Dall’Aspetto Fisico Non Lo Si Direbbe, Ma La Musica E’ Country (E Pure Bella)! Carter Sampson – Wilder Side

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Carter Sampson – Wilder Side – Continental Song City/Ird CD

Questo disco è stata una bella sorpresa: tanto per cominciare, Carter Sampson, nonostante il nome, è una donna, e, a dispetto dell’aspetto fisico vagamente da intellettuale e dalla confezione del CD che potrebbe far pensare ad un album di musica pop, fa del puro, semplice e classico country  Nativa dell’Oklahoma, Carter si rifà al country anni settanta di artiste come Emmylou Harris e Dolly Parton: una bella voce limpida e cristallina, ottime canzoni (tutte originali, in questo è più simile a Dolly che ad Emmylou), ed un accompagnamento semplice e tradizionale, di base acustica ma con basso e batteria sempre presenti, una chitarra elettrica mai invadente, una steel in sottofondo e qualche tocco di pianoforte, con la produzione diretta dell’amico Travis Linville.

Wilder Side non è il suo esordio, bensì già il quarto album (ha debuttato nel 2004 con l’introvabile ed acustico Fly Over The Moon, ma il suo primo disco full band è Good For The Meantime del 2009), ed in teoria ha tutte le carte in regola per farla uscire dall’anonimato, anche se la sua musica è troppo “dalla parte giusta” e troppo poco commerciale e pop per entrare in classifica. Ma questo sicuramente a lei non interessa, e per noi è più che sufficiente poter godere delle sue canzoni ed assaporare il suo talento, che ha anche radici importanti: è infatti cugina alla lontana (penso da parte di madre) nientemeno del leggendario Roy Orbison, e dunque qualche cromosoma musicalmente buono nel suo dna ce l’ha di sicuro. Wilder Side si apre con la title track, già molto bella, un brano elettroacustico dal tempo mosso, melodia limpida e ritornello vincente, un bel biglietto da visita. Highway Rider è più lenta ma anche più intensa, un pezzo dalla scrittura matura ma arrangiato in maniera semplice, due chitarre, steel, un bel pianoforte e sezione ritmica discreta, con la bella voce espressiva della Sampson che domina il tutto.

Un bel dobro introduce Run Away, un country-folk decisamente bucolico e completamente acustico, un tappeto di strumenti a corda che funge da perfetto alveo per la vocalità limpida di Carter; per contro Holy Mother è più elettrica, ma sempre suonata con discrezione e classe, ed il refrain è diretto ed orecchiabile, classic country al 100%. Con Everything You Need torniamo ad un mood più agreste, ma il brano ha una melodia eccellente ed un feeling notevole, e si candida come una delle migliori, mentre Medicine River sembra un pezzo inciso e non pubblicato dal trio Harris/Parton/Ronstadt, un western tune intenso e di ottimo impatto emotivo; Take Me Home With You ha un tono più malinconico e crepuscolare, ma la bravura della Sampson non viene meno anche in questi pezzi più dimessi. La solida ed avvolgente Wild Bird prelude ai due brani finali, anch’essi tra i più riusciti del CD: la spedita Tomorrow’s Light, dal motivo gradevolissimo, di quelli che si piantano in testa e ci restano a lungo, e la fluida e bellissima See The Devil Run, che dimostra la bravura della ragazza come songwriter.

Uno dei migliori album di country al femminile che ho ascoltato ultimamente (a parte l’ultimo di Loretta Lynn che è indiscutibilmente su altri livelli), che conferma che quando hai la voce, le canzoni ed un po’ di feeling non servono molti orpelli per fare un bel disco.

Marco Verdi

Dall’Aspetto Fisico Non Lo Si Direbbe, Ma La Musica E’ Country (E Pure Bella)! Carter Sampson – Wilder Sideultima modifica: 2016-06-11T00:02:53+02:00da bruno_conti
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