Non Male, Molto Raffinato, Anche Se Di Country Se Ne Vede Poco! Ashley Monroe – Sparrow

ashley monroe sparrow

Quarto album di studio (più un vinile a tiratura limitata pubblicato per la Third Man Records, l’etichetta di Jack White) per la bionda Ashley Monroe, country singer del Tennessee ed anche apprezzata autrice per conto terzi, oltre che componente insieme ad Angaleena Presley e Miranda Lambert delle Pistol Annies, un trio che vanta tra i suoi principali estimatori un certo Neil Young. Dopo due album prodotti da Vince Gill, Ashley ha deciso di cambiare, approdando anche lei nell’universo di Dave Cobb, uno che da qualche anno a questa parte sta davvero lavorando come un matto. E Cobb non sbaglia neppure stavolta, portando in session un numero limitato di musicisti (tra cui i fidati Chris Powell alla batteria e Mike Webb alle tastiere) e soprattutto facendo sì che il suono non prenda pericolose derive radiofoniche, cosa che a Nashville non è mai scontata. Proprio nel suono però ci sono le maggiori novità, in quanto la Monroe, un po’ come ha fatto di recente Kacey Musgraves https://discoclub.myblog.it/2018/05/22/dal-country-al-pop-senza-passare-dal-via-kacey-musgraves-golden-hour/ , ha optato per sonorità non necessariamente solo country, dando spesso ai brani (tutti scritti da lei, anche se in collaborazione con altri) un gradevole sapore pop anni sessanta-settanta, con un uso molto particolare in diversi pezzi di un quartetto d’archi.

E Sparrow è un disco molto piacevole, non solo per queste soluzioni sonore o per il fatto di avere Cobb in cabina di regia: gran parte del merito va infatti ad Ashley stessa, che si conferma una songwriter capace ed una cantante espressiva e dalla voce cristallina, voce che viene intelligentemente messa in primo piano dal produttore. Orphan, che apre il disco, è un brano pianistico dal passo lento e leggermente orchestrato, con una melodia profonda e toccante, ed un notevole crescendo nel ritornello, una bella canzone davvero. Hard On A Heart cambia completamente registro, il tempo è sostenuto ed il motivo quasi western, ma la melodia è protagonista anche qui, con la voce sempre in primo piano: il contrasto con la ritmica trascinante ed il quartetto d’archi sullo sfondo crea un effetto quasi discoteca anni settanta, comunque intrigante; la sinuosa Hands On You ha un sapore d’altri tempi, quasi fosse una versione femminile di Chris Isaak, mentre Mother’s Daughter è una country ballad limpida e tersa, strumentata in maniera perfetta (voce, chitarra, sezione ritmica e piano elettrico), con il ricordo dei brani classici di Dolly Parton https://www.youtube.com/watch?v=Hnn1hYbxYoo .

Gli archi introducono l’emozionante Rita, altro scintillante slow che non è lontano dalle ballate dei primi Bee Gees, solo più country, la cadenzata Wild Love è ancora decisamente originale, tra western e pop, con l’uso dei violini che rammenta addirittura gli ELO, This Heaven (scritta con Anderson East) è una ballata semplice ma intensa, strumentata con classe e dallo sviluppo fluido, oltre ad essere cantata al solito molto bene https://www.youtube.com/watch?v=BilmSxKghgQ . I’m Trying To è un altro pezzo decisamente melodico, evocativo e profondo, con piano e chitarre in evidenza, She Wakes Me Up è puro pop anni sessanta ma attualizzato con i suoni di oggi, deliziosa ed orecchiabile, mentre Paying Attention è una canzone orchestrata e di ampio respiro, pur senza essere ridondante. Il CD si chiude con Daddy I Told You (scritta insieme alla Presley), brano diretto e godibile ancora guidato dal piano, e con la tenue e gentile Keys To The Kingdom, caratterizzata da un motivo semplice ma immediato.

Un buon disco comunque, raffinato sia nei suoni che nel songwriting, non solo per amanti del country.

Marco Verdi

Il “Ritorno” Della Sua Prima Prova Da Cantautrice. Emmylou Harris – The Ballad Of Sally Rose (Expanded Edition)

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Emmylou Harris – The Ballad Of Sally Rose (Expanded Edition) – Rhino/Warner 2CD

Nella prima metà degli anni ottanta la stella di Emmylou Harris non era al massimo del suo splendore dal punto di vista delle vendite, ma c’è da dire che tutta la musica country in quel periodo stava vivendo il suo momento più difficile di sempre, anche se la “riscossa” guidata da gente come Dwight Yoakam e Steve Earle era dietro l’angolo. Nel 1985 la Harris diede alle stampe un po’ in sordina il suo dodicesimo album (contando anche l’esordio in parte rinnegato Gliding Bird del 1969 ed il disco natalizio del 1979, ed infatti il suo disco seguente lo chiamerà Thirteen), cioè The Ballad Of Sally Rose, un lavoro che all’epoca non ebbe un grande successo, ma che rappresentava un passo importante per Emmylou. Grandissima cantante, dotata di una voce di una purezza cristallina, la Harris era sempre stata essenzialmente un’interprete di brani altrui, ma questo disco, a suo dire influenzato dall’ascolto di Nebraska di Bruce Springsteen, fu il primo con tutti i pezzi scritti di suo pugno, insieme all’allora marito Paul Kennerley (e va detto, anche l’ultimo fino a Red Dirt Girl del 2000). Non solo, The Ballad Of Sally Rose era anche un concept album, una pratica poco diffusa in ambito country, che narrava la storia della cantante del titolo, il cui amante, alcolizzato, rimaneva ucciso in un incidente stradale: storia in parte autobiografica, ispirata alla sua tormentata relazione dei primi anni settanta con Gram Parsons (e Sally Rose era lo pseudonimo usato da Emmylou per prenotare gli alberghi quando era in tour).

Oggi la Rhino, senza un particolare anniversario da celebrare, pubblica questa versione espansa a due CD, con nel primo il disco originale (rimasterizzato alla grande) e sul secondo dieci bellissimi demo inediti di pezzi dell’album: l’unica cosa, non capisco perché un doppio, dato che il tutto dura circa 65 minuti e ci stava comodamente su un solo dischetto (*NDB Forse per farlo pagare di più?). Risentito oggi, Sally Rose è un gran bel disco, con tredici canzoni di ottimo livello, che rivelano che Emmylou non era proprio una pivellina come autrice, nonostante la scarsa pratica (anche se penso che molto del merito vada a Kennerley, lui sì autore affermato), ed il CD di demo non è un’aggiunta tanto per allungare il brodo, ma un validissimo e godibile complemento. Due parole per la band in session, davvero da sogno: tra i numerosi nomi coinvolti troviamo infatti Albert Lee, Vince Gill, Emory Gordy Jr. e addirittura Waylon Jennings alle chitarre, Russ Kunkel alla batteria, John Jarvis al piano, Gary Scruggs all’armonica e, alle armonie vocali (oltre a Gail Davis), Dolly Parton e Linda Ronstadt, collaborazione che getterà le basi per lo splendido Trio che uscirà due anni dopo. Il disco inizia in maniera splendida con la title track, una scintillante ballata che ha qualche vaga rassomiglianza con Deportee di Woody Guthrie, tutta costruita intorno alla voce di Emmylou, qui al massimo della sua bellezza ed espressività, e con un bel ritornello corale.

Rhythm Guitar è più roccata ed elettrica (Albert Lee ha uno stile riconoscibilissimo, molto influenzato dal “chicken picking” di James Burton), anche se come canzone è piuttosto nella norma, la brevissima I Think I Love Him confluisce in Heart To Heart, splendida country ballad, pura, cristallina e cantata in maniera sontuosa, così come Woman Walk The Line, uno slow di grande impatto emotivo e suonato in maniera potente, che ci mostra che la Harris non è proprio una sprovveduta nel songwriting. La vivace Bad News si sviluppa su un tempo quasi rock’n’roll, ed è tanto coinvolgente quanto breve, Timberline è un delizioso pezzo sullo stile elettroacustico che di lì a due anni la nostra proporrà con Dolly e Linda, Long Tall Sally Rose (bel titolo) è quasi un bluegrass dal gran ritmo e sotto una cascata di strumenti a corda, immediata e godibilissima (anche se dura solo un minuto e mezzo), mentre White Line è giustamente il brano più popolare del disco, una splendida canzone country-rock dal motivo squisito e con un bellissimo accompagnamento chitarristico, in assoluto tra i brani più belli di Emmylou. Diamond In My Crown è uno slow profondo ed intenso (e che voce), The Sweetheart Of The Rodeo un perfetto ed elegante honky-tonk, anch’esso tra i pezzi migliori, K-S-O-S un breve e trascinante brano che termina con uno stupendo medley strumentale che comprende Wildwood Flower della Carter Family, Ring Of Fire di Johnny Cash e la classica truckin’ song Six Days On The Road., mentre Sweet Chariot, che chiude il disco originale, è un altro lento che non manca di regalare emozioni.

Il secondo CD, come già detto, propone dieci canzoni su tredici (mancano I Think I Love Him, Long Tall Sally Rose e K-S-O-S), incise tra il 1983 ed il 1984 da Emmylou solo con la sua chitarra e qualche occasionale backing vocal (tranne Rhythm Guitar e Bad News, che sono full band), eseguite in maniera superba, e nelle quali risaltano ancora di più bellezza e purezza: le migliori a mio giudizio sono Timberline, The Sweetheart Of The Rodeo, The Ballad Of Sally Rose, Heart To Heart e White Line, che comunque la si faccia rimane un brano formidabile. Ristampa quindi graditissima, e non mi dispiacerebbe che fosse solo la prima di una serie di album di Emmylou Harris da rivalutare, dato che comunque stiamo parlando di una che non ha mai fatto un disco brutto.

Marco Verdi

Non E’ Solo Fortunata, E’ Proprio Brava! Carter Sampson – Lucky

carter sampson lucky

Carter Sampson – Lucky – Continental Song City/CRS

Come faceva giustamente notare l’amico Marco Verdi recensendo il precedente album Wilder  https://discoclub.myblog.it/2016/06/11/dallaspetto-fisico-lo-si-direbbe-la-musica-country-pure-bella-carter-sampson-wilder-side/ (e nel frattempo è uscito anche Queen Of Oklahoma & Other Songs, una compilation di canzoni dagli introvabili primi album ed EP), Carter Sampson non ha certamente il phisyque du role della classica cantante country: occhialini e taglio di capelli che le conferiscono l’allure di una cantautrice intellettuale e raffinata, e fin qui potremmo esserci perché due o tre brani che viaggiano su queste coordinate li troviamo in questo Lucky. Per il resto, anche se viene dall’Oklahoma, come ha orgogliosamente ribadito nella canzone che dà il titolo alla raccolta ricordata poc’anzi, il suo suono, comunque con elementi “roots” ed Americana, rimanda più a quello classico di Nashville, anche se dal lato giusto della città, quello abitato da Emmylou Harris e Dolly Parton, ma anche Patsy Cline e il lontano parente Roy Orbison sono stati accostati alla genuina Okie.

Che anche in questo album usa una pattuglia di musicisti provenienti dal suo stato: non riporto i nomi di tutti, ma il co-produttore dell’album, con la stessa Sampson, Jason Scott, opera proprio in Oklahoma, insieme ad altri talenti locali come Kyle Reid, John Calvin Abney, Lauren Barth, Jesse Aycock e Jared Tyler, tutti anche cantautori in proprio (e alcuni di loro li trovate pure nel disco di Levi Parham), e non escluderei la presenza del polistrumentista Travis Linville che aveva prodotto il precedente disco, e tutti costoro dovrebbero coprire la presenza cospicua di chitarre, acustiche, elettriche, ma anche dobro, mandolino, pedal steel che punteggiano questo Lucky, che se privilegia per l’occasione l’uso della canzone uptempo, forse eccelle ancor di più nelle ballate, dove la voce di Carter Sampson assume dei timbri vocali che al sottoscritto tanto hanno ricordato Norah Jones, un’altra che ha sempre frequentato la musica country. Chiunque si voglia ricordare, poi la Sampson ha comunque una propria personalità che la rende una delle migliori portabandiera delle nuove generazioni del fuori Nashville. Il disco, come si diceva, privilegia i tempi mossi ma è appunto nelle ballate che si gusta ancor di più la deliziosa voce della nostra amica: la bellissima Hello Darlin’, scritta da Zac Copeland, dove si canta di malinconie d’amore, da sempre uno dei temi più usati nella migliore country music, una ballata che scivola voluttuosa su una magnifica ed avvolgente pedal steel, con tocchi di mandolino e piano, delicate chitarre acustiche e la voce sognante ed evocativa di Carter che tanto rimanda alla più languida e trasognata Norah Jones, un piccolo gioiellino.

E anche la cover conclusiva della classica Queen Of The Silver Dollar di Shel Silverstein, che ricordiamo in una bellissima versione di Emmylou Harris su Pieces Of The Sky, è una vera leccornia di sapori e languori country, tra pedal steel e piano la voce quasi galleggia sulle onde della musica. Ma anche quando i ritmi sono più serrati, ad esempio nel trittico iniziale, tutto a firma Carter Sampson, non si può fare a meno di apprezzarne il talento e la voce, sempre espressiva e incalzante, come nella title track che viaggia sulle ali di chitarre elettriche e dobro, con un corposo contrabbasso in evidenza, o su Anything Else che dopo una partenza attendista si assesta su un mid-tempo invitante, o sul train time  della incantevole Peaches, scritta con Scott. Ten Penny Nail, di nuovo firmata con Jason, è più bluesy ed intricata, mentre All I Got è una sorta di country got soul da cantautrice classica e Tulsa, scritta da Kalyn Fay, una specie di gloria locale, è un’altra splendida ballata mid-tempo di puro stampo country, con un’armonica e l’organo che fanno capolino nella ricca strumentazione. Di fattura squisita pure Wild Ride, di nuovo con la voce in splendida evidenza e notevole anche Rattlesnake Kate dove il dobro tratteggia con puntualità una ennesima canzone dove si apprezzano i talenti vocali e compositivi della bravissima Carter Sampson. Se passa di nuovo dalle nostre parti nelle lande italiche non mancate all’appuntamento, nel frattempo gustiamoci questo ottimo album.

Bruno Conti

Tra Canada E Messico, Un Gran Bel Disco! Lindi Ortega – Liberty

lindi ortega liberty

Lindi Ortega – Liberty – Shadowbox CD

Lindi Ortega è una brava cantautrice canadese di origine messicana, autrice da inizio millennio di una mezza dozzina di pregevoli album di musica country, ma con all’interno diverse contaminazioni, cosa che avviene anche con la sua nuova fatica, intitolata Liberty. Con questo disco la Ortega ha voluto creare un cocktail di tutte le influenze avute nella sua vita musicale, passando con disinvoltura dal country al Messico, al rock, alla musica western di stampo cinematografico, fino alla ballata, e regalandoci probabilmente il suo lavoro più maturo e riuscito. L’album, prodotto da Skylar Wilson, vede dunque Lindi spaziare con bravura in diversi generi condendo il tutto con la sua voce particolare (che in certi momenti ricorda molto quella di Dolly Parton), per un lavoro di ottimo livello, che cresce brano dopo brano, e che non annoia neppure per un attimo, anzi durante l’ascolto si è incuriositi da come potrebbe essere il pezzo seguente. I musicisti presenti sono scelti con cura, ed una menzione d’onore se la meritano il bravissimo steel guitarist Spencer Collum Jr., il chitarrista Jeremy Fetzer ed il leggendario armonicista Charlie McCoy, uno che fa parte dei cosiddetti Nashville Cats e che in carriera ha suonato praticamente con chiunque.

Through The Dust dà inizio al disco in maniera decisamente stimolante, uno strumentale in puro stile western morriconiano, breve ma di sicuro impatto (ci saranno anche la seconda e terza parte nel corso dell’album, con qualche differenza nel suono), seguita da Afraid Of The Dark, in cui entra in gioco la voce della protagonista, una ballata sognante ed eterea, con un’atmosfera quasi onirica ma molto interessante. You Ain’t Foolin’ Me ha una ritmica più accentuata ma il solito modo rilassato di porgere il brano, un arrangiamento particolare (molto più rock che country, con un tocco di pop) ed un notevole assolo finale di slide; ‘Til My Dyin’ Day è una ballata decisamente languida, di stampo quasi hawaiano ed un mood d’altri tempi, mentre Nothing’s Impossible (scritta come Afraid Of The Dark insieme a John Paul White, ex Civil Wars) rimane in territori sixties, un valzerone intenso come lo farebbe Chris Isaak, diretto e godibile. The Comeback Kid è pop-rock ancora dall’alone vintage, diretta, per nulla scontata e di sicuro effetto.

La cupa Darkness Be Gone mi ricorda certe ballate scarne del primo Leonard Cohen, specie nell’arpeggio chitarristico (e se scrivi canzoni e sei canadese non puoi prescindere dal grande Lenny). Forever Blue è un affascinante slow crepuscolare, ancora con elementi western, tra le più piacevoli. In The Clear è ancora lenta e languida, quasi angelica (e melodicamente impeccabile), Pablo una deliziosa western song dal pathos notevole, con spunti degni della migliore Jessi Colter e la classe di Emmylou Harris, Lovers In Love una cristallina ballad elettroacustica che sembra invece presa dal repertorio classico della Parton (ed anche con la voce siamo lì), altra ottima canzone, forse la più bella di tutte https://www.youtube.com/watch?v=fO87T44tAY4 . Il CD si chiude con Liberty, un mix gustoso e vincente tra western, Messico e musica surf anni cinquanta, e con una versione spoglia ma intensissima (voce, chitarra flamenco e tromba mariachi) di Gracias A La Vida, il classico di Violeta Parra reso celebre da Joan Baez, che la nostra canta in uno spagnolo impeccabile. Gran bel dischetto questo Liberty: è ora che il mondo si accorga finalmente di Lindi Ortega.

Marco Verdi

Come Il Diavolo E L’Acquasanta! Parte Seconda – Restoration: Reimagining The Songs Of Elton John & Bernie Taupin

elton john restoration

VV.AA. – Restoration: Reimagining The Songs Of Elton John & Bernie Taupin – MCA/Universal CD

Eccomi a parlare, come promesso, di Restoration, tributo alla musica di Elton John curato dal suo paroliere Bernie Taupin, che si contrappone al già recensito Revamp, progetto di cui invece si è occupato in prima persona Elton stesso. Se Revamp ha più difetti che pregi (e non è una sorpresa visti i personaggi coinvolti), Restoration si propone come il disco “bello” tra i due, in quanto vi partecipano artisti più in linea con i temi trattati abitualmente in questo blog. E’ risaputo della passione che Taupin ha avuto fin da ragazzo per l’America, i suoi luoghi, i suoi miti e la sua musica, al punto che il miglior disco della carriera di Elton, Tumbleweed Connection, era contraddistinto da testi che poco avevano a che fare con le terre britanniche (e pure la musica). E per Restoration sono stati invitati artisti appartenenti esclusivamente al genere country-rock, il preferito da Bernie, con un risultato di buon livello per almeno l’80/90% del disco: pur non essendo un album da avere a tutti i costi, Restoration si rivela quindi un lavoro ben fatto, che non sfigurerà affatto in qualsiasi collezione che si rispetti.

L’inizio a dire il vero non è il massimo: Rocket Man data in mano ai Little Big Town non ne esce bene, troppo molle e sdolcinato il loro country (se così vogliamo chiamarlo), e forse stava meglio su Revamp. Ecco anche qui Mona Lisas And Mad Hatters, unico brano ad apparire su entrambi i tributi, affidata a Maren Morris, che è bravina e la esegue con misura e senza strafare, direi molto piacevole. Don Henley e Vince Gill sono una bella coppia (e Gill ormai fa parte stabile della touring band degli Eagles) e, anche se Sacrifice non è tra le mie preferite di Elton, i due la rivisitano in modo pulito, fluido e con più chitarre che in origine, in puro Eagles-style: molto bella. Anche i Brothers Osborne sono bravi, e ci regalano una scintillante Take Me To The Pilot in perfetto mood southern country, come la farebbe Zac Brown, mentre la bella (e brava) Miranda Lambert opta per la poco nota My Father’s Gun, e ne dà un’interpretazione lenta e toccante, di gran classe, facendola diventare una limpida ballata country-rock; l’ottimo Chris Stapleton non cambia più di tanto l’arrangiamento di I Want Love, che però è una grande canzone già di suo, e poi Chris canta da Dio.

Lee Ann Womack offre una versione stripped-down di Honky Cat, tra soul, gospel e cajun, intrigante, Roy Rogers potevano darla a…Roy Rogers! Invece la fa Kacey Musgraves, che è un’altra brava e la rilegge molto bene, anzi direi versione deliziosa. Il duo inedito Rhonda Vincent e Dolly Parton riprende la solare Please facendola diventare un bluegrass cristallino, davvero ben fatto, mentre Miley Cyrus spunta anche in questo tributo (è l’unica ad essere presente in tutti e due) con The Bitch Is Back, cantata con sufficiente grinta ma un filo troppo “lavorata”, ma comunque non brutta. Dierks Bentley non è uno da prendere a scatola chiusa, e la sua Sad Songs (Say So Much), che è uno dei maggiori successi di Elton, è musicalmente ben eseguita, un country-rock cadenzato e coinvolgente, ma cantata in maniera piatta e con poco mordente, mentre un duo come Rosanne Cash ed Emmylou Harris non poteva sbagliare, e difatti la loro This Train Don’t Stop Here Anymore, una delle più belle ballate di Elton del nuovo millennio, è tra le migliori del disco, classe pura. Chiude una leggenda, Willie Nelson (come poteva mancare?), con una Border Song da brividi, cantata con un pathos incredibile e suonata magistralmente, e che il vecchio Willie fa diventare completamente sua.

Capisco che per un senso di completezza la vostra coscienza potrebbe suggerirvi di accaparrarvi entrambi i tributi, ma se vorrete farvi un favore direi che Restoration basta ed avanza.

Marco Verdi

Un Trittico Dal Canada (In Tutti I Sensi) 2. Wailin’ Jennys – Fifteen

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Wailin’ Jennys – Fifteen – True North/Red House/Ird

Spesso non è facile trovare un buon incipit per aprire una recensione o un articolo, e altrettanto difficile a volte è inquadrare lo stile musicale in cui si muovono gli artisti, o le artiste, in questo caso, di cui si parla. Le Wailin’ Jennys non sono certo un nome di punta della discografia mondiale, ma tra gli appassionati giustamente godono di una buona reputazione, acquisita in quindici anni di carriera, da cui il nome dell’album Fifteen, attraverso cinque album, tra cui uno anche registrato dal vivo, e un paio di EP. Ovviamente parliamo di musica di nicchia, tra folk, country e bluegrass e per introdurre questo trio canadese a chi non le conosce, mi scapperebbe che potremmo dire che sono un riuscito mix tra le mai dimenticate sorelle McGarrigle, altri gruppi famigliari come le Roches e le inglesi Unthanks, un pizzico di Emmylou Harris e Dolly Parton, di cui interpretano un pezzo di ciascuna in questo album, e hanno affinità anche con un’altra band che fa delle armonie vocali il proprio vanto, come le Be Good Tanyas. Proprio le armonie vocali, da togliere il respiro per la bellezza e la profondità dell’incrociarsi delle tre voci, sono tra i punti di forza di questo Fifteen, per la prima volta nella loro carriera composto esclusivamente da cover e realizzato anche per esaudire le richieste dei loro fans che avevano chiesto spesso alle tre di cimentarsi in questa non facile arte dell’interpretazione.

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https://www.youtube.com/watch?v=ted12VQ9DRM

Ruth Moody, Nicky Mehta e Heather Masse, hanno attinto dal loro repertorio dal vivo, brani quindi che eseguono da tempo in concerto, aggiungendo alcune gemme pescate dai loro autori (e autrici) preferiti: così scorrono canzoni di Tom Petty, Paul Simon, Warren Zevon, Jane Siberry, le due citate poc’anzi e altri che vado ad illustrarvi tra un attimo. Il disco ha una strumentazione parca ma raffinata, con la Moody a banjo e chitarra, la Mehta sempre alla chitarra acustica, e Heather Masse, l’unica americana, dal Maine, impegnata “solo” come vocalist, il resto lo forniscono Richard Moody, fratello di Ruth, a viola, violino e mandolino, Adam Dobres, chitarre acustiche ed elettriche e mandolino, Adrian Dolan violino e infine Sam Howard al contrabbasso. Comunque ci sono anche un paio di brani completamente a cappella, una splendida Loves Me Like A Rock di Paul Simon, scelta dalla Moody e accompagnata solo da schiocchi di dita e battiti di piede, per ricreare uno spirito doo-wop molto aderente a quello dell’originale e altrettanto trascinante https://www.youtube.com/watch?v=ElWkcqF0VE8 , mentre Light Of A Clear Blue Morning, il brano di Dolly Parton sembra una cristallina gospel mountain song, con intrecci vocali celestiali mozzafiato https://www.youtube.com/watch?v=J-UK7iNJgNo . Ma tutto l’album ha una levità e una qualità veramente notevoli: dal tradizionale iniziale Old Churchyard, quasi “austero” nei suoi delicati interscambi e nelle armonizzazioni vocali splendide delle tre signore, passando per la cover magnifica di Wildlowers di Tom Petty, che in questa versione acustica ci fa ancor più rimpiangere la scomparsa del biondo cantautore della Florida, bastano un banjo, un mandolino e un violino, oltre a tre voci magnifiche per gustare la splendida melodia di questa canzone senza tempo.

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https://www.youtube.com/watch?v=XdgY-CQsbKU

C’è anche una bella versione di The Valley di Jane Siberry, una delle cantautrici canadesi più sottovalutate, cantata dal mezzosoprano vellutato di Nicky Mehta, forse la meno conosciuta delle tre, che rimanda immediatamente alle immense distese del Canada e nella parte dove vocalizzano sembra di ascoltare le Roches dei tempi d’oro che furono, ma anche Boulder To Birmingham, il brano di Emmylou Harris scelto da Ruth Moody, convoglia l’impatto malinconico ed emotivo di quella incantevole canzone. Notevole anche la cover di Not Alone, radiosa ballata scritta da Patty Griffin, altra primadonna del cantautorato americano, brano presente nel suo debutto del 1996 https://www.youtube.com/watch?v=cVVs4sOdOYQ  Living With Ghosts, e che qui scivola sul delicato e fine lavoro del violino mentre non possiamo dimenticare l’omaggio a Warren Zevon, presente con la struggente Keep Me In Your Heart, la supplica a non dimenticarci mai di lui, scritta poco prima della morte e la dolcezza di questa complessa versione preserva quel messaggio dolente, con le sue intricate armonie vocali che ancora una volta colpiscono con forza l’ascoltatore non distratto. A chiudere un brano scritto da Hank Williams Weary Blues From Waitin’ nuovamente cantata splendidamente  a cappella. Va bene, ho barato sono tre le canzoni senza accompagnamento strumentale, ma il disco rimane molto bello e godibile comunque.

Bruno Conti

Cover Stories, La Recensione: Ovvero Rivisitando “The Story” Di Brandi Carlile Per Una Giusta Causa. Anche Cantato Da Altri Sempre Un Ottimo Disco!

cover stories brandi carlie

Various Artists – Cover Stories – Sony Legacy

Ne abbiamo già parlato un paio di volte; prima in occasione della presentazione e poi all’uscita del 5 maggio, ma visto che si tratta di una operazione a sfondo benefico http://discoclub.myblog.it/2017/05/05/esce-il-5-maggio-ma-visto-che-il-fine-e-nobile-cover-stories-ovvero-rivisitando-the-story-di-brandi-carlile-per-una-giusta-causa/  torniamoci per un’ultima volta. Al link leggete tutta la storia, questa volta parliamo solo dei contenuti, ossia delle singole canzoni, di quello che giustamente viene ancora oggi considerato il migliore album di Brandi Carlile, cantautrice di cui spesso e volentieri avete letto su questo Blog http://discoclub.myblog.it/2015/03/18/folk-rock-il-nuovo-millennio-delle-migliori-brandi-carlile-the-firewatchers-daughter/ :

1. Late Morning Lullaby – Shovels & Rope

Il duo americano agli inizi mi piaceva molto, poi mi pare che si siano persi per strada, con una svolta commerciale verso il “modernismo” a tutti i costi, che mi sembra li accomuni a gente come Mumford And Sons, Arcade Fire, Low Anthem, Needtobreathe (con cui hanno collaborato, nel pessimo Hard Love) e vari altri. Per l’occasione i due fanno le cose per benino, forse ispirati da questa dolce ninna nanna che apriva anche l’album originale, con l’intreccio delizioso delle due voci, Michael Trent e Cary Ann Hearst  una chitarra acustica e poco più, bella partenza.

2. The Story – Dolly Parton

La title track dell’album è anche una delle più belle canzoni del disco, Dolly Parton, una delle “eroine” musicali della Carlile, rimane molto fedele allo spirito del brano, un folk-rock accorato, cantato con grande pathos e passione.

3. Turpentine – Kris Kristofferson

Splendida anche la rivisitazione del grande Kris, la voce è sempre più “vissuta” e scarna, ma la classe non manca, e pure questa, un’altra delle canzoni migliori di The Story, rifulge di nuova gloria in una versione splendida, caratterizzata da una pedal steel avvolgente, dalla chitarra di Chris Stapleton e dalle armonie vocali della figlia di Kristofferson, Kelly.

4. My Song – Old Crow Medicine Show

Per gli Old Crow Medicine Show mi pare che valga la regola aurea dei tempi di “E Intanto Dustin Hoffman Non Sbaglia Un Film”, loro non sbagliano non dico un album ma neppure una canzone: My Song diventa una splendida bluegrass song dei Monti Appalachi, con armonie vocali impeccabili, picking di chitarre, banjo e mandolino e svolazzi di violino, bellissima. Tra l’altro, se cercate in rete, visto che sono stati in tour assieme, si scambiano di continuo versioni dei loro brani.

5. Wasted – Jim James

Ultimamente il leader dei My Morning Jacket, da solo o con il suo gruppo, non sempre centra l’obiettivo, e anche questa versione psichedelica alla Tomorrow Never Knows di Wasted, non mi pare il massimo.

6. Have You Ever – The Avett Brothers

Questa canzone era già bella di suo, ma la versione dei fratelli Avett, rallentata rispetto all’originale, intima e delicata, quasi alla Simon & Garfunkel, è un altro dei pezzi migliori contenuti in questo tributo. Dando il via ad un trittico di cover nella parte centrale dell’album che sfiora la perfezione.

7. Josephine – Anderson East

Per esempio, nel caso di Anderson East, che sia una delle più belle voci in circolazione delle ultime generazioni non lo scopriamo certo oggi: la sua sua voce rauca e vissuta, a dispetto dei suoi 29 anni ancora da compiere (ma Otis Redding ne aveva 26, quando morì nel 1967), è perfetta per questa versione gospel-soul di Josephine, arricchita anche dalle armonie vocali della fidanzata Miranda Lambert.

8. Losing Heart – The Secret Sisters

A proposito di armonie vocali, due che non scherzano nel campo sono le Secret Sisters, di cui ai primi di giugno, il 9 per la precisione, è in uscita il terzo album You Don’t Own Me Anymore, prodotto, toh che caso, da Brandi Carlile. Se ne parla molto bene, recensione già prenotata da Marco, quando verrà pubblicato. Per il momento gustiamoci questa Losing Heart, pure questa rallentata rispetto all’originale, ma sempre una piccola perla, con la stessa Brandi al banjo e Tim Hanseroth al piano e mellotron, una ballata molto anni ’70, affascinante.

9. Cannonball – Indigo Girls

Le Indigo Girls erano presenti anche nell’album originale, quindi sembrava quasi doverosa la loro presenza per un altro dei pezzi “forti” del CD, con il classico sound del duo americano, a cui molto si è ispirata la Carlile ad inizio di carriera, anche se l’uso dei fiati e del violino è inconsueto, quasi pop barocco, comunque interessante, e gli intrecci vocali sono sempre magnifici.

10. Until I Die – TORRES

Torres condivide con Brandi le passioni per Kate Bush, Johnny Cash e Kurt Cobain, una sorta di spirito affine sul lato alternative-indie, e questa versione lo-fi sembra ispirata proprio dalla cantante inglese, e poi la voce è decisamente bella.

11. Downpour – Margo Price

Questa era una delle canzoni che più mi piacevano dell’album originale, e la versione dell’emergente Margo Price, cantata con voce dolce e vulnerabile, quasi “infantile”, ben si accoppia con il sound alternative-country della Carlile, con intrecci di chitarre  e pedal steel che disegnano la deliziosa melodia della canzone.

12. Shadow On The Wall – Ruby Amanfu

Ecco uno dei due brani che erano già stati pubblicati in precedenza e non incisi appositamente per questo progetto. Ruby Amanfu è una cantante nata in Ghana, ma che vive ed opera musicalmente negli Stati Uniti, tra Nashville e Los Angeles. In possesso di una voce potente ed espressiva è in circolazione già dal 1998, ma Standing Still, il disco del 2015, è stato il primo con una produzione “importante”, e una delle cose migliori dell’album era proprio la sua versione della canzone di Brandi.

13. Again Today – Pearl Jam

Non potevano mancare naturalmente i suoi amici Pearl Jam (Mike McCready è apparso nei suoi dischi e Eddie Vedder è sempre disponibile per degli eventi di carattere benefico come questo): la versione di Again Today, che in origine era una malinconica ballata, per l’occasione diventa una potente canzone rock nello stile tipico della band di Seattle (quindi anche quasi concittadini) con la stessa Brandi Carlile alle armonie vocali per uno dei brani più importanti della raccolta

.14. Hiding My Heart – Adele

Questo pezzo era la “traccia nascosta” nella versione originale di The Story e poi era presente come bonus track nella versione limitata dell’album 21 di Adele, il disco che ha venduto svariati “fantastilioni” di copie in giro per il mondo.

Quindi, ribadisco, non solo un album per una giusta causa, ma anche, a parte un paio di eccezioni, un gran bel disco!

Bruno Conti

E Pure Queste Sono Le Ristampe Che Ci Piacciono! Dolly Parton/Emmylou Harris/Linda Ronstadt – The Complete Trio Collection

parton harris ronstadt the complete trio collection

Dolly Parton/Emmylou Harris/Linda Ronstadt – The Complete Trio Collection – Rhino/Warner 3CD

Nel 1987 uscì un po’ in sordina (ma non dimentichiamo che gli anni ottanta furono il nadir di un certo tipo di country tradizionale) un disco accreditato a due regine del country americano (Dolly Parton ed Emmylou Harris) ed una del country-rock (Linda Ronstadt): intitolato semplicemente Trio, quell’album fu un successo strepitoso ed inatteso, e si piazzò al numero uno della classifica di Billboard, vincendo anche un Grammy e vendendo ben quattro milioni di copie. Ed il successo fu pienamente meritato, in quanto Trio era un grande disco di country purissimo, con le tre cantanti in forma eccellente, una scelta di canzoni notevole ed una lista di musicisti in session impressionante (c’è da leccarsi i baffi solo a leggere i nomi: Ry Cooder, David Lindley, Herb Pedersen, Albert Lee, Russ Kunkel, Leland Sklar, Bill Payne, Mark O’Connor). Per il seguito, Trio II, si dovettero attendere ben dodici anni: l’album inizialmente era previsto per il 1994, ma problemi della Harris e della Parton con le loro case discografiche fecero slittare il tutto (e la Ronstadt pubblicò cinque di quelle canzoni, remixate e senza le voci delle due amiche, nel suo album del 1995, Feels Like Home); Trio II, alla fine uscì nel ’99, prodotto come il primo volume da George Massenburg, non fu un successo come il suo predecessore, né era a quel livello artistico, ma comunque un ottimo album di country d’autore, anche se meno spontaneo del primo e con qualche leggera concessione al mainstream: anche qui la lista dei musicisti era degna di nota, con gente come Alison Krauss, David Grisman, Dean Parks, Ben Keith, Jim Keltner ed ancora Lindley. (Piccolo inciso: sempre nel 1999, solo qualche mese dopo, usci uno splendido album in duo di Emmylou e Linda, intitolato Western Wall: The Tucson Sessions, superiore anche al secondo Trio).

Era da tempo che si parlava di una ristampa con inediti dei due album, ed oggi finalmente la Rhino ci consegna questo stupendo triplo, che comprende i due Trio album nei primi due dischetti, ed un terzo con venti brani, dei quali solo due erano già noti, tre remix di pezzi dei due dischi, ma ben quindici outtakes mai sentite prima d’ora, una serie di canzoni fatte e finite che sembrano un album nuovo a tutti gli effetti. Intanto fa un immenso piacere risentire i primi due lavori: del primo, per lo più acustico, suonato alla grande e cantato splendidamente, vorrei ricordare la stupenda apertura di The Pain Of Loving You, un brano della Parton ma cantato da Emmylou, country cristallino e purissimo, l’honky-tonk lento di Making Plans, la strepitosa e toccante ripresa di To Know Him Is To Love Him di Phil Spector, con uno splendido assolo “hawaiano” di Lindley e con Cooder che ricama da par suo, o ancora il capolavoro di Dolly Wildflowers, tra le più belle del disco, o con Linda che si destreggia alla grande con Hobo’s Meditation di Jimmie Rodgers (e che classe), senza dimenticare le scintillanti riletture di Telling Me Lies di Linda Thompson (meravigliosa) o dei traditionals Rosewood Casket e la celeberrima Farther Along. Trio II è, come già detto, un gradino più sotto, ma avercene di dischi così: la purissima Lover’s Return della Carter Family apre l’album, seguita dalla struggente High Sierra, dove le armonizzazioni delle tre cantanti raggiungono vette paradisiache, la soave Do I Ever Cross Your Mind (di Dolly ma cantata dalla Harris), e dal superclassico di Neil Young After The Gold Rush, dove invece domina la Parton.

Per finire con la grandissima Feels Like Home, forse la più bella canzone scritta da Randy Newman negli ultimi trent’anni, alla quale viene riservato un trattamento sontuoso. Il terzo dischetto, intitolato Unreleased & Alternate Takes, Etc., oltre a presentare tre remix inediti (I’ve Had Enough, Lover’s Return e Farther Along) e due pezzi già presenti in due album del 1979 e del 1981 della Harris (la splendida Even Cowgirl Get The Blues di Rodney Crowell e Mr. Sandman, entrambe incluse in quanto Dolly e Linda erano presenti in qualità di ospiti), contiene come ho già detto ben quindici tra versioni alternate ed inediti assoluti: non è il caso di citarle tutte, lascio a voi il piacere di scoprirle (tanto non ce n’è mezza da buttare), ma mi limito a citare quelle a mio parere indispensabili, a cominciare da una versione a tre voci e maggiormente strumentata di Wildflowers, forse ancora più bella di quella del primo Trio, seguita a ruota dalla deliziosa Waltz Across Texas Tonight (scritta da Emmylou con Crowell), in una strepitosa versione del 1994 mai sentita, la delicata Softly And Tenderly, per sole voci, chitarra, mandolino e cello, la squisita Pleasant As May della Parton, che non avrebbe sfigurato sul primo album delle tre, una versione alternata di My Dear Companion forse superiore anche a quella pubblicata nel 1987, il trascinante country-gospel di Pops Staples You Don’t Knock (mi chiedo come abbia fatto a rimanere inedita fino ad oggi), il country purissimo di Are You Tired Of Me e l’intensissima In A Deep Sleep della cantautrice irlandese Triona Ni Dhomhnaill della Bothy Band, con una prestazione vocale superlativa della Ronstadt.

Per completezza devo segnalare che è uscita anche una versione singola, ma secondo me con poca ragione di esistere in quanto racchiude il meglio dei primi due album ed aggiunge la miseria di quattro inediti dal terzo dischetto. Difficilmente potremo avere in futuro un Trio III, date le gravi condizioni di salute di Linda, affetta dal morbo di Parkinson: ragione in più per accaparrarsi The Complete Trio Collection senza indugi. Ancora oggi dischi country di questo livello se ne sentono pochi.

Marco Verdi

“Ristampe” Imminenti E Future, Parte II: Loren Auerbach, Turtles, Joe Cocker, Screaming Blue Messiahs, Ian Hunter, Parton/Harris/Ronstadt The Complete Trio, David Bowie, Fleetwood Mac

loren auerbach & bert jansch colours are fading fast

Seconda parte sulle uscite più interessanti nell’ambito ristampe. Questa volta copriamo il periodo che va dal 12 agosto fino ad arrivare al 9 settembre, con una puntata fino al 23 settembre per due uscite importanti. Parliamo di cofanetti.

Loren Auerbach ai più non dirà molto, e forse anche la copertina qui sopra non aiuta a fare chiarezza. Ma se aggiungiamo che il cognome da sposata di questa signora era Jansch, che è colui che si vede al suo fianco nella foto di copertina del CD, forse il mistero si dirada leggermente. Comunque, l’album in questione si chiama Colours Are Fading Fast, è attribuito a Loren Auerbach With Bert Jansch, si tratta di un cofanetto triplo, pubblicato dalla Earth Records, ed era già disponibile al Record Store Day, come triplo vinile limitato. La Earth Records è una piccola etichetta inglese che quest’anno ha già pubblicato le ristampe di due album di Jansch, Avocet, uno splendido disco del 1979, e From The Outside, un raro disco del 1985, pubblicato solo in Belgio, inizialmente in LP in una tiratura di 500 copie, e poi stampato su CD dalla Hypertension nel 1993, ma non più disponibile da tempo.

Ora la stessa etichetta Earth fa uscire questo triplo CD che raccoglie i due album realizzati dalla Auerbach, quando non era ancora la moglie di Jansch (si sarebbero sposati solo nel 1999): Playing The Game After The Long Night, entrambi pubblicati in vinile dalla etichetta di Loren, la Christabel Records, tra il 1984 e il 1985, quando la giovane musicista aveva poco più di 20 anni (era nata nell’ottobre del 1963). Divagazione personale: avevo entrambi i vinili all’epoca, due piccoli gioiellini di folk d’autore, con leggere derive psichedeliche, usciti anche entrambi raccolti in un unico CD, pubblicato sempre dalla Christabel nel 1996 e poi dalla Castle nel 2001, ma francamente non li ho mai visti in giro. E’ stata paragonata come stile musicale a Virginia Astley, Bridget St, John Vashti Bunyan, ma il tocco musicale di Jansch, che è presente in entrambi gli album, si sente comunque. Nel primo disco Playing The Game, attribuito a Loren Auerbach with Richard Newman, suonano anche appunto Newman, altro ottimo chitarrista, Geoff Bradford, pure lui alla chitarra e vari altri musicisti impegnati a basso, armonica, percussioni e flauto. I brani sono scritti da Newman, Jansch o sono canzoni tradizionali.

Nel secondo disco After The Long Night, attribuito in copertina a Loren Auerbach Bert Jansch, suona ancora Richard Newman, oltre a basso e violino utilizzati in un paio di canzoni-

Nel cofanetto in uscita per Earth Records c’è anche un terzo CD di materiale inedito, registrato ai tempi e mai pubblicato. Come sapete Jansch è morto il 5 ottobre del 2011, dopo una lunga battaglia con un tumore. Anche Loren, che aveva 20 anni meno di lui, è morta, sempre per un cancro, solo due mesi dopo la scomparsa del suo compagno dell’ultima parte di vita di entrambi.

Proprio in questi giorni è stato anche annunciato che ad ottobre la Topic pubblicherà un doppio CD dal vivo Finale: An Evening With Pentangle, con la registrazione di un concerto registrato nel corso della reunion della band per il 40° Anniversario. Ma per il momento godiamoci questa piacevole sorpresa, dell’altro album ne riparleremo quando sarà il momento. Ho inserito nel Post vari video relativi a Loren Auerbach così potete farvi una idea di cosa stiamo parlando, alcune perle riemerse dalle nebbie del tempo, quelle piccole gioie che allietano la vita degli appassionati della buona musica.

turtles complete original album collection

Invece i Turtles, tra il 1965 e il 1970, sono stati una delle band americane più popolari e di successo, autori di 6 album, ma soprattutto di alcuni singoli ai primi posti delle classifiche: It Ain’t Me Babe di Bob Dylan (furono tra i primi, con i Byrds, a reinterpretare ottimamente Dylan in versione pop-rock), Happy Together (che in Italia diventò Per Vivere Insieme dei Quelli), She’d Rather Be With Me, You Know What I Mean, Elenore (la celeberrima Scende La Pioggia di Gianni Morandi), You Showed Me (un bellissimo pezzo scritto da McGuinn Clark) che fu l’ultimo a entrare nelle Top 10 americane. Il gruppo in teoria era un sestetto, ma tutto verteva soprattutto sulle strepitose armonie vocali dei due cantanti Howard Kaylan Mark Volman, che negli anni successivi avrebbero lavorato anche con Frank Zappa nei Mothers Of Invention. L’unico altro componente conosciuto della band fu per un breve periodo Johnny Barbata, il futuro batterista di CSN&Y. 

turtles all the singles

Considerati soprattutto un gruppo da singoli i Turtles in effetti erano una delle migliori band pop americane dell’epoca, rivalutati in seguito, come i Monkees e ora questo cofanetto sestuplo The Complete Original Album Collection raccoglie tutti gli album, con le versioni mono e stereo e molte chicche e rarità. Il tutto a cura della Manifesto Records in collaborazione con la FloEdCo, l’etichetta personale del gruppo, in uscita il prossimo 19 agosto. E’ la prima raccolta completa loro dedicata, visto che in passato hanno circolato soprattutto raccolte di successi ed in passato i singoli album sono apparsi e scomparsi velocemente in CD. Se vi sembra troppo investire in questo cofanetto (ma meriterebbe) uscirà anche una doppia antologia intitolata All The Singles, di cui potete leggere il contenuto qui sotto.

[CD1]

1. It Ain’t Me Babe
2. Almost There
3. Let Me Be
4. Your Maw Said You Cried
5. You Baby
6. Wanderin’ Kind
7. Grim Reaper of Love
8. Comeback
9. So Goes Love
10. On a Summer’s Day
11. We’ll Meet Again
12. Outside Chance
13. Makin’ My Mind Up
14. Can I Get to Know You Better
15. Like the Seasons
16. Happy Together
17. She’d Rather Be with Me
18. The Walking Song
19. Guide for the Married Man
20. Think I’ll Run Away
21. You Know What I Mean
22. Rugs of Woods and Flowers
23. She’s My Girl
24. Chicken Little Was Right

[CD2]
1. Sound Asleep
2. Umbassa the Dragon
3. The Story of Rock and Roll
4. Can’t You Hear the Cows
5. Elenore
6. Surfer Dan
7. Christmas Is My Time of Year
8. You Showed Me
9. Buzz Saw
10. House on the Hill
11. Come Over
12. How You Loved Me
13. You Don’t Have to Walk in the Rain
14. Love in the City
15. Bachelor Mother
16. Lady-O
17. Somewhere Friday Night
18. Teardrops
19. Gas Money
20. Who Would Ever Think That I Would Marry Margaret?
21. We Ain’t Gonna Party No More
22. Is It Any Wonder?
23. Eve of Destruction
24. Me About You

Se invece il vostro budget vi permette di acquistare il cofanetto da 6 CD. questa è la tracklist completa dei sei album, It Ain’t Me Babe (che conteneva altri due brani di Dylan, oltre ad una delle prime versioni di Eve Of Destruction) You Baby, Happy Together, The Turtles Present the Battle of the Bands, Turtle Soup and Wooden Head, i primi 3, come detto, sia in versione mono che stereo:

[CD1]
1. Wanderin’ Kind (Mono)
2. It Was a Very Good Year (Mono)
3. Your Maw Said You Cried (Mono)
4. Eve of Destruction (Mono)
5. Glitter and Gold (Mono)
6. Let Me Be (Mono)
7. Let the Cold Winds Blow (Mono)
8. It Ain’t Me Babe (Mono)
9. A Walk in the Sun (Mono)
10. Last Laugh (Mono)
11. Love Minus Zero (Mono)
12. Like a Rolling Stone (Mono)
13. Wanderin’ Kind (Stereo)
14. It Was a Very Good Year (Stereo)
15. Your Maw Said You Cried (Stereo)
16. Eve of Destruction (Stereo)
17. Glitter and Gold (Stereo)
18. Let Me Be (Stereo)
19. Let the Cold Winds Blow (Stereo)
20. It Ain’t Me Babe (Stereo)
21. A Walk in the Sun (Stereo)
22. Last Laugh (Stereo)
23. Love Minus Zero (Stereo)
24. Like a Rolling Stone (Stereo)

[CD2]
1. Flyin’ High (Mono)
2. I Know That You’ll Be There (Mono)
3. House of Pain (Mono)
4. Just a Room (Mono)
5. I Need Someone (Mono)
6. Let Me Be (Mono)
7. Down in Suburbia (Mono)
8. Give Love a Trial (Mono)
9. You Baby (Mono)
10. Pall Bearing, Ball Bearing World (Mono)
11. All My Problems (Mono)
12. Almost There (Mono)
13. Flyin’ High (Stereo)
14. I Know That You’ll Be There (Stereo)
15. House of Pain (Stereo)
16. Just a Room (Stereo)
17. I Need Someone (Stereo)
18. Let Me Be (Stereo)
19. Down in Suburbia (Stereo)
20. Give Love a Trial (Stereo)
21. You Baby (Stereo)
22. Pall Bearing, Ball Bearing World (Stereo)
23. All My Problems (Stereo)

[CD3]
1. Makin’ My Mind Up (Mono)
2. Guide for the Married Man (Mono)
3. Think I’ll Run Away (Mono)
4. The Walking Song (Mono)
5. Me About You (Mono)
6. Happy Together (Mono)
7. She’d Rather Be with Me (Mono)
8. Too Young to Be One (Mono)
9. Person Without a Care (Mono)
10. Like the Seasons (Mono)
11. Rugs of Woods and Flowers (Mono)
12. Makin’ My Mind Up (Stereo)
13. Guide for the Married Man (Stereo)
14. Think I’ll Run Away (Stereo)
15. The Walking Song (Stereo)
16. Me About You (Stereo)
17. Happy Together (Stereo)
18. She’d Rather Be with Me (Stereo)
19. Too Young to Be One (Stereo)
20. Person Without a Care (Stereo)
21. Like the Seasons (Stereo)
22. Rugs of Woods and Flowers (Stereo)

[CD4]
1. The Opening: The Battle of the Bands
2. The Last Thing I Remember
3. Elenore
4. Too Much Heartsick Feeling
5. Oh Daddy!
6. Buzzsaw
7. Surfer Dan
8. I’m Chief Kamanawanalea (We’re the Royal MacAdamia Nuts)
9. You Showed Me
10. Food
11. Chicken Little Was Right
12. The Closing: Earth Anthem (All)
13. She’s My Girl
14. Chicken Little Was Right (Single Version)
15. Sound Asleep
16. Umbassa and the Dragon
17. The Story of Rock and Roll
18. Can’t You Hear the Cows
19. The Last Thing I Remember (The First Thing I Knew) (Alternative Version)
20. The Owl
21. To See the Sun
22. Earth Anthem (Alternative Version)
23. Battle of the Bands Radio Spot

[CD5]
1. Come Over
2. House on the Hill
3. She Always Leaves Me Laughing
4. How You Love Me
5. Torn Between Temptations
6. Love in the City
7. Bachelor Mother
8. John & Julie
9. Hot Little Hands
10. Somewhere Friday Night
11. Dance This Dance with Me
12. You Don’t Have to Walk in the Rain
13. Goodbye Surprise
14. Like It or Not
15. There You Sit Lonely
16. Can I Go on
17. You Want to Be a Woman
18. If We Only Had the Time
19. Dance This Dance (Demo)
20. Come Over (Demo)
21. How You Love Me (Demo)
22. Strange Girl (Demo)
23. Marmendy Mill (Demo)
24. Turtle Soup Radio Spot

[CD6]
1. I Can’t Stop
2. She’ll Come Back
3. Get Away
4. Wrong from the Start
5. I Get Out of Breath
6. We’ll Meet Again
7. On a Summer’s Day
8. Come Back
9. Say Girl
10. Tie Me Down
11. Wanderin’ Kind
12. You Baby (1967 Stereo Mix)
13. So Goes Love
14. Makin’ My Mind Up (1966 Stereo Version)
15. Is It Any Wonder?
16. Let Me Be (1967 Stereo Mix)
17. Grim Reaper of Love
18. It Ain’t Me Babe (1967 Stereo Mix)
19. Can I Get to Know You Better
20. Outside Chance
21. You Know What I Mean
22. Cat in the Window
23. We’ll Meet Again (Alternate Take)
24. The Turtles! Golden Hits Radio Spot

Scoprirete tante piccole gemme di deliziosa musica pop.

joe cocker the album recordings 1984-2007

Il 26 agosto la Parlophone/Warner pubblicherà un box di 14 CD intitolato The Album Recordings 1984/2007 che copre quasi tutto l’ultimo periodo di carriera di Joe Cocker. Il tutto sarà a prezzo super economico (dovrebbe costare intorno ai 40 euro indicativamente, forse anche meno) e raccoglierà i tredici album pubblicati in quel periodo più un disco di brani registrati per colonne sonore, o usciti nelle versioni differenti degli album dei singoli paesi, tributi, duetti, singoli e altre rarità.

Ecco la lista completa:

[CD1]
1. Civilized Man
2. There Goes My Baby
3. Come On In
4. Tempted
5. Long Drag Off A Cigarette
6. I Love The Night
7. Crazy In Love
8. A Girl Like You
9. Hold On (I Feel Our Love Is Changing)
10. Even A Fool Would Let Go

[CD2]
1. Shelter Me
2. A To Z
3. Don’t You Love Me Anymore
4. Living Without Your Love
5. Don’t Drink The Water
6. You Can Leave Your Hat On
7. Heart Of The Matter
8. Inner City Blues
9. Love Is On A Fade
10. Heaven

[CD3]
1. Unchain My Heart
2. Two Wrongs
3. I Stand In Wonder
4. River’s Rising
5. Isolation
6. All Our Tomorrows
7. A Woman Loves A Man
8. Trust In Me
9. The One
10. Satisfied

[CD4]
1. When The Night Comes
2. I Will Live For You
3. Got To Use My Imagination
4. Letting Go
5. Just To Keep From Drowning
6. Unforgiven
7. Another Mind Gone
8. Fever
9. You Know It’s Gonna Hurt
10. Bad Bad Sign
11. I’m Your Man
12. One Night Of Sin

[CD5]
1. Feelin’ Alright (Live)
2. Shelter Me (Live)
3. Hitchcock Railway (Live)
4. Up Where We Belong (with Maxine Green) [Live]
5. Guilty (Live)
6. You Can Leave Your Hat On (Live)
7. When The Night Comes (Live-Memorial Auditorium)
8. Unchain My Heart (Live)
9. With A Little Help From My Friends (Live)
10. You Are So Beautiful (Live)
11. The Letter (Live)
12. She Came In Through The Bathroom Window (Live)
13. High Time We Went (Live)
14. What Are You Doing With A Fool Like Me (Live)
15. Living In The Promiseland (Live)

[CD6]
1. Love Is Alive
2. Little Bit Of Love
3. Please No More
4. There’s A Storm Coming
5. You’ve Got To Hide your Love Away
6. I Can Hear The River
7. Don’t Let The Sun Go Down On Me
8. Night Calls
9. Five Women
10. Can’t Find My Way Home (Edit)
11. Not Too Young To Die Of A Broken Heart
12. Out Of The Rain

[CD7]
1. Let The Healing Begin
2. Have A Little Faith In Me
3. The Simple Things
4. Summer In the City
5. The Great Divide
6. Highway Highway
7. Too Cool
8. Soul Time
9. Out Of The Blue
10. Angeline
11. Hell And Highwater
12. Standing Knee Deep In A River
13. Take Me Home

[CD8]
1. Into The Mystic
2. Bye Bye Blackbird
3. Delta Lady
4. Heart Full Of Rain
5. Don’t Let Me Be Misunderstood
6. Many Rivers To Cross
7. High Lonesome Blue
8. Sail Away
9. You And I
10. Darlin’ Be Home Soon
11. Dignity
12. You Can Leave Your Hat On (Edit)
13. You Are So Beautiful
14. Can’t Find My Way Home

[CD9]
1. Tonight
2. Could You Be Loved (Full Version)
3. That’s All I Need To Know
4. N’Oubliez Jamais (Edit)
5. What Do I Tell My Heart?
6. Wayward Soul
7. Loving You Tonight
8. Across From Midnight
9. What Do You Say?
10. The Last One To Know
11. That’s The Way Her Love Is
12. Need Your Love So Bad

[CD10]
1. First We Take Manhattan
2. Different Roads
3. My Father’s Son
4. While You See A Chance
5. She Believes In Me
6. No Ordinary World
7. Where Would I Be Now
8. Ain’t Gonna Cry Again
9. Soul Rising
10. Naked Without You
11. Love To Lean On
12. On My Way Home

[CD11]
1. You Can’t Have My Heart
2. Love Not War
3. You Took It So Hard
4. Never Tear Us Apart
5. This Is Your Life
6. Respect Yourself
7. I’m Listening Now
8. Leave A Light On
9. It’s Only Love
10. Every Time It Rains
11. Midnight Without You

[CD12]
1. What’s Going On
2. Chain Of Fools
3. One
4. I (Who Have Nothing)
5. Maybe I’m Amazed
6. I Keep Forgetting
7. I Put A Spell On You
8. Every Kind Of People
9. Love Don’t Live Here Anymore
10. Don’t Let Me Be Lonely
11. Jealous Guy
12. Everybody Hurts

[CD13]
1. You Haven’t Done Nothin’
2. One Word (Peace)
3. Love Is For Me
4. Don’t Give Up On Me
5. Long As I Can See The Light
6. Beware Of Darkness
7. Just Pass It On
8. Rivers Invitation
9. Ring Them Bells
10. Hymn 4 My Soul

[CD14]
1. Edge Of A Dream (Theme From “Teachers”)
2. Tell Me There’s A Way
3. Now That You’re Gone
4. Sorry Seems To Be The Hardest Word
5. Feels Like Forever
6. When A Woman Cries
7. Now That The Magic Has Gone
8. I Still Can’t Believe It’s True
9. My Strongest Weakness
10. Anybody Seen My Girl
11. Something
12. Human Touch
13. (My Heart Is A) Ghost Town
14. What Becomes Of The Broken-Hearted
15. Together (Where Do We Go From Here)
16. Lie To Me
17. Love Made A Promise
18. Ain’t No Sunshine
19. Come Together

Si va da Civilized Man del 1984 a Hymn For My Soul del 2007: mancano gli ultimi due album di studio,  Hard Knocks del 2010 e Fire It Up del 2012, oltre a Fire It Up Live, l’ultimo in assoluto del 2013, tutti e tre pubblicati dalla Sony. E ovviamente tutta la discografia precedente uscita per la A&M e per la Island, entrambe del gruppo Universal.

screamimg blue messiahs vision in blues

Gli Screaming Blue Messiahs di Bill Carter, sono uno dei tanti piccoli segreti che costellavano la galassia del rock indipendente inglese (anche se alcuni album erano usciti per delle majors): tra il 1983 e il 1990. La band era nata a Londra nel 1983, un trio tra rock inconsueto, blues, punk, R&B, rockabilly, tutto mescolato ad arte e con una notevole grinta, sia in studio che dal vivo. Oltre a Bill Carter, voce e chitarra solista (una specie di via di mezzo tra Wilko Johnson Pete Townshend), c’erano Chris Thompson al basso Kenny Harris alla batteria.

Comunque un’altra nota di merito degli Screaming Blue Messiahs era il loro produttore Vic Maile, quello dei Dr. Feelgood, Nick Lowe, Brinsley Schwarz, Man, che ha prodotto con ottimi risultati Gun Shy Bikini Red.

E anche dal vivo non scherzavano. Comunque nel cofanetto da 5 CD si trova tutto. compreso un singolo un vinile in omaggio.

CD1: Good & Gone plus early demos Elephant Studios Wapping London April 1984]
1. Happy Home (Good & Gone)
2. Tracking The Dog (Good & Gone)
3. You’re Gonna Change (Good & Gone)
4. Good And Gone (Good & Gone)
5. Let’s Go Down To The Woods
6. Someone To Talk To (Good & Gone)
7. Growing For Gold
8. I Want Up (Good & Gone)
9. Holiday Head
10. Wild Blue Yonder
11. Good And Gone Bonus 24th July 1984
12. Someone To Talk To Bonus 24th July 1984
13. Tracking The Dog Bonus 24th July 1984
14. Let’s Go Down To The Woods Bonus 24th July 1984

[CD2: Gun Shy]
1. Wild Blue Yonder
2. Holiday Head
3. Smash The Market Place
4. You’re Gonna Change
5. Just For Fun
6. Let’s Go Down To The Woods
7. Talking Doll
8. Twin Cadillac Valentine
9. President Kennedy’s Mile
10. Someone To Talk To
11. Clear View
12. Killer Born Man
13. I’m Mad Again (J L Hooker)
14. The Power Glide
15. Good And Gone Live ULU
16. Growing For Gold Live ULU
17. You’re Gonna Change Live ULU
18. Someone To Talk To Live ULU
19. Happy Home Live ULU

[CD3: Bikini Red]
1. Sweet Water Pools
2. Bikini Red
3. Too Much Love
4. I Can Speak American
5. Big Brother Muscle
6. I Wanna Be A Flintstone
7. Jesus Chrysler Drives A Dodge
8. Lie Detector
9. 55-The Law
10. All Shook Down
11. Waltz
12. Jerry’s Electric Church

[CD4: Totally Religious]
1. Four Engines Burning (Over The USA)
2. Mega City 1
3. Wall Of Shame
4. Nitro
5. Big Big Sky
6. Watusi Wedding
7. Here Comes Lucky
8. Gunfight
9. Martian
10. All Gassed Up

[CD5: Live Zurich 7.12.1989]
1. Wall Of Shame
2. Jesus Chrysler Drives A Dodge
3. Sweet Water Pools
4. Mega City 1
5. Four Engines Burning
6. Gunfight
7. All Gassed Up
8. Twin Cadillac Valentine
9. Happy Home
10. You’re Gonna Change
11. Accident Prone
12. Martian
13. Here Comes Lucky
14. Big Big Sky
15. Good And Gone

[7″ Vinyl Single]
1. Vision In Blues
2. Let’s Go Down To The Woods

Anche questo esce il 26 agosto, per la Easy Action/Warner.

ian hunter stranded in reality

Questo box ve lo segnalo comunque, anche se uscirà per la vendita solo sul sito della Proper http://www.propermusic.com/product-details/Ian-Hunter-Stranded-In-Reality-Ltd-Edition-Box-Set-235832, a sole 250 sterline (però vi danno un pence di resto). Si tratta dell’opera omnia di Ian Hunter, Stranded In Reality, un cofanetto da 30 dischetti, 28 CD e 2 DVD, con i 19 album della discografia e 9 CD di materiale raro ed inedito: Tilting the Mirror (Rarities 2CD), If You Wait Long Enough for Anything, You Can Get it on Sale (Live 1979-81 2CD), Bag of Tricks (Live Volumes 1, 2 and 3), Acoustic Shadows and Experiments. Comunque al link sopra trovate tutte le informazioni.

ian hunter fingers crossed

Aggiungo che il 16 settembre, sempre per la Proper, uscirà anche il nuovo album Fingers Crossed. Credo che per entrambi ci sia già un candidato per le recensioni sul Blog, dopo l’uscita.

parton harris ronstadt the complete trio collection

Il cofanetto qui sopra viene annunciato e poi rinviato da almeno un anno e mezzo. Finalmente il 9 settembre uscirà per Warner/Rhino l’edizione definitiva in 3 CD di The Complete Trio. Ovvero i due album pubblicati nel 1987 e 1999, Trio I Trio II, dal magico terzetto Dolly Parton, Emmylou Harris Linda Ronstadt, in ordine alfabetico per nome. Nel terzo CD 20 pezzi, con versione alternative e inediti, sempre incisi nelle sessioni per i due album tra il 1986 e il 1994.

Ecco la lista completa dei contenuti:

[CD1]
1. The Pain Of Loving You
2. Making Plans
3. To Know Him Is To Love Him
4. Hobo’s Meditation
5. Wildflowers
6. Telling Me Lies
7. My Dear Companion
8. Those Memories Of You
9. I’ve Had Enough
10. Rosewood Casket
11. Farther Along

[CD2]
1. Lover’s Return
2. High Sierra
3. Do I Ever Cross Your Mind
4. After The Gold Rush
5. The Blue Train
6. I Feel The Blues Movin’ In
7. You’ll Never Be The Sun
8. He Rode All The Way To Texas
9. Feels Like Home
10. When We’re Gone, Long Gone

[CD3]
1. Wildflowers (Alternate Take 1986)
2. Waltz Across Texas Tonight (Unreleased 1994)
3. Lover’s Return (Linda solo Unreleased 1994)
4. Softly And Tenderly (Unreleased 1994)
5. Pleasant As May (Unreleased 1986)
6. My Dear Companion (Alternate Take 1986)
7. My Blue Tears (Unreleased 1998)
8. Making Plans (Alternate Take 1986)
9. I’ve Had Enough (Alternate Mix 1986)
10. Grey Funnel Line (Unreleased 1986)
11. You Don’t Knock (Unreleased 1986)
12. Where Will The Words Come From (Unreleased 1985)
13. Do I Ever Cross Your Mind (Dolly Lead Alternate Take 1994)
14. Are You Tired Of Me (Unreleased 1986)
15. Even Cowgirls Get The Blues
16. Mr. Sandman
17. Handful Of Dust (Unreleased 1993)
18. Calling My Children Home (Unreleased Acapella Version 1986)
19. White Snow (Unreleased 1986)
20. Farther Along (Alternate Mix 1986)

Sempre lo stesso giorno verrà pubblicato anche un estratto dal cofanetto, un CD singolo intitolato My Dear Companion: Selections From The Trio Collection. Comunque i due dischi già usciti erano splendidi e visto che il terzo CD non si può avere a parte, sarà il caso di farci un pensierino. Non dovrebbe costare moltissimo, ho visto 25 dollari negli States.

david bowie who i can be now

Prosegue anche la serie delle ristampe del catalogo di David Bowie in cofanetto. Dopo Five Years che in 12 CD copriva il periodo 1969-1973, questo Who I Can Be Now, sempre in 12 CD ( o 13 LP) copre i tre anni successivi 1974-1976 e viene pubblicato sempre dalla Parlophone/Warner che ha acquisito il vecchio catalogo. Uscita prevista il 23 settembre. Nel cofanetto abbiamo The Gouster, presentato come un disco inedito (ma poi sotto potete leggere meglio che così non è), Live Nassau Coliseum, un doppio CD che era uscito insieme alla Deluxe Edition di Station To Station, Re Call 2, singoli e lati B usciti ai tempi.

https://www.youtube.com/watch?v=kj414ZrPY2U

david bowie who i can be now box

Ecco la lista completa:

DIAMOND DOGS
Released on RCA APLI 0576 (U.K.) / CPLI 0576 (U.S.) on 31st May, 1974.
Side 1.
1. Future Legend
2. Diamond Dogs
3. Sweet Thing
4. Candidate
5. Sweet Thing (Reprise)
6. Rebel Rebel
Side 2.
1. Rock ‘n’ Roll With Me
2. We Are The Dead
3. 1984
4. Big Brother
5. Chant Of The Ever Circling Skeletal Family

DAVID LIVE (ORIGINAL MIX)
Released on RCA APL2 0771 (U.K.) / CPL2-0771 (U.S.) on 29th October, 1974.
David Live was culled from performances on the 8th, 9th, 10th, 11th and 12th of July, 1974 at the Tower Theater, Philadelphia.
Side 1
1. 1984
2. Rebel Rebel
3. Moonage Daydream
4. Sweet Thing/Candidate/Sweet Thing (reprise)
Side 2
1. Changes
2. Suffragette City
3. Aladdin Sane
4. All The Young Dudes
5. Cracked Actor
Side 3
1. Rock ‘n’ Roll With Me
2. Watch That Man
3. Knock On Wood
4. Diamond Dogs
Side 4
1. Big Brother
2. The Width Of A Circle
3. The Jean Genie
4. Rock ‘n’ Roll Suicide

DAVID LIVE (2005 MIX)
David Live was culled from performances on the 8th, 9th, 10th, 11th and 12th of July, 1974 at the Tower Theater, Philadelphia.
Released on EMI 874 3042 on CD and also in 5.1 on the DVD-Audio EMI 874 3049 on 14th November, 2005.
Side 1
1. 1984
2. Rebel Rebel
3. Moonage Daydream
4. Sweet Thing/Candidate/Sweet Thing (reprise)
Side 2
1. Changes
2. Suffragette City
3. Aladdin Sane
4. All The Young Dudes
Side 3
1. Cracked Actor
2. Rock ‘n’ Roll With Me
3. Watch That Man
4. Knock On Wood
Side 4
1. Here Today, Gone Tomorrow
2. Space Oddity
3. Diamond Dogs
Side 5
1. Panic In Detroit
2. Big Brother
3. Time
Side 6
1. The Width Of A Circle
2. The Jean Genie
3. Rock ‘n’ Roll Suicide

THE GOUSTER
Previously unreleased as a complete album.
Side 1
1. John, I’m Only Dancing (Again) – not on ‘Young Americans’, first released as a single in 1979 to promote the ‘CHANGESTWOBOWIE’ compilation.
2. Somebody Up There Likes Me – alternative early previously unreleased mix
3. It’s Gonna Be Me – not on ‘Young Americans’, first released as a bonus track on the EMI/Ryko edition of ‘Young Americans’ in 1990. An alternative mix with strings was released on the 2007 EMI edition of ‘Young Americans’.
Side 2
1. Who Can I Be Now? – not on ‘Young Americans’, first released as a bonus track on the EMI/Ryko edition of ‘Young Americans’ in 1990.
2. Can You Hear Me – alternative early previously unreleased version.
3. Young Americans – same version that ended up on ‘Young Americans’.
4. Right – alternative early previously unreleased version.

YOUNG AMERICANS
Released on RCA RS 1006 (U.K.) / AQL1-0998 (U.S.) on 7th March, 1975.
Side 1
1. Young Americans
2. Win
3. Fascination
4. Right
Side 2
1. Somebody Up There Likes Me
2. Across The Universe
3. Can You Hear Me
4. Fame

STATION TO STATION
Released on RCA APL1 1327 on 23rd January, 1976.
STATION TO STATION (2010 HARRY MASLIN MIX)
First released on EMI BOWSTSD 2010 in 5.1 and in stereo at 48kHz/24bit on the DVD format within the Station To Station deluxe set on 20th September, 2010.
Side 1
1. Station To Station
2. Golden Years
3. Word On A Wing
Side 2
1. TVC 15
2. Stay
3. Wild Is The Wind

LIVE NASSAU COLISEUM ’76
Recorded live at the Nassau Coliseum Uniondale, NY, U.S.A., 23rd March, 1976. Released on EMI BOWSTSD 2010 within the Station To Station deluxe set on 20th September, 2010.
Side 1
1. Station To Station
2. Suffragette City
3. Fame
4. Word On A Wing
Side 2
1. Stay
2. Waiting For The Man
3. Queen Bitch
Side 3
1. Life On Mars?
2. Five Years
3. Panic In Detroit
4. Changes
5. TVC 15
Side 4
1. Diamond Dogs
2. Rebel Rebel
3. The Jean Genie

RE:CALL 2
Non Album Singles, Single Versions and B-Sides.
Side 1:
1. Rebel Rebel (original single mix)
2. Diamond Dogs (Australian single edit)
3. Rebel Rebel (U.S. single version)
4. Rock ‘n’ Roll With Me (live – promotional single edit)
5. Panic In Detroit (live)
6. Young Americans (original single edit)
Side 2:
1. Fame (original single edit)
2. Golden Years (original single version)
3. Station To Station (original single edit)
4. TVC 15 (original single edit)
5. Stay (original single edit)
6. Word On A Wing (original single edit)
7. John, I’m Only Dancing (Again) (1975) (single version))

fleetwood mac mirage deluxe

 

Sempre il 23 settembre, ancora per la Warner, è in uscita anche la versione Deluxe di Mirage dei Fleetwood Mac. Pubblicato in origine nel 1982, diciamo che non è un disco splendido, molto lontano dai livelli qualitativi dei precedenti Tusk, Rumours e dell’omonimo Fleetwood Mac, comunque non è neppure disprezzabile. La nuova versione presenta l’album originale rimasterizzato nel primo CD, 20 versioni alternative, demo e altro nel secondo, un concerto dal vivo al Forum di Los Angeles, estratto dalle due serate del 21-22 ottobre del 1982. E un DVD audio per i maniaci dell’alta qualità sonora. Oltre al vinile sempre in edizione remaster 2016. Oppure c’è la versione doppia, solo con i primi due CD.

Leggete sotto la lista dei pezzi:

[CD1]
1. Love In Store (2016 Remastered)
2. Can’t Go Back (2016 Remastered)
3. That’s Alright (2016 Remastered)
4. Book of Love (2016 Remastered)
5. Gypsy (2016 Remastered)
6. Only Over You (2016 Remastered)
7. Empire State (2016 Remastered)
8. Straight Back (2016 Remastered)
9. Hold Me (2016 Remastered)
10. Oh Diane (2016 Remastered)
11. Eyes of the World (2016 Remastered)
12. Wish You Were Here (2016 Remastered)

[CD2]
1. Love In Store (Early Version)
2. Suma’s Walk aka Can’t Go Back (Outtake)
3. That’s Alright (Alternate Take)
4. Book of Love (Early Version)
5. Gypsy (Early Version)
6. Only Over You (Alternate Version)
7. Empire State (Early Version)
8. If You Were My Love (Outtake)
9. Hold Me (Early Version)
10. Oh Diane (Early Version)
11. Smile At You (Outtake)
12. Goodbye Angel (Original Outtake)
13. Eyes of the World (Alternate Early Version)
14. Straight Back (Original Vinyl Version)
15. Wish You Were Here (Alternate Version)
16. Cool Water (2016 Remastered)
17. Gypsy (Video Version) [2016 Remastered]
18. Put a Candle In the Window (Run-Through)
19. Teen Beat (Outtake) [2016 Remastered]
20. Blue Monday (Jam)

[CD3]
1. The Chain (Live at The Forum, Los Angeles, CA October 21-22, 1982)
2. Gypsy (Live at The Forum, Los Angeles, CA October 21-22, 1982)
3. Love In Store (Live at The Forum, Los Angeles, CA October 21-22, 1982
4. Not That Funny (Live at The Forum, Los Angeles, CA October 21-22, 1982)
5. You Make Loving Fun (Live at The Forum, Los Angeles, CA October 21-22, 1982)
6. I’m So Afraid (Live at The Forum, Los Angeles, CA October 21-22, 1982)
7. Blue Letter (Live at The Forum, Los Angeles, CA October 21-22, 1982)
8. Rhiannon (Live at The Forum, Los Angeles, CA October 21-22, 1982)
9. Tusk (Live at The Forum, Los Angeles, CA October 21-22, 1982)
10. Eyes of the World (Live at The Forum, Los Angeles, CA October 21-22, 1982)
11. Go Your Own Way (Live at The Forum, Los Angeles, CA October 21-22, 1982)
12. Sisters of the Moon (Live at The Forum, Los Angeles, CA October 21-22, 1982)
13. Songbird (Live at The Forum, Los Angeles, CA October 21-22, 1982)

[DVD]
5.1 Surround:
1. Love In Store (2016 Remastered)
2. Can’t Go Back (2016 Remastered)
3. That’s Alright (2016 Remastered)
4. Book of Love (2016 Remastered)
5. Gypsy (2016 Remastered)
6. Only Over You (2016 Remastered)
7. Empire State (2016 Remastered)
8. Straight Back (2016 Remastered)
9. Hold Me (2016 Remastered)
10. Oh Diane (2016 Remastered)
11. Eyes of the World (2016 Remastered)
12. Wish You Were Here (2016 Remastered)
24/96 Stereo:
13. Love In Store (2016 Remastered)
14. Can’t Go Back (2016 Remastered)
15. That’s Alright (2016 Remastered)
16. Book of Love (2016 Remastered)
17. Gypsy (2016 Remastered)
18. Only Over You (2016 Remastered)
19. Empire State (2016 Remastered)
20. Straight Back (2016 Remastered)

[LP]
1. Love In Store (2016 Remastered)
2. Can’t Go Back (2016 Remastered)
3. That’s Alright (2016 Remastered)
4. Book of Love (2016 Remastered)
5. Gypsy (2016 Remastered)
6. Only Over You (2016 Remastered)
7. Empire State (2016 Remastered)
8. Straight Back (2016 Remastered)
9. Hold Me (2016 Remastered)
10. Oh Diane (2016 Remastered)
11. Eyes of the World (2016 Remastered)
12. Wish You Were Here (2016 Remastered)

That’s All Folks.

Bruno Conti

Dall’Aspetto Fisico Non Lo Si Direbbe, Ma La Musica E’ Country (E Pure Bella)! Carter Sampson – Wilder Side

carter sampson wilder side

Carter Sampson – Wilder Side – Continental Song City/Ird CD

Questo disco è stata una bella sorpresa: tanto per cominciare, Carter Sampson, nonostante il nome, è una donna, e, a dispetto dell’aspetto fisico vagamente da intellettuale e dalla confezione del CD che potrebbe far pensare ad un album di musica pop, fa del puro, semplice e classico country  Nativa dell’Oklahoma, Carter si rifà al country anni settanta di artiste come Emmylou Harris e Dolly Parton: una bella voce limpida e cristallina, ottime canzoni (tutte originali, in questo è più simile a Dolly che ad Emmylou), ed un accompagnamento semplice e tradizionale, di base acustica ma con basso e batteria sempre presenti, una chitarra elettrica mai invadente, una steel in sottofondo e qualche tocco di pianoforte, con la produzione diretta dell’amico Travis Linville.

Wilder Side non è il suo esordio, bensì già il quarto album (ha debuttato nel 2004 con l’introvabile ed acustico Fly Over The Moon, ma il suo primo disco full band è Good For The Meantime del 2009), ed in teoria ha tutte le carte in regola per farla uscire dall’anonimato, anche se la sua musica è troppo “dalla parte giusta” e troppo poco commerciale e pop per entrare in classifica. Ma questo sicuramente a lei non interessa, e per noi è più che sufficiente poter godere delle sue canzoni ed assaporare il suo talento, che ha anche radici importanti: è infatti cugina alla lontana (penso da parte di madre) nientemeno del leggendario Roy Orbison, e dunque qualche cromosoma musicalmente buono nel suo dna ce l’ha di sicuro. Wilder Side si apre con la title track, già molto bella, un brano elettroacustico dal tempo mosso, melodia limpida e ritornello vincente, un bel biglietto da visita. Highway Rider è più lenta ma anche più intensa, un pezzo dalla scrittura matura ma arrangiato in maniera semplice, due chitarre, steel, un bel pianoforte e sezione ritmica discreta, con la bella voce espressiva della Sampson che domina il tutto.

Un bel dobro introduce Run Away, un country-folk decisamente bucolico e completamente acustico, un tappeto di strumenti a corda che funge da perfetto alveo per la vocalità limpida di Carter; per contro Holy Mother è più elettrica, ma sempre suonata con discrezione e classe, ed il refrain è diretto ed orecchiabile, classic country al 100%. Con Everything You Need torniamo ad un mood più agreste, ma il brano ha una melodia eccellente ed un feeling notevole, e si candida come una delle migliori, mentre Medicine River sembra un pezzo inciso e non pubblicato dal trio Harris/Parton/Ronstadt, un western tune intenso e di ottimo impatto emotivo; Take Me Home With You ha un tono più malinconico e crepuscolare, ma la bravura della Sampson non viene meno anche in questi pezzi più dimessi. La solida ed avvolgente Wild Bird prelude ai due brani finali, anch’essi tra i più riusciti del CD: la spedita Tomorrow’s Light, dal motivo gradevolissimo, di quelli che si piantano in testa e ci restano a lungo, e la fluida e bellissima See The Devil Run, che dimostra la bravura della ragazza come songwriter.

Uno dei migliori album di country al femminile che ho ascoltato ultimamente (a parte l’ultimo di Loretta Lynn che è indiscutibilmente su altri livelli), che conferma che quando hai la voce, le canzoni ed un po’ di feeling non servono molti orpelli per fare un bel disco.

Marco Verdi