Che Natale (O Santo Stefano) Sarebbe Senza Un Bel Box Dei Dead? Grateful Dead – RFK Stadium 1989

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Grateful Dead – RFK Stadium 1989 – dead.net Store – Rhino/Warner 6CD Box Set

Ormai ci ho fatto il callo: con puntuale cadenza semestrale, solitamente in primavera ed autunno, esce un nuovo cofanetto dei Grateful Dead, e qualche volta anche qualcosa di più in altri periodi dell’anno, ma diciamo che almeno due uscite ogni 365 giorni sono garantite. Lo scorso Maggio avevo celebrato lo splendido Cornell 5/8/1977, estratto del super box Get Shown The Light, ed ora mi trovo a parlarvi di un’altra eccellente uscita riguardante il gruppo di San Francisco: RFK Stadium 1989  è un boxettino di sei CD che contiene due concerti completi tenutisi nella location e nell’anno del titolo (a Washington DC), rispettivamente il 12 e 13 Luglio, un cofanetto in tiratura limitata di 15.000 copie ed in vendita solo sul sito della band (quindi per una volta non esiste la consueta versione ridotta disponibile su larga scala, anche se mentre scrivo queste righe i box disponibili sono ancora più di 4.000). Gli anni che vanno dal 1987 al 1990 sono tra i migliori in assoluto per quanto riguarda l’attività live dei Dead, che avevano ritrovato sia uno stato di forma smagliante (a differenza del periodo a metà della decade, anche a causa dei problemi di salute di Jerry Garcia, problemi che si ripresenteranno nei novanta portandolo alla morte prematura nel 1995) sia il successo commerciale con l’ottimo album In The Dark del 1987, unico della loro storia ad entrare nella Top Ten. In quegli anni, un po’ come Elvis che negli anni settanta aveva raggiunto la piena maturità vocale, i Dead erano in grado di suonare qualsiasi cosa, ed erano famosi per proporre scalette completamente diverse da una serata all’altra quando si esibivano nella stessa location per più di una volta.

grateful dead rfk box

Questo è esattamente quello che accade in questi due concerti registrati nella capitale nell’estate del 1989, con i nostri in grande spolvero e che suonarono due setlists differenti al 100%: Garcia era sempre di più un chitarrista formidabile, le sue prestazioni erano uno spettacolo nello spettacolo, ma anche i suoi compagni non perdevano un colpo, dalla chitarra ritmica di Bob Weir al basso di Phil Lesh alla doppia batteria di Mickey Hart e Bill Kreutzmann, fino alle tastiere di Brent Mydland (che qui è alle sue ultime esibizioni, in quanto morirà l’anno dopo per overdose, sostituito da Vince Welnick e, provvisoriamente, da Bruce Hornsby, che è già presente in questo box come ospite speciale in due canzoni a sera). Un box decisamente godibile quindi, un lungo viaggio nel songbook dello storico gruppo, inciso tra l’altro molto bene, con gli unici due difetti dell’uso saltuario del sintetizzatore da parte di Mydland e delle voci non sempre intonate, specie nelle armonie dove spesso ognuno va per conto suo (ma è risaputo che questo è sempre stato il tallone d’Achille dei Dead). Per chi scrive la scaletta migliore è quella della prima serata, in quanto sono presenti quattro tra i miei brani preferiti della band: la bellissima Touch Of Grey, che apre il concerto (e con Garcia che rilascia subito un assolo dei suoi), le splendide Mississippi Half-Step Uptown Toodeloo, con Mydland ottimo al piano, ed una Sugaree con Horsby alla fisarmonica, oltre al finale con la struggente Black Muddy River. Ma ovviamente ci sono anche altri highlights, come una lunga ed intensa Ship Of Fools, la sempre vibrante Eyes Of The World (perfetta per le jam liquide del gruppo), ed una cristallina cover del classico dei Traffic Dear Mr. Fantasy, con Jerry incontenibile.

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https://www.youtube.com/watch?v=eEG2PnRl9zI

La cover dylaniana Just Like Tom Thumb’s Blues viene affidata a Lesh, che per una volta non fa danni dal punto di vista vocale (ed il pezzo ne esce molto bene), mentre i contributi migliori di Weir alla serata sono una fluida Cassidy (grande ancora Garcia), il sempre coinvolgente rock’n’roll di Chuck Berry Promised Land ed una guizzante e solare Man Smart, Woman Smarter (un classico calyspo inciso tra gli altri da Harry Belafonte ed i Carpenters), in duetto vocale con Mydland. Il secondo show, accanto a canzoni discrete ma “normali” come Let It Grow, Looks Like Rain, I Will Take You Home (anteprima dall’album Built To Last, che uscirà qualche mese dopo) e Throwing Stones, offre comunque diverse performances solide, come l’apertura Hell In A Bucket, che forse non sarà una grande canzone ma garantisce un avvio potente (e Jerry è formidabile). Poi i nostri piazzano un uno-due notevole con la classica Cold Rain And Snow ed una sopraffina rilettura di Little Red Rooster (Willie Dixon): il blues non era tra le specialità dei Dead, ma qui suonano eccome, specie un Garcia insolitamente alla slide. Altri momenti di impatto sono la cadenzata Tennessee Jed, un’altra tra le migliori del binomio Garcia-Hunter, la splendida e raramente eseguita To Lay Me Down e la suite Terrapin Station, in quella serata ridotta a “soli” 13 minuti ma sempre molto bella. C’è spazio anche per un po’ di psichedelia con The Other One, ed il finale è a tutto rock’n’roll con una scintillante Good Lovin’ dei Rascals e la trascinante U.S. Blues. Un (altro) ottimo cofanetto per i Grateful Dead: varrebbe la pena di fare uno sforzo per accaparrarselo.

Marco Verdi

Novità Di Giugno, Seconda Decade. Allen Toussaint, Radiohead, Case/Lang/Veirs, Kris Kristofferson, Jake Bugg, Mumford And Sons, Bruce Hornsby & The Noisemakers, Sarah Jarosz, Red Hot Chili Peppers, Margaret Glaspy, Augustines

allen toussaint american tunes

Ecco la lista dei titoli più importanti ed interessanti in uscita nella seconda decade di giugno, quasi tutti il giorno 17, con un paio di recuperi di uscite del 10 giugno che erano sfuggite e vi segnalo che il nuovo Neil Young Earth, doppio dal vivo con i Promise Of The Real, che ha una data di uscita ballerina: prima doveva uscire al 17 giugno, poi posticipato al 24, adesso pare confermato che anche l’uscita europea sarà lo stesso giorno e quindi ne parliamo poi nella prossima lista.

Iniziamo con quello che sarà probabilmente l’ultimo album di Allen Toussaint (che come sapete è scomparso il 10 novembre del 2015, mentre era in tour in Europa): questo nuovo American Tunes, uscito per la Nonesuch negli States e nel Regno Unito lo scorso 10 e in pubblicazione in Italia il 17 giugno, è stato registrato in due diverse sessions, una di solo piano nello studio privato di Toussaint in quel di new Orleans nel 2013, l’altra a ottobre 2015 a Los Angeles nello studio di Joe Henry, che produce il disco, con la sezione ritmica di Jay Bellerose David Piltch e la partecipazione di vari ospiti: Bill Frisell, Charles Lloyd, Greg Leisz, Rhiannon Giddens e Van Dyke Parks. I pezzi in solitaria vengono dal repertorio di Professor Longhair, quelli con il gruppo da autori diversi, Duke Ellington, Fats Waller, Paul Simon, lo stesso Toussaint e altri.

Ecco i brani:

1. Delores’ Boyfriend
2. Viper’s Drag
3. Confessin’ (That I Love You)
4. Mardi Gras In New Orleans
5. Lotus Blossom
6. Waltz For Debby
7. Big Chief
8. Rocks In My Bed
9. Danza, Op. 33
10. Hey Little Girl
11. Rosetta
12. Come Sunday
13. Southern Nights
14. American Tune

Inutile dire che si tratta di uno splendido disco e di un commiato adeguato di uno dei grandi, non solo della musica di New Orleans ma della musica americana in generale https://www.youtube.com/watch?v=u6Mv0X-1qLA .

radiohead a moon shaped pool

La versione per il download è già disponibile da alcune settimane (8 maggio), ma il disco fisico del nuovo Radiohead A Moon Shaped Pool, sarà distribuito dalla XL Recordings in CD o doppio vinile il prossimo 17 giugno. Si tratta del disco che, per certi versi, segnala il ritorno del gruppo di Thom Yorke ad una forma canzone più fruibile e meno sperimentale pur mantenendo un certo spirito innovativo tipico della band inglese.

Ecco i titoli degli 11 pezzi contenuti nell’album:

1. Burn The Witch
2. Daydreaming
3. Decks Dark
4. Desert Island Disk
5. Ful Stop
6. Glass Eyes
7. Identikit
8. The Numbers
9. Present Tense
10. Tinker Tailor Soldier Sailor Rich Man Poor Man Beggar Man Thief
11. True Love Waits

case lang veirs

Annunciato da parecchi mesi, il prossimo venerdì esce il disco di Case/Lang/Veirs, in rigoroso ordine alfabetico le tre cantautrici Neko Case, Kd Lang Laura Veirs, con la produzione del marito di quest’ultima, Tucker Martine, pubblicano per la Anti il loro primo album collaborativo, e non si tratta di un disco dove ognuna si ritaglia il proprio spazio nelle varie canzoni, ma, mantenendo ciascuna le proprie caratteristiche e peculiarità, l’album è proprio un disco d’assieme. Quindi armonie a go-go, tre voci che spesso si intersecano, brani più raffinati ed altri di impostazione più pop, ma nell’insieme, da quanto ascoltato finora e dalle primi critiche molto positive, parrebbe un esperimento riuscito.

Questi sono i titoli delle canzoni:

 1. Atomic Number https://www.youtube.com/watch?v=1rq-AHTFxOU
2. Honey and Smoke
3. Song for Judee
4. Blue Fires
5. Delirium
6. Greens of June
7. Behind the Armory
8. Best Kept Secret
9. 1000 Miles Away
10. Supermoon
11. I Want To Be Here
12. Down
13. Why Do We Fight
14. Georgia Stars

jake bugg on my one

Non sono stato mai un grande fan del giovane cantautore inglese Jake Bugg (a 23 anni già al terzo album), presentato di volta in volta come l’erede di Bob Dylan o degli Stones e degli Who, ma quantomeno i primi due dischi, dei quali l’ultimo prodotto da Rick Rubin avevano motivi di interesse a livello musicale. Ora con questo On My One, in uscita per la Virgin/Universal sempre il 17 giugno, il nostro amico decide di prodursi da solo, a parte tre brani prodotti da Jacknife Lee. E i risultati non mi sembrano particolarmente eccitanti, tra derive danzerecce, fiati e archi sintetici, inserti rap, si trovano anche brani dove vive ancora lo spirito dylaniano o tracce country-rock, ma per un disco presentato come un album di blues a mio parere non ci siamo. Dei due singoli, di cui potete vedere ed ascoltare i video, il primo mi sembra una tavanata galattica e Love, Hope And Misery, che vedete qui sotto, per quanto migliore non mi sembra questo capolavoro.

La title-track, anche in versione acustica, mi pare decisamente migliore https://www.youtube.com/watch?v=WZ0U8WNkA2k, speriamo decida di percorrere questa strada in futuro. 

mumford and sons johannesburg

Altro gruppo britannico che dopo la svolta “rockista” e commerciale dell’ultimo Wilder pensavo si fossero persi per strada sono i Mumford And Sons. Dopo le chitarre elettriche e le tastiere a manetta dell’ultimo album ora, in modo ondivago, tentano un’altra strada in questo Johannesburg EP, che è una collaborazione con il musicista africano Baba Maal e con la band sudafricane The Very Best Beatenberg. 

Solo cinque pezzi:

 1. There Will Be Time feat. Baaba Maal
2. Wona feat. Baaba Maal, Beatenberg and The Very Best
3. Fool You’ve Landed feat. Beatenberg and The Very Best
4. Ngamila feat. Baaba Maal and The Very Best
5. Si Tu Veux feat. Baaba Maal and The Very Best

che mi sembrano migliori di quelli contenuti nell’ultimo album, anche se la presenza, come co-produttore, di quello che viene presentato come “The Very Best’s Swedish electronic music maestro”, Johan Hugo, non depone del tutto a loro favore. Comunque è in uscita sempre il 17 su etichetta Island/Universal, e se non altro costa poco. Sentiremo.

kris kristofferson complete columbia & monument collection kris kristofferson the carr creek sessions

Due nuove uscite, quasi in contemporanea, per Kris Kristofferson. La prima, uscita lo scorso 10 giugno per la Sony Legacy The Complete Monument And Columbia Album Collection. è relativa ad un fantastico cofanetto di 16 CD, qui sotto effigiato

kris kristofferson complete columbia & monument collection box

E con questo contenuto, ricco anche di materiale inedito:

[CD1: Kristofferson]
1. Blame It On the Stones
2. To Beat the Devil
3. Me and Bobby McGee
4. Best of All Possible Worlds
5. Help Me Make It Through the Night
6. The Law Is for Protection of the People
7. Casey’s Last Ride
8. Just the Other Side of Nowhere
9. Darby’s Castle
10. For the Good Times
11. Duvalier’s Dream
12. Sunday Mornin’ Comin’ Down

[CD2: The Silver Tongued Devil and I]
1. The Silver Tongued Devil and I
2. Jody and the Kid
3. Billy Dee
4. Good Christian Soldier
5. Breakdown (A Long Way from Home)
6. Loving Her Was Easier (Than Anything I’ll Ever Do Again)
7. The Taker
8. When I Loved Her
9. The Pilgrim, Chapter 33
10. Epitaph (Black and Blue)

[CD3: Border Lord]
1. Josie
2. Burden of Freedom
3. Stagger Mountain Tragedy
4. Border Lord
5. Somebody Nobody Knows
6. Little Girl Lost
7. Smokey Put the Sweat On Me
8. When She’s Wrong
9. Gettin’ By, High and Strange
10. Kiss the World Goodbye

[CD4: Jesus Was a Capricorn]
1. Jesus Was a Capricorn (Owed to John Prine)
2. Nobody Wins
3. It Sure Was (Love) – Kris Kristofferson with Rita Coolidge
4. Enough for You
5. Help Me – Kris Kristofferson with Larry Gatlin
6. Jesse Younger
7. Give It Time to Be Tender – Kris Kristofferson with Rita Coolidge
8. Out of Mind, Out of Sight
9. Sugar Man
10. Why Me

[CD5: Spooky Lady’s Sideshow]
1. Same Old Song
2. Broken Freedom Song
3. Shandy (The Perfect Disguise)
4. Star-Spangled Bummer (Whores Die Hard)
5. The Lights of Magdala
6. I May Smoke Too Much
7. One for the Money
8. Late Again (Gettin’ Over You)
9. Stairway to the Bottom
10. Rescue Mission
11. Smile at Me Again
12. Rock and Roll Time

[CD6: Breakaway]
1. Lover Please – Kris Kristofferson & Rita Coolidge
2. We Must Have Been Out of Our Minds – Kris Kristofferson & Rita Coolidge
3. Dakota (The Dancing Bear) – Kris Kristofferson & Rita Coolidge
4. What’cha Gonna Do – Kris Kristofferson & Rita Coolidge
5. The Things I Might Have Been – Kris Kristofferson & Rita Coolidge
6. Slow Down – Kris Kristofferson & Rita Coolidge
7. Rain – Kris Kristofferson & Rita Coolidge
8. Sweet Susannah – Kris Kristofferson & Rita Coolidge
9. I’ve Got to Have You – Kris Kristofferson & Rita Coolidge
10. I’d Rather Be Sorry – Kris Kristofferson & Rita Coolidge
11. Crippled Crow – Kris Kristofferson & Rita Coolidge

[CD7: Who’s to Bless and Who’s to Blame]
1. The Year 2000 Minus 25
2. If It’s All the Same to You
3. Easy, Come On
4. Stallion
5. Rocket to Stardom
6. Stranger
7. Who’s to Bless and Who’s to Blame
8. Don’t Cuss the Fiddle
9. Silver (The Hunger)

[CD8: Surreal Thing]
1. You Show Me Yours (And I’ll Show You Mine)
2. Killing Time
3. The Prisoner
4. Eddie the Eunuch
5. It’s Never Gonna Be the Same Again
6. I Got a Life of My Own
7. The Stranger I Love
8. The Golden Idol
9. Bad Love Story
10. If You Don’t Like Hank Williams

[CD9: Easter Island]
1. Risky Bizness
2. How Do You Feel (About Foolin’ Around)
3. Forever In Your Love
4. The Sabre and the Rose
5. Spooky Lady’s Revenge
6. Easter Island
7. The Bigger the Fool (The Harder the Fall)
8. Lay Me Down (And Love the World Away)
9. The Fighter
10. Living Legend

[CD10: Shake Hands with the Devil]
1. Shake Hands With the Devil
2. Prove It to You One More Time Again
3. Whiskey, Whiskey
4. Lucky In Love
5. Seadream
6. Killer Barracuda
7. Come Sundown
8. Michoacan
9. Once More with Feeling
10. Fallen Angel

[CD11: To the Bone]
1. Magdalene
2. Star-Crossed
3. Blessing In Disguise
4. The Devil to Pay
5. Daddy’s Song
6. Snakebit
7. Nobody Loves Anybody Anymore
8. Maybe You Heard
9. The Last Time
10. I’ll Take Any Chance I Can with You

[CD12]
1. If You Don’t Like Hank Williams
2. The Law Is for Protection of the People
3. Band Introduction
4. The Pilgrim, Chapter 33
5. Duvalier’s Dream
6. Help Me Make It Through the Night
7. Shake Hands With the Devil
8. To Beat the Devil
9. Loving Her Was Easier (Than Anything I’ll Ever Do Again)
10. Sunday Mornin’ Comin’ Down
11. Me & Bobby McGee

[CD13]
1. Duvalier’s Dream
2. When I Loved Her
3. Jesus Was a Capricorn (Owed to John Prine)
4. Same Old Song
5. Band Introductions
6. Smile at Me Again
7. Loving Her Was Easier (Than Anything I’ll Ever Do Again)
8. Casey’s Last Ride
9. Billy Dee
10. The Law Is for the Protection of the People
11. Sunday Mornin’ Comin’ Down
12. Help Me Make It Through the Night

[CD14: Live at the Philharmonic]
1. Late John Garfield Blues
2. Jesus Was a Capricorn
3. Nobody Wins
4. Jesse Younger
5. Loving Her Was Easier (Than Anything I’ll Ever Do Again)
6. Late Again (Gettin’ Over You)
7. Out of Mind, Out of Sight
8. Sugar Man
9. Billy Dee
10. The Law Is for the Protection of the People
11. For the Good Times
12. Sunday Mornin’ Comin’ Down
13. Okie from Muskogee
14. Border Lord
15. Ain’t It Funny How Time Slips Away – Willie Nelson
16. Night Life – Willie Nelson
17. Me and Paul – Willie Nelson
18. Mountain Dew – Willie Nelson
19. The Pilgrim, Chapter 33
20. Rainbow Road
21. It Sure Was (Love) – Kris Kristofferson with Rita Coolidge
22. Help Me – Kris Kristofferson with Larry Gatlin
23. Me and Bobby McGee – Kris Kristofferson with Rita Coolidge
24. Whiskey, Whiskey – Kris Kristofferson with Rita Coolidge

[CD15]
1. Golden Idol
2. Killing Time
3. Hello In There – Kris Kristofferson With Joan Baez
4. The Junkie and the Juicehead, Minus Me
5. Shadows of Her Mind
6. The Lady’s Not for Sale
7. From the Bottle to the Bottom
8. The Bandits of Beverly Hills
9. Here Comes That Rainbow Again
10. The Bigger the Fool, The Harder the Fall – Kris Kristofferson & Brenda Lee
11. Help Me Make It Through the Night – Kris Kristofferson & Brenda Lee
12. Born to Love Me – Kris Kristofferson & Brenda Lee
13. Put It Off Until Tomorrow – Dolly Parton & Kris Kristofferson
14. Ping Pong – Dolly Parton & Kris Kristofferson
15. Casey’s Last Ride – Kris Kristofferson with Willie Nelson
16. To Make a Long Story Short, She’s Gone – Willie Nelson & Kris Kristofferson
17. How Do You Feel About Foolin’ Around – Kris Kristofferson with Willie Nelson
18. Eye of the Storm – Kris Kristofferson with Willie Nelson
19. Crossing the Border
20. Down to Her Socks
21. Under the Gun
22. The Final Attraction
23. I’ll Be Your Baby Tonight

[CD16]
1. Gypsy Rose and I Don’t Give a Curse
2. I Believe That I Believe
3. Born to Die Alone
4. The Hurricane and the Helicopter
5. Bread for the Body (And Food for the Soul)
6. I Can Be Had
7. The Table, The Glass, The Wine
8. A Stitch in the Hand
9. File It Under Sick and Wrong
10. Where She Stops Nobody Knows
11. Lonesome Way of Dying
12. Good for Nothing Blues
13. Fallen Woman
14. No One’s Gonna Miss Me
15. Hitting Close to Home

Il 17 giugno per l’etichetta personale di Kris Krisofferson, KK, è in uscita anche un nuovo The Cedar Creek Sessions, doppio CD registrato in presa diretta il  23, 24 e 25 giugno, 2014 ai Cedar Creek Recording Studios di Austin, Texas, con una ottima band composta da Shawn Camp chitarra, Kevin Smith basso,  Michael Ramos tastiere, Mike Meadows batteria, e con la partecipazione di Sheryl Crow che duetta con Kris in The Loving Gift, un vecchio brano famoso nella versione di Johnny Cash June Carter, ma mai incisa in precedenza dal suo autore. Il resto del contenuto riguarda alcune delle migliori composizioni di Kristofferson scelte personalmente dall’autore. Ecco la tracklist completa:

[CD1]
1. Duvalier’s Dream
2. The Loving Gift (with special guest Sheryl Crow)
3. The Sabre and the Rose
4. The Law is for the Protection of the People
5. It No Longer Matters What I Do
6. Stagger Mountain Tragedy
7. The Wife You Save
8. Lay Me Down and Love the World Away
9. The Bigger the Fool (The Harder the Fall)
10. Sunday Mornin’ Comin’ Down
11. Spooky Lady’s Revenge
12. Forever In Your Love
13. Winter

[CD2]
1. Darby’s Castle
2. Me and Bobby McGee
3. Broken Freedom Song
4. Casey’s Last Ride
5. Billy Dee
6. Easter Island
7. For the Good Times
8. Help Me Make It Through the Night
9. Jody and the Kid
10. Loving Her Was Easier (Than Anything I’ll Ever Do Again)
11. Risky Business
12. To Beat the Devil

bruce hornsby & the noisemakers rehab reunion

Dopo la collaborazione dello scorso anno nel tour Fare Thee Well dei Grateful Dead e al recente tributo Day Of The Dead, nuovo album anche per Bruce Hornsby, questa volta impegnato non al piano ma al dulcimer, e accompagnato dai Noisemakers, per questo Rehab Reunion: sono con lui J.T. Thomas (organo), J.V. Collier (basso), Sonny Emory (washboard, cajon, batteria), Gibb Droll (chitarre) e Ross Holmes (violino e mandolino), oltre agli ospiti Justin Vernon, alias Bob Iver Mavis Staples. Il disco dovrebbe uscire per la 429 Records negli States il 17 giugno, mentre in Italia, come Caroline/Universal sarà disponibile dal 15 luglio in Italia.

1. Over the Rise (with Justin Vernon)
2. Soon Enough
3. M.I.A. in M.I.A.M.I.
4. Tipping
5. Rehab Reunion
6. Hey Kafka
7. Tropical Cashmere Sweater
8. T.S.A. Man
9. Valley Road
10. Celestial Road (with Mavis Staples)

Si può ascoltare integralmente in streaming a questo link

http://www.npr.org/2016/06/03/480611453/first-listen-bruce-hornsby-and-the-noisemakers-rehab-reunion

Sembra uno dei suoi migliori lavori in assoluto.

sarah jarosz undercurrent

Sempre per il gruppo Universal, ma su etichetta Sugar Hill, il 17 giugno negli USA e Regno Unito e la settimana dopo in Italia, esce il quarto CD in studio per Sarah Jarosz, la cantante e virtuosa di mandolino e banjo di origine texana, ancora una volta pubblica un ottimo album, Undercurrent, che mischia musica da cantautrice, folk e bluegrass progressivo. Il tutto all’età di soli 25 anni compiuti da poco, con il suo esordio Song Up In Her Head, pubblicato nel 2009 quando aveva solo 18 anni.

Se vi piacciono Gillian Welch, Alison Krauss e i Nickel Creek.

margaret galspy emotions and math

https://www.youtube.com/watch?v=B94FCLbWtCU

Ogni tanto mi piace segnalarvi qualche nome nuovo in questa rubrica delle novità. Margaret Glaspy è una nuova cantautrice, originaria della Califonia, già autrice di un paio di EP, ma all’esordio con album completo, questo Emotions And Math, che verrà pubblicato dalla ATO records, sempre il fatidico 17 giugno. Una vocalist interessante che mescola indie rock angolare e chitarristico e influenze folk alla Joni Mitchell, come si arguisce dai due differenti video che potete vedere (e ascoltare) sopra e sotto, oppure anche su Spotify potete trovare alcuni brani da ascoltare, puree dai vecchi EP.

red hot chili peppers the getaway

Solo una segnalazione. Per i pochi che non lo sanno, sempre il 17 esce su warner anche il nuovo album dei Red Hot Chili Peppers, in versione CD o doppio LP, niente versioni Deluxe, queste le canzoni dell’album:

 1. The Getaway
2. Dark Necessities
3. We Turn Red
4. The Longest Wave
5. Goodbye Angels
6. Sick Love
7. Go Robot
8. Feasting On The Flowers
9. Detroit
10. This Ticonderoga
11. Encore
12. The Hunter
13. Dreams Of A Samurai

augustines this is your life

Questo CD, che è già uscito la settimana scorsa, in teoria ve lo segnalo per starne alla larga. Si tratta del nuovo disco degli Augustines This Is Your Life: esce come Pias America negli Stati Uniti il 24 giugno, ma in Europa ed Italia è già disponibile su etichetta Caroline/Universal e come direbbe Fiorello/La Russa, per me, parere personale, “è veramente brutto”, a meno che non amiate le sonorità anni ’80, fin troppo cariche e pompate, anche elettroniche e sintetiche, più che nell’album precedente.

I primi due dischi We Are Augustines del 2012 (e la successiva cover di Mama. You Been On My Mind nell’album tributo a Dylan, Chimes Of Freedom) e, già meno, l’omonimo Augustines del 2014 erano belli, anche grazie alla voce espressiva di Bill McCarthy, qui si vira verso un sound tipo gli ultimi Mumford And Sons o gli U2 più enfatici e anche peggio. Però a chi piacciono, lo segnalo.

 https://www.youtube.com/watch?v=hRU8Gfi5mDU

Ci sentiamo tra una decina di giorni per le uscite della terza decade, e ovviamente domani e nei giorni a seguire con le recensioni dettagliate delle uscite più interessanti.

Bruno Conti

“Finalmente” Un Cofanetto Dal Vivo Dei Dead! Grateful Dead – Fare Thee Well: Chicago, IL, Soldier Field

grateful dead fare thee well complete

Grateful Dead – Fare Thee Well: Chicago, IL, Soldier Field – Warner/Rhino 2 CD (Best Of) – 2 DVD – 2 BluRay – 3 CD + 2 DVD – 3 CD + 2 BluRay – Super Deluxe 12CD/7DVD – 12CD/7BluRay

Il titolo del post è volutamente sarcastico, dato che per l’anno della celebrazione dei 50 anni di attività dei Grateful Dead  (anche se negli ultimi 20 si sono più che altro occupati dei loro archivi), pensavo che sarebbe bastato (e avanzato) il box di 80CD 30 Trips Around The Sun http://discoclub.myblog.it/2015/09/28/anteprima-mondiale-meno-male-che-gli-anni-trenta-grateful-dead-30-trips-around-the-sun/ , o la sua versione ridotta a 4CD, ma come potevano esimersi i membri superstiti (quindi senza il leggendario leader Jerry Garcia e tutti i tastieristi della loro storia – anni fa, giuro, ho letto una classifica delle cause di morte più comuni tra musicisti rock, ed una di esse era ‘essere tastieristi dei Grateful Dead’) dal pubblicare ufficialmente un resoconto dei loro concerti d’addio di quest’estate? Cinque spettacoli tutti esauriti, due a Santa Clara ed i tre finali al Soldier’s Field di Chicago (dove nel 1995 tennero il loro ultimo show prima del ricovero e della susseguente morte di Garcia), e proprio queste tre serate sono oggetto di questo Fare Thee Well, pubblicato in vari formati: un CD doppio che raccoglie il meglio di tutti i tre concerti, un box triplo (più due DVD o BluRay, che escono anche da soli) con la serata finale, e la solita versione monstre limitata e numerata con i tre show completi su 12CD e 7DVD (o BluRay), con le immagini che comprendono anche i dietro le quinte e la parte audio che aggiunge 3 CD dei Circles Around The Sun (la nuova band di Neal Casal) con le loro improvvisazioni di rock psichedelico suonate negli intervalli (saranno anche bravi, ma forse tre dischetti interi sono anche troppi), il cui meglio è uscito anche a parte su doppio CD con il titolo Interludes For The Dead.

neal casal interludes

Ma veniamo ai nostri: Bob Weir, Phil Lesh, Mickey Hart e Bill Kreutzmann, con l’aggiunta alle tastiere di Jeff Chimenti e Bruce Hornsby (il quale nel biennio 1990-1991 suonò diverse date coi Dead) e soprattutto con Trey Anastasio al posto di Garcia (scelta più che logica, il leader dei Phish è sempre stato un deadiano di ferro, e secondo me può essere l’erede naturale di Jerry) hanno fatto le cose in grande, celebrando il loro passato davanti ad un pubblico immenso, che forse neppure si aspettavano, una gigantesca festa in musica che ha permesso ala band di uscire di scena in grande stile (anche se poi secondo me hanno rovinato un po’ le cose continuando in autunno con altre date come Dead & Company insieme a John Mayer).(NDM: so che Tom Constanten e Donna Godchaux sono stati due membri che poco hanno inciso nella storia dei Dead, ma visto che sono entrambi in vita una ospitata come special guests in un paio di canzoni sarebbe stata una cosa carina).

grateful dead fare thee well 3 cd + 2 dvd

Cinquant’anni (o forse è meglio dire trenta) di grande musica in tre serate, anche se però sono costretto a far notare qualche magagna, principalmente tre. La prima è il suono, più che buono, ma che secondo me poteva essere molto meglio, dato che ho ancora nelle orecchie gli ultimi live di Eric Clapton e Who incisi meravigliosamente; in seconda battuta le scalette: so benissimo che ognuno ha la sua setlist preferita (personalmente io adoro Brown Eyed Women, Mississippi Half-Step Uptown Toodeloo, Alabama Getaway e Black Muddy River, e chiaramente a Chicago non ne hanno suonata mezza – ma le prime tre a Santa Clara sì), ma trovo inconcepibile che non si sia trovato posto in nessuna delle tre serate né per Dark Star, la signature song dei Dead, né per Uncle John’s Band, cioè quella che quasi all’unanimità viene considerata la loro canzone più bella, e che sarebbe stata perfetta per chiudere la serata finale al posto dell’anonima Attics Of My Life, inserendo però brani minori come Passenger, Lost Sailor, Saint Of Circumstance, la soporifera Stella Blue (so che ha molti estimatori, ma io l’ho sempre trovata di una noia mortale), Days Between o, in ogni show, il binomio Drums/Space che ho sempre considerato uno spreco di minutaggio.

Ma la magagna più seria a mio giudizio è la qualità complessiva della performance, troppo discontinua e che, soprattutto nella prima serata, mostra la ruggine accumulatasi sugli ex membri del gruppo in vent’anni di inattività (almeno come Dead), con performance vocali di Weir e Lesh di molto sotto la media (specie il secondo, che non è mai stato un cantante) ed i due batteristi che vanno spesso fuori tempo: i tre show comunque mostrano un deciso crescendo, dato che la seconda serata inizia maluccio ma si tira su su quasi subito, e nella terza fila tutto abbastanza liscio, con molti momenti di eccellenza che ricordano il periodo d’oro. Il merito della riuscita complessiva va sicuramente attribuita anche ai tre membri aggiunti (Hornsby ed Anastasio sono anche due cantanti migliori, ma non hanno tutto lo spazio vocale che meriterebbero, probabilmente a causa della loro non appartenenza alla band storica), che anche nei momenti più difficili della prima serata si caricano sulle spalle la responsabilità di dare un senso alla performance.

grateful dead fare thee well 2 dvd

Serata 1 – 3 Luglio: iniziare con la pur bella Box Of Rain forse non è la scelta migliore, dato che in cinquant’anni Lesh non ha mai imparato a cantare, ma il concerto si raddrizza subito con una solida Jack Straw e con la bellissima Bertha, solitamente scintillante ma stasera appena sufficiente, con Anastasio che si barcamena come può, abituato com’è alla precisione dei Phish. Dopo una trascurabile Passenger abbiamo una liquidissima The Wheel (anche se non tutto è perfetto), seguita da una Crazy Fingers che vede i Dead un po’ confusi e sfasati. Tra i pochi highlights ci sono la sempre solare Scarlet Begonias e la rara (e qui plaudo alla scelta) Mason’s Children, che purtroppo viene affidata alla voce monocorde e stonata di Lesh. Il medley Help On The Way/Slipknot!/Franklin’s Tower, una delle cose più belle dei Dead, ed una toccante Ripple cantata a più voci (questa sì eseguita come Dio comanda) chiudono in crescendo un concerto tutto sommato mediocre.

Serata 2 – 4 Luglio: anche qui si comincia maluccio con una versione approssimativa e troppo lunga di Shakedown Street (un brano che non ho mai amato), per di più cantata malissimo da Weir, seguita da Liberty che non è certo uno dei pezzi più riusciti del binomio Garcia-Hunter. Ma già con la terza canzone, Standing On The Moon, ben cantata da Trey, la serata si alza di livello: le cose migliori sono la splendida Tennessee Jed, dove Weir, Hornsby ed Anastasio si alternano alla voce solista, una Little Red Rooster ben suonata (anche se il blues non è molto nelle loro corde), la vivace Deal, anche se ne ho sentite di molto migliori quando c’era Garcia, una Bird Song liquida al punto giusto (finalmente!), la solida e vibrante West L.A. Fadeaway e la sempre gradevole Foolish Heart, con un grande Anastasio.

Serata 3 – 5 Luglio: lo show finale è nettamente il migliore dei tre, un po’ per la presenza di vari classici assodati del gruppo (l’uno-due iniziale China Cat Sunflower e I Know You Rider, la splendida Althea, una delle mie preferite, la coinvolgente Truckin’ e la sontuosa Terrapin Station), ma soprattutto per la qualità della performance, finalmente degna del passato della band. Built To Last non la ricordavo così bella, Throwing Stones è uno dei brani più diretti di Weir, mentre, subito dopo una trascinante Not Fade Away (il classico di Buddy Holly è ormai in tutto e per tutto un classico dei Dead), la serata si chiude con l’inno Touch Of Grey, una delle canzoni più belle di Garcia, e con la già citata Attics Of My Life, carina ma poco adatta a mio parere a dare l’addio definitivo.

In conclusione un box altalenante, che presenta un gruppo parecchio incerto all’inizio ma finalmente padrone della situazione nella serata finale (che consiglio a chi non vuole accaparrarsi il super box da 12 CD), ma che conferma ciò che avevo sempre pensato, e cioè che i Grateful Dead con Jerry Garcia erano una delle migliori band di sempre, mentre senza di lui sono poco più di un gruppo di ottimi mestieranti.

Marco Verdi