Ecco Cosa Mancava: Un Bel Live Dei Dead! Grateful Dead – June 1976

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Grateful Dead – June 1976 – Rhino/Warner/Grateful Dead Records 15CD Box Set

Quando conclusero il loro tour autunnale del 1974, i Grateful Dead sembravano una band sul punto di sciogliersi a causa di qualche frizione interna e all’apparente scelta dei due membri principali Jerry Garcia e Bob Weir di privilegiare le rispettive carriere soliste. L’ipotesi di una band in dismissione prese poi ulteriore corpo nel 1975, quando nonostante la pubblicazione dell’album Blues For Allah i nostri suonarono solo quattro concerti in tutto l’anno, cosa inaudita per un gruppo che aveva fatto della frequente attività live uno dei suoi punti di forza. Nel 1976 fortunatamente le divergenze si appianarono, ed i sette (oltre a Garcia e Weir, i coniugi Keith e Donna Jean Godchaux, il bassista Phil Lesh ed il batterista Bill Kreutzmann, ai quali si ricongiunse l’altro drummer Mickey Hart dopo cinque anni d’assenza) ripresero a girare l’America con una nuova tournée che prese il via nel mese di giugno, e che riconsegnò ai fans una band tirata a lucido ed in grande forma: il ’76 non è unanimamente considerato uno degli anni “top” per i Dead, e questo in parte è dovuto al live uscito quell’anno, Steal Your Face, un disco che ritraeva un gruppo stanco e svogliato e per di più con un suono ed un missaggio pessimi (tanto che i nostri quando pubblicarono nel 2004 il box riepilogativo Beyond Description lo ignorarono bellamente, in pratica rinnegandolo), ma non tutti sanno che i concerti dai quali era tratto quel doppio album erano quelli finali del 1974.

Oggi invece la parte iniziale di quel “reunion tour” è documentata in questo cofanetto nuovo di zecca intitolato semplicemente June 1976, che comprende cinque concerti completi in quindici dischetti complessivi (questa volta non c’è nessuna versione “ridotta” in tre CD come è successo per altri box del recente passato) e che, e questo la dice lunga sulle priorità degli ascoltatori americani in tempi di coronavirus, non è andato esaurito quasi subito come sempre ma è ancora disponibile sul sito del gruppo. Il box si presenta molto bene, con un elegante confezione delle dimensioni di un libro (diciamo di quelli spessi, di 700/800 pagine) con apertura a scrigno ed all’interno un bel booklet ed i cinque concerti separati tra loro in altrettanti digipak; le cose però più importanti sono la performance, che è davvero notevole ed in crescendo (infatti gli ultimi due concerti sono i migliori), e la qualità di registrazione che è perfetta, come capita d’altronde ogni volta che esce un prodotto dei Dead targato Rhino. Non siamo ai livelli del biennio 1971-1972, nei quali Garcia e soci diedero il loro meglio sul palco, ma non siamo neppure troppo lontani: ecco dunque qui di seguito una rapida disamina serata per serata.

CD 1-3: Boston Music Hall, Boston (10/6/76). Inizio a tutto rock’n’roll con Promised Land di Chuck Berry, che vede Garcia subito in partita (ma anche Godchaux, solitamente un po’ bistrattato dalla critica, mostra di essere in gran forma con un assolo strepitoso), poi i nostri esplorano alcune delle pagine migliori del loro songbook come le splendide Sugaree e Brown-Eyed Women, le ballate Row Jimmy e Looks Like Rain e la chicca Mission In The Rain, brano del repertorio solista di Jerry che diventerà un classico delle esibizioni future della Jerry Garcia Band ma che i Dead suoneranno solo in questa porzione di tour. L’highlight della seconda parte è lo streordinario medley che apriva Blues For Allah (Help On The Way/Slipknot/Franklin’s Tower), mentre il finale è appannaggio di una Playing In The Band di un quarto d’ora (con un intermezzo di pura psichedelia), una discreta Dancing In The Street di Martha & The Vandellas e ancora ottimo rock’n’roll con U.S. Blues.

CD 4-6: Boston Music Hall, Boston (11/6/76). Secondo show consecutivo a Boston, che parte con una pimpante Might As Well e che presenta altri classici come Tennessee Jed, Scarlet Begonias, le bellissime ballate It Must Have Been The Roses e Ship Of Fools, mentre Brown-Eyed Women è sempre un piacere ascoltarla. Weir è più in palla della sera prima, e lo dimostra soprattutto con due solide rese di Cassidy e Looks Like Rain, oltre che con una buona cover della hit di Merle Haggard Mama Tried. C’è anche una concessione ai sixties con la classica St. Stephen, ed una parte finale sontusa nella quale spiccano la trascinante Sugar Magnolia, i magistrali tredici minuti di Eyes Of The World, una canzone che dal vivo è sempre stata tra le mie preferite per quanto riguarda i Dead, ed il finale travolgente di Johnny B. Goode, con Jerry che dà spettacolo alla sei corde.

CD 7-9: Beacon Theatre, New York (14/6/76). La prima parte della scaletta è simile a quelle di Boston, con ottime rese dell’iniziale Cold Rain And Snow (versione splendida), Row Jimmy, Tennessee Jed ed una vigorosa cover di Big River di Johnny Cash. Nel prosieguo troviamo la bella The Wheel ed una notevole High Time di dieci minuti, subito seguita dall’altrettanto riuscita Crazy Fingers. Finale con il country-rock psichedelico di Cosmic Charlie, il medley di Blues For Allah ancora meglio di quello della prima serata e la solita trascinante conclusione con l’uno-due Around And Around (di nuovo Berry) e U.S. Blues.

CD 10-12: Beacon Theatre, New York (15/6/76). Nonostante i non particolari stravolgimenti nella setlist (a parte le “nuove” Let It Grow e Not Fade Away) e l’inclusione della soporifera Stella Blue (forse il brano più noioso del binomio Garcia-Hunter), questo show è il migliore del cofanetto, una di quelle serate magiche che hanno fatto dei Dead la band leggendaria che sono, e che supera di una leggera attaccatura il seguente per merito di una sequenza finale da urlo. Qui troviamo versioni magistrali di Promised Land, Sugaree, It Must Have Been The Roses, Tennessee Jed, St. Stephen e Friend Of The Devil, con un Garcia scatenato ottimamente seguito dai suoi compagni, Godchaux in testa (a differenza della moglie che, cosa che ho sempre pensato, si conferma un corpo estraneo al gruppo). Il finale come ho già detto è una goduria, con una sequenza micidiale formata da The Wheel, Sugar Magnolia, Scarlet Begonias, Sunshine Daydream e Johnny B. Goode.

CD 13-15: Capitol Theatre, Passaic (19/6/76). Altro concerto super, nel luogo che da lì a due anni vedrà Bruce Springsteen costruire parte della sua fama di straordinario performer dal vivo. Il medley Help On The Way/Slipknot/Franklin’s Tower stavolta è posto in apertura di serata, mentre gli altri highlights sono le “solite” Brown-Eyed Women, Tennessee Jed, la migliore Might As Well del box ed una superba Playing In The Band di diciannove minuti (con una parte centrale “acida” che ci riporta per un attimo ai tempi di Live/Dead). Nel finale troviamo due brani suonati solo in questo show (rispetto al resto del cofanetto, non del tour), e cioè il coinvolgente rock’n’roll di Weir One More Saturday Night ed una sontuosa Goin’ Down The Road Feeling Bad che rasenta la perfezione.

Un box quindi di livello eccelso questo June 1976, ed il fatto che alcune delle 12.000 copie totali siano ancora disponibili potrebbe rappresentare una ghiotta tentazione.

Marco Verdi

Ecco Cosa Mancava: Un Bel Live Dei Dead! Grateful Dead – June 1976ultima modifica: 2020-05-06T10:40:46+02:00da bruno_conti
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