Non Solo Non Molla, Ma Questo E’ Uno Dei Suoi Dischi Più Belli! Willie Nelson – Last Man Standing

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Willie Nelson – Last Man Standing – Legacy/Sony CD

Alla tenera età di 85 anni, Willie Nelson ha ancora voglia di fare musica con la costanza di un ragazzino. E’ di giusto un anno fa la pubblicazione dell’ottimo God’s Problem Child  https://discoclub.myblog.it/2017/05/14/alla-sua-veneranda-eta-e-ancora-al-top-willie-nelson-gods-problem-child/ (senza contare il disco d’archivio insieme ai suoi due figli Willie & The Boys e la ristampa deluxe del capolavoro Teatro https://discoclub.myblog.it/2017/11/29/era-gia-bellissimo-ora-lo-e-ancor-di-piu-willie-nelson-teatro/ ), ma il grande texano non si ferma un attimo ed ora dà alle stampe un nuovo lavoro, Last Man Standing, un disco davvero splendido, che a mio avviso si posiziona addirittura nella Top Ten dei suoi album migliori (e ne ha fatti veramente tanti, molti dei quali imperdibili). Il titolo è un chiaro riferimento a sé stesso, ed al fatto che, con le scomparse di giganti del calibro di Johnny Cash, Waylon Jennings e Merle Haggard (senza dimenticare George Jones e Ray Price), Willie è rimasto l’ultimo baluardo di un certo tipo di country artist: certo, sia Kris Kristofferson che Billy Joe Shaver sono ancora tra noi, ma la loro attività è decisamente meno frenetica di quella di Nelson, il quale riesce a coniugare la quantità di album pubblicati con una qualità sempre elevatissima.

E Last Man Standing credo si possa definire il più bel disco del nostro da Teatro in poi. La formula non è cambiata, il nostro si appoggia all’ormai inseparabile Buddy Cannon sia in sede di scrittura che di produzione, e si circonda di musicisti fidati ed esperti (tra i quali il solito Mickey Raphael all’armonica, Alison Krauss al violino ed armonie vocali, Jim “Moose” Brown a piano ed organo, Fred Eltringham alla batteria ed ai chitarristi James Mitchell e Bobby Terry), ma in queste undici canzoni c’è un feeling, una grinta ed una perfezione stilistica che è difficile riscontrare in lavori di gente che ha anche cinquant’anni di meno. Non che negli album recenti questo venisse a mancare, ma Last Man Standing è davvero superiore in tutto, dalla qualità delle canzoni (e ad 85 anni Willie ha ancora voglia di scrivere) alla voce del leader, che se ultimamente dal vivo perde qualche colpo, in questo album è praticamente perfetta. Inizio pimpante con la title track, un brano elettrico e dallo spirito più sudista che texano, un suono caldo caratterizzato da chitarre ed organo e ritmo vivace. E la voce del nostro non ha bisogno di introduzioni, è un vero e proprio strumento aggiunto nonostante l’età. Ottima anche Don’t Tell Noah, altro pezzo dal ritmo sostenuto, quasi un rockabilly, con deliziose parti chitarristiche e Willie che da la sensazione di divertirsi come un giovincello. Bad Breath è una ballatona elettrica tipica del suo stile, quasi un valzerone che ricorda i brani con Waylon degli anni settanta, con un motivo di prim’ordine ed una strumentazione perfetta, sicuramente tra gli highlights del CD.

Me And You è una country song limpida, spedita e diretta, cantata alla grande e con le chitarre in primo piano, compresa l’inseparabile Trigger del nostro. Something You Get Through è la prima oasi, uno slow raffinato e di gran classe, con un retrogusto southern soul ed una voce da pelle d’oca; Ready To Roar è uno squisito western swing dal ritmo contagioso e ritornello immediato, suonato con maestria ed eleganza, mentre Heaven Is Closed è un’altra splendida ballatona texana cadenzata, un genere in cui Willie è ancora il numero uno, con il suono inimitabile della sua chitarra doppiato da quello dell’armonica di Raphael. Che dire di I Ain’t Got Nothin’, un honky-tonk’n’roll (si può dire?) dal ritmo irresistibile e con notevole uso di chitarra, piano e steel, o di She Made My Day, altro pezzo ricco di swing, texano al 100% e tutto da godere? Il CD si chiude (anche se esiste una versione con tre canzoni in più, ma in vendita solo in America nei ristoranti della catena a tema country Cracker Barrel) con I’ll Try To Do Better Next Time, altra western ballad cristallina, e con la robusta Very Far To Crawl, un pezzo grintoso che profuma di Sud.

Pur facendo praticamente solo dischi belli, sono anni che Willie Nelson non figura nelle mie Top Ten di fine anno con un suo album: Last Man Standing potrebbe essere quello buono.

Marco Verdi

Non Solo Non Molla, Ma Questo E’ Uno Dei Suoi Dischi Più Belli! Willie Nelson – Last Man Standingultima modifica: 2018-05-07T18:16:03+02:00da bruno_conti
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