Dopo Lunghi Rinvii E Parecchie Traversie, A Fine Mese Esce Il Cofanetto Di Back To Earth Di Cat Stevens

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Cat Stevens – Back To Earth – Bmg Rights Management Superdeluxe Edition 5 CD/2LP/Blu-ray/Libro rilegato 50 pagine E Memorabilia Varia- 31-07-2020

Doveva uscire nel 2018 in una edizione finanziata con il crowfunding e gestita da Pledge Music: poi la piattaforma ha avuto vari problemi finanziari e alla fine ne è stato annunciato il fallimento, con grande scorno di tutti coloro che avevano pagato anticipatamente per avere il Box. Dopo qualche mese di incertezza è intervenuto direttamente il sito di Yusuf/Cat Stevens che ha annunciato, in accordo con la casa discografica, che il progetto sarebbe statp portato a termine e chi aveva ordinato il cofanetto avrebbe ricevuto la Superdeluxe Edition. A questo punto si era arrivati alla fine del 2019 e tutti coloro che avevano aderito hanno ricevuto una mail in cui veniva annunciato che al più presto possibile sarebbero stati evasi tutti gli ordini in sospeso. E a dimostrazione della buona volontà il 25 ottobre dello scorso anno è stata pubblicata la ristampa rimasterizzata di Back To Earth in versione singolo CD o LP.

Poi, mentre veniva annunciata per il 10 aprile l’uscita del cofanetto, è scoppiata la pandemia e l’uscita del box era stata rinviata a data da destinarsi, verso la fine del 2020: però, a sorpresa, in quel periodo è stata spedita a tutti coloro che avevano effettuato il crowfunding l’edizione speciale per i sottoscrittori, che in più rispetto a quella che verrà rilasciata sul mercato aveva un T-Shirt speciale, un 45 giri e un certìficato di garanzia. Infine la pubblicazione è stata fissata per la fine di Luglio e quindi a breve dovrebbe essere in vendita. Il contenuto lo vedete nell’immagine ad inizio Post, comunque si tratta dell’album originale rimasterizzato in CD dai nastri analogici agli Abbey Road Studios, e posso confermare, essendo uno dei possessori, della qualità superba del suono (anche il disco non è male, l’ultimo di Cat Stevens ad uscire prima del ritiro dalle scene nel 1978, il dodicesimo della discografia, del cambio del nome in Yusuf Islam per la sua conversione.

Seguito da un lungo stop durato 29 anni, interrotto di tanto in tanto da dichiarazioni non proprie felici, tipo l’adesione almeno parziale alla Fatwa contro la scrittore Salman Rushdie, l’appoggio del regime iraniano, i problemi, dopo le Torri Gemelle, ad avere il visto per recarsi negli Stati Uniti nel 2004. Però ha fondato anche diverse associazioni benefiche per la raccolta di fondi contro le carestie, ha donato i proventi di alcune uscite disografiche avvenute nel frattempo. Poi è rientrato sulle scene e lentamente si è riappropriato anche del suo vecchio repertorio, del nome d’arte,e poi dei vecchi fans, tanto che il 18 settembre 2020 come Yusuf/Cat Stevens è annunnciata l’uscita, per la sua vecchia etichetta, di Tea For The Tillerman 2, dove ha reinciso ex novo tutte le canzoni dell’album originale in nuove versioni: ma ne parleremo quando sarà il momento.

Torniamo ai contenuti del box di Back To The Earth: il CD 2 Return To Earth è l’originale stereo master del 2001, i CD 3 4 e 5 contengono materiale raro ed inedito, dal vivo e in studio, di cui trovate il dettaglio a seguire, il Blu-Ray contiene Year Of The Child Concert at Wembley Arena 1979, che è il concerto presente anche in versione audio nel CD 5, oltre alla versione lossless dell’album, mentre i due vinili riportano l’album originale e sempre il concerto per l’Unicef a Wembley del 1979, con Richard Thompson tra gli ospiti.

Ecco la tracklist completa con tutti i contenuti

[CD1: Remastered – Original album remastered from analogue tapes]
1. Just Another Night
2. Daytime
3. Bad Brakes
4. Randy
5. The Artist
6. Last Love Song
7. Nascimento
8. Father
9. New York Times
10. Never

[CD2: Return to Earth – The original stereo mix]
1. Just Another Night
2. Daytime
3. Bad Brakes
4. Randy
5. The Artist
6. Last Love Song
7. Nascimento
8. Father
9. New York Times
10. Never

[CD3: Unearthed – Live tracks, rare demos and two beautiful, completely unheard recordings]
1. Butterfly (previously unreleased)
2. Toy Heart (previously unreleased)
3. New York Times (new mix) previously unreleased
4. Just Another Night (demo) previously unreleased
5. Last Love Song (Session Mix) previously unreleased
6. Daytime (Live 2017 Adelaide)
7. Bad Brakes (Live 2011 Albert Hall)
8. Last Love Song (Live 2014 Toronto)
9. Nascimento (Solto) previously unreleased
10. Just Another Night (Live 2016 Nashville)
11. Bad Brakes (instrumental) previously unreleased

[CD4: Alpha Omega (A Musical Revelation) – Completion of the circle. Cat helps his brother David realise his own musical ambition by producing the 1978 album Alpha Omega, featuring the much loved ‘Child For A Day’]
1. Universe
2. I Who Am I
3. Paradise
4. Inventions
5. I See That Face
6. Child For A Day
7. Sing, Love Is Everywhere
8. Alpha Omega
9. Music Is The 7th Wonder
10. Dreamer
11. World
12. Listen To Me
13. I Believe

[CD5: UNICEF Year Of The Child Concert at Wembley Arena 1979 – The last love song. Cat performs under this name, what will be his final farewell at UNICEF’s 1979 Year Of The Child charity concert at London’s Wembley Arena.]
1. The Wind with intro from Paul Gambaccini
2. On The Road To Find Out
3. Just Another Night
4. Daytime/Where Do The Children Play?
5. Father & Son
6. Morning Has Broken (with Belmont Junior School Choir)
7. Peace Train
8. Child For A Day (with Richard Thompson and David Essex)

[BLU-RAY]
The Year Of The Child – Historical concert footage + original album lossless audio

[LP1: Remastered – Original album remastered for vinyl from analogue tapes]
1. Just Another Night
2. Daytime
3. Bad Brakes
4. Randy
5. The Artist
6. Last Love Song
7. Nascimento
8. Father
9. New York Times
10. Never

[LP2: Year Of The Child Concert at Wembley Arena 1979]
1. The Wind with intro from Paul Gambaccini
2. On The Road To Find Out
3. Just Another Night
4. Daytime/Where Do The Children Play?
5. Father & Son
6. Morning Has Broken (with Belmont Junior School Choir)
7. Peace Train
8. Child For A Day (with Richard Thompson and David Essex)

La recensione completa dopo l’uscita del manufatto.

Bruno Conti

Gli Piace Vincere Facile! Cat Stevens – The Laughing Apple

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Cat Stevens/Yusuf – The Laughing Apple – Cat-O-Log/Decca/Universal CD

So a cosa state pensando: che questo disco in realtà è accreditato a Yusuf, cioè lo pseudonimo che il cantautore inglese nato Steven Demetre Georgiou si scelse nel 1978 quando si convertì alla religione musulmana (il “cognome” Islam non viene mai menzionato per chiare ragioni di marketing), ma sfido chiunque a trovare anche un solo fan del nostro che non si riferisca a lui con il nome con il quale è diventato celebre, cioè Cat Stevens. Da quando il “Gatto” ha riposto il Corano e ripreso in mano la chitarra ha pubblicato tre album, nessuno dei quali va detto è all’altezza dei suoi capolavori degli anni settanta (ma forse meglio di Izitso sì), cioè il buon An Other Cup del 2006 ed i discreti Roadsinger (2009) e Tell’Em I’m Gone (2014); quest’anno cadono i cinquant’anni dal suo debutto (nel 1967 uscirono i suoi primi due lavori, Matthew & Son e New Masters), e Cat decide di celebrarli con The Laughing Apple. Il disco è infatti un omaggio sia ai suoi esordi, dai quali vengono riprese quattro canzoni (Blackness Of The Night, The Laughing Apple, Northern Wind e I’m So Sleepy, tutte tratte da New Masters), sia al suo periodo più classico, richiamato fin dalla copertina (che ricorda volutamente quelle dei celebri Tea For The Tillerman e Teaser And The Firecat), ma anche dagli arrangiamenti semplici e folk, in contrasto con il suono dei suoi primi due album che erano di genere pop con orchestrazioni un po’ ridondanti, anche se contenevano classici assoluti come Matthew And Son, Here Comes My Baby e The First Cut Is The Deepest.

E per completare il richiamo al passato, Cat ha richiamato il produttore dei suoi dischi migliori, cioè Paul Samwell-Smith (già membro fondatore degli Yardbirds) ed anche il suo chitarrista preferito, Alun Davies (completano il ristretto gruppo di musicisti l’ex bassista dei Fairport Convention, Maartin Allcock, ed il batterista ghanese Kwame Yeboah). The Laughing Apple è quindi un disco volutamente nostalgico, autocitazionista, al limite del ruffiano (da qui il titolo del post), ma anche il miglior album di Cat/Yusuf da quando ha ripreso a fare musica, ispirato e suonato con forza: se non fosse per la voce leggermente invecchiata (ma non più di tanto), sembrerebbe quasi di avere tra le mani un disco inedito dell’epoca, risalente magari al periodo tra Catch Bull At Four e Foreigner: Il CD si apre con la nuova versione di Blackness Of The Night, la più nota tra le quattro canzoni riprese: sempre splendida, più lenta e con un arrangiamento leggero e sobrio, che mette in primo piano la melodia, accompagnata solo dalla chitarra, la sezione ritmica ed una spolverata di organo. Forse meglio dell’originale. See What Love Did To Me è vivace e solare, la chitarra è suonata con molta forza ed a metà canzone spunta un intermezzo orientaleggiante; la title track ha un’atmosfera quasi rinascimentale, un motivo decisamente evocativo ed anche qui un’interessante fusione con la musica araba, mentre la delicata Olive Hill è una filastrocca dal sapore folk, chiudete gli occhi e vi sembrerà di tornare indietro di più di quarant’anni (anche se il brano è nuovo).

Forse nei seventies Stevens non avrebbe intitolato una canzone Grandsons, ma l’unica cosa che la distingue da quel periodo sono giusto il titolo ed il testo, dato che il resto mantiene lo stesso sapore, con in più un leggero quanto suggestivo intervento orchestrale. Mighty Peace è un brano scritto all’epoca della colonna sonora di Harold & Maude ma mai inciso, ed è la quintessenza del classico suono del nostro, un piano, due chitarre, un basso e la voce profonda del Gatto; con Mary And The Little Lamb Stevens prende spunto dalla nota canzone popolare per scrivere un bellissimo pezzo nel quale per l’occasione Davies imbraccia una chitarra elettrica dal suono jingle-jangle e l’orchestra commenta ancora con estrema finezza: una delle più riuscite del lavoro. La saltellante e parzialmente elettrica You Can Do (Whatever), ancora molto gradevole, precede Northern Wind, più cupa delle altre, anche se di una cupezza all’acqua di rose. Il CD termina con le tenui Don’t Blame Them e I’m So Sleepy, la prima nuova e l’altra antica, ma legate insieme dal suono classico e folkeggiante. Ho qualche dubbio che Cat Stevens abbia ancora nelle sue corde un grande disco sui livelli della prima metà degli anni settanta, ma è indubbio che The Laughing Apple è finora il miglior lavoro della sua “seconda” carriera di cantautore.

Marco Verdi