Rock And Roll Hall Of Fame In Concert. Le Ultime Annate, Grande Musica E Incontri Inconsueti: Il Resoconto

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Rock & Roll Hall The Fame In Concert – Time Life 4 DVD o 2 Blu-ray Zona 1

All’incirca una decina di anni, tra il 2009 e il 2010, in occasione del 25° Anniversario della nascita della Rock And Roll Hall Of Fame, c’è stato un soprassalto di attività con la pubblicazione di un paio di cofanetti in DVD: uno quadruplo con il concerto tenuto al Madison Square Garden nell’ottobre 2009 appunto per il venticinquennale, quasi 6 ora di musica con concerto e discorsi completi, mentre nel 2010 è uscito un box da 9 DVD con il meglio dei 24 anni precedenti, circa 11 ore di filmati live, più 9 ore di materiale bonus extra. Poi è calato il silenzio: intendiamoci, la manifestazione si è comunque tenuta regolarmente ogni anno, o a Cleveland, dove c’è la sede della fondazione e il museo o al Barclays Center di Brooklyn, NY, solo che poi non è stato più pubblicato nulla. Ed ecco che ora appare questo Rock & Roll Hall The Fame In Concert, un cofanetto di 4 DVD o 2 Blu-ray, che contiene le quattro annate che vanno dal 2014 al 2017 (dal 2010 al 2013 nulla è dato sapere), più di undici ore di contenuti tra discorsi vari e 53 esibizioni dal vivo. In teoria è solo per il mercato americano ma visto che è molto bello, qualità audio/video strepitosa e alcune esibizioni memorabili, vediamo cosa contiene.

DVD 1 2014, siamo al Barclays Center di New York e il programma si apre con una potente Digging In The Dirt di Peter Gabriel (formazione della madonna con David Rhodes, Manu Katchè, Tony Levin e David Sancious) che viene indotto nella Hall Of Fame da Chris Martin dei Coldplay, che sale sul palco con Gabriel per una versione doppio pianoforte della bellissima Washing Ot The Water, tratta da Us, ma poi arriva tutta la band nel finale, mentre per una lunghissima In Your Eyes Peter invita sul palco Youssou N’Dour per duettare con lui, come nella versione originale che era su So. Secondo artista della serata Yusuf, che nel frattempo è tornato Cat Stevens: lo presenta Art Garfunkel, che poi lascia spazia all’artista inglese, accompagnato da Paul Shaffer e dalla Hall Of Fame Orchestra, che esegue alla grande un trittico spettacolare, Father And Son, Wild World e Peace Train, alla chitarra c’è uno che ha tutta l’aria di essere Waddy Wachtel. Linda Ronstadt è la terza artista ad essere “indotta”, ma non è presente a causa del Morbo di Parkinson che non lo permette di esibirsi dal 2011: la presentazione è del suo amico Glenn Frey, poi ascoltiamo Different Drum cantata (bene) da Carrie Underwood, una splendida Blue Bayou, con Emmylou Harris, Bonnie Raitt e ancora Carrie Underwood, le tre rimangono e vengono raggiunte da Sheryl Crow e Glenn Frey per una ottima You’re No Good, e ancora da Stevie Nicks che è la voce solista per It’s So Easy e tutti insieme per una commovente e celebrativa When Will I Be Loved. Sarebbe difficile fare meglio se a seguire non fosse il turno della E Street Band, che come “presentatore” ha Bruce Springsteen, “solo” una ventina di minuti di discorso suo e un’altra ventina degli altri della band, che poi scatena le danze per una portentosa The E Street Shuffle con Vini Lopez tornato alla batteria, solo nove minuti ma molto intensi. A seguire arriva Michael Stipe per presentare i Nirvana e Courtney Love viene fischiata dal pubblico: Dave Grohl e Krist Novoselic eseguono Smells Like Teen Spirit, Aneurysm, Lithium e All Apologies aiutati da Joan Jett, Pat Smear, Kim Gordon, Annie Clark e Lorde. E nel 2014, non presenti nel film, c’erano pure i Kiss e Hall & Oates. Comunque questo è il miglior DVD del lotto.

DVD 2 2015, siamo alla Public Hall di Cleveland.  Annata meno eccitante, con nell’ordine Joan Jett, ospiti Dave Grohl, Miley Cyrus e Tommy James, per una piacevole Crimson And Clover. Della Butterfield Blues Band non c’è quasi nessuno, li presenta Peter Wolf, ma la versione di Born In Chicago con Zac Brown alla voce, Tom Morello alla chitarra e Jason Ricci all’armonica non è per nulla male. E lo è anche la sezione in cui Stevie Wonder presenta una rarissima apparizione pubblica di Bill Withers, “ritirato” dal 1985: i due eseguono insieme Ain’t No Sunshine e poi sul palco per Lean On Me arriva John Legend, che non amo in modo particolare, ma a questi eventi fa sempre la sua porca figura. Green Day presentati da Fall Out Boy fanno tre brani.  Mentre Steve Ray Vaughan And Double Trouble indotti da John Mayer hanno diritto solo a un brano, ma la versione di Texas Flood, con il fratello Jimmie Vaughan, Gary Clark Jr., Doyle Bramhall e lo stesso Mayer è una vera perla. Pure di Lou Reed,  presentato da Patti Smith e il cui premio viene accettato da Laurie Anderson, viene presentata solo una canzone, una bella versione di Satellite Of Love, cantata da Beck. Poi, presentato da Sir Paul McCartney arriva sul palco l’ineffabile Ringo Starr, più rauco vocalmente del solito, ma con un piccolo aiuto dei suoi amici ce la fa: in Boys i Green Days se la cavano, son tre accordi, in It Don’t Come Easy c’è il cognato Joe Walsh alla chitarra, e nella conclusiva I Wanna Be Your Man sono in 700 sul palco, in pratica quasi tutti gli ospiti della serata , per una versione corale, gagliarda e chitarristica.

DVD 3 2016, di nuovo a New York City. Aprono I Deep Purple, senza Blackmore ma con la premiazione contemporanea di Ian Gillan, David Coverdale e Glenn Hughes, tre cantanti presenti per l’occasione, ma canta solo Gillan, Steve Morse alla chitarra, presentazione di Lars Ulrich dei Metallica,  e per gradire Highway Star e Smoke On The Water, due classici dell’hard-rock, quello buono. Di Bert Berns, un grande personaggio degli anni ’60,  solo un Lifetime Achievement presentato da Steve Van Zandt che legge una lista di canzoni veramente impressionante, ma niente musica e neppure, per fortuna, per i rappers N.W.A.. I Chicago sono presentati da Rob Thomas dei Matchbox Twenty, e poi eseguono tre dei loro classici in modo elegante, anche se manca in parte la verve rock-jazz degli inizi, Saturday In the Park e Does Anybody Really Know What Time Is It? sono delle belle canzoni e l’impianto vocale e strumentale è sempre buono, ma il gruppo si riabilita con una brillante e rockeggiante 25 Or 6 To 4, uno dei riff più famosi del rock di sempre. Non malvagi neppure i Cheap Trick presentati da Kid Rock (?!?), dal vivo sono sempre potenti e il loro rock and roll non manca di divertire, come ai tempi di At Budokan. Gran finale con tutti insieme appassionatamente ad intonare Ain’t That A Shame insieme ai Cheap Trick. Ma Steve Miller che fine ha fatto?

DVD 4 2017. Altra buona annata: si parte con gli ELO, Electric Light Orchestra, la loro versione con archi aggiunti di Roll Over Beethoven è anche un sentito omaggio a Chuck Berry, grazie ad un Jeff Lynne ispirato che poi rispolvera altri due classici come Evil Woman e la beatlesiana Mr. Blue Sky. Il discorso finale è di Dhani Harrison e ad accettare il premio c’è anche Roy Wood. Jackson Browne induce nella RRHOF Joan Baez, che esegue da sola Swing Low Sweet Chariot e poi chiama sul palco Mary Chapin Carpenter e le invecchiate (mi sembra più della Baez) Indigo Girls per le deliziose e delicate Deportee (Plane Wreck At Los Gatos) e The Night They Drove Old Night Dixie Down. Gli Yes, in formazione originale (quasi, manca Chris Squire) ricevono il premio da Geddy Lee (che rimane sul palco con il gruppo) e Alex Lifeson dei Rush: Roundabout è una ottima scelta (e Rick Wakeman è in gran forma, come pure Steve Howe),mentre Owner Of A Lonely Heart, per quanto piacevole, meno riuscita. Snoop Dogg induce Tupac Shakur, senza musica, anche perché non c’è, questa è cattiva lo so. I Journey sono stati una delle band migliori anni ’70-’80, nati da una costola dei Santana, poi con l’innesto di Steve Perry sono diventati più rock FM, ma l’attuale cantante filippino non si può vedere e sentire, anche se gli altri suonano. Per fortuna che nel finale di questo quarto DVD, il più lungo del lotto, arriva David Letterman, più barbuto che mai, ad introdurre i Pearl Jam, che poi ci regalano un trittico dei loro classici, Alive, Given To Fly e una splendida Better Man, cantata da tutto il pubblico.

Il gran finale del 2017 con Rockin’ In The Free World qui sotto, non c’è nel DVD, peccato.

Luci ed ombre, ma nel complesso molti di più i momenti da tesaurizzare. Le “inductions” si possono guardare a parte nel menu, ma le parti solo musicali no. Mistero.

Bruno Conti

Dopo Parecchi Anni Torna Una Delle Serie Video Più Belle. Rock And Roll Hall Of Fame – In Concert

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Rock And Roll Hall Of Fame In Concert – Time Life 4 DVD o 2 Blu-ray – 24-04-2018

Era il 2010, quando uscirono sia il Box da 9 DVD con il meglio delle varie edizioni dei concerti per la Rock And Roll Hall Of Fame che il quadruplo cofanetto con il concerto che festeggiava il 25° Anniversario della manifestazione con una serata speciale al Madison Square Garden, registrata nel 2009. Da allora tutto taceva, ma ecco che la Time Life pubblicherà in questi giorni negli Stati Uniti questo box che vedete qui sopra (4 DVD, ma anche disponibile in doppio Blu-ray): l’uscita è prevista per il 24 aprile, e le due versioni conterranno il meglio dei concerti del 2014-2015-2016-2017. Non chiedetemi perché le edizioni dal 2010 al 2013 non sono mai state considerate, non so dirvelo, forse problemi di diritti di autore, o magari qualcosa è stato pubblicato e venduto direttamente solo sul sito della Hall Of Fame, ma non credo perché non ho mai visto nulla annunciato. Comunque se volete leggere i Post che avevo dedicato alle uscite all’epoca basta che cerchiate nell’archivio del Blog del 2010.

Per quello che riguarda i contenuti di questa imminente uscita, li trovate elencati qui sotto; prima un riassunto a grandi linee e poi la lista completa, disco per disco dei singoli brani e delle canzoni che sono state eseguite nei vari anni, con tutti gli ospiti che si sono alternati sui palchi del Barclays Center di New York e della Public Hall di Cleveland, a seconda delle diverse annate:

ROCK & ROLL HALL OF FAME: IN CONCERT FEATURES:

  • These 4 DVD and 2 Blu-ray Sets feature poignant reunions, moving and often hilarious induction speeches, and 53 iconic performances.
  • The best moments from the 2014, 2015, 2016 and 2017 induction ceremonies.
  • Bruce Springsteen joining inductees the E Street Band for the deep-cut classic The E Street Shuffle from the Boss’s second album, from 1973.
  • Legendary grunge-rock group Pearl Jam delivering thundering performances of Alive, Given to Fly and Better Man.
  • The two surviving members of Nirvana joined on stage by Lorde, Annie Clark, Kim Gordon and Joan Jett for emotional renderings of the group’s biggest hits.
  • Cat Stevens performing a spine-tingling version of Father & Son that rendered the massive Barclays Center quiet as a church.
  • Journey performing three classic cuts: Separate Ways (Worlds Apart), Lights and Don’t Stop Believin’.
  • Ringo Starr being welcomed into the Rock Hall with a little help from Paul McCartney. Features complete Hall of Fame induction speeches, including:
    • Coldplay’s Chris Martin inducting Peter Gabriel
    • Metallica’s Lars Ulrich inducting Deep Purple

The 29th Annual Rock & Roll Hall of Fame Induction Ceremony

Barclays Center: Brooklyn, New York

April 10, 2014

PROGRAM

PETER GABRIEL

Digging in the Dirt Peter Gabriel

Chris Martin Inducts Peter Gabriel
Peter Gabriel Acceptance Speech

Washing of the Water Peter Gabriel with Chris Martin
In Your Eyes Peter Gabriel with Youssou N’Dour

CAT STEVENS
Art Garfunkel Inducts Cat Stevens
Cat Stevens Acceptance Speech

Father & Son Cat Stevens with Paul Shaffer and the Hall of Fame Orchestra
Wild World Cat Stevens with Paul Shaffer and the Hall of Fame Orchestra
Peace Train Cat Stevens with Paul Shaffer and the Hall of Fame Orchestra

LINDA RONSTADT
Glenn Frey Inducts and Accepts on Behalf of Linda Ronstadt

Different Drum Carrie Underwood and Paul Shaffer and the Hall of Fame Orchestra
Blue Bayou Emmylou Harris, Bonnie Raitt, Carrie Underwood and Paul Shaffer and the Hall of Fame Orchestra
You’re No Good Sheryl Crow, Glenn Frey, Emmylou Harris, Bonnie Raitt, Carrie Underwood and Paul Shaffer and the Hall of Fame Orchestra
It’s So Easy Stevie Nicks, Sheryl Crow, Glenn Frey, Emmylou Harris, Bonnie Raitt, Carrie Underwood and Paul Shaffer and the Hall of Fame Orchestra
When Will I Be Loved Sheryl Crow, Emmylou Harris, Stevie Nicks, Bonnie Raitt, Carrie Underwood and Paul Shaffer and the Hall of Fame Orchestra

E STREET BAND
Award for Musical Excellence
Bruce Springsteen Inducts the E Street Band
Acceptance Speech: Roy Bittan, Victoria Clemons on Behalf of Clarence Clemons, Jason Federici on Behalf of Danny Federici, Nils Lofgren, Vini Lopez, David Sancious, Patti Scialfa, Garry Tallent, Max Weinberg and Steven Van Zandt

The E Street Shuffle Bruce Springsteen and the E Street Band

NIRVANA
Michael Stipe Inducts Nirvana
Acceptance Speech: Dave Grohl, Krist Novoselic, and Courtney Love and Wendy O’Connor on Behalf of Kurt Cobain

Smells Like Teen Spirit Dave Grohl and Krist Novoselic with Joan Jett and Pat Smear
Aneurysm Dave Grohl and Krist Novoselic with Kim Gordon and Pat Smear
Lithium Dave Grohl and Krist Novoselic with Annie Clark and Pat Smear
All Apologies Dave Grohl and Krist Novoselic with Annie Clark, Kim Gordon, Joan Jett, Lorde and Pat Smear


 

The 30th Annual Rock & Roll Hall of Fame Induction Ceremony
Public Hall: Cleveland, Ohio
April 18, 2015

PROGRAM

JOAN JETT & THE BLACKHEARTS
Bad Reputation Joan Jett & the Blackhearts
Cherry Bomb Joan Jett & the Blackhearts with Dave Grohl and Gary Ryan
Crimson and Clover Joan Jett & the Blackhearts with Miley Cyrus, Gary Ryan, Dave Grohl and Tommy James

Miley Cyrus Inducts Joan Jett & the Blackhearts
Acceptance Speech: Ricky Byrd, Joan Jett and Gary Ryan
 
THE PAUL BUTTERFIELD BLUES BAND
Born in Chicago Zac Brown, Tom Morello, Jason Ricci and Paul Shaffer and the Hall of Fame Orchestra

Peter Wolf Inducts The Paul Butterfield Blues Band
Acceptance Speech: Elvin Bishop, Lee Butterfield on Behalf of Paul Butterfield, Sam Lay and Mark Naftalin
 
BILL WITHERS
Stevie Wonder Inducts Bill Withers
Bill Withers Acceptance Speech

Ain’t No Sunshine Bill Withers with Stevie Wonder and Paul Shaffer and the Hall of Fame Orchestra
Lean on Me Bill Withers with John Legend, Stevie Wonder and Paul Shaffer and the Hall of Fame Orchestra

GREEN DAY
Fall Out Boy Inducts Green Day
Acceptance Speech: Billie Joe Armstrong, Tré Cool and Mike Dirnt

American Idiot Green Day
When I Come Around Green Day
Basket Case Green Day
 
STEVIE RAY VAUGHAN AND DOUBLE TROUBLE
John Mayer Inducts Stevie Ray Vaughan and Double Trouble
Acceptance Speech: Chris Layton, Tommy Shannon, Jimmie Vaughan on Behalf of Stevie Ray Vaughan, and Reese Wynans

Texas Flood Double Trouble with Doyle Bramhall II, Gary Clark Jr., John Mayer and Jimmie Vaughan

LOU REED

Patti Smith Inducts Lou Reed
Acceptance Speech: Laurie Anderson on Behalf of Lou Reed

Satellite of Love Beck, Jason Falkner, Roger Joseph Manning Jr., Nate Ruess and Paul Shaffer and the Hall of Fame Orchestra

RINGO STARR
Award for Musical Excellence
Paul McCartney Inducts Ringo Starr
Ringo Starr Acceptance Speech

Boys Ringo Starr with Green Day
It Don’t Come Easy Ringo Starr with Joe Walsh and Paul Shaffer and the Hall of Fame Orchestra
Finale: I Wanna Be Your Man Ringo Starr with Paul McCartney, Joe Walsh, Paul Shaffer and the Hall of Fame Orchestra and the Rock & Roll Hall of Fame Jam Band


 

The 31st Annual Rock & Roll Hall of Fame Induction Ceremony
Barclays Center: Brooklyn, New York
April 8, 2016

PROGRAM

DEEP PURPLE
Lars Ulrich Inducts Deep Purple
Acceptance Speech: David Coverdale, Ian Gillan, Roger Glover, Glenn Hughes and Ian Paice

Highway Star Deep Purple
Smoke on the Water Deep Purple

BERT BERNS
Ahmet Ertegun Award for Lifetime Achievement
Steven Van Zandt Inducts Bert Berns
Acceptance Speech: Cassandra Berns and Brett Berns on Behalf of Bert Berns

N.W.A.
Kendrick Lamar Inducts N.W.A.
Acceptance Speech: Dr. Dre, Ice Cube, DJ Yella and MC Ren

CHICAGO
Rob Thomas Inducts Chicago
Acceptance Speech: Michelle Kath on Behalf of Terry Kath, Robert Lamm, Lee Loughnane, James Pankow, Walter Parazaider and Danny Seraphine

Saturday in the Park Chicago
Does Anybody Really Know What Time It Is? Chicago with Rob Thomas
25 or 6 to 4 Chicago

CHEAP TRICK

Kid Rock Inducts Cheap Trick
Acceptance Speech: Bun E. Carlos, Rick Nielsen, Tom Petersson and Robin Zander

I Want You to Want Me Cheap Trick
Dream Police Cheap Trick
Surrender Cheap Trick
Finale: Ain’t That a Shame Cheap Trick with the Rock & Roll Hall of Fame Jam Band


 

The 32nd Annual Rock & Roll Hall of Fame Induction Ceremony
Barclays Center: Brooklyn, New York
April 7, 2017

PROGRAM

ELO
Roll Over Beethoven ELO
Evil Woman ELO
Mr. Blue Sky ELO

Dhani Harrison Inducts ELO
Acceptance Speech: Jeff Lynne and Roy Wood

JOAN BAEZ
Jackson Browne Inducts Joan Baez
Joan Baez Acceptance Speech

Swing Low, Sweet Chariot Joan Baez
Deportee (Plane Wreck at Los Gatos) Joan Baez with Mary Chapin Carpenter, Amy Ray and Emily Saliers
The Night They Drove Old Dixie Down Joan Baez with Mary Chapin Carpenter, Amy Ray and Emily Saliers

YES
Geddy Lee and Alex Lifeson Induct Yes
Acceptance Speech: Jon Anderson, Bill Bruford, Steve Howe, Trevor Rabin, Rick Wakeman and Alan White

Roundabout Yes with Geddy Lee
Owner of a Lonely Heart Yes

TUPAC SHAKUR
Snoop Dogg Inducts and Accepts on Behalf of Tupac Shakur
 
JOURNEY
Pat Monahan Inducts Journey
Acceptance Speech: Jonathan Cain, Aynsley Dunbar, Steve Perry, Gregg Rolie, Neal Schon, Steve Smith and Ross Valory

Separate Ways (Worlds Apart) Journey
Lights Journey
Don’t Stop Believin’ Journey

PEARL JAM
David Letterman Inducts Pearl Jam
Acceptance Speech: Jeff Ament, Matt Cameron, Stone Gossard, Dave Krusen, Mike McCready and Eddie Vedder

Alive Pearl Jam
Given to Fly Pearl Jam
Better Man Pearl Jam

Magari dopo l’uscita dei cofanetti ne parliamo ancora, ma non garantisco.

Bruno Conti

Una Vera Delizia Per Le Orecchie! Tim Grimm & The Family Band – A Stranger In This Time

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Tim Grimm & The Family Band – A Stranger In This Time – Appaloosa/IRD CD

Questo disco è uno dei miei preferiti tra quelli usciti lo scorso anno, e ha mancato l’ingresso nella mia personale Top Ten per un soffio; se dovessi però rifare la classifica oggi, o tra un mese, non è escluso che ci possa anche entrare, non per una perdita di valore di altri album da me citati in precedenza, ma perché sto parlando di uno di quei lavori che crescono inesorabilmente ascolto dopo ascolto. Tim Grimm nasce come attore, ma da diversi anni si è dedicato alla sua più grande passione, la musica folk-roots, diventandone un apprezzato esponente pur rimanendo indipendente e ben lontano dalle classifiche di vendita, l’esatto opposto della sua carriera attoriale, durante la quale aveva partecipato a veri e propri blockbuster hollywoodiani come Sotto Il Segno Del Pericolo, Codice Mercury e Fuoco Assassino, recitando (in ruoli di contorno, va detto) a fianco di superstar come Harrison Ford, Bruce Willis, Robert De Niro e Kurt Russell. Dal punto di vista musicale Tim è in pista dalla fine degli anni novanta, ed al suo attivo ha una serie di validi lavori di pura musica roots, tra folk e country, rivelando un altro lato della sua personalità artistica, quello di singer-songwriter, decisamente più interessante di quello recitativo: tra i suoi lavori passati, citerei senz’altro il buon The Turning Point e l’ottimo Thank You Tom Paxton, personale tributo ad uno dei suoi eroi musicali.

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https://www.youtube.com/watch?v=FdBbtiRZop0

Ma A Stranger In This Time è senza dubbio il suo disco più bello fino ad oggi, un lavoro splendido, puro, con una serie di canzoni una più bella dell’altra eseguite con una finezza ed un feeling non comune; l’album è intitolato a Tim ed alla Family Band, così chiamata perché è formata dalla moglie Jan Lucas (voce e armonica) e dai figli Connor e Jackson Grimm (alle chitarre il primo ed a banjo e mandolino il secondo), con interventi “esterni” da parte di Hannah Linn alla batteria e del bravissimo Diederik Van Wassenaer al violino (musicista che ci aveva già colpito nel bellissimo The Pilot And The Flying Machine di Ben Bedford). A Stranger In This Time è dunque un album da gustare nota dopo nota, una brillante conferma per un artista forse di basso profilo ma di grandi capacità: il disco esce per l’etichetta italiana Appaloosa, e come d’abitudine negli album pubblicati dalla label brianzola, i testi sono riportati anche nella nostra lingua. L’iniziale These Rollin’ Hills è già splendida, una chitarra arpeggiata subito doppiata dal banjo, con la voce calda del nostro che intona un motivo puro e cristallino di chiaro stampo folk, un avvio decisamente intenso. Notevole anche Gonna Be Great, dal ritmo più accentuato, e sarà per la melodia squisitamente decadente e “scazzata”, sarà per il controcanto femminile o per la voce ancora più bassa di Tim, ma a me questo brano ricorda non poco Leonard Cohen, anche se per la verità il refrain centrale somiglia moltissimo a Things Have Changed di Bob Dylan: comunque deliziosa.

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https://www.youtube.com/watch?v=gpDc5Yc6xTc

Ottima anche So Strong, un western tune davvero intenso e con una melodia emozionante nobilitata da un languido violino ed un approccio da consumati pickers da parte dei membri della band; Thirteen Years è un talkin’ da perfetto storyteller, nel quale Grimm compensa la (voluta) assenza di un motivo vero e proprio con una interpretazione da brividi, quasi fosse un novello Ramblin’ Jack Elliott. Black Snake è più elettrica, bluesata ed annerita, mi ricorda immediatamente certe cose di Ray Wylie Hubbard, con quell’atmosfera limacciosa che ha dei punti di contatto anche con Tony Joe White; Finding Home è ancora pura, delicata ed interiore, impreziosita dalla seconda voce di Jan, mentre è bellissima anche Hard Road, uno squisito country-folk dal tempo vivace e ritornello vincente, ed uno splendido accompagnamento guidato da banjo ed armonica, una delle più belle del CD. The Hungry Grass è un altro delizioso bozzetto acustico, semplice ma intensissimo, Darlin’ Cory è l’unico brano tradizionale del disco, ed è eseguito in maniera rigorosa, una sorta di folk-bluegrass appalachiano vibrante ed evocativo. Chiudono il CD la cadenzata Over The Waves, altro pezzo originale ma dal sapore di una ballata d’altri tempi (ed un qualcosa di irlandese nella melodia) e la tenue Over The Hill And Dale, che addirittura mi rammenta il Cat Stevens più bucolico. Se lo scorso anno vi siete persi questo A Stranger In This Time (*NDB. Come se lo era perso il Blog!), siete ancora ampiamente in tempo ad accaparrarvelo: di sicuro non ve ne pentirete.

Marco Verdi

Gli Piace Vincere Facile! Cat Stevens – The Laughing Apple

cat stevens the laughing apple

Cat Stevens/Yusuf – The Laughing Apple – Cat-O-Log/Decca/Universal CD

So a cosa state pensando: che questo disco in realtà è accreditato a Yusuf, cioè lo pseudonimo che il cantautore inglese nato Steven Demetre Georgiou si scelse nel 1978 quando si convertì alla religione musulmana (il “cognome” Islam non viene mai menzionato per chiare ragioni di marketing), ma sfido chiunque a trovare anche un solo fan del nostro che non si riferisca a lui con il nome con il quale è diventato celebre, cioè Cat Stevens. Da quando il “Gatto” ha riposto il Corano e ripreso in mano la chitarra ha pubblicato tre album, nessuno dei quali va detto è all’altezza dei suoi capolavori degli anni settanta (ma forse meglio di Izitso sì), cioè il buon An Other Cup del 2006 ed i discreti Roadsinger (2009) e Tell’Em I’m Gone (2014); quest’anno cadono i cinquant’anni dal suo debutto (nel 1967 uscirono i suoi primi due lavori, Matthew & Son e New Masters), e Cat decide di celebrarli con The Laughing Apple. Il disco è infatti un omaggio sia ai suoi esordi, dai quali vengono riprese quattro canzoni (Blackness Of The Night, The Laughing Apple, Northern Wind e I’m So Sleepy, tutte tratte da New Masters), sia al suo periodo più classico, richiamato fin dalla copertina (che ricorda volutamente quelle dei celebri Tea For The Tillerman e Teaser And The Firecat), ma anche dagli arrangiamenti semplici e folk, in contrasto con il suono dei suoi primi due album che erano di genere pop con orchestrazioni un po’ ridondanti, anche se contenevano classici assoluti come Matthew And Son, Here Comes My Baby e The First Cut Is The Deepest.

E per completare il richiamo al passato, Cat ha richiamato il produttore dei suoi dischi migliori, cioè Paul Samwell-Smith (già membro fondatore degli Yardbirds) ed anche il suo chitarrista preferito, Alun Davies (completano il ristretto gruppo di musicisti l’ex bassista dei Fairport Convention, Maartin Allcock, ed il batterista ghanese Kwame Yeboah). The Laughing Apple è quindi un disco volutamente nostalgico, autocitazionista, al limite del ruffiano (da qui il titolo del post), ma anche il miglior album di Cat/Yusuf da quando ha ripreso a fare musica, ispirato e suonato con forza: se non fosse per la voce leggermente invecchiata (ma non più di tanto), sembrerebbe quasi di avere tra le mani un disco inedito dell’epoca, risalente magari al periodo tra Catch Bull At Four e Foreigner: Il CD si apre con la nuova versione di Blackness Of The Night, la più nota tra le quattro canzoni riprese: sempre splendida, più lenta e con un arrangiamento leggero e sobrio, che mette in primo piano la melodia, accompagnata solo dalla chitarra, la sezione ritmica ed una spolverata di organo. Forse meglio dell’originale. See What Love Did To Me è vivace e solare, la chitarra è suonata con molta forza ed a metà canzone spunta un intermezzo orientaleggiante; la title track ha un’atmosfera quasi rinascimentale, un motivo decisamente evocativo ed anche qui un’interessante fusione con la musica araba, mentre la delicata Olive Hill è una filastrocca dal sapore folk, chiudete gli occhi e vi sembrerà di tornare indietro di più di quarant’anni (anche se il brano è nuovo).

Forse nei seventies Stevens non avrebbe intitolato una canzone Grandsons, ma l’unica cosa che la distingue da quel periodo sono giusto il titolo ed il testo, dato che il resto mantiene lo stesso sapore, con in più un leggero quanto suggestivo intervento orchestrale. Mighty Peace è un brano scritto all’epoca della colonna sonora di Harold & Maude ma mai inciso, ed è la quintessenza del classico suono del nostro, un piano, due chitarre, un basso e la voce profonda del Gatto; con Mary And The Little Lamb Stevens prende spunto dalla nota canzone popolare per scrivere un bellissimo pezzo nel quale per l’occasione Davies imbraccia una chitarra elettrica dal suono jingle-jangle e l’orchestra commenta ancora con estrema finezza: una delle più riuscite del lavoro. La saltellante e parzialmente elettrica You Can Do (Whatever), ancora molto gradevole, precede Northern Wind, più cupa delle altre, anche se di una cupezza all’acqua di rose. Il CD termina con le tenui Don’t Blame Them e I’m So Sleepy, la prima nuova e l’altra antica, ma legate insieme dal suono classico e folkeggiante. Ho qualche dubbio che Cat Stevens abbia ancora nelle sue corde un grande disco sui livelli della prima metà degli anni settanta, ma è indubbio che The Laughing Apple è finora il miglior lavoro della sua “seconda” carriera di cantautore.

Marco Verdi