Musica Esuberante E Contagiosa…Nel Nome Del Signore! Rend Collective – Good News

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Rend Collective – Good News – Rend Family Records/Capitol CD

I Rend Collective sono un quintetto proveniente da Bangor, Irlanda del Nord, specializzato nel sottogenere denominato “worship music”, musica di culto, caratterizzata quindi da testi tendenti a celebrare la grandezza di Dio e di Gesù, attraverso dischi e canzoni pieni di messaggi positivi, che inneggiano alla bellezza della vita ed alla gioia di celebrare tutti insieme il culto religioso: temi forse ingenui, ma al giorno d’oggi è bello avere anche chi cerca ancora il bello della vita, circondati come siamo da problemi e negatività. Quello della worship music è un filone molto popolare, specie in America dove i Rend Collective sono abbastanza famosi (il loro album del 2014, The Art Of Celebration, è entrato addirittura nella Top 20), e questo nuovo album, anch’esso dal titolo positivo di Good News, pare destinato a consolidare la loro fama (è già primo nella speciale classifica dedicata alla musica di culto). I RC, che hanno iniziato ad incidere nel 2010 e hanno già quasi una decina di album alle spalle, sono costruiti intorno ad un nucleo di cinque elementi (Gareth ed Ali Gilkeson, che sono anche marito e moglie, Chris Llewellyn, Patrick Thompson e Stephen Mitchell, cantano tutti e suonano una lunga serie di strumenti), che sono quelli che vanno in tour, ma su disco sono aiutati da una lunghissima schiera di amici e collaboratori, fino a formare un vero e proprio collettivo musicale, più che una band.

Ed il suono nel risente: nonostante i temi trattati i RC non fanno gospel, bensì una sorta di folk-rock potenziato, dove vicino ai classici strumenti della tradizione irlandese se ne aggiungono altri più propriamente rock, ed in grande quantità, tanto da formare un vero e proprio muro del suono, un cocktail esuberante e dal ritmo quasi sempre elevato. In alcuni momenti le sonorità sono talmente cariche che sfiorano quasi il pacchiano, ma le melodie sono talmente coinvolgenti (tutti i brani sono originali) da poter perdonare loro qualche eccesso, anche perché canzoni con questo tipo di messaggi positivi si prestano ad essere suonate con forza e partecipazione. Good News è un disco abbastanza lungo (quasi un’ora), ma è pieno di idee e di soluzioni melodiche, ed alla fine si ascolta tutto con piacere, anche nei momenti più di grana grossa. L’apertura di Life Is Beautiful è festosa come suggerisce il titolo, all’inizio sembra quasi un brano natalizio, il ritmo è alto ed il muro del suono strumentale è notevole, anche se il ritornello corale ad alcuni potrà sembrare un po’ kitsch. Anche I Will Be Undignified ha un mood gioioso, una giga elettrica indubbiamente coinvolgente, con un motivo che colpisce subito: il ritmo alto e l’uso corale delle voci potrebbero far pensare ai Lumineers, anche se il genere è completamente diverso; Rescuer (Good News) è il primo singolo, e sposta il suono verso territori gospel, sia per il suono “sudista” del pianoforte che per l’uso del coro, ed il ritornello è orecchiabile anche se aleggia ancora quel sentore di nazionalpopolare.

Counting Every Blessing inizia ancora per voce e piano, poi il ritmo prende piede e la strumentazione cresce: ottime come al solito le voci, con il suono che qui riesce ad essere bello pieno senza risultare eccessivo; Nailed To The Cross ha una melodia molto fluida e gradevole, ed un arrangiamento giusto a metà tra Irlanda e rock, ed alla fine risulterà una delle più riuscite, mentre Hymn Of The Ages è una rock ballad fatta e finita, maestosa e toccante, alla quale sono disposto a perdonare un suono leggermente sopra le righe dato che la linea melodica è decisamente bella. Stesso discorso per la vivace e contagiosa True North, forse ruffiana nel ritornello ma di sicuro impatto: è proprio questo continuo equilibrio tra bello e pacchiano la carta vincente dei nostri, in quanto riescono a colpire dritto al cuore di chiunque. Resurrection Day è forse troppo radiofonica, No Outsiders per contro è vigorosa e di grande respiro, ricorda un po’ gli U2 dei bei tempi, Weep With Me è uno slow ben costruito ed ottimamente cantato a due voci, mentre la potente Marching On è eccessivamente commerciale, con un ritmo praticamente da discoteca, ed è l’unico pezzo davvero da pollice verso. Il CD si chiude con la tenue ed intensa Yahweh, tra le più emozionanti, una saltellante ripresa di Counting Every Blessing più acustica, in cui l’ukulele assume un ruolo centrale, ed il finale di Christ Lives In Me, altra limpida ed ariosa ballata, diretta e senza sbavature.

I Rend Collective non saranno forse un gruppo per tutti, ma se gli darete un ascolto la loro forza e la loro gioia di vivere potrebbero anche contagiarvi.

Marco Verdi

Musica Esuberante E Contagiosa…Nel Nome Del Signore! Rend Collective – Good Newsultima modifica: 2018-03-20T12:20:56+01:00da bruno_conti
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Un pensiero su “Musica Esuberante E Contagiosa…Nel Nome Del Signore! Rend Collective – Good News

  1. Seguo gia da qualche anno questo gruppo musicale.. e quando li ascolto, qualcosa d’inspiegabile entra nel mio cuore.. non più un muro di suoni a cui vado contro, ma è la stessa musica che rompe il mio di muro.. da sentimenti negativi a tutto ciò che corrompe il mio stato d’animo positivo, e anche ben oltre. Si, sono cristiani, ma comprendo perfettamente quel mood gioiso di cui si parla in questa recensione. Bè, quando ti tocca il cuore e qualcosa cambia dentro di te, credo proprio che questo qualcosa non sia più naturale, ma soprannaturale. Ho incominciato a conoscere quel Cristo di cui questo gruppo è innamorato..
    Che meraviglia!

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