Ragazzi, Che Grinta! JJ Grey And Mofro – Brighter Days

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JJ Grey And Mofro – Brighter Days – Film And Live Concert Album – CD+DVD – Alligator

Anzi, per essere più chiari e precisi, azzarderei un “Minchia ragazzi, che grinta!” Ho visto che in rete per i dischi precedenti di JJ Grey & Mofro fervevano dibattiti sul fatto se facessero musica “nera”, o rock bianco, o funky marrone, grigia come i suoi capelli o qualsiasi nuance di colore vi venga in mente qui la trovate. Questo Brighter Days è un disco dal vivo come recita il suo sottotitolo e anche se non sempre l’assioma del – Caspita, ma dovrebbero fare un disco dal vivo oppure dal vivo sono fantastici – basandosi sul contenuto dei loro ottimi cinque dischi di studio precedenti nel caso del doppio manufatto in questione (perché c’è anche il DVD) si superano anche le più rosee previsioni. Si tratta di un album dal vivo fantastico registrato nella tana del lupo, The Variety Playhouse, Atlanta, Georgia, la città e lo stato che hanno “inventato” il southern rock, ma anche il deep soul viene dagli Stati del Sud e la sfida lanciata ai detentori è sicuramente vinta. Per dirla tutta JJ Grey e il suo gruppo vengono da Jacksonville, Florida, la patria dei Lynyrd Skynyrd e quindi conoscono molto bene l’argomento, ma questo doppio mi ha veramente colpito per la potenza dei suoi contenuti.

Per iniziare, e non è poco, lui ha una voce incredibile, rauca, potente ma capace anche di dolcezza e di sottigliezza, poi è un vero animale da palcoscenico con un assoluto e completo controllo sul pubblico che in vari momenti del concerto va assolutamente Gazongas (mi è scappato ma erano anni che non usavo il termine in una recensione e vuole intendere fuori di testa non di tetta). La sua aria suadente e soave e quel pizzetto luciferino non traggano in inganno, JJ Grey non tratta solo la musica del diavolo, ma anche rock, soul, funky, R&B, southern inseriti in un vorticoso shaker che frulla tutti questi stili con una irresistibile classe.

Sono quasi ottanta minuti nel CD e due ore nel DVD (preferibile, se avete tempo per vederlo) dove si gode ripetutatemente come ricci: dall’iniziale call and response fantastico tra JJ Grey, il suo batterista (e cantante) Anthony Cole e il pubblico, il ritmo è subito torrido. Un funky-rock-blues con uso di armonica che alza subito la temperatura, la voce anche distorta dal microfono dell’armonica, i fiati sincopati, la batteria e il basso che pestano di gusto, tutti i trucchi della grande musica dal vivo sono subito in azione e siamo solo all’inizio. Nella successiva A Woman una straordinaria ballata di deep soul JJ Grey inizia a titillare il pubblico con un brano che avrebbe potuto essere nel repertorio del grande Otis, con la voce che assume tonalità nere e ti emoziona per la sua carica incredibile, mentre il sassofonista Art Edmaiston comincia a scaldare lo strumento. Ma il vero protagonista è sempre Grey che incita il pubblico alla partecipazione in modo fantastico; un pubblico eterogeneo, multirazziale, bianchi, neri, giovani e meno giovani, tante donne estasiate e tutti si divertono, hanno dipinta sul volto quell’espressione ebete che ti viene quando ascolti della musica che ti prende, quando sembra che te la stai facendo addosso ma è solo concentrazione e piacere!

In Brighter Days, un pezzo superbo in un continuo crescendo da vecchie revue della soul music, più coinvolgente e travolgente con continui rilanci della sezione fiati, dell’organo, di una slide malandrina e del gruppo tutto, con quella voce straordinaria in “coppa” a tutto, si raggiunge la perfezione del genere anche se non saprei dirvi quale e il pubblico chiamato a partecipare risponde alle fantastiche evoluzioni vocali di JJ con grande calore. Ma anche lo stile raffinato, quel soul di finezza alla Gil Scott-Heron ma con la potenza di un Bill Withers, viene sviscerato in Air con il piano elettrico di Anthony Farrell chiamato al proscenio e seguito da un bel assolo jazzato di sax.

Breve interludio. Quando guarderete il DVD (perché do per assodato che lo acquisterete) oltre al concerto troverete vari intermezzi con JJ Grey nella sua casa in Florida, tra laghi, paludi ed alligatori presenti anche nei testi delle canzoni (altro che Mr.Crocodile Dundee), interviste con il boss della Alligator Bruce Iglauer, che ammette che il suo protetto non fa proprio del blues canonico ma chi se ne frega se è così bravo, e un fan ed amico, sorprendente ma non troppo, Derek Trucks (che ha suonato con loro) e che ne tesse le lodi. E tre tracce extra rispetto al CD tra cui una bollente Slow, Hot & Sweaty ricca di doppi sensi (ma anche espliciti) molto apprezzata dal pubblico femminile presente in sala.

 

In War il gruppo innesta la marcia rock e parte una travolgente cavalcata in stile southern con doppia chitarra solista che neanche i Wet Willie dei tempi d’oro e il nostro amico risponde colpo su colpo ai fendenti dell’altro chitarrista Andrew Trube senza perdere un colpo a livello vocale, sempre ad altra gradazione e con il gruppo in overdrive con organo, fiati e sezione ritmica che si scatenano sempre più. Lochloosa è il momento topico del concerto: dedicata al lago della località che loro chiamano casa e preceduta da una lunga introduzione di JJ Grey alla Springsteen, il brano è semplicemente meraviglioso, Grey viene posseduto dallo spirito del Joe Cocker di Woodstock e la canzone tra picchi e valli diventa una sorta di novella With A Little Help From My Friends, specie nella seconda parte quando inizia a urlare ed a urlare sempre più in una sorta di trance emotiva di dimensioni epiche come raramente è dato di sentire in un concerto dal vivo, una intensità che dilaga in un assolo di chitarra liberatorio dello stesso JJ Grey quasi alla Jimmy Page (che suonava nella versione originale del brano di Cocker), ma anche sulla falsariga di Freebird che è l’altra pietra di paragone per questo brano. Oltre dieci minuti di musica fantastica!

E qui è difficile superarsi anche per lui, ma ci prova: con il funky in overdrive di Dirtfloorcracker dove sfodera un assolo di wah-wah devastante che crea una immediata risposta da parte dell’altro chitarrista Trube che non scherza un c…o anche lui. Orange Blossoms era il titolo del loro esordio su Alligator ma è anche un bellissimo brano con una chitarra dal riff trillante soul alla Sam&Dave mentre Ho Cake è un travolgente funky dai ritmi alla James Brown, con JJ Grey che ne cattura alla perfezione lo spirito ma ha anche improvvise aperture e cambi di tempo in puro stile southern jazz (ammesso che esista) con la chitarra di Trube, il sax di Edmaiston e la tromba di Dennis Marion che si dividono gli assoli con spazio anche per la batteria di Cole, il basso di Todd Smallie e le tastiere di Farrell. Peccato che nella versione per il CD sia stata tagliata nel finale la presentazione della band che è uno spettacolo nello spettacolo, come lo Springsteen dei tempi d’oro con la E Street Band, con Grey che inventa aggettivi e soprannomi per i vari musicisti nella più pura tradizione delle revue soul o se preferite come gli MC dei Famous Flames di James Brown. Ma nel DVD c’è tutto.

The Sweetest Thing è un’altra soul ballad dal profondo sound cantata ancora una volta in modo fantastico e anche The Sun Is Shining Down avrebbe reso orgogliosi Otis Redding o Al Green per questo discepolo dalla voce vellutata e ricco anche di accenti gospel nel suo modo di cantare e con un altro assolo di chitarra fantastico di Grey. Si conclude come si era cominciato con il funky-soul-rock di On Fire che ancora infiamma il pubblico e la voce alla carta vetrata di JJ Grey che mi ha ricordato (anche in altri momenti del concerto) il Captain Beefheart meno estremo e più bluesy. Andrew Trube maltratta per un’ultima volta la sua chitarra e la sezione fiati, sempre ballando a tempo, lo segue, per la gioia dei presenti.

Dischi dal vivo così belli se ne fanno raramente e anche se questa è una buona annata per le uscite discografiche non lasciatevelo sfuggire.

E il nuovo album di Ryan Adams Ashes and Fire, in uscita il 10 ottobre, si annuncia come un ritorno ai fasti di Heartbreaker e Gold. Ma questa è un’altra storia.

Bruno Conti

Ragazzi, Che Grinta! JJ Grey And Mofro – Brighter Daysultima modifica: 2011-10-02T19:04:00+02:00da bruno_conti
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