Un Gradito Ritorno Da Parte Di Un Vecchio Amico. Jesse Colin Young – Dreamers

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Jesse Colin Young – Dreamers – BMG CD

La fama di Jesse Colin Young, cantautore originario di New York ma californiano d’adozione, sarà per sempre legata alla stupenda Get Together, inno pacifista scritto da Chet Powers e portato al successo nel 1966 dagli Youngbloods, gruppo del quale Jesse era all’epoca leader.  Pensavo che Young (nato Perry Miller) si stesse ormai godendo una meritata pensione alle Hawaii, dove si è trasferito da diversi anni per coltivare piantagioni di caffé (dopo che la sua casa californiana bruciò in un tremendo incendio nel 1995) e per curarsi dalla malattia di Lyme, un morbo di origine batterica per fortuna curabile che provoca continui eritemi della pelle, infezioni o lesioni. Il suo ultimo album, il dimenticato Celtic Mambo, risale ormai al 2006, ma Young non ha ancora voglia di appendere la chitarra al chiodo, e con questo nuovissimo Dreamers ha voluto regalarci quella che potrebbe essere  la sua ultima testimonianza, 14 canzoni tra brani nuovi e rifatti che ci mostrano un artista ancora in sorprendente forma. Jesse, quasi 78 anni portati splendidamente (nonostante i lunghi capelli ed i folti baffi neri siano ormai un ricordo), ha ancora la stessa voce di un tempo, e non ha assolutamente perso il suo tocco: forse non è mai stato un fuoriclasse all’altezza dei grandi nomi del cantautorato mondiale, ma un musicista sincero, serio e preparato questo sì, e Dreamers è con tutta probabilità il suo miglior lavoro solista dagli anni settanta in poi.

Young non è uno che si arrende facilmente, ha ancora voglia di scrivere canzoni di attualità come ai vecchi tempi, ed in questo disco c’è più di un esempio in tal senso (come They Were Dreamers, dedicato ai figli degli immigrati clandestini rimpatriati dall’amministrazione Trump, o For My Sisters, ispirato al movimento femminista MeToo). Jesse si fa accompagnare da una band di giovani musicisti diretti dal figlio Tristan Young (che suona il basso), in cui spiccano Aleif Hamdan alla chitarra solista, Jenn Hwan Wong al piano ed organo e Donnie Hogue alla batteria, con in più un ospite del calibro di Colin Linden presente in tutte le canzoni tranne tre. E se vi aspettate un tipico disco da cantautore, voce, chitarra e poco altro (che pure sarebbe stato ben accetto) dovete riformulare il vostro pensiero, in quanto Dreamers è un disco di puro pop-rock di stampo californiano dal suono elettrico e pimpante, in alcuni casi decisamente rock, ma caratterizzato comunque dalla indiscutibile classe ed esperienza del leader. Cast A Stone fa iniziare il CD in maniera grintosa e potente, direi sorprendente per uno che da anni non metteva piede in uno studio: brano rock elettrico e coinvolgente con più di un elemento folk e sapori d’Irlanda, grazie anche al violino suonato da Rhiannon Giddens (che però non canta). Shape Shifters è pure meglio, una rock song distesa e fluida, sfiorata dal blues ed impreziosita dalla slide di Linden (ed un ottimo assolo da parte di Hamdan), e Jesse che canta con la sua famosa voce vellutata ma con piglio deciso.

Walk The Talk è un pop-rock cadenzato dal sapore californiano e con ottimi intrecci chitarristici, anch’esso servito da un motivo di quelli che piacciono al primo ascolto. For Orlando è una ballata sofisticata e raffinata strumentata con gusto e che profuma ancora di California lontano un miglio, Take Me To The River è pop-rock di classe, ricorda certe cose del David Crosby meno etereo e più diretto e si ascolta con piacere, They Were Dreamers è uno slow pianistico dal motivo toccante, sempre sostenuto da una strumentazione vigorosa alle spalle. Cruising At Sunset è un pezzo ritmato e delizioso tra blues e jazz, ben suonato e con un bel piano elettrico, Lyme Life uno scintillante folk-rock in cui Jesse affronta con leggerezza l’argomento della malattia che lo affligge, ed è tra le più belle del lavoro (solo a me qui ricorda Ian Hunter?) https://www.youtube.com/watch?v=1MVnJFixl1A , mentre Here Comes The Night (Van Morrison non c’entra) vede il nostro ancora alle prese con un pop-rock diretto e vibrante. For My Sisters è una rock ballad sontuosa e melodicamente impeccabile (e Jesse canta benissimo), While Texas Is Drowning è uno splendido slow tra country ed un pizzico di soul, con la partecipazione in duetto di Rosanne Cash https://www.youtube.com/watch?v=9Q84WjqwamY , One More Time è invece una rock’n’roll song coinvolgente ed orecchiabile. Il CD si chiude con la tenue ed acustica On And On e con Look Over Yonder, trascinante rock-blues che curiosamente ha un attacco identico a quello di Proud Mary.

Sinceramente mi ero un po’ dimenticato di Jesse Colin Young, ma per fortuna lui non si è dimenticato di noi: bentornato.

Marco Verdi

Siamo Arrivati A Quel Periodo Dell’Anno! Il Meglio Del 2018 In Musica Secondo Disco Club, Appendice E Riepilogo Finale

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Oltre alla formula alla lavagna (si scherza ovviamente), eccomi alla appendice conclusiva relativa ai miei dischi preferiti usciti nel corso del 2018. volevo fare una cosa il più esaustiva possibile, estrapolando le cose migliori di cui si è parlato nel Blog,  soprattutto quelle che già non erano entrate nelle liste di fine anno degli altri collaboratori. Scegliendo i titoli con una ricerca quasi certosina mi sono accorto che la lista era diventata di dimensioni epiche, con oltre 70 titoli, e quindi ho pensato di ampliarla in una sorta di riepilogo di quello che è successo nelle puntate precedenti, e dividerla, raggruppando i titoli in alcune categorie, e inserendo anche tutti i link dei vari Post che sono apparsi sul Blog, così se li vi siete persi potete leggerli, oppure andare a rinfrescarvi le idee, sempre secondo il principio già esposto varie volte, per il quale queste classifiche di fine anno vogliono essere soprattutto una occasione per segnalare alla vostra attenzione le proposte più discografiche più interessanti o sfiziose pubblicate nell’anno in corso, naturalmente secondo i nostri gusti.

Voci Femminili

rosanne cash she remembers everythingmarianne faithfull negative capabilitymary gauthier rifles & rosary beads

Rosanne Cash – She Remembers Everyhing Di questo album ci sarà una recensione prossimamente nell’ambito dei recuperi di fine/inizio anno

https://discoclub.myblog.it/2018/11/09/di-nuovo-questa-splendida-settantenne-che-non-ha-ancora-finito-di-stupire-marianne-faithfull-negative-capability/

Mary Gauthier – Rifles & Rosary Beads Anche questo disco, pure in virtù della recente nomination ai Grammy Awards come Miglior Album Folk, sarà oggetto di una recensione ad hoc.

Due voci classiche.

mary coughlan live_and_kickingbettye lavette things have changed

https://discoclub.myblog.it/2018/04/02/dopo-mary-black-unaltra-voce-irlandese-strepitosa-mary-coughlan-live-kicking/

https://discoclub.myblog.it/2018/04/07/la-regina-nera-rilegge-il-canzoniere-di-bob-dylan-bettye-lavette-things-have-changed/

Tre “sorprese”.

sarah shook yearsruby boots don't talk about ithaley heynderickx

https://discoclub.myblog.it/2018/05/20/una-delle-migliori-nuove-voci-in-circolazione-sarah-shook-the-disarmers-years/

https://discoclub.myblog.it/2018/03/14/una-nuova-country-rocker-di-pregio-dalla-voce-interessante-parliamone-invece-ruby-boots-dont-talk-about-it/

https://discoclub.myblog.it/2018/06/07/sempre-a-proposito-di-voci-femminili-intriganti-haley-heynderickx-i-need-to-start-a-garden/

Tre “conferme” assodate.

brandi carlile by the waydana fuchs loves live onshemekia copeland america's child

Brandi Carlile – By The Way, I Forgive You Altro disco da “recuperare” assolutamente.

https://discoclub.myblog.it/2018/07/09/strepitosa-trasferta-soul-a-memphis-per-una-delle-piu-belle-voci-del-rock-americano-dana-fuchs-love-lives-on/ Questo disco potrebbe rientrare anche nella categoria “tra soul, blues e gospel” che trovate tra poco (stesso discorso per la Copeland e la Lavette).

https://discoclub.myblog.it/2018/09/04/alle-radici-della-musica-americana-con-classe-e-forza-interpretativa-shemekia-copeland-americas-child/

amanda shires to the sunset

https://discoclub.myblog.it/2018/08/27/non-sara-brava-come-il-marito-ma-anche-lei-fa-comunque-della-buona-musica-amanda-shires-to-the-sunset/

“Chitarristi”

Uno e Trino, da solo, in coppia con Beth Hart e dal vivo.

joe bonamassa redemption 21-9beth hart & joe bonamassa black coffeejoe bonamassa british blues explosion live

https://discoclub.myblog.it/2018/09/17/ormai-e-una-garanzia-prolifico-ma-sempre-valido-ha-fatto-tredici-joe-bonamassa-redemption/

https://discoclub.myblog.it/2018/01/21/supplemento-della-domenica-di-nuovo-insieme-alla-grande-anteprima-nuovo-album-beth-hart-joe-bonamassa-black-coffee/

https://discoclub.myblog.it/2018/05/13/uno-strepitoso-omaggio-ai-tre-re-inglesi-della-chitarra-joe-bonamassa-british-blues-explosion-live/

Vecchie leggende.

billy gibbons the big bad blues 21-9roy buchanan live at town hall

https://discoclub.myblog.it/2018/10/10/bluesmen-a-tempo-determinato-parte-1-billy-f-gibbons-the-big-bad-blues/

https://discoclub.myblog.it/2018/10/10/bluesmen-a-tempo-determinato-parte-1-billy-f-gibbons-the-big-bad-blues/

“Nuovi virgulti”.

eric steckel polyphonic prayersean chambers trouble & whiskey

https://discoclub.myblog.it/2018/03/09/forever-young-un-chitarrista-per-tutte-le-stagioni-basta-trovare-i-suoi-dischi-eric-steckel-polyphonic-prayer/

https://discoclub.myblog.it/2018/12/04/uno-dei-migliori-nuovi-chitarristi-in-circolazione-sean-chambers-welcome-to-my-blues/

colin james miles to gomike zito first class life

https://discoclub.myblog.it/2018/10/20/ancora-gagliardo-rock-blues-dal-canada-colin-james-miles-to-go/

https://discoclub.myblog.it/2018/06/02/blues-rock-veramente-di-prima-classe-mike-zito-first-class-life/

Gli “aiutanti” di Ry Cooder.

delta moon babylon is fallingdamon fowler the whiskey bayou session

https://discoclub.myblog.it/2018/11/06/tornano-i-maghi-della-slide-delta-moon-babylon-is-falling/

https://discoclub.myblog.it/2018/11/13/uno-dei-dischi-rock-blues-piu-belli-dellanno-damon-fowler-the-whiskey-bayou-session/

Rock

Non sbagliano un colpo.

mark knopfler tracker deluxegraham parker cloud symbols 21-9

https://discoclub.myblog.it/2018/11/26/ennesimo-album-raffinato-e-di-gran-classe-da-parte-di-un-vero-gentiluomo-inglese-mark-knopfler-down-the-road-wherever/

Graham Parker – Cloud Symbols Un altro di quelli che mancano nelle recensioni.

Amanti degli anni ’70. 1.

sheepdogs changing coloursjonathan wilson rare birds

https://discoclub.myblog.it/2018/03/04/canadesi-dal-cuore-e-dal-suono-sudista-the-sheepdogs-changing-colours/

https://discoclub.myblog.it/2018/04/26/il-gabbiano-jonathan-vola-sempre-alto-jonathan-wilson-rare-birds/

Amanti degli anni ’70. 2

levi parham it's all goodmarcus king band carolina confessions

https://discoclub.myblog.it/2018/07/09/non-posso-che-confermare-gran-bel-disco-levi-parham-its-all-good/

Marcus King Band – Carolina Confessions Sempre inserito settore recuperi.

Tra Soul, Blues E Gospel

mike farris silver & stoneVictor Wainwright & The Train

https://discoclub.myblog.it/2018/12/23/sempre-raffinatissimo-gospel-soul-rock-tra-sacro-e-profano-mike-farris-silver-stone/

https://discoclub.myblog.it/2018/04/14/un-grosso-artista-in-azione-in-tutti-i-sensi-victor-wainwright-the-train-victor-wainwright-and-the-train/

teskey brothers half mile harvestsherman holmes project richmond project

https://discoclub.myblog.it/2018/12/05/vero-rock-blues-soul-di-squisita-fattura-in-arrivo-dallaltro-emisfero-teskey-brothers-half-mile-harvest/

https://discoclub.myblog.it/2018/05/06/sherman-holmes-una-vita-per-il-gospel-e-il-soul-the-sherman-holmes-project-the-richmond-project/

Il “nuovo” e il vecchio.

sue foley the ice queentony joe white bad mouthin' 28-9

https://discoclub.myblog.it/2018/04/27/ancora-una-reginetta-del-blues-sue-foley-the-ice-queen/

https://discoclub.myblog.it/2018/10/11/bluesmen-a-tempo-determinato-parte-2-tony-joe-white-bad-mouthin/

Bianchi per caso.

love light orchestra livebilly price reckoning

https://discoclub.myblog.it/2018/02/15/che-band-che-musica-e-che-cantante-divertimento-assicurato-the-love-light-orchestra-featuring-john-nemeth-live-from-bar-dkdc-in-memphis-tn/ Sarebbe uscito nel 2017, ma facciamo uno strappo alla regola, recensito comunque nel 2018.

https://discoclub.myblog.it/2018/07/24/cantanti-cosi-non-ne-fanno-piu-billy-price-reckoning/

Ancora bianchi per caso.

paul thorn don't let the devil rideboz scaggs out of the blues

https://discoclub.myblog.it/2018/05/08/in-pellegrinaggio-alle-radici-del-soul-e-del-rock-risultato-prodigioso-paul-thorn-dont-let-the-devil-ride/

https://discoclub.myblog.it/2018/08/22/piu-che-fuori-dentro-al-blues-e-anche-al-blue-eyed-soul-piu-raffinato-boz-scaggs-out-of-the-blues/

“Neri” per nascita.

tower of power soul side of townwalter wolfman washington my future is my past

https://discoclub.myblog.it/2018/07/02/per-festeggiare-il-loro-50-anniversario-torna-alla-grande-uno-dei-gruppi-funky-soul-piu-gagliardi-di-sempre-tower-of-power-soul-side-of-town/

https://discoclub.myblog.it/2018/05/29/passato-e-futuro-mirabilmente-fusi-in-uno-splendido-album-da-new-orleans-walter-wolfman-washington-my-future-is-my-past/

Country, country-rock e bluegrass.

old crow medicine show volunteertrampled by turtles life is good on the open road

https://discoclub.myblog.it/2018/05/14/straordinaricome-sempre-old-crow-medicine-show-volunteer/

https://discoclub.myblog.it/2018/05/17/sempre-piu-bravi-ed-innovativi-trampled-by-turtles-life-is-good-on-the-open-road/

A volte ritornano.

asleep at the wheel new routes 14-9michael martin murphey austinology

https://discoclub.myblog.it/2018/10/12/western-swing-country-e-divertimento-assicurato-asleep-at-the-wheel-new-routes/

https://discoclub.myblog.it/2018/12/09/non-e-mai-troppo-tardi-per-fare-il-miglior-disco-della-propria-carriera-michael-martin-murphey-austinology-alleys-of-austin/

Un terzetto di nomi nuovi.

red shahan culberson countycody jinks liferscarter sampson lucky

https://discoclub.myblog.it/2018/05/10/strade-alternative-per-il-country-assolutamente-da-conoscere-red-shahan-culberson-county/

https://discoclub.myblog.it/2018/07/31/almeno-per-ora-il-disco-country-rock-dellanno-cody-jinks-lifers/

https://discoclub.myblog.it/2018/06/05/non-e-solo-fortunata-e-proprio-brava-carter-sampson-lucky/

Country-rock.

jayhawks back roads and abandoned motelswild frontiers greetings from the neon frontiers

https://discoclub.myblog.it/2018/07/30/la-cura-ray-davies-ha-fatto-loro-molto-bene-the-jayhawks-back-roads-and-abandoned-motels/

https://discoclub.myblog.it/2018/08/14/al-quarto-album-di-buon-country-rock-made-in-nashville-si-puo-proprio-dire-che-sono-una-certezza-wild-feathers-greetings-from-the-neon-frontier/

“Altro”!

Vecchie glorie.

john prine the tree of forgivenessdavid crosby here if you listen

https://discoclub.myblog.it/2018/04/23/diamo-il-bentornato-ad-uno-degli-ultimi-grandi-cantautori-john-prine-the-tree-of-forgiveness/

https://discoclub.myblog.it/2018/11/19/da-ascoltare-molto-attentamente-soprattutto-le-celestiali-armonie-vocali-david-crosby-here-if-you-listen/

Anche loro.

john hiatt the eclipse sessionsradiators welcome to the monkey house

https://discoclub.myblog.it/2018/11/05/per-contratto-dischi-brutti-non-ne-fa-anzi-e-vero-il-contrario-john-hiatt-the-eclipse-sessions/

https://discoclub.myblog.it/2018/05/15/ma-non-si-erano-sciolti-tornano-in-studio-per-il-40-anniversario-radiators-welcome-to-the-monkey-house/

In ordine sparso.

michael mcdermott out from underjonathon long jonathon longjimmy lafave peace town

https://discoclub.myblog.it/2018/05/05/11-canzoni-che-riscaldano-il-cuore-veramente-un-gran-bel-disco-michael-mcdermott-out-from-under/

https://discoclub.myblog.it/2018/12/11/e-questo-nuovo-giovanotto-da-dove-e-sbucato-molto-bravo-pero-lo-manda-samantha-fish-jonathon-long-jonathon-long/

https://discoclub.myblog.it/2018/08/30/una-commovente-e-bellissima-testimonianza-postuma-di-un-grande-outsider-jimmy-lafave-peace-town/

 

Ristampe

Cofanetti che passione!

 

stax singles vol.4 rarities fronttom petty an american treasure frontmott the hoople mental train box front

https://discoclub.myblog.it/2018/02/04/torna-a-sorpresa-una-delle-piu-belle-serie-dedicate-alla-black-music-stax-singles-rarities-and-the-best-of-the-rest/

https://discoclub.myblog.it/2018/10/14/recensioni-cofanetti-autunno-inverno-2-un-box-strepitoso-che-dona-gioia-e-tristezza-nello-stesso-tempo-tom-petty-an-american-treasure/

https://discoclub.myblog.it/2018/11/30/recensioni-cofanetti-autunno-inverno-8-la-prima-delle-due-carriere-di-una-grande-rocknroll-band-mott-the-hoople-mental-train-the-island-years-1969-1971/

Flash dal passato.

joni mitchell live at the isle of wight 1970jimi hendrix both sides of the sky

https://discoclub.myblog.it/2018/09/13/joni-mitchell-both-sides-now-live-at-the-isle-of-wight-festival-1970-questa-e-veramente-unaltra-bella-sorpresa-la-recensione/

https://discoclub.myblog.it/2018/03/19/se-fosse-uscito-nel-1970-sarebbe-stato-un-gran-disco-ma-pure-oggi-jimi-hendrix-both-sides-of-the-sky/ Oltre ad Electric Ladyland è uscito anche  questo.

Big Brother And The Holding Company Sex Dope And Cheap Thrills

Quasi, anzi più bello del disco originale, in attesa di prossima  recensione ed articolo retrospettivo su Janis Joplin, già pronti.

https://discoclub.myblog.it/2018/09/20/big-brother-and-the-holding-co-sex-dope-and-cheap-thrills-anche-questo-album-compie-50-anni-e-recupera-il-suo-titolo-originale-oltre-a-25-tracce-inedite-esce-il-30-novembre/

Altri Album Dal Vivo.

bob malone mojo livejohn mellencamp plain spoken

https://discoclub.myblog.it/2018/09/06/ora-disponibile-anche-in-versione-dal-vivo-sempre-un-signor-musicista-bob-malone-mojo-live-live-at-the-grand-annex/

https://discoclub.myblog.it/2018/05/24/il-primo-vero-live-ufficiale-del-puma-john-mellencamp-plain-spoken-from-the-chicago-theatre/

little steven soulfire live 31-8rolling stones voodoo lounge uncut

https://discoclub.myblog.it/2018/09/12/il-disco-dal-vivo-dellestate-si-ed-anche-dellautunno-dellinverno-little-steven-and-the-disciples-of-soul-soulfire-live/

https://discoclub.myblog.it/2018/11/22/ed-anche-questanno-si-conferma-lequazione-natale-live-degli-stones-the-rolling-stones-voodoo-lounge-uncut/

Non ho più spazio sulla lavagna, comunque “tanta roba”, a dimostrazione che anche quest’anno, volendo cercare, esce ancora tanta buona musica, quindi se vi eravate persi qualcosa, buona lettura.

That’s all folks.

Bruno Conti

Siamo Arrivati A Quel Periodo Dell’Anno! Il Meglio Del 2018 In Musica Secondo Disco Club, Parte IV

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Ed ecco l’ultimo pensatore del nostro team di cervelli in azione, con la sua classifica relativa alle cose migliori che ci ha riservato questo anno che si avvia alla conclusione e qualche auspicio per l’anno a venire.

I BEST DEL 2018 di Marco Verdi

 ekoostik hookah halcyon

Disco Dell’Anno: Ekoostik Hookah – Halcyon

https://discoclub.myblog.it/2018/03/16/nostalgia-californiana-anni-70-ekoostik-hookah-halcyon/ Anche se il Post non è suo!

marianne faithfull negative capability

Piazza D’Onore: Marianne Faithfull – Negative Capability

https://discoclub.myblog.it/2018/11/09/di-nuovo-questa-splendida-settantenne-che-non-ha-ancora-finito-di-stupire-marianne-faithfull-negative-capability/

Gli Altri 8 Della Top 10:

old crow medicine show volunteer

Old Crow Medicine Show – Volunteer

https://discoclub.myblog.it/2018/05/14/straordinaricome-sempre-old-crow-medicine-show-volunteer/

jayhawks back roads and abandoned motels                                          

The Jayhawks – Back Roads And Abandoned Motels

https://discoclub.myblog.it/2018/05/14/straordinaricome-sempre-old-crow-medicine-show-volunteer/

janiva magness love is an army                                          

Janiva Magness – Love Is An Army

                                          

rosanne cash she remembers everything

Rosanne Cash – She Remembers Everything Come già detto album che rientrerà sicuramente nei “recuperi” stagionali.

chip taylor fix your words

Chip Taylor – Fix Your Words

https://discoclub.myblog.it/2018/04/25/uno-dei-lavori-piu-belli-del-signor-james-wesley-voight-chip-taylor-fix-your-words/                                           

elvis costello look now

Elvis Costello – Look Now

  https://discoclub.myblog.it/2018/10/26/laltro-elvis-un-ritorno-alla-forma-migliore-per-mr-mcmanus-il-disco-pop-dellanno-elvis-costello-the-imposters-look-now/                                        

tommy emmanuel accomplice one

Tommy Emmanuel – Accomplice One

   https://discoclub.myblog.it/2018/07/16/ripassi-estivi-3-in-poche-parole-un-disco-semplicemente-fantastico-tommy-emmanuel-accomplice-one/                                       

brandi carlile by the way

Brandi Carlile – By The Way, I Forgive You Altro album molto bello che per vari motivi è sfuggito alle nostre recensioni, anche questo da recuperare.

 

I “Dischi Caldi”:

graham parker cloud symbols 21-9

Graham Parker – Cloud Symbols

                             

sheepdogs changing colours

The Sheepdogs – Changing Colours

 john prine the tree of forgiveness                            

John Prine – The Tree Of Forgiveness

https://discoclub.myblog.it/2018/04/23/diamo-il-bentornato-ad-uno-degli-ultimi-grandi-cantautori-john-prine-the-tree-of-forgiveness/

cody jinks lifers                             

Cody Jinks – Lifers

thom chacon blood in the usa                             

Thom Chacon – Blood In The USA

 american folk joe purdy amber rubarth                             

Joe Purdy & Amber Rubarth – American Folk Soundtrack

 tom rush voices                            

Tom Rush – Voices

https://discoclub.myblog.it/2018/06/10/torna-il-vecchio-folksinger-e-fa-quasi-un-capolavoro-tom-rush-voices/

willie nelson last man standing                             

Willie Nelson – Last Man Standing

mark knopler down the road wherever                             

Mark Knopfler – Down The Road Wherever

joan baez whistle down the wind                             

Joan Baez – Whistle Down The Wind

https://discoclub.myblog.it/2018/03/12/uno-splendido-commiato-per-una-grandissima-artista-joan-baez-whistle-down-the-wind/

colter wall songs of the plains                             

Colter Wall – Songs Of The Plains

dana fuchs loves live on                             

Dana Fuchs – Love Lives On

https://discoclub.myblog.it/2018/07/09/strepitosa-trasferta-soul-a-memphis-per-una-delle-piu-belle-voci-del-rock-americano-dana-fuchs-love-lives-on/

jimi hendrix both sides of the sky                             

Jimi Hendrix – Both Sides Of The Sky

https://discoclub.myblog.it/2018/03/19/se-fosse-uscito-nel-1970-sarebbe-stato-un-gran-disco-ma-pure-oggi-jimi-hendrix-both-sides-of-the-sky/

Ristampe:

bob dylan more blood more tracks 1 cd

Bob Dylan – More Blood, More Tracks

https://discoclub.myblog.it/2018/11/05/recensioni-cofanetti-autunno-inverno-4-un-album-leggendariominuto-per-minuto-bob-dylan-more-blood-more-tracks-parte-2-il-box/

beatles white album                  

The Beatles – White Album 50th Anniversary

tom petty an american treasure box                  

Tom Petty – An American Treasure

https://discoclub.myblog.it/2018/10/14/recensioni-cofanetti-autunno-inverno-2-un-box-strepitoso-che-dona-gioia-e-tristezza-nello-stesso-tempo-tom-petty-an-american-treasure/

wings red rose speedwaywings wild life                   

Paul McCartney/Wings – Wild Life – Red Rose Speedway Anche di queste due ristampe sta per arrivare la recensione.

 

Album Dal Vivo:

little steven soulfire live 31-8

Little Steven – Soulfire Live!

 joe bonamassa british blues explosion live                            

Joe Bonamassa – British Blues Explosion Live

https://discoclub.myblog.it/2018/05/13/uno-strepitoso-omaggio-ai-tre-re-inglesi-della-chitarra-joe-bonamassa-british-blues-explosion-live/

beth hart live at the royal albert hall                             

Beth Hart – Live At The Royal Albert Hall

fairport convention what we did on our saturday                             

Fairport Convention – What We Did On Our Saturday

https://discoclub.myblog.it/2018/07/15/i-migliori-dischi-dellanno-2-fairport-convention-what-we-did-on-our-saturday/

Tribute Album:

strange angels in flight with elmore james

VV.AA. – Strange Angels: In Flight With Elmore James

DVD/BluRay:

van morrison in concert

Van Morrison – In Concert

Canzone:

Marianne Faithfull – The Gypsy Faerie Queen

La Delusione:

decemberists i'll be you girl

The Decemberists – I’ll Be Your Girl E anche il nuovo EP Traveling On appena uscito non è che sia il massimo

Piacere Proibito:

Bohemian Rhapsody (film e colonna sonora)

“Sola” Dell’Anno: The Band – Music From Big Pink 50th Anniversary (ovvero un cofanetto che inaugura una nuova tendenza: offrire MENO delle precedenti ristampe, ma ad un prezzo più alto!)

band music from big pink

Evento Dell’Anno: di questi tempi, il fatto che “The Reaper” abbia fatto solo vittime “collaterali” (a parte Aretha Franklin, Charles Aznavour e Marty Balin) è già di per sé una notizia.

 

Album attesi/sognati per il 2019:

 

Studio: un nuovo Bob Dylan finalmente con canzoni inedite (il seguito di Tempest) – un nuovo John Fogerty

 

Album Live: un doppio CD tratto dal tour di Roger McGuinn e Chris Hillman

 

Ristampe: Bruce SpringsteenBorn In The U.S.A. 35th Anniversary Box Set

Tom Petty – The Complete Wildflowers Sessions

                  Neil YoungArchives vol. 2

Una serie di cofanetti che celebrano i 50 anni di: Abbey Road – Liege And Lief – Live/Dead – Happy Trails (non ho citato il secondo omonimo di The Band o Let It Bleed dei Rolling Stones perché so già che, se escono, saranno deludenti

Marco Verdi

La Ragazza Sa Benissimo Dove Andare! Ashley McBryde – Girl Going Nowhere

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Ashley McBryde – Girl Going Nowhere – Atlantic/Warner Music Nashville CD

Quando mi imbatto in una newcomer in ambito country che al suo esordio incide subito per una major e con un produttore affermato, mi insospettisco all’istante. E’ quello che ho fatto anche quando ho avuto tra le mani questo Girl Going Nowhere, disco d’esordio di Ashley McBryde, giovane musicista dell’Arkansas (avrebbe due album autogestiti alle spalle, ma sono introvabili), che vede alla produzione il noto Jay Joyce, uno abituato a passare dall’oro allo stagno, avendo nel curriculum gente di livello come John Hiatt, Emmylou Harris e Wallflowers ed altra molto meno interessante, come Keith Urban, Cage The Elephant e Carrie Underwood. Ma questa volta i miei sospetti erano, con mio grande piacere, infondati: Girl Going Nowhere è davvero un dischetto pienamente riuscito, da parte di un’artista che sa il fatto suo, scrive molto bene, canta anche meglio e passa con disinvoltura dalla ballata più toccante al brano rock più trascinante, uscendo spesso anche dall’ambito del country di Nashville (dove risiede attualmente).

Ed il disco non contiene il solito fiume di musicisti che timbrano il cartellino, né vede la presenza di strumenti che poco hanno a che vedere con la vera musica (come synth e drum machines), ma presenta una ristretta e solidissima band di appena quattro elementi (cinque compresa Ashley), coordinati da Joyce con mano sicura ed esperta: due chitarristi (Andrew Sovine e Chris Harris), un bassista (Jasen Martin) ed un batterista (Quinn Hill). Non ci sono neppure le tastiere. Ed il disco ha pertanto un suono solido, vigoroso ed unitario, perfetto per accompagnare le ottime canzoni scritte dalla McBryde: in poche parole, un album da gustare dal primo all’ultimo brano. La title track non fa iniziare il disco col botto, bensì con una dolce ed intensa ballata acustica https://www.youtube.com/watch?v=9s830jmiqnw , molto cantautorale, sullo stile di Rosanne Cash: dopo due minuti entra il resto della band in maniera discreta, ed il pezzo acquista ulteriore pathos. Per contro Radioland ha un bel riff chitarristico ed un ritmo decisamente sostenuto, un rockin’ country pulito e trascinante al tempo stesso: Ashley ha voce e grinta, ed in questi due brani dimostra anche una certa versatilità; molto bella anche American Scandal, una ballata fluida, potente e di sicuro impatto, con un refrain di pima qualità ed un arrangiamento elettrico che la veste alla perfezione.

Southern Babylon è notturna ed intrigante, cantata con voce quasi sensuale, The Jacket è invece solare, orecchiabile, dallo spirito californiano e similitudini con certe cose dei Fleetwood Mac, uno di quei pezzi che si canticchiano dopo appena un ascolto; Livin’ Next To Leroy ha marcati elementi sudisti, con un motivo che ricorda, forse volutamente, Sweet Home Alabama dei Lynyrd Skynyrd, ed è manco a dirlo tra le più riuscite. La McBryde si dimostra una gradita sorpresa, è brava, ha personalità e sa scrivere belle canzoni, come A Little Dive Bar In Dahlonega, una notevole ballad dalla melodia distesa (neanche tanto country), o Andy (I Can’t Live Without You), altro momento acustico e pacato, ma dal feeling ben presente. El Dorado è roccata ed energica, con una ritmica a stantuffo e la solita grinta, Tired Of Being Happy è uno straordinario slow dal sapore southern country (con un tocco soul), perfetto sotto tutti i punti di vista, un brano splendido e suonato alla grande che non fatico ad eleggere come il migliore del CD. Chiude l’intensa ed emozionante Home Sweet Highway, ancora molto soul nel suono: Girl Going Nowhere è dunque un disco, come ho già detto, sorprendente, ed Ashley McBryde una musicista di cui spero sentiremo parlare ancora.

Marco Verdi

Parole Parole Parole, Sono Solo Parole, Ma Anche Buona Musica! Various Artists – Johnny Cash: Forever Words

johnny cash the music forever words

VV.AA. – Johnny Cash: Forever Words – Legacy/Sony CD

C’è una nuova tendenza nell’ambito dei tributi musicali, e cioè quella di mettere in musica poesie e scritti inediti di grandi del passato (e presente): a memoria ricordo i due episodi di Mermaid Avenue, a cura di Wilco e Billy Bragg e riguardanti canzoni senza musica di Woody Guthrie (e Woody è stato omaggiato in maniera analoga da Jay Farrar e Jim James ed altri artisti nell’album New Multitudes), oltre a The Lost Notebook, nel quale vari artisti si cimentavano con inediti di Hank Williams, e Lost On The River, stessa cosa ma inerente poesie e canzoni mai musicate da Bob Dylan e scritte nel periodo dei Basement Tapes. Uno che durante la sua vita aveva scritto molto, e non necessariamente solo canzoni, è di sicuro Johnny Cash, ed ora alcune sue poesie sono state raccolte dal figlio John Carter Cash e pubblicate in un libro con il titolo di Forever Words: oggi mi occupo del CD uscito a completamento dell’operazione (da qui il sottotitolo “The Music” in copertina), nel quale una bella serie di artisti ha omaggiato il grande Cash scrivendo la musica da abbinare ad alcune di queste poesie. E’ un tributo non canonico, nel senso che è difficile ritrovare lo spirito dell’Uomo In Nero in queste canzoni: ognuno infatti ha portato il proprio stile all’interno dei brani, ed il contributo di Johnny è rimasto a livello puramente testuale.

Nonostante questo, a parte un episodio sottotono ed uno di cui avrei fatto volentieri a meno, il disco è bello e ben fatto, e gli artisti coinvolti (molti dei quali di gran nome) hanno dato il meglio di loro stessi, con diverse performance di livello eccelso. L’album, prodotto da John Carter e Steve Berkowitz, inizia subito con due colossi, Willie Nelson e Kris Kristofferson: Forever non è musicata, ma viene recitata da Kris con il suo vocione da pelle d’oca, mentre Willie ricama sullo sfondo con la sua inconfondibile chitarra la melodia di I Still Miss Someone, peccato solo che il tutto duri pochissimo. Molto intensa To June This Morning, che vede duettare Ruston Kelly e Kacey Musgraves, un brano folk delicato, due voci, una chitarra ed un banjo; il popolarissimo Brad Paisley ci propone Gold All Over The Ground, uno slow un po’ sui generis, non male ma che somiglia a tanti altri brani che escono mensilmente da Nashville, anche se le parti di chitarra sono di ottimo livello (Paisley è un chitarrista coi fiocchi). You Never Knew My Mind vede alla voce Chris Cornell, probabilmente nella sua ultima incisione prima della tragica scomparsa (la sua presenza non è più di tanto strana, se ricordate Cash aveva inciso Rusty Cage dei Soundgarden): voce sofferta ma piena di feeling, un brano di stampo elettroacustico di sicuro impatto, con accompagnamento in crescendo: emozionante e sorprendente. Brava come sempre Alison Krauss con i suoi Union Station, The Captain’s Daughter è una deliziosa ballata acustica, pura e cristallina come la voce di Alison.

Era da tempo che non sentivo T-Bone Burnett come solo artist, e la sua Jellico Coal Man è l’unica ad avvicinarsi anche musicalmente allo stile di Cash, specie per l’uso della chitarra elettrica (anche se la voce di T-Bone è del tutto diversa), niente male davvero. Rosanne Cash non può fallire l’omaggio al padre, ed infatti usa tutta la classe e bravura di cui è dotata per regalarci una stupenda The Walking Wounded, scintillante ballata nel suo tipico stile, grande canzone; John Mellencamp è un grandissimo, e la sua Them Double Blues è decisamente irresistibile, un vivace folk-rock che sa di tradizione, puro e splendido, tra le sue cose più belle degli ultimi anni. Molto brava e raffinata anche Jewel (con Colin Linden alla chitarra), Body On Body è una squisita ballata dominata da piano e chitarre, molto classica e con un motivo decisamente bello, anzi tra i più intensi del CD. Elvis Costello a mio parere negli ultimi anni ha un po’ perso il tocco, ed anche la sua I’ll Still Love You, con tanto di orchestrina alle spalle, è un po’ pesantuccia e non molto riuscita (e poi il suo modo di cantare con il vibrato mi ha un po’ stufato). Carlene Carter è un’altra di famiglia, ha una gran voce e June’s Sundown (il tramonto di June, ovvero sua madre) è uno slow drammatico e denso di pathos:

Dailey & Vincent sono un gruppo bluegrass molto valido, con tanto di sezione ritmica, e la loro He Bore It All è semplicemente travolgente, con un ottimo uso delle voci, mentre il trio femminile delle I’m With Her si immerge completamente in suoni tradizionali con la notevole Chinky Pin Hill, tre voci, violino, chitarra e banjo, puro folk. Sinceramente non so cosa c’entri il trio formato da Robert Glasper, Ro James ed Anu Sun, Goin’ Goin’ Gone è una canzonaccia tra hip-hop e nu soul, un roba brutta brutta che non doveva finire sul disco, e John Carter avrebbe dovuto buttare il trio fuori dallo studio a calci invece di permettergli di incidere. Meno male che ci sono i Jayhawks con la languida What Would I Dreamer Do, una country song distesa e tersa, che ci fa dimenticare in parte lo scivolone precedente. Chiude il CD il bravissimo Jamey Johnson con Spirit Rider, una ballatona fiera dal passo lento e dominata dal vocione del nostro. Un bel disco quindi, nel quale l’amore ed il rispetto per il grande Johnny Cash viene fuori in maniera netta, pur mancando il suo imprimatur musicale.

Marco Verdi

Come Il Diavolo E L’Acquasanta! Parte Seconda – Restoration: Reimagining The Songs Of Elton John & Bernie Taupin

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VV.AA. – Restoration: Reimagining The Songs Of Elton John & Bernie Taupin – MCA/Universal CD

Eccomi a parlare, come promesso, di Restoration, tributo alla musica di Elton John curato dal suo paroliere Bernie Taupin, che si contrappone al già recensito Revamp, progetto di cui invece si è occupato in prima persona Elton stesso. Se Revamp ha più difetti che pregi (e non è una sorpresa visti i personaggi coinvolti), Restoration si propone come il disco “bello” tra i due, in quanto vi partecipano artisti più in linea con i temi trattati abitualmente in questo blog. E’ risaputo della passione che Taupin ha avuto fin da ragazzo per l’America, i suoi luoghi, i suoi miti e la sua musica, al punto che il miglior disco della carriera di Elton, Tumbleweed Connection, era contraddistinto da testi che poco avevano a che fare con le terre britanniche (e pure la musica). E per Restoration sono stati invitati artisti appartenenti esclusivamente al genere country-rock, il preferito da Bernie, con un risultato di buon livello per almeno l’80/90% del disco: pur non essendo un album da avere a tutti i costi, Restoration si rivela quindi un lavoro ben fatto, che non sfigurerà affatto in qualsiasi collezione che si rispetti.

L’inizio a dire il vero non è il massimo: Rocket Man data in mano ai Little Big Town non ne esce bene, troppo molle e sdolcinato il loro country (se così vogliamo chiamarlo), e forse stava meglio su Revamp. Ecco anche qui Mona Lisas And Mad Hatters, unico brano ad apparire su entrambi i tributi, affidata a Maren Morris, che è bravina e la esegue con misura e senza strafare, direi molto piacevole. Don Henley e Vince Gill sono una bella coppia (e Gill ormai fa parte stabile della touring band degli Eagles) e, anche se Sacrifice non è tra le mie preferite di Elton, i due la rivisitano in modo pulito, fluido e con più chitarre che in origine, in puro Eagles-style: molto bella. Anche i Brothers Osborne sono bravi, e ci regalano una scintillante Take Me To The Pilot in perfetto mood southern country, come la farebbe Zac Brown, mentre la bella (e brava) Miranda Lambert opta per la poco nota My Father’s Gun, e ne dà un’interpretazione lenta e toccante, di gran classe, facendola diventare una limpida ballata country-rock; l’ottimo Chris Stapleton non cambia più di tanto l’arrangiamento di I Want Love, che però è una grande canzone già di suo, e poi Chris canta da Dio.

Lee Ann Womack offre una versione stripped-down di Honky Cat, tra soul, gospel e cajun, intrigante, Roy Rogers potevano darla a…Roy Rogers! Invece la fa Kacey Musgraves, che è un’altra brava e la rilegge molto bene, anzi direi versione deliziosa. Il duo inedito Rhonda Vincent e Dolly Parton riprende la solare Please facendola diventare un bluegrass cristallino, davvero ben fatto, mentre Miley Cyrus spunta anche in questo tributo (è l’unica ad essere presente in tutti e due) con The Bitch Is Back, cantata con sufficiente grinta ma un filo troppo “lavorata”, ma comunque non brutta. Dierks Bentley non è uno da prendere a scatola chiusa, e la sua Sad Songs (Say So Much), che è uno dei maggiori successi di Elton, è musicalmente ben eseguita, un country-rock cadenzato e coinvolgente, ma cantata in maniera piatta e con poco mordente, mentre un duo come Rosanne Cash ed Emmylou Harris non poteva sbagliare, e difatti la loro This Train Don’t Stop Here Anymore, una delle più belle ballate di Elton del nuovo millennio, è tra le migliori del disco, classe pura. Chiude una leggenda, Willie Nelson (come poteva mancare?), con una Border Song da brividi, cantata con un pathos incredibile e suonata magistralmente, e che il vecchio Willie fa diventare completamente sua.

Capisco che per un senso di completezza la vostra coscienza potrebbe suggerirvi di accaparrarvi entrambi i tributi, ma se vorrete farvi un favore direi che Restoration basta ed avanza.

Marco Verdi

Doppio Omaggio Ad Uno Dei Più Grandi Songwriters! Parte 2: Il Concerto-Tributo. Various Artists – The Life And Songs Of Kris Kristofferson

life and songs of kris kristofferson

Various Artists – The Life And Songs Of Kris Kristofferson – Blackbird CD – 2CD/DVD

Ecco la seconda parte del mio personale omaggio al grande Kris Kristofferson, dopo il post dedicato alla serata al Bottom Line del 1994 con Lou Reed: quello di cui parlo oggi è un vero e proprio tributo, un concerto tenutosi alla Bridgestone Arena di Nashville nel Marzo del 2016, durante il quale una nutrita serie di artisti perlopiù country ha omaggiato la figura del cantautore texano (ed i suoi 80 anni) attraverso alcune tra le sue più belle canzoni, un omaggio ad alto livello sia per la qualità dei brani (ovviamente), che per le varie performance. E’ dunque da poco uscito un resoconto della serata, The Life And Songs Of Kris Kristofferson, sia su singolo CD che su doppio dischetto con DVD aggiunto: la mia recensione si basa sul supporto singolo, che propone 14 dei 21 brani totali (lo show completo è sul doppio): mi piacerebbe poter dire che è stata una mia scelta, ma in realtà sono rimasto in un certo senso “fregato” dal fatto che non fosse chiarissimo che la parte senza il DVD fosse su un solo CD e con il concerto incompleto: per fortuna che le performance che fanno la differenza ci sono tutte, anche se tra le assenze ci sono l’apertura della serata a cura di Buddy Miller, l’apparizione di Jessi Colter ed il duetto tra Emmylou Harris e Rodney Crowell.

Tracklist
[CD1]
1. Please Don’t Tell Me How The Story Ends – Buddy Miller
2. Kristofferson – Jessi Alexander, Jon Randall & Larry Gatlin
3. Here Comes That Rainbow Again – Martina McBride
4. The Taker – Ryan Bingham
5. The Captive – Jessi Colter
6. Nobody Wins – Lee Ann Womack
7. Jesus Was A Capricorn (Owed To John Prine) – Jack Ingram
8. Worth Fighting For – Jennifer Nettles
9. Loving Her Was Easier (Than Anything I’ll Ever Do Again) – Rosanne Cash
10. Chase The Feeling – Emmylou Harris & Rodney Crowell
11. The Pilgrim, Chapter 33 – Emmylou Harris & Kris Kristofferson

[CD2]
1. From The Bottle To The Bottom – Dierks Bentley & The Travelin’ McCourys
2. Help Me Make It Through The Night – Lady Antebellum
3. Under The Gun – Darius Rucker
4. For The Good Times – Jamey Johnson & Alison Krauss
5. Casey’s Last Ride – Alison Krauss
6. If You Don’t Like Hank Williams – Hank Williams Jr.
7. To Beat The Devil – Eric Church
8. Me And Bobby McGee – Reba McEntire
9. Sunday Mornin’ Comin’ Down – Willie Nelson & Kris Kristofferson
10. Encore: Why Me – Kris Kristofferson & Full Ensemble

Ma anche questa versione “monca” ha il suo perché, dato che i vari interpreti sono tutti in forma e rispettosi della figura di Kris, e poi le canzoni sono già strepitose di loro, e quindi non ci vuole molto di più per fare un gran bel disco. La house band è quella che ultimamente viene usata spesso per questo genere di tributi: il già citato Buddy Miller alla chitarra (doppiato da Audley Freed), Fred Eltringham alla batteria, Matt Rollings al piano e fisarmonica, Mickey Raphael all’armonica, Greg Leisz alla steel e mandolino e Don Was al basso e direzione musicale, oltre alle McCrary Sisters ai cori. Una band da sogno che si fa sentire subito con una solida Here Comes That Rainbow Again, cantata in maniera emozionante dalla brava Martina McBride e suonata alla grande (con Rollings in grande evidenza), e poi la canzone è splendida. Ryan Bingham non lo scopriamo certo oggi, e la sua The Taker è giusto a metà tra country e rock, in puro stile outlaw: voce roca, ritmo spedito e chitarre in palla; Jennifer Nettles non è forse famosissima, ma ha una gran voce, molto soulful e quasi nera (mentre lei è in realtà biondissima), e Worth Fighting For le si adatta alla perfezione, con le tre McCrary che “controcantano” alla loro maniera, con un leggero tocco gospel. Loving Her Was Easier è tra le canzoni più belle del songbook di Kris, e sono contento che l’abbia presa Rosanne Cash, sempre più brava ogni anno che passa: versione toccante, fluida, in una parola bellissima (e poi mi piace questa cosa che gli americani non cambiano le parole delle canzoni dal maschile al femminile e viceversa a seconda se a cantarla è un uomo o una donna).

Kristofferson sale sul palco una prima volta insieme ad Emmylou Harris, un duetto favoloso con la splendida The Pilgrim: Chapter 33, una delle mie preferite in assoluto (pare ispirata dalla figura di Bob Dylan), con Kris che sprizza carisma appena apre bocca, mentre Dierks Bentley ha la sfortuna di arrivare dopo il padrone di casa, ma se la cava molto bene con una vibrante From The Bottle To The Bottom, che i Travelin’ McCourys colorano di bluegrass. Quando ho visto che la mitica Help Me Make It Through The Night era stata affidata ai Lady Antebellum, tragico gruppo di pop travestito da country, ho avuto un brivido di paura, ma per la serata i tre fanno le persone serie e ripropongono il classico brano in maniera languida e romantica, anche se avrei comunque preferito una interpretazione più energica da parte di chiunque altro, mentre l’ex frontman degli Hootie & The Blowfish, Darius Rucker (da tempo reinventatosi come artista country), rilascia una tonica e roccata Under The Gun, che Kris aveva scritto con Guy Clark, prima di cedere il palco alla strana coppia Alison Krauss/Jamey Johnson, gentilezza e rudezza in un colpo solo, che però si intendono alla grande con la suadente For The Good Times, riproposta con classe e più nei territori della bionda Alison che in quelli del barbuto Jamey.

Hank Williams Jr. è un altro che quando vuole sa il fatto suo, e stasera è nel suo ambiente naturale con la ruvida e coinvolgente If You Don’t Like Hank Williams, da anni nel suo repertorio; Eric Church è ormai un prezzemolo in questo genere di tributi, ma la sua To Beat The Devil è ben fatta e non priva di feeling. Per Reba McEntire vale il discorso fatto per gli Antebellum, io non l’avrei invitata (troppo annacquata di solito la sua proposta musicale), ma lei non è certo una stupida e ha dalla sua una certa esperienza: la leggendaria Me And Bobby McGee, forse la canzone simbolo di Kris, ne esce dunque alla grandissima, probabilmente una delle migliori dello show, con un arrangiamento addirittura rock’n’roll (e Reba ha comunque una gran voce). E’ l’ora del gran finale, con Kris che ritorna stavolta insieme a Willie Nelson, un duetto tra due leggende sulle note della mitica Sunday Morning Coming Down (peccato non abbiano fatto anche Highwayman, magari con Hank Jr. e Johnson al posto di Johnny Cash e Waylon Jennings), e poi tutti insieme sul palco con la magnifica Why Me, con il “festeggiato” che ha una presenza vocale ancora notevole nonostante l’età.

Un tributo da avere quindi (magari nella versione con DVD), ed ennesimo gran bel disco dal vivo di questo ricco 2016.

Marco Verdi

Una Piccola Grande Band Dalla Georgia Per Una Musica Sudista “Diversa”. The Whiskey Gentry – Dead Ringer

whiskey gentry dead ringer

The Whiskey Gentry – Dead Ringer – Pitch-A-Tent CD

Lo dico subito così mi tolgo il pensiero: questo disco è stata una folgorazione. Avevo già sentito nominare i Whiskey Gentry, ma non avevo mai approfondito più di tanto, e l’ascolto di Dead Ringer mi ha messo di fronte ad una band superlativa, una delle più talentuose tra quelle scoperte ultimamente. I WG sono un sestetto proveniente da Atlanta, Georgia, e hanno già tre album alle spalle (due in studio più un live), ma non fanno southern rock: il loro filone è quello dell’alternative country, anche se detto così potrebbe sembrare riduttivo, in quanto i ragazzi sanno suonare di tutto, dal country, al rock, al bluegrass al rock’n’roll, e con una forza incredibile. I leader sono Lauren Stanley Morrow, voce solista e chitarra, e Jason Morrow, chitarra solista, i quali nella vita sono anche marito e moglie: il resto del gruppo è formato da Sam Griffin (basso), Carlton Owens (batteria), Chesley Love (banjo e fisarmonica) e Rurik Nunan (violino), coadiuvati da due collaboratori che possiamo considerare quasi membri onorari, cioè Michael Smith al mandolino e Les Hall, che produce anche il disco, al piano, organo e chitarre. Dead Ringer arriva tre anni dopo il loro lavoro precedente, Holly Grove, ed è una vera bomba: dodici canzoni, dieci originali e due covers, suonate con una foga da garage band, ma con una pulizia sonora ed una tecnica da veterani.

La loro base di partenza è chiaramente il country, ma non disdegnano di arrotare le chitarre quando serve, e la sezione ritmica picchia spesso duro; tanta energia non è però fine a sé stessa, in quanto i sei hanno anche un’ottima capacità di scrittura ed un feeling enorme, un suono personale e, in definitiva, non assomigliano a nessuno pur ispirandosi ai classici del genere: se proprio dovessi fare un nome direi Old Crow Medicine Show, ma rischierei di portarvi fuori strada, in quanto la band di Secor e Fuqua ha sì lo stesso tipo di energia, ma un sound decisamente meno elettrico. Per avere un’idea basta sentire la canzone che apre l’album, la potente Following You, una vera e propria rock song anche se non mancano violino e banjo, ma le chitarre sono elettriche e la batteria pesta secco: semmai l’elemento gentile è fornito dalla voce di Lauren e dal refrain delizioso ed immediato. Splendida poi Rock & Roll Band, country-rock purissimo dal ritmo saltellante, quasi alla Johnny Cash, e voce perfettamente in parte, in una parola irresistibile (la strumentazione qui è perlopiù acustica, ma la forza e l’energia sono immutate); la limpida Looking For Trouble è una ballata tersa e diretta, ancora caratterizzata da un ottimo gusto melodico e dallo splendido finale chitarristico quasi psichedelico, che mostra l’alto livello di creatività dei nostri.

La mossa Dead Ringer è puro country, quasi alla maniera texana, godibile dalla prima all’ultima nota, Paris ha una chitarra nervosa che aggredisce da subito ed una ritmica velocissima, un bluegrass elettrico suonato con la grinta di una punk band, con una serie di assoli che lasciano a bocca aperta: i ragazzi uniscono forza, feeling, umorismo (parte della canzone è in un francese sgangherato) e tecnica sopraffina, e questo fa la differenza; la lenta e toccante Kern River, un brano non molto noto di Merle Haggard, è un’oasi gradita, mentre con Martha From Marfa riprende il godimento, uno squisito uptempo country-rock che coinvolge fin dai primi accordi, altro brano che ci ritroviamo senza accorgerci a suonare e risuonare. Che dire di Say It Anyway: inizia con un banjo strimpellato, ma subito dopo ti travolge con il suo ritmo sostenuto e le chitarre rockeggianti, lasciandoti col fiato corto, mentre Drinking Again è un honky-tonk elettrico, ma il ritmo non molla di un centimetro, e si candida come una delle più godibili ed immediate (mi fa quasi venire voglia di una birra, peccato che mentre la ascolto sono solo le dieci di mattina). Seven Year Ache, scritta da Rosanne Cash, è una scintillante ballata, ariosa, fluida ed accattivante; dopo tanta energia il CD si chiude con due pezzi lenti, l’intensa Is It Snowing Where You Are? e la spoglia If You Were An Astronaut, che vede in scena solo Lauren e la sua chitarra.   Non servono altre parole per commentare la musica dei Whiskey Gentry: mettete Dead Ringer nel lettore, e vi assicuro che farete fatica a toglierlo.

Marco Verdi

Un Disco Più Da “Cantautore Classico”, Ma Sempre Grande Musica! Rodney Crowell – Close Ties

rodney crowell close ties

Rodney Crowell – Close Ties – New West CD

Rodney Crowell è giustamente uno dei più apprezzati songwriters americani, fin dagli esordi nella seconda metà degli anni settanta con i suoi primi tre dischi, album di ottimo Texas country nei quali trovavano spazio le due canzoni per le quali è più conosciuto, Ain’t Living Long Like This (anche il titolo del suo debutto del 1977) e ‘Til I Gain Control Again, ma anche altri brani resi popolari da altri, come An American Dream (Nitty Gritty Dirt Band), Shame On The Moon (Bob Seger) e Stars On The Water (Jimmy Buffett). Crowell è uno di quegli artisti che difficilmente sbaglia un disco, in quanto anche negli anni ottanta, decade di maggior popolarità per lui soprattutto con l’album Diamonds & Dirt, non ha mai perso di vista la qualità; dopo che gli anni novanta lo hanno visto piuttosto nelle retrovie, con il nuovo millennio Rodney ha ricominciato a fare musica con regolarità ed ottimi risultati, grazie a dischi come The Houston Kid, Fate’s Right Hand e The Outsider. L’ultimo suo lavoro da solista (in mezzo ci sono infatti i due bellissimi album con Emmylou Harris, della cui band il nostro è stato in passato chitarrista) è Tarpaper Sky (2014), a mio parere il suo album migliore tra quelli pubblicati negli ultimi quindici anni, un disco ispiratissimo e con alcune tra le sue canzoni migliori come le splendide The Long Journey Home ed il toccante omaggio a John Denver Oh What A Beautiful World; a tre anni di distanza Rodney ci consegna un CD nuovo di zecca, Close Ties, un lavoro molto diverso dal suo predecessore.

Se infatti Tarpaper Sky era contraddistinto da sonorità decisamente countryeggianti e da brani diretti ed orecchiabili, Close Ties è una collezione di canzoni dall’approccio molto più intimo, pacato, chiaramente cantautorale, con una strumentazione in gran parte acustica e la sezione ritmica neppure presente in tutti i dieci brani. L’influenza principale del disco è sicuramente Guy Clark, sia per il tipo di sonorità sia per il fatto che la sua figura è protagonista anche a livello di testi in due dei brani chiave del disco, non nel senso che ne è co-autore ma proprio perché viene nominato: Guy in passato è stato fondamentale per l’inizio della carriera di Crowell, lo ha aiutato a muovere i primi passi (insieme all’amico Townes Van Zandt), e questo Rodney non lo ha certamente dimenticato: Close Ties si può quindi considerare come un sincero omaggio a Clark (ed anche a sua moglie, come vedremo) ad un anno circa dalla sua scomparsa. Tra i pochi sessionmen presenti, vorrei citare almeno Steuart Smith, Tommy Emmanuel, Audley Freed e Richard Bennett, quattro ottimi chitarristi che hanno contribuito in maniera fondamentale alla riuscita del disco (e ci sono anche due duetti vocali che vedremo tra breve). Apre l’album l’autobiografica East Houston Blues, un country-blues acustico dal sapore rurale, caratterizzato da un ottimo intreccio chitarristico tra Rodney ed Emmanuel ed una leggerissima percussione; anche Reckless ha un arrangiamento stripped-down, ma il suono è ricco, con ben tre chitarristi ed un organo a pompa, ed un motivo di ispirazione western piuttosto cupo, ma dal grande pathos, mentre Life Without Susanna, dedicato proprio alla moglie di Clark, ha un ritmo più sostenuto ed un suono corposo, merito anche di un pianoforte e della sezione ritmica: gran bella canzone, comunque.

Niente affatto male neppure It Ain’t Over Yet, una country song discorsiva nel tipico stile del nostro, impreziosita degli interventi vocali di John Paul White e dall’ex moglie di Rodney Rosanne Cash, con una strumentazione parca ma decisamente fluida; I Don’t Care Anymore prosegue con il mood intimista, altra ballata dal passo cantautorale  con un leggero feeling blues ed un crescendo progressivo di sicuro impatto, mentre I’m Tied To Ya è un duetto con Sheryl Crow, un altro slow dal passo malinconico e con i soliti ottimi passaggi strumentali (tra cui uno dei rari assoli elettrici del disco): la bella voce di Sheryl, dal canto suo, aggiunge profondità al pezzo. La pianistica Forgive Me Annabelle è splendida, con una melodia toccante e profonda, cantata con grande sentimento da Crowell, probabilmente il miglior brano del CD, una vera zampata d’autore; ottima anche Forty Miles From Nowhere, limpida e solare e contraddistinta dalla solita classe (e superbo l’accompagnamento di piano e chitarra), mentre Storm Warning è il pezzo più rock del disco, e dimostra che Rodney non ha affatto perso la grinta, ma l’ha solo momentaneamente messa da parte in favore dei sentimenti. Il CD si chiude con Nashville 1972, dal bel testo che rievoca gli inizi del nostro (e nel quale cita Willie Nelson, Townes Van Zandt, Steve Earle, Richard Dobson, Bob McDill e Tom T. Hall, oltre ancora Guy Clark), un’altra bellissima canzone costruita intorno a due chitarre ed un organo, che sarebbe piaciuta molto proprio a Clark: degno finale dell’ennesimo bel disco da parte di Rodney Crowell.

Marco Verdi

Anche Quest’Anno E’ Il Momento Del Meglio Del 2014 Secondo Disco Club. Iniziamo Con Quello Che Hanno Pensato Boss E Collaboratori

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Come vedete anche quest’anno siamo arrivati (a furia di pensare) alle classifiche sul meglio del 2014, addirittura con un giorno di ritardo sul canonico 8 dicembre che era il giorno in cui partivano gli anni scorsi una serie di Post sui Best dell’anno, che anche per l’anno in corso saranno molteplici e multiformi. Per iniziare, le liste del Blogger capo e dei collaboratori fissi, poi ho contattato alcuni musicisti e addetti del settore per avere il loro parere, con la massima libertà, su quello che gli è piaciuto, non necessariamente dischi e CD, ma eventualmente anche libri, concerti e altro: attendo notizie, ma qualcuno ha già risposto, quindi pubblicherò. E naturalmente non mancheranno le classifiche dalle varie riviste musicali e siti specializzati, soprattutto internazionali, mano a mano che si presenteranno e quando troverò il tempo per riversarle sul Blog, perché ovviamente recensioni e anticipazioni continueranno ad apparire in modo regolare (e come saprete prosegue anche la mia collaborazione con il Buscadero, che costa tempo e fatica). Quindi direi di partire con la prima lista (perché ce ne saranno altre complementari, è il vantaggio di essere il Boss di sé stessi), quella canonica che apparirà, più o meno in questa forma, un filo più breve. sul numero di gennaio del Busca. Così se qualcosa vi è sfuggito durante l’anno questa sorta di riepilogo potrebbe essere utile o incuriosirvi (tenendo conto che sfogliando il Blog a ritroso li ritrovate più o meno tutti, unendo l’utile al dilettevole)!

Best of 2014 in ordine sparso, come al solito:

lucinda williams down where

Lucinda Williams – Down Where The Spirits Meet The Bone

rosanne cash the river

Rosanne Cash – The River And The Thread

natalie merchant

Natalie Merchant – Natalie Merchant

jackson browne standing in the breachlooking into you

Jackson Browne – Standing In The Breach e Looking Into You – A Tribute to Jackson Browne

johne mellencamp plain spoken
John Mellencamp – Plain Spoken

joe bonamassa different shades
Joe Bonamassa – Different Shades Of Blue

john hiatt terms of my surrender

John Hiatt – Terms Of My Surrender

mary gauthier trouble

Mary Gauthier – Trouble And Love

dr. john ske-dat-de-dat the spirit of satch

Dr. John – Ske-dat-De-Dat The Spirit Of Satch

lost on the river new basement tapes

Lost On The River – The New Basement Tapes

 

Dischi Live

 

csny1974cover

CSN&Y – Live 1974

beth hart joe bonamassa live in amsterdam dvd

(DVD): Beth Hart & Joe Bonamassa – Live In Amsterdam

leonard cohen live in dublin cd+dvd front

CD+DVD Leonard Cohen – Live In Dublin

blackberry smoke leave a scar cd dvd

CD+DVD: Blackberry Smoke – Leave A Scar – Live North Carolina

DVD

musicares springsteen dvd

A Musicares Tribute To Bruce Springsteen

Ristampa dell’anno:

bob dylan basement tapes complete box

Bob Dylan – Bootleg Series 11 – The Complete Basement Tapes

led zeppelin iv remastered

Led Zeppelin vari nelle edizioni Deluxe

jimi hendrix zero

Libro: Jimi Hendrix – Zero. La Mia Storia

Film: Clint Eastwood – Jersey Boys

Tutti gli altri album interessanti del 2014 scelti dal sottoscritto (“italiani per caso” compresi) nelle prossime puntate.

Bruno Conti

Ecco quelle, molto abbondanti, dei due collaboratori fissi del Blog (chi saranno dei tre effigiati ad inizio Post? Rispetto della privacy, non si può dire)!

Best Of 2014 Part 2

Disco Dell’Anno

natalie merchant

Natalie Merchant – Natalie Merchant

Canzone Dell’Anno

ed harcourt time of dust

Ed Harcourt – The Saddest Orchestra (It Only Plays For You)

Cofanetto Dell’Anno

bruce cockburn rumours of glory

Bruce Cockburn – Rumours Of Glory

Ristampa Dell’Anno

ronnie lane ooh la la

Ronnie Lane And Slim Chance – Ooh La La: An Island Harvest

Tributo Dell’Anno

barb jungr hard rain

Barb Jungr – Hard Rain The Songs Of Bob Dylan & Leonard Cohen

Disco Rock

lucero live from atlanta

Lucero – Live From Atlanta

Disco Folk

bear's den islands

Bear’s Den – Islands

Disco Country

carlene carter carter girl

Carlene Carter – Carter Girl

Disco “Soul”

the delines colfax

The Delines – Colfax

Disco Blues

matt andersen weightless

Matt Andersen – Weightless

Disco Jazz

regina carter southern comfort

Regina Carter – Southern Comfort
*NDB Gran bel disco, questo era sfuggito nelle recensioni, magari lo recuperiamo visto che apparirà anche in altre liste!

Disco World Music

Goran Bregovic – Champagne For Gypsies

Disco Oldies

Neil Diamond – Hot August Night / NYC (Live From Madison Square Garden)

Disco Live

leonard cohen live in dublin cd+dvd box

Leonard Cohen – Live In Dublin

Disco Italiano

Giardini Di Mirò – Rapsodia Satanica

Colonna Sonora

Jimi: All Is By My Side

Dvd Musicale

dana fuchs songs from the road cd+dvd

Dana Fuchs – Songs From The Road *NDB Questo è già previsto nei prossimi giorni

 ALTRI (troppi!)

 joe henry invisble hour

Joe Henry – Invisible Hour

otis gibbs souvenirs

Otis Gibbs – Souvenirs Of A Misspent You

John Mellencamp – Plain Spoken

John Hiatt – Terms Of My Surrender

ben glover atlantic

Ben Glover – Atlantic

leonard cohen popular problems front

Leonard Cohen – Popular Problems

Sean Rowe – Madman

matthew ryan boxers

Matthew Ryan – Boxers

chuck ragan till midnight

Chuck Ragan – Till Midnight

nathaniel rateliff fallin faster

Nathaniel Rateliff – Falling Faster Than You Can Run

 lucinda williams down where

Lucinda Williams – Down Where The Spirit Meets The Bone

Rosanne Cash – The River And The Thread

Mary Gauthier – Trouble And Love

marianne faithfull give my love

Marianne Faithfull – Give My Love To London

Andrea Schroeder – Where The Wild Ocean End

Robyn Ludwick – Little Rain

Ashley Cleveland – Beauty In The Curve

ruthie foster promises of a brand new day

Ruthie Foster – Promise Of A Brand New Day

mary black down the crooked

Mary Black – Down The Crooked Road

etta britt etta does delbert

Etta Britt – Etta Does Delbert

 *NDB Anche gli ultimi due sono in arrivo prossimamente sul Blog.

the men they couldn't hang tales

The Men They Could’n Hang – Tales Of Love And Hate

runrig party on the moor

Runrig – Party On The Moor

Goats Don’t Shave – Songs From Eatth

Oysterband – Diamonds On The Water

Blue Rodeo – A Merrie Christmas To You

Band Of Horses – Acoustic At The Ryman

black sorrows certified blue

Black Sorrows – Certified Blue

whiskey myers early morning shakes

Whiskey Myers – Early Morning Shakes

war on drugs lost

The War On Drugs – Lost In The Dream

Needtobreathe – Rivers In The Wasteland

 Various Artists – Looking Into You: A Tribute To Jackson Browne

look again to the wind johnny cash bitter tears

Various Artists – Look Again To The Wind: Johnny Cash’s Bitter Tears Revisited

all my friends

Various Artists – All My Friends: Celebrating The Songs Of Gregg Allman

Various Artists – Lost In The River: The New Basement Tapers

art of mccartney 2 cd + dvd

Various Artists – The Art Of McCartney: The Songs Of Paul McCartney

Tino Montanari

 

Ed ecco anche la seconda lista (paventavo il peggio, come lunghezza) dal Piemonte.

 

BEST OF 2014 Part 3

lucinda williams down where

Disco dell’anno: LUCINDA WILLIAMS – Down Where The Spirit Meets The Bone (e se lo dico io che non sono mai stato tenero con Mrs. Lucinda…)

Gli altri della Top 10:  

LEONARD COHEN: Popular Problems

 LEONARD COHEN: Live In Dublin (è dagli anni 60/70, cioè quando i grandi facevano due, o anche tre, dischi all’anno che non si registrava una doppietta, il tutto a 80 anni suonati: chapeau!)

VV.AA: The Art Of McCartney

old crow medicine show remedy

OLD CROW MEDICINE SHOW: Remedy

 bob seger ride out

BOB SEGER: Ride Out

 neil young storytone

NEIL YOUNG: Storytone

 rodney crowell tarpaper sky

RODNEY CROWELL: Tarpaper Sky *NDB Anche per questo varrebbe la pena di un bel Post di recupero! L’interessato legga.

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CSN&Y: Live 1974

wilko johnson roger daltrey going back home deluxe 

ROGER DALTREY/WILKO JOHNSON: Going Back Home *NDB Ne è appena uscita l’edizione Deluxe ampliata in 2 CD…

 

Quelli che…per un pelo:

carlene carter carter girl

CARLENE CARTER: Carter Girl

 

ROSANNE CASH: The River & The Thread

 

JACKSON BROWNE: Standing In The Breach

 bob dylan basement tapes complete

La ristampa: BOB DYLAN & THE BAND: The Basement Tapes Complete (ristampa dell’anno? No, del secolo!)

 

DVD musicale:  VV.AA: Musicares Tribute To Bruce Springsteen

 counting crows somewhere

Canzone: Counting Crows: Palisades Park

                Bob Dylan: Sign On The Cross

 Concerto: John Fogerty: Milano

                 Cat Stevens: Milano

 La cover: Willie Nelson: Yesterday

bruce springsteen high hopes

La delusione: Bruce Springsteen: High Hopes (che se fosse un disco degli U2 avrei gridato al miracolo, ma qui stiamo parlando di uno che in passato ci ha regalato roba tipo Born To Run, Darkness On The Edge Of Town, The River…)

heart fanatic live

Piacere proibito: HEART – Fanatic Live At Colosseum

 led zeppelin houses of the holy remastered

Premio occasione perduta: le ristampe dei Led Zeppelin (ok, forse di vere e proprie canzoni inedite negli archivi non ce ne sono, ma allora perché non fare come nel primo disco, cioè inserire un CD con le stesse canzoni in versione dal vivo, invece di remix, backing tracks, ecc? Sto aspettando Jimmy Page al varco per Physical Graffiti).

queen forever

Premio sòla (nel senso di fregatura) 2014: Queen Forever (vincitori anche del premio faccia tosta, ovvero come far passare l’ennesima antologia come un disco nuovo ed andare ancora in giro a testa alta…)

pink floyd the endless river cover

Evento musicale dell’anno (Basement Tapes a parte): il ritorno dei Pink Floyd…ed è anche un bel disco!

Marco Verdi

Per questa volta direi che è tutto, e data la lunghezza chilometrica del post niente video, quindi alle prossime classifiche!