Prossime Uscite Autunnali 9. Moody Blues – In Search Of The Lost Chord: Un Altro Disco Storico Che Il 2 Novembre Festeggia Il Suo Cinquantenario.

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Moody Blues – In Search Of The Lost Chord – 3CD/2DVD Deram Universal – 02-11-2018

In questo florilegio di ristampe di dischi che festeggiano il 50° Anniversario dalla data di uscita ora arriva anche il cofanetto per In Search Of The Lost Chord dei Moody Blues, quello che viene considerato il loro secondo album (almeno del periodo prog, prima erano una band beat pop), a parere del sottoscritto forse il disco più bello del gruppo inglese, insieme a To Our Children’s Children’s Children, ma altri prediligono il primo Days Of Future Passed oppure anche On The Threshold On A Dream, senza dimenticare A Question Of Balance. Diciamo che fino al 1970 non sbagliavano un disco e anche gli altri due del 1971 e 1972, fino a Seventh Soujourn compreso erano eccellenti. Lo scorso anno per i 50 anni del primo album erano usciti due dischi celebrativi: la ristampa potenziata vera e propria di Days Of Future Passed e una nuova versione dal vivo di quel classico https://discoclub.myblog.it/2018/04/28/una-celebrazione-elegante-e-di-classe-moody-blues-days-of-future-passed-live/ . Entrambe molto interessanti e comunque in passato non erano mancati altri cofanetti celebrativi della loro carriera, l’ultimo https://discoclub.myblog.it/2013/11/20/meglio-tardi-che-mai-the-moody-blues-timeless-flight/  , ma si sa che le case discografiche sono scatenate ed ogni occasione e ricorrenza è buona per festeggiare e un bel box non si nega a nessun disco. Tanto più se è bello come questo In Search Of The Lost Chord, un piccolo capolavoro del prog rock più melodico e raffinato o se preferite della migliore psichedelia morbida britannica.

Ovviamente si parla spesso di edizioni per fan sfegatati e compulsivi, nonché audiofili, ma qualche motivo di interesse si trova sempre: il primo CD contiene l’originale Stereo Mix e qualche traccia in mono, il secondo dischetto un nuovo Mix Stereo targato 2018. Il terzo CD, quello più interessante, propone 5 BBC Sessions ed una serie di versioni alternative oltre a qualche rarità. Il primo DVD riporta l’audio in versione 5.1 Dolby Surround, mentre il secondo DVD riporta parecchio materiale video tra cui 10 brani registrati per la trasmissione della BBC Colour Me Pop: In Search of the Lost Chord del 14 settembre 1968. Se avete almeno 50/60 euro da cui separarvi (perché comunque questi cofanetti li fanno sempre pagare) ecco il contenuto completo.

[CD1]
1. Departure – The original stereo mix
2. Ride My See-Saw – The original stereo mix
3. Dr. Livingstone, I Presume – The original stereo mix
4. House of Four Doors – The original stereo mix
5. Legend of a Mind – The original stereo mix
6. House of Four Doors (Part 2) – The original stereo mix
7. Voices in the Sky – The original stereo mix
8. The Best Way to Travel – The original stereo mix
9. Visions of Paradise – The original stereo mix
10. The Actor – The original stereo mix
11. The Word – The original stereo mix
12. Om – The original stereo mix
13. Voices in the Sky (mono)
14. Dr. Livingstone, I Presume (mono)
15. Ride My See Saw (mono) – Previously unreleased on CD
16. A Simple Game
17. Legend of a Mind (mono mix) – Previously unreleased

[CD2]
1. Departure – “In Search of the Lost Chord” new stereo mix:
2. Ride My See-Saw – “In Search of the Lost Chord” new stereo mix:
3. Dr. Livingstone, I Presume – “In Search of the Lost Chord” new stereo mix:
4. House of Four Doors – “In Search of the Lost Chord” new stereo mix:
5. Legend of a Mind – “In Search of the Lost Chord” new stereo mix:
6. House of Four Doors (Part 2) – “In Search of the Lost Chord” new stereo mix:
7. Voices in the Sky – “In Search of the Lost Chord” new stereo mix:
8. The Best Way to Travel – “In Search of the Lost Chord” new stereo mix:
9. Visions of Paradise – “In Search of the Lost Chord” new stereo mix:
10. The Actor – “In Search of the Lost Chord” new stereo mix:
11. The Word – “In Search of the Lost Chord” new stereo mix:
12. Om – “In Search of the Lost Chord” new stereo mix:
13. A Simple Game (Justin Hayward Vocal Mix / Remastered 2018)

[CD3]
1. Dr. Livingstone, I Presume (BBC Radio One “Top Gear” Session / 1968)
2. Voices in the Sky (BBC Radio One “Top Gear” Session / 1968)
3. The Best Way to Travel (BBC Radio One “Top Gear” Session / 1968)
4. Ride My See-Saw (BBC Radio One “Top Gear” Session / 1968)
5. Tuesday Afternoon (BBC Radio One John Peel “Top Gear” session – 16th July 1968)
6. Departure (alternate mix) – Mixed at Decca Studios, West Hampstead in September 1968
7. The Best way to Travel (additional vocal mix) – Mixed at Decca Studios, West Hampstead in September 1968
8. Legend of a Mind (alternate mix) – Mixed at Decca Studios, West Hampstead in September 1968
9. Visions of Paradise (instrumental mix) – Mixed at Decca Studios, West Hampstead in September 1968
10. The Word (Mellotron mix) – Mixed at Decca Studios, West Hampstead in September 1968
11. Om (extended mix) – Mixed at Decca Studios, West Hampstead in September 1968
12. King and Queen – Mixed at Decca Studios, West Hampstead in September 1968
13. Gimmie a Little Something – Mixed at Decca Studios, West Hampstead in September 1968
14. What Am I Doing Here? (full version) – Mixed at Decca Studios, West Hampstead in September 1968
15. A Simple Game (Justin Hayward vocal version) – Mixed at Decca Studios, West Hampstead in September 1968

[DVD1]
“In Search of the Lost Chord” 96 kHz / 24-bit 5.1 Surround, new Stereo mix and re-mastered original stereo mix
1. Departure
2. Ride My See-Saw
3. Dr. Livingstone, I Presume
4. House of Four Doors
5. Legend of a Mind
6. House of Four Doors (Part 2)
7. Voices in the Sky
8. The Best Way to Travel
9. Visions of Paradise
10. The Actor
11. The Word
12. Om

[DVD2]
1. Departure / Ride My See-Saw – Visual content
2. Dr. Livingstone I Presume – Visual content
3. House of Four Doors – Visual content
4. Voices in the Sky – Visual content
5. The Best Way to Travel – Visual content
6. Visions of Paradise / The Actor – Visual content
7. Om – Visual content
8. Tuesday Afternoon – BBC TV “Colour Me Pop: In Search of the Lost Chord” – 14th September 1968
9. Nights in White Satin – BBC TV “Colour Me Pop: In Search of the Lost Chord” – 14th September 1968
10. Bye Bye Bird – BBC TV “Colour Me Pop: In Search of the Lost Chord” – 14th September 1968
11. Fly Me High – BBC TV “Colour Me Pop: In Search of the Lost Chord” – 14th September 1968
12. I’ve Got a Dream – BBC TV “Colour Me Pop: In Search of the Lost Chord” – 14th September 1968
13. A Beautiful Dream – BBC TV “Colour Me Pop: In Search of the Lost Chord” – 14th September 1968
14. Don’t Let Me Be Misunderstood – BBC TV “Colour Me Pop: In Search of the Lost Chord” – 14th September 1968
15. Peak Hour – BBC TV “Colour Me Pop: In Search of the Lost Chord” – 14th September 1968
16. Dr. Livingstone, I Presume – BBC TV “Colour Me Pop: In Search of the Lost Chord” – 14th September 1968
17. Ride My See Saw – BBC TV “Colour Me Pop: In Search of the Lost Chord” – 14th September 1968

Nei prossimi giorni altre uscite autunnali imminenti.

Bruno Conti

Tra Prog Anni ’70 E West Coast Sound, Con Un’Ottica Moderna: Una Coppia Interessante. Field Music – Dark Matter Dreams

field division dark matter dreams

Field Division – Dark Matter Dreams – Bella Union

Una nuova band dal mare magnum del rock Americano, o per meglio dire diciamo un duo: vengono dalla Iowa,  sono una coppia formata da Evelyn Taylor, voce e tastiere e da Nicholas Frampton, anche lui cantante e polistrumentista, impegnato a tutti i tipi di chitarre, mandolino, dulcimer, tastiere, synth, percussioni e basso. Hanno alle spalle un unico EP dalla distribuzione difficoltosa, pubblicato nel 2014, poi  anche questo primo album Dark Matter Dreams ha avuto una lunga gestazione, registrato in giro per gli Stati Uniti, semplicemente perché i due componenti dei Field Division non amano la vita stanziale, ma sono dei girovaghi, dei nomadi, sempre alla ricerca di nuovi territori e sensazioni da esplorare. La parte principale del disco è stata comunque registrata al Redwood Studio di Denton, Texas: se vi dice qualcosa non vi sbagliate, è il luogo dove di solito registrano i Midlake , ed in effetti il produttore nonché batterista di questo disco è Mackenzie Smith, componente del gruppo texano, di cui nell’album troviamo anche il tastierista Evan Jacobs e il chitarrista Joey  McClellan. Genere musicale? Considerate le premesse e le collaborazioni, potremmo situarlo tra alternative rock e dream pop, ma soprattutto come influenze principali il suono della West Coast e del prog degli anni ’70, quelli più morbidi, qualcosa di War On Drugs, Fleet Foxes e Jonathan Wilson, vista la presenza di una voce femminile, abbastanza eterea e sottile, anche qualche parentela con le First Aid Kit,  tutte impressioni e rimandi del tutto personali.

Disco che ha momenti stimolanti e compositi, altri più confusi e forse ripetitivi, ma nel complesso si ascolta con piacere: l’apertura è riservata ad uno dei brani più solari e mossi del CD, River In Reverse, una galoppata tra chitarre acustiche ed elettriche 6 e 12 corde, un ritmo incalzante, begli intrecci vocali tra la voce sottile ma intrigante della Taylor e quella più piana di Frampton, frementi inserti di chitarra elettrica e le tastiere che lavorano di raccordo, improvvise oasi di tranquillità avvolte dall’uso degli archi e poi ripartenze vibranti; Big Sur Golden Hour, fin dal titolo è più malinconica e riflessiva, ci porta nelle sonorità della West Coast più genuina https://www.youtube.com/watch?v=0khi8C3ee8s , i soliti intrecci vocali sognanti su cascate di chitarre acustiche arpeggiate e tastiere accennate che poi si fanno più solenni e che potrebbero anche ricordare i Genesis dei primi album. Farthest Moon, sempre cantata da Evelyn, con l’appoggio di Nicholas, è ancora vivace e fremente, con strati di strumenti che si aprono sulle improvvisazioni vibranti delle chitarre elettriche di Frampton (nomen omen?); Lately è nuovamente più malinconica e contenuta, un brano quasi da cantautore, cantato deliziosamente da Frampton che sfoggia un timbro vocale interessante e coinvolgente, mentre la favolistica ed utopistica Innisfree (Let Be The Peace Now), seguito di un brano dell’EP del 2014, sembra quasi un brano di una Stevie Nicks più onirica e surreale, con elementi più pop-rock rispetto al resto dell’album e nuovamente strati di tastiere, voci e chitarre a dare volume al suono.

Siddartha e poi più avanti nel CD la title-track, sono due brevi bravi strumentali, interessanti ma forse irrisolti e ripetitivi, Stay ci riporta al prog e alla psichedelia gentile dei migliori brani, con le solite aperture strumentali che vivacizzano la struttura morbida del pezzo, con la lunga Lay Cursed, bucolica e trepidante che alterna momenti brillanti ad altri più risaputi e non convincenti appieno, anche se non mancano soluzioni interessanti, da perfezionare. It’s Gonna Be Allright è una risposta sorridente e gentile alle difficoltà che hanno accompagnato la genesi di questo album, una folk song morbida e sognante, ancora affidata alla garbata vocalità di Evelyn Taylor, prima di congedarsi  con quella sorta di ninna nanna acustica e futuribile che è la lunga This Is How Your Love Destroys Me scritta quasi in un flusso unico di coscienza, come dice la Taylor, e che poi si anima nuovamente in un crescendo finale di ottima fattura https://www.youtube.com/watch?v=SWX-YZGTrpI . Non imprescindibile ma interessante.

Bruno Conti