Grandi Canzoni Per Un Giovane Songwriter Dal Cognome “Biblico”. Ian Noe – Between The Country

ian noe between the country

Ian Noe – Between The Country – National Treasury/Thirty Tigers CD

Quando mi sono approcciato a Between The Country, disco d’esordio di tale Ian Noe, molte cose mi hanno fatto venire in mente il debut album omonimo di Colter Wall uscito nel 2017: prima di tutto la confezione, un digipak essenziale e con foto in bianco e nero, poi il produttore che in entrambi i casi è l’onnipresente Dave Cobb, e come terza cosa (ma questo l’ho scoperto soltanto dopo) il fatto che ambedue gli artisti avessero già all’attivo un EP. Fin qui le somiglianze, ma poi abbiamo anche le differenze che sono sostanziali: aldilà del fatto che Wall è canadese mentre Noe proviene dal Kentucky, là l’ispirazione principale erano le ballate western dei primi dischi di Johnny Cash, ed il suono era decisamente spoglio, mentre le canzoni di Between The Country sono chiaramente influenzate dal folk-rock anni sessanta di gente come Bob Dylan e i Byrds, ed il suono è più elettrico. E, se l’album di Wall mi era piaciuto molto, questo esordio di Noe mi ha addirittura entusiasmato soprattutto per la bellezza assoluta delle canzoni, dieci gemme preziose che rivelano un talento sorprendente: come ho già accennato Dylan è la fonte di ispirazione principale, ma Ian va ben oltre riuscendo a non sembrare mai derivativo, ha un suo suono ed una sua forte personalità, oltre a possedere una bella voce forte, chiara e squillante.

Cobb da parte sua svolge egregiamente il suo compito, dosando alla perfezione i suoni tra chitarre acustiche ed elettriche (gli stessi Ian e Dave), la sezione ritmica del “solito” Chris Powell (batteria) e di Adam Gardner, che suona il basso ma si destreggia molto bene anche all’organo e pianoforte. Una band come potete vedere ristretta, ma con un sound perfetto per le canzoni del nostro, che in quasi quaranta minuti ci consegna quello che per me è fino ad oggi il disco d’esordio più bello del 2019: d’altronde del talento di Noe se ne sono accorti anche artisti del calibro di John Prine, Son Volt e Blackberry Smoke, che lo hanno voluto come opening act dei loro concerti. L’inizio del disco è formidabile grazie a Irene (Ravin’ Bomb), una folk song strepitosa dal ritmo cadenzato, accompagnamento in punta di dita e melodia profondamente evocativa, che ricorda Dylan ma fino ad un certo punto https://www.youtube.com/watch?v=iQzuyqGFUZU . Bellissima anche Barbara’s Song, più elettrica e con un accattivante jingle-jangle sound: il motivo centrale è anche qui splendido e rievoca in pieno gli anni sessanta, quando canzoni di questo tipo erano “cool” https://www.youtube.com/watch?v=7zQZ1IicM6Y ; Junk Town è di base acustica, tenue e toccante, la chitarra elettrica c’è ma è in lontananza, e riesce comunque a rilasciare un breve ma ispirato assolo: per intensità e purezza un altro nome che mi viene in mente è quello dello sfortunato Tim Hardin.

La cristallina Letter To Madeline è ancora dylaniana ma non troppo, con la solita strumentazione a metà tra folk e rock, un refrain ricco di pathos ed un suggestivo controcanto femminile (Savannah Conley): ottima, anzi direi trascinante; Loving You è una folk song di notevole forza, acustica al 100% e sempre con un piede nei sixties, mentre That Kind Of Life è una sontuosa rock ballad elettroacustica dalla melodia deliziosa ed immediata ed un sapore southern country. Dead On The River (Rolling Down) ha un passo drammatico ed una linea melodica asciutta ma vibrante, con una chitarrina che ricama di fino sullo sfondo ed un’eccellente coda strumentale in cui anche l’organo fa la sua parte; splendida e struggente https://www.youtube.com/watch?v=KPQp62q1b6Y  If Today Doesn’t Do Me In, puro folk d’alta scuola che sembra opera di un veterano, così come Meth Head, tagliente come una lama nonostante sia costruita intorno a piano e chitarra (questa sì la più dylaniana di tutte), mentre la title track, ennesimo brano di incredibile intensità, ha addirittura elementi che fanno pensare ad un traditional irlandese o scozzese, con l’accompagnamento rock che la rende ancora più bella, anzi una delle migliori di un album che purtroppo si chiude qui, anche se mi consolo pensando che queste canzoni mi terranno a lungo compagnia anche nei prossimi mesi.

Marco Verdi

Grandi Canzoni Per Un Giovane Songwriter Dal Cognome “Biblico”. Ian Noe – Between The Countryultima modifica: 2019-07-05T12:56:14+02:00da bruno_conti
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