Cofanetti Autunno-Inverno 7. Un’Altra Bella Ristampa Per Un Piccolo Classico. The Kinks – Arthur Or The Decline And Fall Of The British Empire 50th Anniversary

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The Kinks – Arthur Or The Decline And Fall Of The British Empire 50th Anniversary – ABKCO/BMG 2CD Deluxe – Super Deluxe 4CD/4x45rpm Box Set

Una delle migliori ristampe uscite lo scorso anno è stato il box per il cinquantesimo anniversario di Village Green Preservation Society, uno degli album più belli della carriera dei Kinks https://discoclub.myblog.it/2018/11/20/recensioni-cofanetti-autunno-inverno-6-una-sontuosa-riedizione-di-un-capolavoro-minore-the-kinks-are-the-village-green-preservation-society-50th-anniversary/ , anche se non si capisce perché le edizioni commemorative delle cinque decadi sono iniziate dal sesto album, considerando anche che sia Face To Face che Something Else By The Kinks sono lavori di grandissimo livello (ma anche i Beatles sono partiti da Sgt.Pepper, e l’assenza di un box di Revolver grida ancora vendetta). Quest’anno la Sanctuary, etichetta affiliata alla ABKCO, ripete l’operazione con il disco del 1969 dei fratelli Ray e Dave Davies, cioè Arthur Or The Decline And Fall Of The British Empire (Arthur da qui in poi), gratificandolo di un box di formato più piccolo di quello di Village Green comprendente quattro CD, altrettanti 45 giri (riproduzioni di singoli dell’epoca), oltre ad un booklet con note e crediti, un altro libro con immagini rare e testimonianze dei protagonisti, poster, adesivi ed anche una spilletta.

Arthur era nato inizialmente come la colonna sonora commissionata a Ray Davies dalla Granada Television per una serie televisiva che però fu poi cancellata: Davies decise di pubblicare lo stesso il risultato delle sessions per quella soundtrack, un concept album che, partendo dalla descrizione della vita di Arthur Morgan, un installatore di moquette fittizio ma ispirato a Ray dalla figura di suo cognato, finisce per diventare la consueta ed ironica disamina della società inglese di quel periodo. Il disco originale non ottenne un grande successo, ma risentito a distanza di 50 anni non ha perso un grammo della sua bellezza (alcune testate lo definirono il miglior album britannico del 1969, affermazione coraggiosa dato che nello stesso anno uscirono anche Abbey Road e Let It Bleed): personalmente io lo giudico un gradino sotto Village Green, ma se dovessi esprimere un giudizio in stellette non gliene darei comunque meno di quattro. Ma veniamo alla disamina dettagliata dei contenuti del box, che non contiene la quantità di inediti presenti nel cofanetto di un anno fa (e qualche bonus track serve solo ad allungare il brodo), ma le chicche non mancano di certo, compresi diversi pezzi registrati da Davies (Ray ovviamente) di recente, due dei quali apposta per questo progetto.

CD1. Il disco originale in stereo , completamente rimasterizzato, inizia con l’irresistibile Victoria, brano vivace dalla contagiosa melodia tra pop e rock’n’roll, uno dei pezzi più popolari e riusciti del songbook di Davies. L’ironica Yes Sir, No Sir è una pop song vibrante e diretta con i fiati che potenziano il background sonoro (con gran lavoro del resto della band, John Dalton, che aveva sostituito Pete Quaife, al basso e Mick Avory alla batteria) ed un delizioso twist melodico dopo due minuti; Some Mother’s Son è una ballata dal sapore leggermente barocco ma gradevolissima, Drivin’ una squisita e saltellante canzone in stile vaudeville, mentre Brainwashed è un vigoroso pezzo con chitarre e fiati sugli scudi, tra rock ed errebi. Australia è un altro ottimo brano di puro pop, con coretti impeccabili ed un finale strumentale quasi psichedelico con grande assolo chitarristico di Dave ben doppiato dal pianoforte suonato da Ray, Shangri-La è invece un’intensa ballata elettroacustica dal crescendo trascinante che precede Mr. Churchill Says, dall’iniziale retrogusto soul e finale a tutto rock’n’roll, e la delicata She’s Bought A Hat Like Princess Marina, dominata dal clavicembalo e con una seconda parte un po’ bizzarra. L’album originale termina con la tenue Young And Innocent Days, la pianistica Nothing To Say e Arthur, un brano corale, energico e godibile. Come bonus abbiamo Plastic Man, divertente e scanzonato pezzo uscito solo su singolo (e l’unico ad avere ancora Quaife al basso) e sei missaggi diversi di altrettanti brani dell’album: in teoria inediti, in pratica le differenze le sentono solo gli audiofili.

CD2. Il dischetto meno interessante, in quanto ripropone Arthur in mono ed altri sei mono mix alternati nei bonus. L’unica differenza con il CD precedente è King Kong, lato B di Plastic Man, un brano rock potente ma non indispensabile.

CD3. Sotto intitolato The Great Lost Dave Davies Album. Durante le sessions per Arthur i Kinks avevano inciso anche una dozzina di brani con Dave protagonista invece di Ray, con l’intenzione di pubblicarli come album solista del chitarrista anche se era a tutti gli effetti un lavoro dei Kinks scritto e cantato da Dave invece che dal più talentuoso fratello. Il disco non venne poi pubblicato, ed i vari brani uscirono uno come singolo (Hold My Hand), altri come lato B di 45 giri dei Kinks e la maggior parte in future ristampe e compilation del gruppo, come per esempio nella collezione di rarità Hidden Treasures. Quindi di veri e propri inediti non ce ne sono, ma questa è la prima volta che possiamo ascoltare l’album così come lo aveva pensato Dave. E’ chiaro che il minore dei due fratelli non ha nemmeno la metà del talento compositivo dell’altro, ma comunque questo disco rimane una gradevole collezione di canzoni, con alcune cose di poco conto (Are You Ready?, Creeping Jean e Groovy Movies, che ironia della sorte è scritta da Ray), ma anche ottimi pezzi come This Man He Weeps Tonight, accattivante, la galoppante Mindless Child Of Motherhood, la roccata I’m Crying e le belle Lincoln County e Mr. Shoemaker’s Daughter, forse le uniche all’altezza del fratello Ray. Come bonus abbiamo sei missaggi in mono di brani usciti all’epoca su singolo, tre stereo mix alternativi, una Lincoln County acustica (interessante) ed una versione alternata di Hold My Hand, incisa però abbastanza male.

CD4. A parte i due soliti mix “inediti” superflui (Australia e Shangri-La) questo è il dischetto con le cose più interessanti, ed è esclusivo per questo box dato che la versione doppia uscita in contemporanea comprende il primo ed il terzo CD. Dopo una strana introduzione dove in due minuti vengono riproposti tutti i brani del disco originale (Arthur’s Journey), abbiamo un medley di quasi otto minuti di home demos e prove di studio che comprendono frammenti ed abbozzi di sei canzoni che poi finiranno su Arthur. Il piatto forte inizia con tre pezzi mai sentiti eseguiti di recente da Ray con la compagnia teatrale The Come Dancing Workshop Ensemble: My Big Sister, un breve brano jazzato eseguito con classe che confluisce in Stevenage, in odore di musical di Broadway, mentre Space è una ballata pianistica in cui Ray duetta con una voce femminile prima e con un coro poi. A seguire troviamo le due già citate canzoni incise apposta per questa ristampa, che vedono Ray esibirsi a cappella con il gruppo vocale Arthur & The Emigrants per due deliziosi brani in stile doo-wop, l’inedito assoluto The Future ed una rilettura di Arthur. Si torna poi nel 1969 con le inedite The Virgin Soldiers March e Soldiers Coming Home, due strumentali di buon livello, e due versioni di King Kong ed ancora Arthur incise per la BBC. Gran finale con una splendida Victoria registrata dal vivo nel 2010 in Danimarca da Ray con la sua band ed i DR Symphony & Vocal Ensemble, decisamente trascinante.

Ancora una bella ristampa targata Kinks dunque: il prossimo anno, se non cambiano i piani, sarà la volta del popolarissimo Lola Vs. Powerman And The MoneyGoround, Part One, e fra due toccherà a quello che considero uno dei loro capolavori assoluti, Muswell Hillbillies.

Cominciate quindi a mettere i soldini da parte…

Marco Verdi

Novità Prossime Venture 23. Kinks – Arthur (Or The Decline And Fall Of The British Empire) (50th Anniv. Ed.). Proseguono Le Ristampe Deluxe Della Band Dei Fratelli Davies.

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The Kinks – Arthur (Or The Decline And Fall Of The British Empire) (50th Anniv. 2Ed.) – 4 CD + 4 7″ + Libro + Memorabilia varia – 2 LP – 2 CD Sanctuary – 25-10-2019

Circa un anno dopo l’uscita del cofanetto relativo a https://discoclub.myblog.it/2018/11/20/recensioni-cofanetti-autunno-inverno-6-una-sontuosa-riedizione-di-un-capolavoro-minore-the-kinks-are-the-village-green-preservation-society-50th-anniversary/ , tornano le ristampe potenziate del catalogo dei Kinks, questa volta tocca a Arthur (per brevità), che uscì in origine il 10 ottobre del 1969 e che, nonostante le ottime critiche non entrò neppure nelle classifiche inglese e negli USA arrivò solo al 105° posto. Già nel 2004 e poi nel 2011 (in questo caso un doppio CD) erano state pubblicate delle edizioni rimasterizzate con l’aggiunta di svariate bonus, ma questa volta si arriva addirittura a 4 CD (anche ci sarà, come vedete all’inizio del Post, pure nel 2019 una versione doppia.

Al di là delle versioni mono e stereo dell’album, entrambe con bonus, nei primi 2 CD, e il 4° CD con demo, prove, brani presi dalla BBC, molti dei quali sono le stesse delle precedenti edizioni, la chicca del cofanetto dovrebbe essere quello che è stato definito The Great Lost Dave Davies Album Plus], ovvero un album solista del fratello minore Dave previsto per il 1968/1969 ma mai pubblicato, brani che sono usciti comunque a rate in varie antologie e ristampe della band inglese e nella quasi totalità nelle versioni 2004-2011. Per l’occasione ci dovrebbe essere l’album integrale in formato stereo e mono, più qualche versione alternativa. Diciamo materiale interessante soprattutto per i maniaci dei Kinks, anche per la presenza di ben quattro 45 giri. La versione doppia è un riassunto dei brani contenuti nel quadruplo. Comunque qui sotto trovate le tracklist dettagliate di entrambe le edizioni.

Versione quadrupla.

CD1: Original Stereo Album, 2019 Remaster]
1. Victoria (Stereo)
2. Yes Sir, No Sir (Stereo)
3. Some Mother’s Son (Stereo)
4. Drivin’ (Stereo)
5. Brainwashed (Stereo)
6. Australia (Stereo)
7. Shangri-La (Stereo)
8. Mr. Churchill Says (Stereo)
9. She’s Bought A Hat Like Princess Marina (Stereo)
10. Young And Innocent Days (Stereo)
11. Nothing To Say (Stereo)
12. Arthur (Stereo)
Bonus Tracks:
13. Plastic Man (Stereo)
14. Victoria (Alternate Stereo Mix)
15. Yes Sir, No Sir (Alternate Stereo Mix)
16. Drivin’ (Alternate Stereo Mix)
17. Brainwashed (Alternate Stereo Mix)
18. Australia (Alternate Stereo Mix)
19. Shangri-La (Alternate Stereo Mix)

[CD2: Original Mono Album, 2019 Remaster]
1. Victoria (Mono)
2. Yes Sir, No Sir (Mono)
3. Some Mother’s Son (Mono)
4. Drivin’ (Mono)
5. Brainwashed (Mono)
6. Australia (Mono)
7. Shangri-La (Mono)
8. Mr. Churchill Says (Mono)
9. She’s Bought A Hat Like Princess Marina (Mono)
10. Young And Innocent Days (Mono)
11. Nothing To Say (Mono)
12. Arthur (Mono)
Bonus Tracks:
13. Plastic Man (Mono)
14. King Kong (Mono)
15. Victoria (Alternate Mono Mix)
16. Australia (Alternate Mono Acetate Mix)
17. Shangri-La (Alternate Mono Mix)
18. She’s Bought A Hat Like Princess Marina (Alternate Mono Mix)
19. Australia (Australian Mono Single Mix/Edit)

[CD3: The Great Lost Dave Davies Album Plus]
1. This Man He Weeps Tonight (Stereo)
2. Mindless Child Of Motherhood (Stereo)
3. Hold My Hand (Stereo)
4. Do You Wish To Be A Man? (Stereo)
5. Are You Ready? (Stereo)
6. Creeping Jean (Stereo)
7. I’m Crying (Stereo)
8. Lincoln County (Stereo)
9. Mr. Shoemaker’s Daughter (Stereo)
10. Mr. Reporter (Stereo)
11. Groovy Movies (Stereo)
12. There Is No Life Without Love (Stereo)
Bonus Tracks:
13. Lincoln County (Mono Single Mix/Edit)
14. There Is No Life Without Love (Mono)
15. Hold My Hand (Mono)
16. Creeping Jean (Mono Single Mix/Edit)
17. Mindless Child Of Motherhood (Mono)
18. This Man He Weeps Tonight (Mono)
19. Mr. Shoemaker’s Daughter (Alternate Stereo Mix)
20. Mr. Reporter (Alternate Stereo Mix)
21. Groovy Movies (Alternate Stereo Mix)
22. Lincoln County (Acoustic Mix)
23. Hold My Hand (Alternate Take)

[CD4: Demos, Rehearsals, BBC & Remixes]
1. Arthur’s Journey (Introduction)
2. Australia (2019 Mix)
3. Home Demos Medley, 1969: Arthur / Victoria / Some Mother’s Son / Drivin’ / Brainwashed / Mr. Churchill Says (TV Premix)
4. Shangri-La (2019 Mix)
5. My Big Sister (Theatrical Version)
6. Stevenage (Theatrical Version)
7. Space (Theatrical Version) (Full Version)
8. The Future (Doo-Wop Version)
9. Arthur (Doo-Wop Version)
10. The Virgin Soldiers March
11. Soldiers Coming Home (Instrumental)
12. King Kong (BBC Mix)
13. Victoria (Ray Davies & Band With The DR Symphony & Vocal Ensemble) (Stereo)
14. Arthur (BBC Mix)

Versione Doppia.

[CD1]
1. Victoria (Stereo) [2019 – Remaster]
2. Yes Sir, No Sir (Stereo) [2019 – Remaster]
3. Some Mother’s Son (Stereo) [2019 – Remaster]
4. Drivin’ (Stereo) [2019 – Remaster]
5. Brainwashed (Stereo) [2019 – Remaster]
6. Australia (Stereo) [2019 – Remaster]
7. Shangri-La (Stereo) [2019 – Remaster]
8. Mr. Churchill Says (Stereo) [2019 – Remaster]
9. She’s Bought A Hat Like Princess Marina (Stereo) [2019 – Remaster]
10. Young And Innocent Days (Stereo) [2019 – Remaster]
11. Nothing To Say (Stereo) [2019 – Remaster]
12. Arthur (Stereo) [2019 – Remaster]
13. Plastic Man (Stereo) [2019 – Remaster]
14. King Kong (Mono) [2019 – Remaster]
15. Drivin’ (Mono) [2019 – Remaster]
16. Mindless Child Of Motherhood (Mono) [2019 – Remaster]
17. Shangri-La (Mono) [2019 – Remaster]
18. This Man He Weeps Tonight (Mono) [2019 – Remaster]
19. Australia (Australian Mono Single Mix) (Edit) [2019 – Remaster]

[CD2]
1. This Man He Weeps Tonight (Stereo) [2019 – Remaster]
2. Mindless Child Of Motherhood (Stereo) [2019 – Remaster]
3. Hold My Hand (Stereo) [2019 – Remaster]
4. Do You Wish To Be A Man (Stereo) [2019 – Remaster]
5. Are You Ready (Stereo) [2019 – Remaster]
6. Creeping Jean (Stereo) [2019 – Remaster]
7. I’m Crying (Stereo) [2019 – Remaster]
8. Lincoln County (Stereo) [2019 – Remaster]
9. Mr. Shoemaker’s Daughter (Stereo) [2019 – Remaster]
10. Mr. Reporter (Stereo) [2019 – Remaster]
11. Groovy Movies (Stereo) [2019 – Remaster]
12. There Is No Life Without Love (Stereo) [2019 – Remaster]
13. Lincoln County (Mono Single Mix) (Edit) (Stereo) [2019 – Remaster]
14. There Is No Life Without Love (Mono) [2019 – Remaster]
15. Hold My Hand (Mono) [2019 – Remaster]
16. Creeping Jean (Mono Single Mix) [2019 – Remaster]

Considerando che il cofanetto, al solito molto indicativamente dovrebbe costare intorno ai 70 euro e quella doppia invece meno di 20, fate i vostri conti. Esce il 25 ottobre.

Bruno Conti

Recensioni Cofanetti Autunno-Inverno 6. Una Sontuosa Riedizione Di Un Capolavoro “Minore”. The Kinks – Are The Village Green Preservation Society 50th Anniversary

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The Kinks – Are The Village Green Preservation Society 50th Anniversary – Sanctuary/BMG Deluxe 2CD – Super Deluxe 5CD/3LP/3x45rpm

In un anno in cui sono uscite tutte insieme le ristampe in formato Super Deluxe di album leggendari come The Beatles (meglio conosciuto come White Album), Blood On The Tracks, Electric Ladyland ed Imagine, l’edizione per il cinquantesimo anniversario di Are The Village Green Preservation Society, il primo di diversi concept albums dei Kinks e considerato tra i loro capolavori, rischia quasi di passare inosservato. Sarebbe un peccato, in quanto stiamo parlando di uno dei migliori dischi di pop-rock dell’epoca, un lavoro che vedeva il genio di Ray Davies al massimo della sua espressione, con una serie di bozzetti che erano una vera e propria dichiarazione di nostalgia verso un certo modo di vivere tipicamente inglese, molto legato alle tradizioni ed a certe abitudini, un senso di appartenenza che secondo il nostro in quel periodo (1968) si stava irrimediabilmente perdendo: il tutto affrontato con la consueta finezza ed ironia, e soprattutto con una serie di canzoni formidabili, tra le migliori di sempre del quartetto londinese (completato in quel periodo dal fratello di Ray, Dave Davies, alle chitarre, da Pete Quaife al basso e Mick Avory alla batteria, anche se gran parte del merito della riuscita sonora del disco originale andava anche alle inimitabili tastiere di Nicky Hopkins, il più grande pianista rock di ogni epoca).

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Per ricordare quell’album fondamentale, oggi la Sanctuary pubblica questo enorme (e costoso) cofanetto, il cui contenuto farà leccare i baffi a più di un fan del gruppo. Il disco originale (che all’inizio degli anni settanta ebbe anche due seguiti, Preservation Act 1 e 2, meno indispensabili) è stato ampliato a ben cinque CD, con l’aggiunta di versioni alternate, mix diversi, outtakes, brani dal vivo e parecchie sorprese non necessariamente risalenti al periodo in questione (non tutto è inedito, ma buona parte sì), ed in più è stato inserito il vinile originale ma in versione doppia, con il primo disco in stereo e l’altro in mono, più un terzo LP separato che riproduce l’album uscito all’epoca in Svezia (ed in altri paesi europei, come Francia, Norvegia ed anche Italia), con una tracklist differente: il tutto corredato da un bel libro pieno di foto e parti scritte (tra le quali una testimonianza nuova di zecca di Pete Townshend, che considera questo album tra i suoi tre preferiti di sempre in assoluto), oltre a diverse cartoline, spartiti e memorabilia varia (ma, e questa è una pecca, manca completamente la lista delle canzoni con i dettagli delle registrazioni, i titoli sono stampati solo sui cinque dischetti). Un’operazione monumentale quindi, non per tutte le tasche: infatti è stata approntata anche una versione più “povera”, un doppio CD che però offre meno dell’edizione tripla pubblicata nel 2004.

Ma veniamo alla disamina di questa ristampa nel dettaglio, sperando (più che altro per le nostre e vostre finanze), che non sia l’avvio di una serie di cofanetti dello stesso tipo, dato che nei prossimi anni compiranno cinquanta anni altri album fondamentali dei Kinks (due su tutti: Arthur e Muswell Hillbillies). CD1: ovviamente si parte con l’album originale (che, va ricordato, all’epoca ebbe incredibilmente un successo davvero scarso), rimasterizzato in maniera magnifica. Riascoltiamo dunque con enorme piacere grandissime canzoni come la title track, Picture Book, Animal Farm, Village Green e People Take Pictures Of Each Other (quest’ultima davvero attualissima nell’era dei social media), fulgidi esempi di perfezione pop-rock, che dimostrano la formidabile facilità di scrittura che Ray aveva in quel periodo. Ma anche le altre non è che siano di molto inferiori, dalla deliziosa Do You Remember Walter?, all’energica Johnny Thunder, alla vibrante Last Of The Steam-Powered Trains, in odore di rock-blues, passando per la squisita Sitting By The Riverside, in puro stile old-time, la saltellante Starstruck, la filastrocca pop di All Of My Friends Were There, fino alla quasi bossa nova di Monica. Come bonus abbiamo diversi altri brani dell’epoca, tra cui vari singoli: da segnalare almeno la strepitosa Days, una delle più belle pop songs di sempre (e non solo dei Kinks), il trascinante rock’n’roll di She’s Got Everything, la leggera Mr. Songbird, quasi beatlesiana, la divertente e solare Polly e la semplicemente bellissima Misty Water. 

CD2: dischetto meno interessante, non brutto (per carità), ma che ripete in gran parte le canzoni del primo CD in versione mono. Le uniche differenti sono la quasi cabarettistica Till Death Do Us Part, una delizia per le orecchie, una Village Green con traccia vocale alternata, lo scintillante pop Lavender Hill, gradevole è dir poco, e la vivace Pictures In The Sand. CD3: intitolato Village Green Sessions, questo dischetto è l’unico per il quale usare la parola “deludente” non è fuori luogo, in quanto non ci sono vere e proprie outtakes, ma in maggior parte mix differenti delle stesse versioni già conosciute. Quindi una ripetizione quasi superflua, buona solo per le orecchie dei maniaci audiofili: le uniche vere versioni alternate sono la take 17 di Animal Farm, praticamente identica a quella nota, e l’acetato originale di Village Green. Ci sono anche sette backing tracks senza le parti vocali, che però prese così non dicono molto. CD4: Village Green At The BBC. Dischetto che propone diverse tracce registrate in vari programmi trasmessi dalla storica emittente britannica (alcuni, ma non molti, erano già usciti sul box sestuplo del 2012 Kinks At The BBC) tra il 1968 e 1969. Non solo brani dell’album in questione comunque, dato che troviamo anche classici come Waterloo Sunset, Sunny Afternoon ed un medley che unisce Dedicated Follower Of Fashion con A Well Respected Man e Death Of A Clown. Poi ci sono splendide versioni di Days, The Village Green Preservation Society, Animal Farm e Picture Book, e non mancano chicche come la roccata Love Me Till The Sun Shines, cantata da Dave, l’intensa Two Sisters, con gran lavoro di clavicembalo, e la sarcastica When I Turn Off The Living Room Light.

CD5: l’ultimo dischetto è forse il più interessante, e comincia con un medley di demo acustici di vari pezzi dell’album, per proseguire con altre backing tracks ed una versione sempre acustica di Days, ovviamente splendida. Ma le sorprese iniziano dalla traccia numero dieci: Time Song è un inedito assoluto, una delicata slow ballad pianistica e dall’atmosfera bucolica, incisa nel 1973 e che avrebbe dovuto finire su Preservation Act 1. Sempre dagli anni settanta provengono tre riletture di pezzi dell’album originale (la title track, un medley tra Picture Book e People Taking Pictures Of Each Other, oltre ad una overture strumentale inedita), potenziate da cori e da una sezione fiati, ed incise ma non utilizzate per i due Preservation Act. Infine, e qui il contenuto vale gran parte del prezzo richiesto, abbiamo otto pezzi dal vivo nel 2010 a Copenhagen solo con Ray, la sua band ed il Danish Radio Symphony & Vocal Ensemble: una meraviglia, con versioni maestose ed emozionanti di Days, Do You Remember Walter?, Picture Book e The Village Green Preservation Society, il tutto concluso dalla rara ed intensa The Way Love Used To Be, tratta dalla colonna sonora di Percy.

I Kinks sono stati una delle più grandi band di sempre, di sicuro una delle più sottovalutate, e questo monumentale cofanetto lo conferma a gran voce: imperdibile, sempre che vi avanzino quei 110/130 euro euro, a seconda dei paesi.

Marco Verdi