Un Songwriter “Tormentato” – Rod Picott – Hang Your Hopes On A Crooked Nail

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Rod Picott – Hang Your Hopes On A Crooked Nail – Welding Rod Records

L’ultima volta che ho visto Rod Picott (in un concerto vicino a Pavia nel 2007) stava ancora con la brava cantante e violinista Amanda Shires: oggi la Shires è sposata con il cantante e chitarrista Jason Isbell (ex Drive By Truckers), e, per chi scrive, questo lavoro sembra portarne le logiche conseguenze.

rod picott amanda shires

Rod Picott è nato in una “smalltown” del Maine e ha cominciato relativamente tardi la sua vita professionale da musicista. Nel 2001, a 35 anni, riesce a lasciare il suo lavoro di operaio edile e pubblica il primo disco, Tiger Tom Dixon’s Blues (da riscoprire), che gli permette finalmente di essere un musicista a tempo pieno, un album che contiene un piccolo capolavoro, Broke Down (miglior singolo nelle radio americane) http://www.youtube.com/watch?v=HbYYaGoihUY che in seguito diventerà una “hit” per il suo amico Slaid Cleaves. Rotto il ghiaccio, il suo talento, ben considerato da molti colleghi, fra questi Fred Eaglesmith, Mary Gauthier, Gurf Morlix, Ray Wylie Hubbard e lo stesso Cleaves, lo porta ad incidere 6 dischi in studio, il notevole Stray Dogs (02), Girl From Arkansas (04), il live acustico Travel Log Volume One (05), Summerbirds (07), la fruttuosa collaborazione con Amanda Shires in Sew Your Heart With Wires (08), Welding Burns (11), e a suonare costantemente in giro per l’America (e sempre più spesso in Europa e in Italia) http://www.youtube.com/watch?v=-bJ6IkRPIsI . Finita la storia con la Shires, si trasferisce in pianta stabile ad Austin (patria dei songwriters), e da lì riappare con questo nuovo lavoro,Hang Your Hopes On A Crooked Nail (un titolo più corto no?), prodotto da RS Field, un tipo che nella sua scuderia ha avuto “personcine” come Billy Joe Shaver, Sonny Landreth, Hayes Carll, Webb Wilber e gli Earle (padre e figlio). Per quanto riguarda il suono, elettroacustico questa volta, Rod si è circondato di musicisti rodati, Dave Coleman alle chitarre elettriche, James Haggerty alle chitarre acustiche, Mark Pisapia alla batteria, Joe Pisapia alla pedal steel, Lex Price al mandolino e la dolce Jennie Okon alle armonie vocali, il risultato sono quaranta minuti di onesta canzone d’autore americana.

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Tutto lo sviluppo del disco è organizzato in funzione della voce di Rod Picott, che ricorda un po’ l’impostazione da “storyteller” (alla John Prine), e questo si nota principalmente nei brani scritti a quattro mani col suo amico Slaid Cleaves, l’iniziale You’re Not Missing Anything e Where No One Knows My Name, mentre con la sognante Dreams http://www.youtube.com/watch?v=UQe7Jd_Nmbc  e in I Might Be Broken Now si ricompone il sodalizio con l’ex fiamma e partner musicale Amanda Shires http://www.youtube.com/watch?v=IgeHWM9SCys . Il disco scorre piacevolmente tra una tambureggiante 65 Falcon http://www.youtube.com/watch?v=DZRDauKBm0Q , la matrice prettamente “texana” di Mobile Home, una ballata coi fiocchi, dotata di una melodia coinvolgente come All The Broken Parts, la scintillante Milkweed, accompagnata dal piano di Joe Pisapia, e a chiudere, con la intima Nobody Knows dove Rod sembra cantare con il cuore in mano.

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Se vi piacciono i cantautori con la voce sommessa e leggermente roca, le atmosfere soffuse ed acustiche, Hang Your Hopes On A Crooked Nail di Rod Picott fa per voi, un disco diretto e suonato con gusto e prodotto in modo inappuntabile, secondo la critica in giro per il mondo, e anche secondo lo stesso Picott, forse il suo migliore in assoluto. Vale la pena di approfondire la conoscenza di questo signore, bastano poche buone canzoni, e Rod ne scrive parecchie: i dischi non sono di facile reperibilità ma valgono appunto lo sforzo della ricerca.

Tino Montanari

Un Songwriter “Tormentato” – Rod Picott – Hang Your Hopes On A Crooked Nailultima modifica: 2014-01-19T10:25:53+01:00da bruno_conti
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