipse (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
20. Wish You were Here (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
21. Comfortably Numb (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
22. Run Like Hell (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
23. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-5,7) [Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK]
24. Learning To Fly (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
25. High Hopes (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
26. Take It Back (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
27. Coming Back To Life (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
28. Sorrow (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
29. Keep Talking (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
30. Another Brick In The Wall Part 2 (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
31. One Of These Days (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
32. Speak To Me (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
33. Breathe (In The Air) [Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK]
34. On The Run (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
35. Time (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
36. The Great Gig In The Sky (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
37. Money (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
38. Us And Them (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
39. Any Colour You Like (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
40. Brain Damage (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
41. Eclipse (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
42. Wish You Were Here (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
43. Comfortably Numb (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
44. Run Like Hell (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)

Disc: 14
1. Shine On You Crazy Diamond (Pt. 1) [Live In Venice 15 July 1989]
2. Learning To Fly (with end chat) [Live In Venice 15 July 1989]
3. Yet Another Movie (Live In Venice 15 July 1989)
4. Round And Round (Live In Venice 15 July 1989)
5. Sorrow (Live In Venice 15 July 1989)
6. The Dogs Of War (Live In Venice 15 July 1989)
7. On The Turning Away (Live In Venice 15 July 1989)
8. Time (Live In Venice 15 July 1989)
9. The Great Gig In The Sky (Live In Venice 15 July 1989)
10. Wish You Were Here (Live In Venice 15 July 1989)
11. Money (Live In Venice 15 July 1989)
12. Another Brick In The Wall (Live In Venice 15 July 1989)
13. Comfortably Numb (Live In Venice 15 July 1989)
14. Run Like Hell (Live In Venice 15 July 1989)
15. Fireworks (Live In Venice 15 July 1989)
16. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-5) [Live At Knebworth 1990] [2019 Mix]
17. The Great Gig In The Sky (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]
18. Wish You Were Here (Live at Knebworth 1990) [2019 Mix]
19. Sorrow (Live at Knebworth 1990) [2019 Mix]
20. Money (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]
21. Comfortably Numb (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]
22. Run Like Hell (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]
23. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-5) [Live At Knebworth 1990] [2019 Mix]
24. The Great Gig In The Sky (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]
25. Wish You Were Here (Live at Knebworth 1990) [2019 Mix]
26. Sorrow (Live at Knebworth 1990) [2019 Mix]
27. Money (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]
28. Comfortably Numb (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]
29. Run Like Hell (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]

Disc: 15
1. Learning To Fly (2011 Remaster)
2. Marooned (PCM Stereo version)
3. Take It Back (2019 Remaster)
4. High Hopes (2011 Remaster)
5. Louder Than Words (Edit)
6. Learning To Fly (Alternate Version)
7. Yet Another Movie (Delicate Sound Of Thunder)
8. Round And Round (Delicate Sound Of Thunder)
9. A New Machine (Part 1) [Delicate Sound Of Thunder]
10. Terminal Frost (Delicate Sound Of Thunder)
11. A New Machine (Part 2) [Delicate Sound Of Thunder]
12. A Great Day For Freedom Version 1 (Tour Rehersals 1994)
13. A Great Day For Freedom Version 2 (Tour Rehersals 1994)
14. Lost For Words – False Start (Tour Rehersals 1994)
15. Lost For Words (Tour Rehersals 1994)
16. Signs Of Life (Screen Film 1987)
17. Learning To Fly (Screen Film 1987)
18. The Dogs Of War (Screen Film 1987)
19. One Of These Days (Screen Film 1987)
20. Speak To Me (Screen Film 1987)
21. On The Run (Screen Film 1987)
22. Us And Them (Screen Film 1987)
23. Money (Screen Film 1987)
24. Brain Damage + Eclipse (Screen Film 1987)
25. Shine On You Crazy Diamond (Screen Film 1994)
26. Speak To Me (Screen Film 1994)
27. Time (Screen Film 1994)
28. The Great Gig In The Sky (Screen Film 1994)
29. Money (Screen Film 1994)
30. Us And Them (Black & White) [Screen Film 1994]
31. Us And Them (Colour) [Screen Film 1994]
32. Brain Damage + Eclipse (USA Dates) [Screen Film 1994]
33. Brain Damage + Eclipse (European Dates) [Screen Film 1994]
34. Brain Damage (Earls Court London Dates) [Screen Film 1994]
35. Wish You Were Here With Billy Corgan

Disc: 16
1. A Momentary Lapse of Reason – Album Cover Photo Shoot
2. The Division Bell heads album cover photography (Ely, Cambridgeshire, UK)
3. Pulse TV ad 1995
4. Ian Emes Endless River Film (Stereo PCM (96/24))
5. Ian Emes Endless River Film (5.1 DTS Master Audio (96/24))
6. A Momentary Lapse OF Reason (Cover Shoot Interview)
7. The Division Bell Airships 1994
8. Behind The Scenes – The Division Bell Tour
9. The Endless River Launch Event (Porchester Hall Londonn 2014)
10. The Endless River EPK 2014

Disc: 17
1. Lost For Words (Tour Rehearsals 1994) [Edit]

Disc: 18
1. Arnold Layne (Live 2007)

Tra le note negative anche il fatto che i primi prezzi, apparsi sui siti di vendita in giro per il mondo, parlano di cifre spropositate oscillanti tra i 490 e i 550 euro: considerando che la confezione contiene una dozzina di supporti in meno rispetto al cofanetto precedente e anche che il materiale inedito risulta assai più striminzito, la faccenda merita di essere valutata con attenzione. Per cui considerando che il tutto è previsto in uscita per il 29 novembre, “casualmente” nel periodo natalizio, avete tutto il tempo per meditarci sopra, fan sfegatati esclusi, forse. In caso di variazioni dovessero intervenire sia sui prezzi che sui contenuti il Post verrà aggiornato con le opportune rettifiche.

Bruno Conti

Un Box Per Pinkfloydiani Incalliti E “Completisti”! Nick Mason – Unattended Luggage

nick mason unattended luggage 31-8

Nick Mason – Unattended Luggage – Parlophone/Warner 3CD – 3 LP Box Set

Quando si parla di discografie soliste dei membri dei Pink Floyd il pensiero va subito a Roger Waters e David Gilmour (o, per i cultori, a Syd Barrett): già se si parla di Richard Wright, cioè uno che comunque nel gruppo di canzoni ne ha scritte ed anche cantate diverse, la nebbia comincia ad infittirsi. Ancora meno noto è il fatto che anche il batterista Nick Mason abbia avuto un percorso al di fuori del gruppo, con tre album usciti tutti negli anni ottanta (Fictitious Sports, 1981, Profiles, 1985, White Of The Eye, 1987): oggi quei lavori, da lungo tempo introvabili, vengono riuniti in un piccolo box intitolato Unattended Luggage, uscito sia in CD che in LP (e per White Of The Eye è la prima volta come supporto digitale) in una confezione un po’ spartana: box di cartone duro con all’interno i tre dischetti infilati nella riproduzione del vinile dell’epoca, ma nemmeno un libretto con qualche nota, cosa strana dato che i Floyd hanno sempre curato molto anche la confezione. Se però siete dei fans della storica band britannica, difficilmente troverete tracce del vostro gruppo preferito in questi dischi: Mason è sempre stato indubbiamente un grandissimo batterista, ma come autore all’interno dei Floyd ha scritto una sola canzone in solitario (The Grand Vizier’s Garden Party su Ummagumma, un pezzo tutt’altro che indimenticabile) e poche altre le ha firmate collettivamente con gli altri (per esempio A Saucerful Of Secrets, che è anche il nome della band con la quale Nick sta girando l’Inghilterra, proponendo solo brani del primo periodo dei PF).

Ascoltando questi dischetti, viene dunque il dubbio che il nome di Mason fosse stato messo in copertina per richiamare più attenzione ed aumentare le vendite, proposito comunque fallito in quanto i tre lavori non sono stati certo un successo. Prendiamo Fictitious Sports, tra l’altro l’unico dei tre accreditato al solo Mason: in realtà è un album della pianista jazz californiana Carla Bley, che suona le tastiere, produce il lavoro e scrive tutte le canzoni. Mason si limita (si fa per dire) a suonare la batteria, ed il gruppo è formato da altri musicisti dal background jazz, come il bassista Steve Swallow ed una sezione fiati di quattro elementi: ma non è un disco di puro jazz, semmai di jazz-rock, con sconfinamenti nel prog, e questo grazie alla presenza della chitarra di Chris Spedding (uno che ha suonato con John Cale, Brian Eno, Roxy Music ma anche Paul McCartney) e soprattutto alla voce solista dell’ex leader dei Soft Machine, Robert Wyatt (tranne nel primo pezzo, cantato da tale Karen Kraft). Fictitious Sports è dunque un buon disco, non ostico, anzi abbastanza fruibile, anche se distante dalle atmosfere floydiane, che si possono solo intuire qua e là per il modo di suonare di Mason ed in qualche passaggio chitarristico.

Can’t Get My Motor To Start è un brano tra jazz e rock, pieno di idee, improvvisazioni e momenti anche bizzarri (come l’uso delle voci), ma potente dal punto di vista strumentale. I Was Wrong è già più normale, un jazz-rock-funky abbastanza godibile e leggero, suonato benissimo e guidato dalla voce arrochita di Wyatt, Siam è ripetitiva nella parte cantata, con il suo tempo da bolero, ma ha un intermezzo strumentale notevole (grande assolo di sax), mentre Hot River è un’ottima rock song, pura, semplice e senza contaminazioni, con la slide “gilmouriana” di Spedding (ed infatti è il pezzo più Floyd del disco). Boo To You Too è frenetica e nervosa, e ricorda un po’ gli Steely Dan, Do Ya? non è quella della ELO, bensì una ballata quasi d’atmosfera ancora d’impianto jazz, dominato da un caldo assolo di tromba, Wervin’ è funky, annerita ed anche piuttosto “free”, mentre I’m A Mineralist chiude il disco con uno slow pianistico dai toni prog ed un finale ancora tra jazz e rock, con la chiara influenza di Miles Davis.

Profiles, uscito quattro anni dopo, è invece un album accreditato a Mason insieme a Rick Fenn, ex chitarrista dei 10cc, ed è un lavoro che con il nostro batterista non c’entra molto, in quanto trattasi di puro synth-pop anni ottanta, infarcito di tastiere elettroniche e sonorità fasulle (e nonostante la presenza di Fenn, di chitarra ce n’è poca), un album vicino allo stile degli OMD, è non è esattamente un complimento. Il disco è strumentale all’80%, e suonato tutto da Fenn con l’ausilio di Mason ai tamburi (e Mel Collins, ex King Crimson, al sax in quattro pezzi), ma ci sono anche due brani cantati: il principale è senza dubbio Lie For A Lie, dato che vede David Gilmour alla voce solista (con Maggie Reilly, all’epoca nota per essere la cantante femminile di Mike Oldfield, ai cori), un brano pop orecchiabile e leggero che aveva anche delle potenzialità commerciali (ma non se lo filò nessuno lo stesso), mentre Israel, cantata dall’ex tastierista degli UFO Danny Peyronel, è abbastanza trascurabile. Il resto, come ho già detto, è pop elettronico che se negli anni ottanta aveva il suo mercato, oggi suona decisamente datato, ed è strano che un musicista dello spessore di Mason sia stato coinvolto in questa roba: si salvano, ma devo proprio far fatica, la languida Rhoda, la solare Mumbo Jumbo e At The End Of The Day, dove finalmente si sente un po’ di chitarra (per contro, Zip Code fa davvero schifo).

White Of The Eye è il disco più raro e meno conosciuto del Mason solista, essendo stato in commercio molto poco e mai pubblicato in CD fino ad oggi: si tratta della colonna sonora di un oscuro film del 1987, ed è ancora condiviso con Fenn. E’ un lavoro stavolta totalmente strumentale, ma è un po’ meglio di Profiles (ci voleva poco, direte voi), più rock e con molte più chitarre. In effetti ricorda molto da vicino le soundtracks di quel periodo ad opera di Ry Cooder, anche per l’uso insistito da parte di Fenn della slide acustica, come in Where Are You Joany? e nella bluesata Anne Mason. Non male anche Globe, quasi un bluegrass elettrico (c’è anche un banjo in evidenza) e la roccata e grintosa Dry Junk: stiamo però parlando di un disco solista di Fenn, con Mason alla batteria, piuttosto che di un lavoro in cui la presenza dell’ex Floyd è caratterizzante.

Quindi un box da avere solo se siete dei maniaci completisti (costa come un singolo CD), ma da tenere presente anche se foste interessati almeno a Fictitious Sports, che nel suo genere è comunque un buon disco.

Marco Verdi

Strade Alternative Per Il “Country” Assolutamente Da Conoscere. Red Shahan – Culberson County

red shahan culberson county

Red Shahan – Culberson County – 7013 Records/Thirty Tigers

Avevo letto di questo signore perché Rolling Stone (che ultimamente non sempre è una rivista molto autorevole a livello musicale, ma forse stavolta ci hanno preso) lo aveva segnalato  tra i “dieci artisti country che devi conoscere”. In effetti  Red Shahan viene dal Texas, e la Culberson County del titolo è una delle contee più piccole dello stato della stella solitaria. E’ al suo secondo album, registrato a Dallas, ma lui ha vissuto anche a Lubbock: uno dei brani del disco è firmato con Brent Cobb, il cugino del noto produttore,  mentre Shahan viene accostato a Ryan Bingham (di cui usa il batterista Matthew Smith), Hayes Carll, Cody Jinks e altri fautori del West Texas Country. Ma sarà vero? Sono qui apposta, l’ho sentito per voi e ora riferisco: intanto aggiungiamo che il produttore è Elijah Ford, anche lui cantautore dal buon pedigree, che suona pure le tastiere, Charlie Shafter e Bonnie Bishop, alle armonie vocali, hanno pubblicato anche album a nome loro, il chitarrista Daniel Sproul ha sostituito Neal Casal negli Hard Working Americans, ma suona anche in un gruppo hard-rock, i Rose Hill Drive con il fratello Jacob, del batterista abbiamo detto, aggiungiamo Parker Morrow, vecchio amico di Shahan, da Lubbock, al basso. Country quindi? Uhm, forse,  almeno  a tratti.

Nell’insieme decisamente  buono, ma deve avere inghiottito anche un Bignami del rock, che poi usa ad arte nelle varie canzoni: e i gusti non sono per nulla da disprezzare. Si va da Water Bill che ha un riff preso dall’opera omnia dei Creedence o di John Fogerty,  innestato su un brano che ha un bel groove rock e un ottimo tiro chitarristico: anche Enemy va di rock and roll grintoso e pure gagliardo, a tutte chitarre, tipicamente americano.  Il nostro amico non ha una voce memorabile, ma comunque efficace e la band compensa alla grande, quando serve, come nelle atmosfere blues-rock della tirata 6 Feet,  dai testi bui e tempestosi, con la solista di Sproul in bella evidenza, un po’ come faceva il grande Philip Donnelly nei dischi di Lee Clayton, che potrebbe essere un buon paragone con Shahan. La title track Culberson County, che racconta degli esodi dei musicisti dal Texas a Nashville per trovare la fortuna, è una deliziosa ballata che coniuga chitarre acustiche e atmosfere alla Pink Floyd (quelli più bucolici) con coyote che ululano alla luna e finalmente atmosfere country, magari noir e desertiche https://www.youtube.com/watch?v=hTIer1fBmm0 ; Idle Hands addirittura miscela l’attacco di Dark Side Of The Moon con la versione di Magnolia che facevano i Poco su Crazy Eyes, molto suggestiva. How They Lie è un altro esempio dello stile più morbido impiegato da Red con profitto in molti brani, un brano dalle atmosfere sospese ed affascinanti.

Niente male pure Roses con una sognante lap steel che sottolinea i tempi pigri e rilassati della canzone, dove una twangy guitar è in agguato tra i solchi e la ritmica in questo caso macina country texano, di quello non tradizionale, un po’ come faceva il Lee Clayton citato poc’anzi. Someone Someday il pezzo firmato con Brent Cobb e Aaron Raitiere, sembra una rivisitazione moderna di Games People Play (il riff è quello) https://www.youtube.com/watch?v=SYgplX30qX8 , trasformato in un rockin’ country mid-tempo corale, con l’organo di Ford che lavora di fino (anche negli altri brani) mentre le chitarre non si tirano indietro. Come non fanno neppure nella “riffatissima” Revolution che sfiora quasi l’hard-rock, o comunque un southern molto robusto, con tutta la band sempre indaffaratissima  a spalleggiare le atmosfere più grintose e chitarristiche di Shahan, con l’ennesimo punto di merito per la solista di Devon Sproul, davvero indiavolata, mentre nella delicata Memphis, che sembra quasi un brano del miglior Jackson Browne, Red si fa accompagnare dalle deliziose armonie vocali della mamma Kim Smith. Insomma l’album cresce dopo ripetuti ascolti, questa aria di déjà vu musicale si fa meno marcata e si apprezzano le belle melodie, spesso avvolgenti, delle canzoni meno rock di Red Shahan, come la splendida ballata Hurricane, ancora graziata da una melodia vincente e la conclusiva Try, altro ottimo pezzo di struttura rock, ma con retrogusti country evidenti . Quindi concludendo, è molto bravo, prendere nota del nome, please.

Bruno Conti

Il Gabbiano Jonathan Vola Sempre Alto! Jonathan Wilson – Rare Birds

jonathan wilson rare birds

Jonathan Wilson – Rare Birds – Bella Union Records

La prima volta che vidi sul palco Jonathan Wilson non sapevo neppure chi fosse. Mi trovavo con alcuni amici a San Sebastian per assistere ad un concerto di Jackson Browne , che, per l’occasione, doveva suonare insieme alla giovane band californiana dei Dawes, talentuosi esordienti il cui secondo disco, Nothing Is Wrong, era stato prodotto proprio da Jonathan Wilson. Il calendario datava 24 luglio ma sembrava ottobre inoltrato, la magnifica spiaggia su cui torreggiava il grande palco del festival Jazzaldia era zuppa per la pioggia che era caduta quasi incessantemente tutto il giorno, accompagnata dal vento freddo proveniente dall’oceano. A riscaldarci furono prima gli stessi Dawes, con un’esibizione sanguigna e coinvolgente, poi, a mezzanotte e mezza passata (ma per gli spagnoli è ancora presto…), il buon Jackson con i suoi classici immortali, supportato egregiamente dal gruppo dei fratelli Goldsmith e dal loro produttore. Alto e magro, capello lungo e barba incolta, Wilson sembrava una di quelle tipiche icone californiane degli anni settanta. Mostrò subito la stoffa del leader, come ottimo chitarrista e corista, e Browne gli cedette la scena per fargli eseguire Gentle Spirit, la lunga e affascinante ballad che dà il titolo all’ album che sarebbe stato pubblicato di lì a poco https://discoclub.myblog.it/2011/08/08/un-jonathan-tira-l-altro-da-laurel-canyon-e-dintorni-jonatha/ .

Esattamente due anni dopo la scena si è ripetuta al Carroponte, spazio concertistico alle porte di Milano, con la sostanziale differenza che stavolta Jonathan era l’unico protagonista della serata con la sua band. Io, gli amici e ciascuno dei presenti ci siamo goduti un’esibizione esaltante di rock imbevuto di psichedelia e divagazioni folk di chiara matrice californiana. I brani, spesso dilatati da pregevoli parti strumentali in cui giganteggiava la chitarra del leader, ben coadiuvato dai suoi compagni, davano l’idea di un musicista maturo, abile riesumatore di suoni del passato assemblati con gusto ed intelligenza. Questa impressione fu pienamente confermata dall’uscita del successivo album Fanfare, nell’ottobre del 2013, che fece incetta di critiche positive un po’ ovunque, generando al contempo un equivoco che perdura ancora oggi, ovvero il considerare Jonathan Wilson come una sorta di erede del suono californiano degli anni d’oro di quella comunità di musicisti che si era formata nei dintorni di Los Angeles nell’area di Laurel Canyon (dove tuttora Jonathan possiede uno studio di registrazione, rinomato per le sue preziose apparecchiature analogiche). La varietà delle fonti d’ispirazione da cui Wilson attinge è molto più ampia e complessa, riguarda tanto il contesto americano quanto quello britannico, come testimonia la sua produzione e collaborazione con una colonna del folk rock inglese come Roy Harper, oppure la recente partecipazione all’ultimo album di Roger Waters e al successivo tour che è appena andato in scena nei palasport italiani, dove Jonathan si esibisce come seconda chitarra, cantando le parti che erano di David Gilmour.

Rare Birds , il nuovo album pubblicato all’inizio di marzo, lo evidenzia ancora di più, nelle tredici lunghe tracce che il suo autore ha definito cosmiche, originate da uno stato d’animo spesso non positivo, il tentativo di superare una situazione di abbandono e di solitudine. Wilson mescola sapientemente sonorità vintage usando l’elettronica accanto a strumenti tradizionali, creando un connubio quasi sempre riuscito e piacevole. L’iniziale Trafalgar Square si apre come una citazione della pinkfloydiana Breathe, con le voci registrate e la languida steel guitar sullo sfondo, poi una sventagliata di mandola apre la strada ad un’elettrica dal suono sporco e la canzone prende corpo in modo efficace. Ancora meglio Me, che parte sonnacchiosa e si sviluppa in modo avvolgente fino all’esplosione finale che vede protagonista una chitarra distorta e urticante. Over The Midnight, coi suoi furbi campionamenti stile anni ottanta, ha una struttura melodica che inevitabilmente conquista e invita a premere sull’acceleratore durante le guide notturne. There’s A Light ci rituffa in California, con una bella lap steel a condurre le danze e una melodia ancora accattivante, con le belle armonie vocali delle Lucius. Il pianoforte domina la nostalgica Sunset Blvd, fino alla conclusiva stratificazione di suoni che rimanda a certe composizioni del suo quasi omonimo, l’inglese Steven Wilson. La title track offre acide sventagliate di chitarra che è facile accostare al maestro Neil Young, nulla di nuovo, ma certamente gradevole. 49 Hairflips scava ancora nel melodramma di un amore finito, il piano si fonde in un magma di tastiere dall’effetto evocativo e malinconico.

In Miriam Montague convivono i Kinks e l’Electric Light Orchestra in una specie di mini suite non particolarmente esaltante. Meglio il mantra ipnotico Loving You che, grazie ai vocalizzi del guru della new age Laraaji ci conduce in territori insoliti ed evocativi. Ancora atmosfere notturne dominano la successiva Living With Myself che gioca sul contrasto tra le strofe crepuscolari ed un ritornello solare. Il synth sullo sfondo sembra rubato a quello che Roy Bittan suonava in Downbound Train o in I’m On Fire  Boss, e che dire allora della rullata di batteria campionata su cui si basa tutta la ritmica della successiva Hard To Get Over? Andate a riascoltare l’intro di Don’t Come Around Here No More di Tom Petty (e Dave Stewart) e non potrete ignorarne la somiglianza. Dall’episodio meno riuscito del disco ad uno dei più positivi, il country scanzonato e un po’ ruffiano di Hi Ho To Righteous, in cui convivono lap steel e disturbi rumoristici quasi a voler parodiare inni del passato come Teach Your Children. Notevole anche qui il finale in crescendo che ci conduce alla rarefatta e conclusiva Mulholland Queen, una intensa e disperata confessione che si sviluppa sulle note del piano e dell’orchestra in sottofondo. Fra echi e rimandi non si può dire che Rare Birds sia un disco innovativo e neppure un capolavoro (e certo non merita le critiche negative che qualcuno, pochi, a torto gli hanno appioppato), eppure ascoltarlo fa lo stesso effetto che guidare su una strada panoramica: ad ogni curva ti puoi imbattere in uno scorcio bello ed emozionante.

Marco Frosi