Eccone Un Altro Bravo, Questa Volta Dal Kentucky E Lo “Manda” Sturgill Simpson! Tyler Childers – Purgatory

tyler childers purgatory

Tyler Childers  Purgatory – Hickman Holler CD

Ecco un altro musicista di talento spuntato dal fittissimo sottobosco musicale Americano: per la verità Tyler Childers, proveniente da Louisa, Kentucky (un paesino di poco più di duemila anime che si fa fatica anche a trovare sulle cartine), ha già esordito nel 2011 con l’autodistribuito Bottles & Bibles, seguito da un paio di EP dal vivo, Live On Red Barn Radio Vol. I & II, ma possiamo tranquillamente considerare questo Purgatory come il suo debutto vero e proprio. Dotato di una voce molto dylaniana (il Dylan degli esordi), Childers suona un misto di country, folk appalachiano e musica cantautorale, oltre a scrivere buone canzoni: il suo territorio è lo stesso di altri musicisti veri, che fanno musica lontana dal suono tipico di Nashville e, quando vanno in classifica è per puro caso, gente che risponde al nome di Chris Stapleton, Jamey Johnson, Whitey Morgan, Colter Wall (che lo ha indicato come suo cantante preferito del momento) e Sturgill Simpson. Proprio Simpson, che è tra i più creativi tra quelli che ho citato, è il produttore di Purgatory, e questo ha fatto solo del bene alle già belle canzoni di Tyler, oltre ad aver facilitato la possibilità di suonarle con un gruppo di gente che sa il fatto suo (Russ Pahl e Michael Henderon alle chitarre, lo specialista Stuart Duncan al violino, grande protagonista del disco, Charlie Cushman al banjo, Michael Bub al basso e Miles Miller alla batteria).

E poi naturalmente c’è Childers con le sue canzoni che profumano di musica d’altri tempi, quando i dischi si compravano e non si scaricavano. I Swear (To God) è un gustoso honky-tonk dal sapore vintage, con il violino che swinga che è un piacere ed una ritmica spedita, una via di mezzo tra Wayne Hancock e Dale Watson. Feathered Indians è un’intensa ballata tra folk degli Appalachi e country, tempo sostenuto ma leggero, melodia fluida e feeling a profusione, con il violino ancora come strumento centrale; Tattoos inizia lenta e spoglia (voce, chitarra e fiddle), poi entra il resto del gruppo ed il brano acquista corpo senza perdere intensità, anzi. Born Again è molto bella (non che le precedenti non lo fossero), con il suo mood western, motivo discorsivo e diretto, arrangiamento tra sixties e seventies (si sente il lavoro di Simpson) e grande uso di steel, Whitehouse Road è leggermente più elettrica, ha un’andatura da outlaw song alla Waylon Jennings, ed anche in questa veste Tyler fa la sua bella figura, mentre Banded Clovis, dylaniana anche nella melodia oltre che nella voce, è una folk song purissima con il banjo a guidare le danze. Ed eccoci alla title track, un bluegrass dal ritmo forsennato ma con la batteria appena sfiorata (d’altronde il Kentucky è noto come “The Bluegrass State”), altro pezzo che suona come un traditional, brano che porta a Honky Tonk Flame, che invece ha un non so che di John Prine nella struttura melodica, sempre roba buona comunque; il CD si chiude con Universal Sound, molto più moderna nel suono del resto delle canzoni, una country song elettrica e mossa, ma decisamente riuscita e gradevole, e con la pura e folkie Lady May, solo Tyler voce e chitarra.

Bel disco, forse non tra quelli da avere a tutti i costi, ma sicuramente meritevole se vi piacciono i nomi citati qua e là nella recensione.

Marco Verdi

Il Classico Disco Che Non Ti Aspetti… Ma In Questo Caso Non E’ Del Tutto Un Complimento! Sturgill Simpson – A Sailor’s Guide To Earth

sturgill simpson a sailor's guide to earth

Sturgill Simpson – A Sailor’s Guide To Earth – Atlantic CD

I primi due album di Sturgill Simpson, musicista del Kentucky di grande talento, mi erano piaciuti molto: il suo esordio del 2013, High Top Mountain, era un perfetto album di Outlaw Country moderno, pieno di ritmo, grinta ed ottime canzoni, con uno stile ed una voce che si rifacevano chiaramente a Waylon Jennings (e Simpson ebbe i compimenti anche dal figlio di Waylon, Shooter), e l’anno dopo Metamodern Sounds In Country Music era anche meglio, con il nostro che introduceva nel suono elementi più rock e perfino psichedelici https://www.youtube.com/watch?v=mlYgTU1QAjE&list=PL8c2CQ3JiUNFt4-q3JiMlppKCuUTYeDot . Il produttore di quei due album era l’ormai onnipresente Dave Cobb, che oltre ad aver dato il suono giusto ai brani di Simpson era probabilmente riuscito anche a contenerne la personalità vulcanica, che si intuiva da alcune pieghe del suono, dai testi ma anche dalle copertine dei CD, non proprio tipicamente country. Per questo nuovo A Sailor’s Guide To Earth (dedicato a suo figlio, con titolo e copertina a tema marinaresco, ma più sullo stile di una band rock anni settanta che di uno come Jimmy Buffett) Sturgill decide di prodursi da solo, e la scelta, se dal punto di vista tecnico può risultare anche azzeccata, da quello artistico è discutibile: il nostro infatti decide di cambiare completamente il suo stile, lascia affiorare in molti brani una vena rhythm’n’blues e soul che non pensavamo avesse (ed il fatto che il CD esca per la Atlantic può non essere casuale), ma se si fosse limitato a questo avrei applaudito lo stesso in quanto la bravura nel songwriting è rimasta la stessa di prima.

Il “problema” è che Sturgill ha voluto andare oltre, ha aggiunto anche elementi puramente pop, ma un pop molto romantico e super arrangiato come si usava fare negli anni sessanta, ed inoltre in mezzo ci ha pure ficcato sonorità rock e ancora psichedeliche, dando a mio parere l’impressione di confusione (ed utilizzando un numero di musicisti e di strumenti impressionante, quando la fortuna dei suoi primi due dischi l’avevano fatta anche la compattezza del suono ed il numero limitato di sessionmen). Un disco che non posso definire brutto, le buone canzoni ci sono eccome, ma spesso annacquate in sonorità che a mio giudizio appartengono poco al suo autore: non dico che deve ripetere alla nausea lo stesso tipo di country-rock (anche se Waylon lo faceva e nessuno ci trovava da ridire, dopotutto chiunque ha un suo stile), ma qui ci sono cambiamenti a 360 gradi che non so quanto gli gioveranno. Un esempio calzante può essere il brano iniziale, Welcome To Earth (Pollywog), con un avvio quasi psichedelico, poi arriva un pianoforte malinconico, e la bella voce del nostro che intona una melodia forte, con un arrangiamento quasi cameristico da pop band sixties, un big sound che ad un certo punto cambia di botto, il ritmo aumenta, arrivano i fiati (il gruppo funk-soul Dap-Kings) ed il pezzo si tramuta in un errebi molto energico, sullo stile di Nathaniel Rateliff: un inizio spiazzante, con il nostro che non si capisce dove voglia andare a parare.

Breakers Roar è una ballata acustica, sognante ed eterea, ancora con archi a profusione e leggero accompagnamento ritmico, non è male ma sembrano più i Bee Gees dei primi dischi (quelli belli, comunque) che un countryman definito il nuovo Outlaw; Keep It Between The Lines è un funky molto annerito, con i fiati protagonisti ed un marcato sapore New Orleans, un cocktail di suoni e colori accattivante, mentre con Sea Stories Sturgill torna per un momento sui suoi vecchi passi, una solida ballata country-rock elettrica dal sapore sudista, suono diretto e melodia vincente, con ottimi interventi della steel di Dan Dugmore e della slide di Laur Joamets (?): sarò scontato, ma questo e lo Sturgill Simpson che preferisco. In Bloom dei Nirvana è la cover che non ti aspetti, ma chiaramente Simpson non è Kurt Cobain e la canzone assume tonalità pop d’altri tempi, quelle canzoni d’atmosfera avvolgenti tipiche degli anni a cavallo tra i sessanta e settanta ed echi, perché no, di Van Morrison (compreso l’uso dei fiati nella seconda parte, anche se l’irlandese aveva arrangiamenti più sobri); Brace For Impact (Live A Little) è il singolo estratto https://www.youtube.com/watch?v=BlOk5wV0DRo , una rock song elettrica e cadenzata, suonata e cantata con grinta ma poco creativa dal punto di vista dello script, ed inoltre troppo lunga e con soluzioni sonore un po’ discutibili: è ormai chiaro che il Simpson dei primi due dischi qui non c’è, ma abbiamo un artista che vuol dimostrare di saper tenere i piedi in più scarpe, ma secondo me lo fa a discapito dell’unitarietà. All Around You è comunque un ottimo blue-eyed soul, un pezzo altamente godibile e suonato alla grande, che non ha nulla da invidiare al bravissimo Anderson East: certo che se tutto il disco fosse stato su questi livelli avrei comunque applaudito al riuscito cambio stilistico del nostro, che però ha voluto strafare perdendo un po’ il filo conduttore.

Con Oh Sarah torniamo in territori country-pop gradevoli ma un po’ demodé, sembra Waylon, ma quello pre-Outlaw degli anni sessanta; chiude il CD (38 minuti) l’energica Call To Arms, gran ritmo, ancora a metà tra rock, southern e soul e con basso e batteria che sembrano quasi andare fuori giri (ma c’è un breve ma irresistibile assolo di Jefferson Crow al pianoforte).

Non so se A Sailor’s Guide To Earth segni l’inizio di una nuova fase della carriera di Sturgill Simpson, certo è che se voleva spiazzare gli ascoltatori c’è riuscito alla perfezione.

Marco Verdi

Anticipazioni Novità, Ristampe E Cofanetti Aprile, Parte II. Metallica, Graham Nash, Santana, Foghat, Bad Company, Sturgill Simpson, PJ Harvey, Sam Beam & Jesca Hoop, Jayhawks

metallica kill 'em all box

metallica ride the lightning box

In concomitanza con il Record Store Day del 16 aprile (di cui i Metallica quest’anno sono una sorta di ambasciatori ufficiali e nell’ambito del quale viene anche pubblicato un raro CD Liberté, Egalité, Fraternité Live At Bataclan Paris France, June 11th, 2003, il cui ricavato andrà in beneficenza) https://www.youtube.com/watch?v=5VCD148IDeg , negli stessi giorni, a tiratura limitata, vengono ristampati i primi due album della band, Kill ‘Em All Ride The Lightning, in due cofanetti sontuosi e molto costosi (si parla di circa 200 euro cadauno, quindi preparatevi).

KIll ‘Em All sarà un box da 5 CD, 4 LP e 1 DVD, con questo contenuto:

[CD1: KILL ‘EM ALL (REMASTERED)]
1. Hit The Lights (2016 Remastered)
2. The Four Horsemen (2016 Remastered)
3. Motorbreath (2016 Remastered)
4. Jump In The Fire (2016 Remastered)
5. (Anesthesia) – Pulling Teeth (2016 Remastered)
6. Whiplash (2016 Remastered)
7. Phantom Lord (2016 Remastered)
8. No Remorse (2016 Remastered)
9. Seek & Destroy (2016 Remastered)
10. Metal Militia (2016 Remastered)

[CD2: INTERVIEW & RADIO IDS]
1. Metal Forces – Interview with Lars, January 1984
2. Radio IDs with Lars, James, and Cliff from 1984

[CD3: ROUGH MIXES FROM LARS’ VAULT, BOOTLEG TRACKS & WHIPLASH REMIX EP]
1. Motorbreath (Rough Mix)
2. Hit The Lights (Rough Mix)
3. (Anesthesia) – Pulling Teeth (Rough Mix)
4. Seek & Destroy (Rough Mix)
5. Phantom Lord (Rough Mix)
6. Whiplash (Rough Mix)
7. The Four Horsemen (Rough Mix)
8. Seek & Destroy (NOT Live from The Automatt)
9. Phantom Lord (NOT Live from The Automatt)
10. Jump In The Fire
11. Whiplash (Special Neckbrace Remix)
12. Seek & Destroy (“Live” at The Automatt)
13. Phantom Lord (“Live” at The Automatt)

[CD4: LIVE AT J BEES ROCK III, MIDDLETOWN, NY – JANUARY 20TH, 1984]
1. The Four Horsemen (Live at J Bees Rock III, Middletown, NY – 1/20/84)
2. Jump In The Fire (Live at J Bees Rock III, Middletown, NY – 1/20/84)
3. Fight Fire With Fire (Live at J Bees Rock III, Middletown, NY – 1/20/84)
4. Ride The Lightning (Live at J Bees Rock III, Middletown, NY – 1/20/84)
5. Phantom Lord (Live at J Bees Rock III, Middletown, NY – 1/20/84)
6. Seek & Destroy (Live at J Bees Rock III, Middletown, NY – 1/20/84)
7. Whiplash (Live at J Bees Rock III, Middletown, NY – 1/20/84)

[CD5: LIVE AT THE KEYSTONE, PALO ALTO, CA – OCTOBER 31ST, 1983]
1. Hit The Lights (Live at The Keystone, Palo Alto, CA – 10/31/83)
2. The Four Horsemen (Live at The Keystone, Palo Alto, CA – 10/31/83)
3. Jump In The Fire (Live at The Keystone, Palo Alto, CA – 10/31/83)
4. Fight Fire With Fire (Live at The Keystone, Palo Alto, CA – 10/31/83)
5. Ride The Lightning (Live at The Keystone, Palo Alto, CA – 10/31/83)
6. Phantom Lord (Live at The Keystone, Palo Alto, CA – 10/31/83)
7. When Hell Freezes Over (Live at The Keystone, Palo Alto, CA – 10/31/83)
8. Seek & Destroy (Live at The Keystone, Palo Alto, CA – 10/31/83)
9. (Anesthesia) – Pulling Teeth [Live at The Keystone, Palo Alto, CA – 10/31/83]
10. Whiplash (Live at The Keystone, Palo Alto, CA – 10/31/83)
11. Creeping Death (Live at The Keystone, Palo Alto, CA – 10/31/83)
12. Guitar Solo (Live at The Keystone, Palo Alto, CA – 10/31/83)
13. Metal Militia (Live at The Keystone, Palo Alto, CA – 10/31/83)

[LP1: KILL ‘EM ALL (REMASTERED)]
1. Hit The Lights (2016 Remastered)
2. The Four Horsemen (2016 Remastered)
3. Motorbreath (2016 Remastered)
4. Jump In The Fire (2016 Remastered)
5. (Anesthesia) – Pulling Teeth [2016 Remastered]
6. Whiplash (2016 Remastered)
7. Phantom Lord (2016 Remastered)
8. No Remorse (2016 Remastered)
9. Seek & Destroy (2016 Remastered)
10. Metal Militia (2016 Remastered)

[LP2: LIVE AT ESPACE BALARD, PARIS, FRANCE – FEBRUARY 9TH, 1984 (2 LP)]
1. The Ecstasy of Gold (Live at Espace Balard ,Paris, France – 2/9/1984)
2. Hit The Lights (Live at Espace Balard ,Paris, France – 2/9/1984)
3. The Four Horsemen (Live at Espace Balard ,Paris, France – 2/9/1984)
4. Jump In The Fire (Live at Espace Balard ,Paris, France – 2/9/1984)
5. Phantom Lord (Live at Espace Balard ,Paris, France – 2/9/1984)
6. No Remorse (Live at Espace Balard ,Paris, France – 2/9/1984)
7. Ride The Lightning (Live at Espace Balard ,Paris, France – 2/9/1984)

[LP3: LIVE AT ESPACE BALARD, PARIS, FRANCE – FEBRUARY 9TH, 1984 (2 LP)]
1. Motorbreath (Live at Espace Balard ,Paris, France – 2/9/1984)
2. (Anesthesia) – Pulling Teeth [Live at Espace Balard ,Paris, France – 2/9/1984]
3. Whiplash (Live at Espace Balard ,Paris, France – 2/9/1984)
4. Seek & Destroy (Live at Espace Balard ,Paris, France – 2/9/1984)
5. Metal Militia (Live at Espace Balard ,Paris, France – 2/9/1984)

[LP4: JUMP IN THE FIRE (PICTURE DISC)]
1. Jump In The Fire
2. Seek & Destroy (“Live” at The Automatt)
3. Phantom Lord (“Live” at The Automatt)

[DVD: METALLICA LIVE AT THE METRO IN CHICAGO ON AUGUST 12TH, 1983]
1. Hit The Lights (Live) (Video Only/No Audio)
2. The Four Horsemen (Live) (Video Only/No Audio)
3. Jump In The Fire (Live) (Video Only/Partial Audio)
4. Phantom Lord (Live)
5. No Remorse (Live)
6. (Anesthesia) – Pulling Teeth (Live)
7. Whiplash (Live)
8. Seek And Destroy (Live)
9. Guitar Solo (Live)
10. Metal Militia (Live)

Mentre per Ride The Lightning, 6 CD, 4 LP e 1 DVD il contenuto sarà il seguente:

[CD1: RIDE THE LIGHTNING (REMASTERED)]
1. Fight Fire With Fire (2016 Remastered)
2. Ride The Lighting (2016 Remastered)
3. For Whom The Bells Tolls (2016 Remastered)
4. Fade To Black (2016 Remastered)
5. Trapped Under Ice (2016 Remastered)
6. Escape (2016 Remastered)
7. Creeping Death (2016 Remastered)
8. The Call Of Ktulu (2016 Remastered)

[CD2: METALLICA INTERVIEWS]
1. Metal Forces Interview with Lars, November 1984
2. WUSC Cleveland Radio Interview with Cliff & Kirk, February 1985
3. Metal Madness Interview with Lars, March 1985

[CD3: DEMOS & ROUGH MIXES FROM LARS’ VAULT]
1. Ride The Lightning (Studio Demo)
2. When Hell Freezes Over (Studio Demo)
3. Creeping Death (Studio Demo)
4. Fight Fire With Fire (Studio Demo)
5. Ride The Lightning (Garage Demo)
6. When Hell Freezes Over (Garage Demo)
7. Fight Fire With Fire (Garage Demo)
8. Ride The Lightning (Boom Box Demo)
9. Blitzkrieg (Rhythm Track Rough Mix)
10. Am I Evil (Studio Demo)

[CD4: LIVE AT KABUKI THEATRE, SAN FRANCISCO, CA – MARCH 15TH, 1985]
1. Fight Fire With Fire (Live at Kabuki Theatre, San Francisco, CA – 03/15/85)
2. Ride The Lightning (Live at Kabuki Theatre, San Francisco, CA – 03/15/85)
3. Phantom Lord (Live at Kabuki Theatre, San Francisco, CA – 03/15/85)
4. The Four Horsemen (Live at Kabuki Theatre, San Francisco, CA – 03/15/85)
5. (Anesthesia) – Pulling Teeth [Live at Kabuki Theatre, San Francisco, CA – 03/15/85]
6. For Whom The Bell Tolls (Live at Kabuki Theatre, San Francisco, CA – 03/15/85)
7. No Remorse (Live at Kabuki Theatre, San Francisco, CA – 03/15/85)
8. Fade To Black (Live at Kabuki Theatre, San Francisco, CA – 03/15/85)
9. Creeping Death (Live at Kabuki Theatre, San Francisco, CA – 03/15/85)
10. Guitar Solo (Live at Kabuki Theatre, San Francisco, CA – 03/15/85)
11. Am I Evil? (Live at Kabuki Theatre, San Francisco, CA – 03/15/85)
12. Motorbreath (Live at Kabuki Theatre, San Francisco, CA – 03/15/85)

[CD5: LIVE AT THE LYCEUM THEATRE, LONDON, UK – DECEMBER 20th, 1984]
1. Phantom Lord (Live At The Lyceum Theatre, London, UK – 12/20/84)
2. The Four Horsemen (Live At The Lyceum Theatre, London, UK – 12/20/84)
3. (Anesthesia) – Pulling Teeth [Live At The Lyceum Theatre, London, UK – 12/20/84]
4. For Whom The Bell Tolls (Live At The Lyceum Theatre, London, UK – 12/20/84)
5. No Remorse (Live At The Lyceum Theatre, London, UK – 12/20/84)
6. The Call Of Ktulu (Live At The Lyceum Theatre, London, UK – 12/20/84)
7. Seek & Destroy (Live At The Lyceum Theatre, London, UK – 12/20/84)
8. Whiplash (Live At The Lyceum Theatre, London, UK – 12/20/84)
9. Creeping Death (Live At The Lyceum Theatre, London, UK – 12/20/84)
10. Guitar Solo (Live At The Lyceum Theatre, London, UK – 12/20/84)
11. Metal Militia (Live At The Lyceum Theatre, London, UK – 12/20/84)

[CD6: LIVE AT CASTLE DONINGTON, UK – AUGUST 17TH, 1985]
1. Creeping Death (Live At Castle Donington, UK – 8/17/85)
2. Ride The Lighning (Live At Castle Donington, UK – 8/17/85)
3. For Whom The Bell Tolls (Live At Castle Donington, UK – 8/17/85)
4. The Four Horsemen (Live At Castle Donington, UK – 8/17/85)
5. Fade To Black (Live At Castle Donington, UK – 8/17/85)
6. Seek & Destroy (Live At Castle Donington, UK – 8/17/85)
7. Whiplash (Live At Castle Donington, UK – 8/17/85)
8. Motorbreath (Live At Castle Donington, UK – 8/17/85)

[LP1: RIDE THE LIGHTNING (REMASTERED)]
1. Fight Fire With Fire (2016 Remastered)
2. Ride The Lightning (2016 Remastered)
3. For Whom The Bell Tolls (2016 Remastered)
4. Fade To Black (2016 Remastered)
5. Trapped Under Ice (2016 Remastered)
6. Escape (2016 Remastered)
7. Creeping Death (2016 Remastered)
8. The Call of Ktulu (2016 Remastered)

[LP2: LIVE AT THE HOLLYWOOD PALLADIUM, LOS ANGELES, CA – MARCH 10TH, 1985 (2 LP)]
1. The Ecstasy of Gold (Live at The Hollywood Palladium, Los Angeles, CA – 3/10/85)
2. Fight Fire With Fire (Live at The Hollywood Palladium, Los Angeles, CA – 3/10/85)
3. Ride The Lightning (Live at The Hollywood Palladium, Los Angeles, CA – 3/10/85)
4. Phantom Lord (Live at The Hollywood Palladium, Los Angeles, CA – 3/10/85)
5. (Anesthesia) – Pulling Teeth [Live at The Hollywood Palladium, Los Angeles, CA – 3/10/85]
6. For Whom The Bell Tolls (Live at The Hollywood Palladium, Los Angeles, CA – 3/10/85)
7. No Remorse (Live at The Hollywood Palladium, Los Angeles, CA – 3/10/85)

[LP3: LIVE AT THE HOLLYWOOD PALLADIUM, LOS ANGELES, CA – MARCH 10TH, 1985 (2 LP)]
1. Fade To Black (Live at The Hollywood Palladium, Los Angeles, CA – 3/10/85)
2. Seek & Destroy (Live at The Hollywood Palladium, Los Angeles, CA – 3/10/85)
3. Creeping Death (Live at The Hollywood Palladium, Los Angeles, CA – 3/10/85)
4. Am I Evil (Live at The Hollywood Palladium, Los Angeles, CA – 3/10/85)
5. Motorbreath (Live at The Hollywood Palladium, Los Angeles, CA – 3/10/85)

[LP4: CREEPING DEATH (PICTURE DISC)]
1. Creeping Death
2. Am I Evil
3. Blitzkrieg

[DVD]
LIVE AT THE METAL HAMMER FESTIVAL IN ST. GOARSHAUSEN, GERMANY – SEPTEMBER 14, 1985
1. Creeping Death (Live)
2. Ride The Lightning (Live)
3. Disposable Heroes (Live)
4. No Remorse (Live)
5. (Anesthesia) – Pulling Teeth (Live)
6. For Whom The Bell Tolls (Live)
7. The Four Horsemen (Live)
8. Fade to Black (Live)
9. Seek and Destroy (Live)
10. Whiplash (Live)
11. Fight Fire With Fire (Live)
12. Guitar Solo (Live)
13. Am I Evil? (Live)
14. Motorbreath (Live)

LIVE AT MTV’S DAY ON THE GREEN AT OAKLAND STADIUM, OAKLAND, CA – AUGUST 31, 1985
1. Creeping Death (Live)
2. Ride the Lightning (Live)
3. For Whom the Bell Tolls (Live)
4. MTV Day On The Green Interview with Lars and James

DANISH TV
1. “Lars Ulrich When He Was Young” *Lars’ first television interview
2. “SPOT – Lars Ulrich”

Il tutto verrà pubblicato, a livello ufficiale, dalla Universal.

foghat complete bearsville albums

Sempre il 15 aprile, ma su etichetta Warner/Rhino, uscirà questo The Complete Bearsville Album Collection dei Foghat, un box da 13 CD che raccoglie tutti gli album pubblicati negli anni fra il 1971 e il 1983 dalla band “americana” ( o così pensa la gente, ma in effetti il gruppo era tipicamente di formazione inglese, con tre fuoriusciti dai Savoy Brown di Looking In del 1970, “Lonesome” Dave Peverett, Roger Earl Tony Stevens, a cui si aggiunse Rod Price, alla seconda chitarra e alla slide, proveniente dai Black Cat Bones. Con il solo batterista Roger Earl della formazione originale ( i due chitarristi e cantanti sono entrambi morti) il gruppo continua tuttora la sua attività, ma gli anni d’oro sono stati effettivamente quelli esaminati in questo cofanetto. Anzi, il periodo migliore del blues-rock tendente all’heavy, ma di grande energia e qualità dire che arriva fino al Live del 1977, anche se pure gli album successivi non sono male, ma decisamente più di maniera.

Ecco il contenuto del box:

[CD1: Foghat]
1. I Just Want To Make Love To You
2. Trouble Trouble
3. Leavin’ Again (Again)
4. Fool’s Hall Of Fame
5. Sarah Lee
6. Highway (Killing Me)
7. Maybelline
8. A Hole To Hide In
9. Gotta Get To Know You (LP Version)

[CD2: Rock And Roll]
1. Ride, Ride, Ride
2. Feel So Bad
3. Long Way To Go
4. It’s Too Late
5. What A Shame
6. Helping Hand
7. Road Fever
8. She’s Gone
9. Couldn’t Make Her Stay

[CD3: Energized]
1. Honey Hush
2. Step Outside
3. Golden Arrow
4. Home In My Hand
5. Wild Cherry
6. That’ll Be The Day
7. Fly By Night
8. Nothing I Won’t Do

[CD4: Rock And Roll Outlaws]
1. Eight Days On The Road
2. Hate To See You Go
3. Dreamer
4. Trouble In My Way
5. Rock And Roll Outlaw
6. Shirley Jean
7. Blue Spruce Woman
8. Chateau Lafitte ’59 Boogie

[CD5: Fool For The City]
1. Fool For The City
2. My Babe
3. Slow Ride
4. Terraplane Blues
5. Save Your Loving (For Me)
6. Drive Me Home
7. Take It Or Leave It

[CD6: Night Shift]
1. Drivin’ Wheel
2. Don’t Run Me Down
3. Burnin’ The Midnight Oil
4. Night Shift
5. Hot Shot Love
6. Take Me To The River
7. I’ll Be Standing By

[CD7: Live]
1. Fool For The City
2. Home In My Hand
3. I Just Want To Make Love To You
4. Road Fever
5. Honey Hush
6. Slow Ride

[CD8: Stone Blue]
1. Stone Blue
2. Sweet Home Chicago
3. Easy Money
4. Midnight Madness
5. It Hurts Me Too
6. High On Love
7. Chevrolet
8. Stay With Me

[CD9: Boogie Motel]
1. Somebody’s Been Sleepin’ In My Bed
2. Third Time Lucky (First Time I Was A Fool)
3. Comin’ Down With Love
4. Paradise Alley
5. Boogie Motel
6. Love In Motion
7. Nervous Release

[CD10: Tight Shoes]
1. Stranger In My Home Town
2. Loose Ends
3. Full Time Lover
4. Baby, Can I Change Your Mind
5. Too Late The Hero
6. Dead End Street
7. Be My Woman
8. No Hard Feelings

[CD11: Girls To Chat & Boys To Bounce]
1. Wide Boy
2. Let Me Get Close To You
3. Live Now – Pay Later
4. Love Zone
5. Delayed Reaction
6. Second Childhood
7. Weekend Driver
8. Sing About Love

[CD12: In The Mood For Something Rude]
1. Slipped, Tripped, Fell In Love
2. Bustin’ Up Or Bustin’ Out
3. Take This Heart Of Mine
4. Love Rustler
5. Ain’t Livin’ Long Like This
6. Back For A Taste Of Your Love
7. There Ain’t No Man That Can’t Be Taught
8. And I Do Just What I Want

[CD13: Zig-Zag Walk]
1. That’s What Love Can Do
2. Zig-Zag Walk
3. Choo Choo Ch’Boogie
4. Jenny Don’t Mind
5. Three Wheel Cadillac
6. It’ll Be Me
7. Silent Treatment
8. Down The Road Apiece
9. Seven Day Weekend
10. Linda Lou

Siamo dalle parti di Bad Company, ZZ Top, BTO, Grand Funk, il tutto nobilitato dal grande uso della slide di Rod Price, vero virtuoso dello strumento.

graham nash this path tonight

Graham Nash era da 14 anni che non pubblicava un nuovo album a nome proprio, l’ultimo era stato Songs For Survivors del 2002. Il CD, che uscirà il 15 aprile per la Blue Castle Records/ADA distribuzione Warner, è prodotto da Shane Fontayne, che suona anche la chitarra nel disco, insieme a Jennifer Condos al basso, Todd Caldwell all’organo, Patrick Warren al piano e Jay Bellerose alla batteria, This Path Tonight esce in molte versioni: quello per il download avrà 13 brani, mentre la versione normale ne conterrà 10, in quella Deluxe CD+DVD ci saranno anche contenuti video sostanziosi, oltre ad una intervista ben 20 brani registrati dal vivo, in un DVD che dovrebbe durare oltre 2 ore e, forse, contenere anche qualcuna delle bonus della versione digitale. E poi ci sarà il vinile.

Qui sotto potete leggere i contenuti delle varie edizioni:

Tracklist
1. This Path Tonight
2. Myself At Last
3. Cracks In The City
4. Beneath The Waves
5. Fire Down Below
6. Another Broken Heart
7. Target
8. Golden Days
9. Back Home
10. Encore
MP3 Deluxe Edition Bonus Tracks:
11. Mississippi Burning
12. Watch Out For The Wind
13. The Fall

[Bonus DVD — Exclusive To Amazon CD/DVD Deluxe Edition] solo per l’America, in Italia si troverà regolarmente.
1. Bus Stop
2. King Midas
3. I Used To Be A King
4. Marrakesh Express
5. Immigration Man
6. Golden Days
7. Myself At Last
8. Wasted On The Way
9. Wind On The Water
10. Our House
11. Military Madness
12. Simple Man
13. Margeurita
14. Taken At All
15. Watch Out For The Wind
16. Just A Song
17. Cathedral
18. Chicago
19. Blackbird
20. Teach Your Children

santana iv

Chissà perché ero convinto che ne avessero fatti più di tre! Scherzi a parte la numerazione dell’album Santana IV si riferisce alla prima configurazione della band di Carlos Santana, quella di Woodstock, del primo album con il leone e di Abraxas, e poi ancora si Santana III dove in formazione entrò Neal Schon come seconda chitarra solista. L’edizione migliore del gruppo (anche se Caravanserai, Welcome, Borboletta e il triplo Live giapponese Lotus sono ancora dei grandi dischi). Comunque parliamo della formazione che accanto a Santana e Schon prevedeva Michael Shrieve alla batteria, Gregg Rolie alle tastiere e alla voce. Poi c’era Mike Carabello alle percussioni , oltre a José “Chepito” Areas, sempre alle percussioni e David Brown al basso. Questi due ultimi non ci saranno (Brown perché è morto e Areas non vi saprei dire, però sostituito da Karl Perazzo, altro collaboratore storico di Santana): aggiunti ci saranno il “nuovo” bassista Benny Rietveld, un olandese in formazione dai tempi di Supernatural, e come ospite, alla voce in due canzoni, il mitico Ronald isley degli Isley Brothers. 

I titoli dei brani e quello che si è potuto sentire fino ad ora lasciano ben sperare sulla riuscita del disco che uscirà il 15 aprile su etichetta Santana IV, con questi contenuti:

 1. Yambu
2. Shake It
3. Anywhere You Want To Go
4. Fillmore East
5. Love Makes The World Go Round (featuring Ronald Isley)
6. Freedom In Your Mind (featuring Ronald Isley)
7. Choo Choo
8. All Aboard
9. Sueños
10. Caminando
11. Blues Magic
12. Echizo
13. Leave Me Alone
14. You And I
15. Come As You Are
16. Forgiveness

Magari non suoneranno più così, ma si può sempre sperare.

sturgill simpson a sailor's guide to earth

Sturgill Simpson è uno dei nomi “nuovi” (anche se ha già 37 anni) più interessanti del nuovo country, roots, southern, un bel sound pieno: il precedente album Metamodern Sounds In Country Music, uscito nel 2014, era prodotto da Dave Cobb. Ora esordisce su Atlantic con il nuovo album, il terzo, A sailor’s guide to earth, prodotto dallo stesso Simpson, che scrive tutte le canzoni, meno una cover di In Bloom dei Nirvana, scelta curiosa, ma riuscita https://www.youtube.com/watch?v=NpDYfkymaSE !

sam bean jesca hoop love letter for fire

Una accoppiata inconsueta è quella che vede insieme Sam Beam (Iron Wine) Jesca Hoop (che molti conoscono di nome, perché è stata la tata dei tre figli di Tom Waits, che l’ha incoraggiata verso una carriera musicale che ad oggi consta di cinque album ed alcuni EP, tutti abbastanza interessanti); il loro disco, in uscita sempre il 15 aprile per la Sub Pop, si intitola Love Letter For Fire. è prodotto da Tucker Martine (Modest Mouse, Decemberists, Neko Case) e vede la collaborazione di Robert Burger (keyboardss), Eyvind Kang (violin, viola), Glenn Kotche dei Wilco(drums, percussion), Sebastian Steinberg (bass) e Edward Rankin-Parker (cello). Sembra un disco interessante, con le due voci che si intrecciano in modo affascinante.

pj harvey the hope six demolition project

Sempre il 16, su Island/Universal in Europa e su Vagrant negli States, esce il nuovo album di Pj Harvey, The Hope Six Demolition Project, a cinque anni dall’ottimo Let England Shake, il disco è prodotto sempre dal trittico Harvey/Flood/John Parish, contiene 11 nuove canzoni, tutte scritte da PJ durante i suoi viaggi tra il Kossovo, l’Afghanistan e Washington, negli Stati Uniti. Anche questa volta la parte Video sarà importante

e

E per concludere un paio di titoli in uscita a fine mese.

jayhawks paging mr. proust

Marc Olson Gary Louris non si parlano di nuovo (con il primo, visto lo scorso anno in Italia, che adotta una sorta di tattica ” i Jayhawks chi?”), ma il resto del nucleo storico, Marc Perlman (basso), Tim O’Reagan (batteria, voce), e Karen Grotberg (tastiere e voce), insieme a Gary Louris ha deciso di pubblicare un nuovo album Paging Mr. Proust, in uscita il 29 aprile per la Sham/Thirty Tigers:

1. Quiet Corners & Empty Spaces
2. Lost The Summer
3. Lovers Of The Sun
4. Pretty Roses In Your Hair
5. Leaving The Monsters Behind
6. Isabel’s Daughter
7. Ace
8. The Devil Is In Her Eyes
9. Comeback Kids
10. The Dust Of Long-Dead Stars
11. Lies In Black & White
12. I’ll Be Your Key

bad company live 1977 1979

Sempre il 29 aprile la Warner/Rhino pubblicherà questo doppio CD con due concerti inediti dei Bad Company Live 1977 & 1979. La formazione è quella originale che si legge in copertina: Paul Rodgers, Mick Ralphs, Boz Burrell, Simon Kirke con il loro classico rock-blues energico e grintoso (e due begli assoli di batteria, uno per concerto:

Tracklist
[CD1]
1. Burnin’ Sky (Live at The Summit, Houston, Texas – 23rd May 1977)
2. Too Bad (Live at The Summit, Houston, Texas – 23rd May 1977)
3. Ready For Love (Live at The Summit, Houston, Texas – 23rd May 1977)
4. Heartbeat (Live at The Summit, Houston, Texas – 23rd May 1977)
5. Morning Sun (Live at The Summit, Houston, Texas – 23rd May 1977)
6. Man Needs Woman (Live at The Summit, Houston, Texas – 23rd May 1977)
7. Leaving You (Live at The Summit, Houston, Texas – 23rd May 1977)
8. Shooting Star (Live at The Summit, Houston, Texas – 23rd May 1977)
9. Simple Man (Live at The Summit, Houston, Texas – 23rd May 1977)
10. Movin’ On (Live at The Summit, Houston, Texas – 23rd May 1977)
11. Like Water (Live at The Summit, Houston, Texas – 23rd May 1977)
12. i. Live For The Music (Live at The Summit, Houston, Texas – 23rd May 1977)
13. ii. Drum Solo (Live at The Summit, Houston, Texas – 23rd May 1977)
14. Good Lovin’ Gone Bad (Live at The Summit, Houston, Texas – 23rd May 1977)
15. Feel Like Makin’ Love (Live at The Summit, Houston, Texas – 23rd May 1977)

[CD2]
1. Bad Company (Live at The Empire Pool, Wembley, London – 9th March 1979)
2. Gone, Gone, Gone (Live at The Empire Pool, Wembley, London – 9th March 1979)
3. Shooting Star (Live at The Empire Pool, Wembley, London – 9th March 1979)
4. Rhythm Machine (Live at The Empire Pool, Wembley, London – 9th March 1979)
5. Oh, Atlanta (Live at The Empire Pool, Wembley, London – 9th March 1979)
6. She Brings Me Love (Live at The Empire Pool, Wembley, London – 9th March 1979)
7. Run With The Pack (Live at The Empire Pool, Wembley, London – 9th March 1979)
8. i. Evil Wind (Live at The Empire Pool, Wembley, London – 9th March 1979)
9. ii. Drum Solo (Live at The Empire Pool, Wembley, London – 9th March 1979)
10. Honey Child (Live at The Empire Pool, Wembley, London – 9th March 1979)
11. Rock Steady (Live at The Empire Pool, Wembley, London – 9th March 1979)
12. Rock ‘n’ Roll Fantasy (Live at The Empire Pool, Wembley, London – 9th March 1979)
13. Hey Joe (Live at Capitol Center, Washington, DC 26th June 1979)
14. Feel Like Makin’ Love (Live at The Empire Pool, Wembley, London – 9th March 1979)
15. Can’t Get Enough (Live at The Empire Pool, Wembley, London – 9th March 1979)

Anche per oggi è tutto, alla prossima.

Bruno Conti

I Migliori Dischi Del 2014, Liste Di Fine Anno. Siti Musicali: American Songwriter, Paste E Pitchfork

american songwriter top 10

Continuiamo con le nostre classifiche dei migliori album dell’anno. Questa volta tocca a tre dei siti musicali più famosi. Cominciamo con American Songwriter che per gusti musicali è quello che più si avvicina al nostro Blog, anche se una scelta, come dicevo qualche post fa, mi ha un poco destabilizzato, soprattutto perché fatta a discapito di un titolo che mi sarei aspettato non solo nella top 10, ma addirittura al primo posto, come hanno fatto rilevare molti lettori del sito http://www.americansongwriter.com/2014/11/american-songwriters-top-50-albums-2014/, parlo di Lucinda Williams Down Where The Spirit Meets The Bone, che non è neppure nei primi 50, mistero! Ecco la lista:

American Songwriter’s Top 10 Albums of 2014

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1) Sturgill Simpson – Metamodern Sounds In Country Music Sono solo tre parole “Gran Bel Disco” https://www.youtube.com/watch?v=_EGCwKp1Xss

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2) The War On Drugs – Lost In The Dream

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3) Strand Of Oaks – Heal

https://www.youtube.com/watch?v=vUic8qvv-u8

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4) Taylor Swift – 1989 Pleaaase?!?

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5) Ryan Adams – Ryan Adams https://www.youtube.com/watch?v=EMHvwsLxUek

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6) Hurray For The Riff Raff – Small Town Heroes

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7) Angel Olsen – Burn Your Fire For No Witness https://www.youtube.com/watch?v=0CQSOoFlaxI

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8) Hiss Golden Messenger – Lateness Of Dancers

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9) John Fullbright – Songs

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10) First Aid Kit – Stay Gold  https://www.youtube.com/watch?v=veHUZMoKObc

Dopo quelli di American Songwriter ecco i Top 10 di Paste.

BestAlbums 2014 Top 10 Pase

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1) The War On Drugs – Lost In The Dream

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2) St. Vincent – St. Vincent

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3) Run The Jewels – Run The Jewels 2

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4) King Tuff – Black Moon Spell

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5) Alvvays – Alvvays

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6) Sylvan Esso – Sylvan Esso

7) Beck – Morning Phase

8) Sharon Van Etten – Are We There

9) First Aid Kit – Stay Gold

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10) Courtney Barnett – The Double Ep: The Sea Of Split Peas https://www.youtube.com/watch?v=6d_WdcDev9c

E finiamo le liste di oggi con i migliori di Pitchfork. Sempre più o meno quelli sono, tra ambient, nu-disco, hip-hop e elettronica, non il massimo per i miei gusti, a parte un paio. Sono i primi 10, per documentazione, gli altri 40 ve li risparmio

Pitchfork YearEnd_Tier2-06

1) Run The Jewels – Run The Jewels 2

2) FKA Twigs – LP1

3) The War On Drugs – Lost In The Dream

4) Aphex Twins – Syro

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5) Grouper – Ruins

6) Swans – To Be Kind

7) Sun Kil Moon – Benji

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8) Todd Terje – It’s Album Time

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9) Ariel Pink – pom pom

10) Caribou – Our Love

E’ tutto per oggi, nei prossimi altre classifiche di fine anno (e forse recensioni, dipende dal tempo).

Bruno Conti

 

 

 

Il Figlio Illegittimo Di Waylon? Sturgill Simpson – High Top Mountain

 

sturgill simpson high top.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sturgill Simpson – High Top Mountain – Thirthy Tigers CD

Non credo di esagerare se dico che questo è uno dei migliori debutti in ambito country degli ultimi anni. Sturgill Simpson, nativo del Kentucky ma trapiantato a Nashville, è un esordiente assoluto, ma, all’ascolto di questo High Top Mountain (dalla copertina atipica, sembra più un disco pop alla Sufjan Stevens), devo dire che sembra un veterano alle prese con il disco della maturità. Simpson è certamente un seguace del country classico, per l’esattezza quello di fine anni sessanta e primi anni settenta, ma qui, più che dalle parti di Gram Parsons (influenza che comunque non manca) siamo in piena zona outlaw/honky tonk. Sicuramente Sturgill (bel nome, a proposito) è cresciuto a pane e Waylon Jennings, tanto in alcuni momenti il suo stile si avvicina a quello dello scomparso fuorilegge (per non parlare della voce), ma anche Willie Nelson e Merle Haggard sono influenze ben presenti.

Ma il nostro riesce comunque a non essere derivativo (beh, in un paio di momenti forse un po’ sì…) e, grazie ad un feeling in dosi massicce, ad una capacità di songwriting non comune (dieci brani su dodici sono suoi) ed all’aiuto di una super band (tra i musicisti troviamo il mitico Hargus “Pig” Robbins al piano, Bobby Emmett all’organo e Robby Turner incontenibile alla steel guitar) porta a termine un debut album veramente coi fiocchi.

Il tono del disco lo dà la canzone d’apertura, dal sintetico titolo di Life Ain’t Fair And The World Is Mean: un puro outlaw country figlio di Waylon (ma del Waylon più ispirato), ritmo alto, gran voce e begli interventi di steel. Un inizio col botto. Railroad Of Sin non abbassa la guardia, anzi: ritmo forsennato, è una via di mezzo tra uno swing ed un bluegrass elettrico, con gli strumenti suonati a velocità supersonica. Water In A Well ha i connotati di una classica country ballad, con Sturgill che canta bene e si circonda di pochi strumenti, arrangiando il brano con gusto e semplicità. Sitting Here Without You è ancora outlaw music, sembra una outtake di Waylon dei primi anni settanta (l’arrangiamento della voce è sintomatico): country che più classico non si può, ed un vero piacere per le orecchie. The Storm è una ballata saltellante, eseguita con grinta ed una bella produzione (Dave Cobb, sulla scia di un maestro come Chips Moman), mentre You Can Have The Crown è un irresistibile country’n’roll, uno dei più trascinanti da me ascoltati negli ultimi tempi.

Molto bella anche la tersa e limpida Time After All (qui siamo dalle parti di Haggard); la lenta ed epica Hero sembra di nuovo provenire da un disco di quarant’anni fa, mentre la cadenzata Some Days fa un po’ troppo il verso a Waylon: comunque godibile. Old King Coal è una perfetta cowboy ballad, Poor Rambler (di Ralph Stanley) riporta in alto il tasso ritmico del disco, mentre l’intensa I’d Have To Be Crazy (scritta da Steven Fromholz) chiude il disco in maniera crepuscolare. Senza dubbio il miglior disco di outlaw country di quest’anno, insieme all’ultimo di Shooter Jennings.
Marco Verdi