Il Ritorno Dei Vecchi Sudisti 1! Blackfoot – Southern Native

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Blackfoot – Southern Native – Loud And Proud Records

Come detto recentemente, parlando del Live Broadcast relativo ai concerti del 1980 e 1983 http://discoclub.myblog.it/2016/07/17/vecchi-concerti-sudisti-blackfoot-the-classic-broadcasts-chicago-1980-hollywood-1983/ , i Blackfoot nascono intorno alla metà degli anni ’70, quando Rickey Medlocke, uno dei primi membri dei Lynyrd Skynyrd, in quel di Jacksonville, Florida, decide di fondare una propria band, portatrice di un rock più duro e meno influenzato dalla country music del gruppo originale, ma sempre tipicamente sudista. Nel corso degli anni il sound si è poi via via spostato verso un hard rock più di maniera, ma nel periodo aureo dei 70’s il gruppo era uno dei migliori nell’area southern. L’ultimo disco di studio della band, After The Reign, risale al 1994, poi Medlocke è rientrato in pianta stabile nei Lynyrd Skynyrd, ma il brand, attraverso tour, concerti e vari album live è rimasto comunque attivo, pur senza la presenza del suo leader e con altri componenti della band originale a proseguire il lavoro, fino a che, nel 2012,  si riparte con una line-up completamente rinnovata con Rickey Medlocke che ritorna come produttore, factotum, voce e chitarra aggiunta, affiancato dai nuovi Tim Rossi e Rick Krasowski, entrambi alle chitarre e voci, con Brian Carpenter, basso e Matt Anastasi, batteria, a completare la formazione. Negli ultimi due anni lo stesso Medlocke ha scritto nove delle dieci tracce che compongono questo nuovo Southern Native (titolo che è un chiaro omaggio alle radici indiane pellerossa del leader), mentre l’unico brano non originale è una potente cover di Ohio, il classico di Crosby, Stills, Nash & Young, molto chitarristica (e ci mancherebbe, il brano del vecchio Neil si presta al trattamento), ma anche a livello vocale i nuovi Blackfoot sembrano avere ritrovato tracce dell’antico splendore, come dimostra questo brano, con tanto di citazione a Southern Man aggiunta al testo.

Per il resto il southern rock del gruppo è sempre duretto anziché no, ma gli eccessi hard sembrano più contenuti rispetto al periodo anni ’80: I Need My Ride è tiratissima, con riff sparati a destra e manca, Rossi e Krasowski cantano bene, la ritmica non molla il colpo e sembra di sentire gli ZZ Top moltiplicati per tre ma anche proprio i “vecchi” Blackfoot https://www.youtube.com/watch?v=mNyDz_7ez7Q . Anche la title track Southern Native non prende prigionieri, pur se il vecchio difetto di “esagerare” con suoni metallurgici a tratti riaffiora; Everyman prende la forma di una ballata più riflessiva su cui si innesta il sempre ottimo lavoro delle chitarre che rilasciano buoni soli, mentre in Call Of The Hero si cercano di mediare le due anime, quella “hair metal” e quella sudista, a tratti riuscendoci. Cosa che vieppiù  riesce in Take Me Home, dove la slide di Rickey Medlocke si innesta sulle twin guitars degli altri due solisti e si evita in parte il rischio dell’hard americano più becero anni ’70, al limite ricordando certe buone cose degli Aerosmith.

Whiskey Train si rifà ancora al suono di altre band sudiste energiche come 38 Special, Molly Hatchet, Point Blank e, di nuovo, gli stessi Blackfoot. Insomma in definitiva il suono di “questi” Blackfoot è molto vicino a quello dell’attuale band di Medlocke, ovvero gli ultimi Lynyrd Snynyrd, con cui condividono la stessa etichetta e il suono hard&heavy, vedi Satisfied Man, dove muri di twin lead guitars, wah-wah a manetta e ritmica rocciosa lasciano intravedere il vecchio sound. Love This Town abbatterebbe un treno lanciato a piena velocità a colpi di slide, lasciando allo strumentale elettroacustico Diablo Love Guitar il compito di illustrare il lato più riflessivo della band che c’è, e volendo non è male. Solite luci e ombre di queste reunion a tutti i costi, ma tutto sommato un onesto lavoro, per quanto forse inutile, se non per gli appassionati del genere che comunque ci sono e ascolteranno con piacere.

Bruno Conti

Gli Ultimi “Grandi” Del Southern Rock Ristampati! Blackfoot – Strikes, Tomcattin’, Marauder, Highway Song Live

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Il 6 agosto la piccola etichetta inglese Rock Candy ristamperà, rimasterizzati 24 Bit con librettino di 12 pagine, ma senza bonus, gli album dal n° 3 al n° 6 dei Blackfoot di Rickey Medlocke, quelli usciti in origine per la Atco tra il 1979 e il 1982, gli ultimi fuochi del miglior southern rock americano (quello delle “origini” per intenderci, buoni gruppi sudisti sono in circolazione ancora) per la band di colui che era stato uno dei membri fondatori dei Lynyrd Skynyrd (come batterista appare, insieme al bassista Greg T. Walker, nel disco Skynyrd’s First…and Last, pubblicato postumo dalla MCA nel 1978, ma registrato tra il 1971 e il 1972 e poi edito di nuovo nel 1998 come Skynyrd’s First The Complete Muscle Shoals con 17 brani e, stranamente tuttora in produzione). E, altrettanto stranamente, Medlocke è rientrato nella formazione degli Skynyrds di cui è, ancora oggi, una delle chitarre soliste con l’altro membro fondatore Gary Rossington.

Ma qui parliamo dei Blackfoot e in questi quattro dischi, insieme a Medlocke e Walker, appaiono il secondo chitarrista Charlie Hagrett e il batterista Jackson Spires. Come curiosità, nella formazione, tra il 1982 e il 1984 anche Ken Hensley, il vecchio organista degli Uriah Heep.

Ma torniamo ai quattro album, si tratta di:

Strikes 1979, con i seguenti brani Road Fever; I Got A Line On You; Left Turn On A Red Light; Pay My Dues; Baby Blue; Wishing Well; Run And Hide; Train, Train (Prelude); Train, Train; Highway Song

Tomcattin’ 1980 Warped; On The Run; Dream On; Street Fighter; Gimme, Gimme, Gimme; Every Man Should Know (Queenie); In The Night; Reckless Abandoner; Spendin Cabbage; Fox Chase

Marauder 1981 Good Morning; Payin For It; Diary Of A Working Man; Too Hard To Handle; Fly Away; Dry County; Fire Of The Dragon; Rattlesnake Rock n Roller; Searchin

Highway Song Live 1982 Gimme, Gimme, Gimme; Every Man Should Know (Queenie); Good Morning; Dry County; Rollin & Tumblin ; Fly Away; Road Fever; Trouble In Mind; Train Train; Highway Song; Howay The Lads

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Per essere onesti erano già usciti in CD, nell’era pre-remasterizzaione, tra gli anni ’80 e ’90 e il live nel 2002 per la Wounded Bird e, in tempi recenti, a febbraio, la Rhino UK ha pubblicato un Box da 5 CD nella loro Original Album Series, senza il live ma con Siogo e Vertical Smiles aggiunti, anche se le nuove versioni della Rock Candy dovrebbero essere le prime ad utilizzare una masterizzazione recente e “definitiva”, come si usa dire.

Per la legge del taglione c’è in giro una nuova versione dei Blackfoot, senza nessuno dei membri originali, ma scelti personalmente da Medlocke che li produce anche, mentre gli altri si esibiscono come Fired Guns. Strane cose!

Fate vobis, il sottoscritto vi informa poi sta a voi scegliere: se guardate anche il prezzo, i nuovi sono a prezzo pieno mentre il mini box set a prezzo speciale.

Bruno Conti