Non C’è Due Senza Tre Revisited! Richard Thompson – Acoustic Rarities

richard thompson acoustic rarities

Richard Thompson – Acoustic Rarities – Beeswing/Proper CD

A pochissima distanza dal secondo volume dei suoi Acoustic Classics (ma già in vendita insieme ad esso in versione doppio CD sul sito di Pledge Music, ora però esaurito) Richard Thompson pubblica il terzo e penso ultimo album della serie, emulando così Randy Newman che aveva negli anni scorsi rivisitato in perfetta solitudine gran parte del suo catalogo, anche se a differenza dell’occhialuto pianista americano il buon Richard ha fatto tutto in tempi decisamente più ristretti. Se nei primi due CD Thompson aveva reinterpretato buona parte delle sue canzoni più o meno note http://discoclub.myblog.it/2017/08/19/i-classici-non-mancano-neppure-nel-secondo-capitolo-richard-thompson-acoustic-classics-ii/ , in questo Acoustic Rarities vengono presi in esame brani rari, oppure poco eseguiti dal vivo o addirittura inediti, il tutto sempre con lo stesso approccio con la spina staccata, ma sovente con l’utilizzo di diverse chitarre sovarincise ed anche alcuni backing vocals ad opera di Richard stesso. Il disco è, così come per gli altri due, molto bello, in quanto il nostro resta sempre  un compositore di primissimo livello ed un chitarrista sopraffino anche in acustico, e quindi le 14 canzoni non annoiano neanche per un attimo, anzi in certi momenti non si sente neanche il bisogno di una band alle spalle.

Ho parlato di brani nuovi (o inediti, che è lo stesso), ed in Acoustic Rarities ce ne sono ben sei, a partire dall’apertura di What If?, una canzone decisamente energica e potente nonostante la veste spoglia, con la chitarra suonata con estrema forza, subito seguita da They Tore The Hippodrome Down, molto più meditativa ed intima, una ballata tipica del nostro, con un refrain limpido e la chitarra arpeggiata con dolcezza. Poi abbiamo la gradevole e bizzarra I Must Have A March, con Richard che si autodoppia alla voce ed un motivo quasi cabarettistico, le vivacissime Alexander Graham Bell e Push And Shove (meglio quest’ultima come canzone), con il nostro che suona in maniera divina sia la ritmica che la solista, e la fluida She Played Right Into My Hands, dal motivo delizioso ed immediato. Ci sono poi tre pezzi scritti da Thompson ma mai incisi da lui: Seven Brothers (registrata dal giovane Blair Dunlop, che poi è il figlio di Ashley Hutchings), un bellissimo brano di derivazione folk, drammatico ed intenso, con prestazione chitarristica notevole, la squisita Rainbow Over The Hill, uno scintillante motivo donato da Richard alla Albion Band, davvero immediato e piacevole (e che classe), e I’ll Take All My Sorrows To The Sea, presa dalla suite orchestrale Interviews With Ghosts, un pezzo molto interiore che è anche il più “normale” tra quelli presenti (che per Thompson significa comunque ad alto livello).

Poi è la volta di brani già noti, ma riproposti molto raramente dal vivo, specie in anni recenti: Never Again (dal disco con Linda Thompson Hokey Pokey), lenta, struggente e con una fisarmonica discreta in sottofondo, suonata anche questa da Richard, la splendida Poor Ditching Boy, presa dall’esordio solista del nostro Henry The Human Fly, una tipica Thompson song di quelle belle e ricca anche dal punto di vista strumentale, con due chitarre ed ancora la fisa, e l’altrettanto bella ed intensa End Of The Rainbow, ancora incisa originariamente con Linda su I Want To See The Bright Lights Tonight (ma si sa che nei primi tre album con l’ex moglie non c’è neppure un minuto da scartare). Dulcis in fundo, abbiamo due brani del periodo Fairport Convention, entrambi tratti da Full House, cioè l’ultimo disco della storica band con Richard nella lineup: Poor Will And The Jolly Hangman (che all’epoca il nostro fece rimuovere dall’LP in quanto non soddisfatto del suo assolo), più folkeggiante che mai in questa veste, con le due chitarre, una per ogni canale dello stereo, suonate con una maestria che ha pochi eguali, e soprattutto la magnifica Sloth, uno dei brani storici del gruppo, per anni un tour de force nei concerti dal vivo (mentre qui dura “solo” cinque minuti). Ero molto curioso di ascoltarla in versione acustica, e devo dire che non mi ha deluso: inizio lento e cristallino, con Richard che intona la ben nota (e splendida) melodia doppiando la sua stessa voce ed omaggiando quindi anche Dave Swarbrick (che era il co-autore del pezzo), e poi seguono sublimi interventi di chitarra che, anche se non sono elettrici, costituiscono sempre una goduria.

Se amate Richard Thompson e non vi siete lasciati sfuggire i due Acoustic Classics, anche questo terzo volume non mancherà di riscuotere il vostro apprezzamento: personalmente non mi dispiacerebbe averne uno diverso ogni due mesi.

Marco Verdi

I Classici Non Mancano Neppure Nel Secondo Capitolo! Richard Thompson – Acoustic Classics II

richard thompson acoustic classics II

Richard Thompson – Acoustic Classics II – Beeswing/Proper

Nel primo volume, uscito circa tre anni fa nel luglio 2014, Richard Thompson aveva rivisitato una nutrita serie di “classici” del proprio repertorio in versione acustica: brani già eseguiti moltissime volte in modalità voce e chitarra, ma tratti solo da esibizioni live, mentre per il disco si era scelto proprio di inciderli ex novo, con un arrangiamento ad hoc e con la tecnologia di studio a disposizione, nonché spesso con l’esperienza e la visione differente maturate in quasi 50 anni di carriera. Il bacino da cui pescare non mancava di sicuro, in quanto il musicista di Notting Hill Gate ha scritto una serie impressionante di bellissime canzoni e quindi c’era solo l’imbarazzo della scelta: e quindi nel CD del 2014, che forse allora non era ancora previsto fosse il primo di una serie, troviamo brani splendidi come I Want To See The Bright Lights, Wall The Death, Walking On A Wire, 1952 Vincent Black Lightning, Shoot Out The Lights, tanto per citarne alcune, comunque potete leggere dei contenuti completi qui http://discoclub.myblog.it/2014/07/21/electric-quasi-inevitabilmente-richard-thompson-acoustic-classics/ . Per il nuovo capitolo Thompson ha deciso di andare ancora più a fondo nel proprio songbook, riprendendo anche alcuni dei pezzi scritti per i Fairport Convention, oltre ad alcune canzoni tratte dal repertorio solista, quello più ampio ed altre ancora incise anche da altri cantanti. Il risultato è come sempre di grande fascino, sia per gli amanti di Richard Thompson, sia per chi lo avvicina per la prima volta, per quanto il sottoscritto, come si desume dai numerosi post che gli ho dedicato sul Blog e anche da parecchie recensioni scritte per il Buscadero, lo predilige in versione elettrica, o forse, meglio in ancora, in una combinazione delle due modalità.

L’apertura è affidata a She Twists The Knife Again, un brano tratto da Across A Crowded Room del 1985, il secondo album del post Richard & Linda Thompson (ma in mezzo c’era stato Small Town Romance, un album acustico dal vivo, uno dei tanti della sua discografia), una delle sue canzoni più accorate, ricca di rabbia e disperazione, sulla dissoluzione di un rapporto, forse un “classico” minore ma che comunque ad oltre trenta anni dalla sua composizione, e anche in versione acustica, non ha perso la rabbia e l’urgenza della versione originale, forse temperate dalla distanza temporale ma ancora brucianti, con la chitarra acustica a disegnare le solite traiettorie incredibili. The Ghost Of You Walks era su You? Me? Us?, il doppio album uscito nel 1996, tra i più controversi a livello critico di Thompson, secondo il sottoscritto comunque un piccolo capolavoro, e con questa canzone dove si apprezzava il lavoro dell’altro grande Thompson, Danny, un brano intimista e malinconico. Genesis Hall, uno dei primi capolavori scritti per i Fairport Convention, appariva su Unhallbricking del 1969 ed era in origine cantata da Sandy Denny, Richard ci regala una splendida versione aggiornata per questo Acoustic Classics, Jet Plane In A Rocking Chair era su Poor Down Like Silver, il disco del 1975 inciso insieme a Linda, un alto “classico minore”, ma ci sarebbe gente pronta a uccidere per scrivere delle canzoni così belle, e Thompson la canta con la sua voce unica e particolare che a 68 anni non mostra cenni di cedimento, ancora fresca e vivace, oggi come ieri.

A Heart Needs A Home è una delle sue ballate più belle (ma ne ha scritte di brutte?), struggente e delicata, è un’altra delle canzoni incise con Linda, ma che poi ritorna periodicamente nei suoi dischi, sempre unica e diversa. Pharaoh non è notissima, secondo alcuni è una delle sue composizioni più affascinanti, per altri addirittura la più bella, in origine era su Amnesia del 1988, il secondo disco prodotto da Mitchell Froom; io non mi spingerei così a fondo nell’entusiasmo, per quanto il brano sia intenso ed avvolgente, riservando le mie lodi per Gethsemane, una delle sue perle nascoste, apparsa su The Old Kit Bag, il disco del 2003 che andrebbe ripescato tra i suoi lavori migliori: in questa versione doppia chitarra acustica, una che tiene il ritmo e l’altra che disegna fregi sonori di classe sopraffina. Devonside ammetto che non la ricordavo neppure io, si trova su Hand Of Kindness, il primo disco del post Richard & Linda, un’altra storia di una relazione finita tragicamente, ma in questo caso non legata direttamente alla propria vicenda; non sarà nota ma è pur sempre un ascolto avvincente; così come quello della successiva Meet On The Ledge, a tutt’oggi la signature song dei Fairport, scritta quanto aveva 19 anni, ed interpretata insieme alla Denny su What We Did On Our Holidays, una sorta di variazione sul tema dell’amore eterno che anche oggi, in questa versione della maturità, non ha perso un briciolo del suo fascino, con Richard che ancora una volta si sdoppia alla chitarra acustica per questa splendida canzone.

Keep Your Distance viene da Rumor And Sigh, uno degli album degli anni ’90, per chi scrive uno dei migliori della maturità, lo stesso disco di 1952 Vincent Black Lightning e I Misunderstood presenti nel precedente Acoustic Classics, un’altra delle tipiche composizioni del nostro, con la rara presenza di una seconda voce ad armonizzare la melodia avvolgente e calda. Bathsheba Smiles viene da Mock Tudor, l’ultimo disco degli anni ’90, siamo nel 1999, e forse anche il più bello complessivamente, con brani che magari non si ricordano singolarmente, ma sono sempre di grande pregio, come questo, sempre ammaliante anche in dimensione acustica (ma se vi viene voglia di ascoltarli in versione elettrica sono ancora più brillanti). Crazy Man Michael, scritta sempre a 19 anni, insieme a Dave Swarbrick, per il capolavoro assoluto dei Fairport Convention e del folk-rock, Liege And Lief, anche questa affidata alla splendida voce di Sandy Denny ed ora riletta di nuovo alla voce del suo autore per una versione di rara intensità e bellezza, arricchita da un fingerpicking  chitarristico di grande tecnica e feeling. Il brano più recente contenuto in questo secondo capitolo della saga acustica è Guns Are The Tongues, che proviene da Sweet Warrior del 2007, uno degli ennesimi capolavori degli anni della maturità, un brano dove appare anche un mandolino per rendere la tragicità di questa devastante storia di un ragazzo allenato per diventare una macchina da guerra, cantata, a tratti, nuovamente con doppia voce, con una partecipazione ed una intensità una volta ancora quasi palpabili. E ancora da Rumor And Sigh, uno degli album più saccheggiati troviamo Why Must I Plead? un’altra delle sue canzoni d’amore, supplice e struggente, magnifica anche in questa “nuova” dimensione acustica.

Richard Thompson colpisce ancora!

Bruno Conti

 

Supplemento Della Domenica: Ma Quanto Sono Grandi I Loro Archivi? Fairport Convention – Come All Ye: The First Ten Years

fairport convention come all ye the first ten yearsfairport convention come all ye the first ten years inside box

Fairport Convention – Come All Ye: The First Ten Years – UMC/Universal 7CD Box Set

DISC ONE

01: Time Will Show The Wiser ( 3:05 ) from Fairport Convention
02: Decameron ( 3:42 ) from Fairport Convention
03: Jack O’ Diamonds ( 3:30 ) from Fairport Convention
04: One Sure Thing ( 2:53 ) from Fairport Convention
05: I Don’t Know Where I Stand ( 3:38 ) from John Peel’s Top Gear programme 2/6/1968
06: You Never Wanted Me ( 3:15 ) from John Peel’s Top Gear programme 2/6/1968
07: Fotheringay ( 3:04 ) from What We Did On Our Holidays
08: I’ll Keep It With Mine ( 5:53 ) from What We Did On Our Holidays
09: Mr Lacey ( Sandy on Vocals ) ( 2:55 ) from the Sandy Denny box set
10: Eastern Rain ( Sandy on Vocals ) ( 3:48 ) – Previously Unreleased
11: Nottamun Town – A Capella version ( 1:48 ) – Previously Unreleased
12: Meet On The Ledge ( 2:50 ) from What We Did On Our Holidays
13: Throwaway Street Puzzle ( 3:27 ) – B Side on What We Did On Our Holidays remastered
14: Reno Nevada ( 2:23 ) from the David Symonds radio show 6/1/1969
15: Suzanne ( 5:25 ) from John Peel’s Top Gear programme 1/9/1968
16: A Sailor’s Life ( without Swarb ) ( 11:23 ) from the Sandy Denny box set
17: Genesis Hall ( 3:35 ) from Unhalfbricking
18: Autopsy – Alt Take ( 4:33 ) – Previously Unreleased
19: Who Knows Where The Time Goes ? – Alt Take ( 5:19 ) – Previously Unreleased

DISC TWO

01: Dear Landlord ( 4:08 ) from Unhalfbricking
02: Si Tu Doir Partir ( 2:25 ) from John Peel’s Top Gear programme 6/4/1969
03: Percy’s Song ( 5:28 ) from John Peel’s Top Gear programme 1/9/1968
04: Ballad of Easy Rider ( 4:54 ) – Guitar Vocal
05: The Deserter – Rehearsal version ( 4:40 ) – Previously Unreleased
06: Come All Ye – Alt Take ( 5:27 ) from the Sandy Denny box set
07: Reynardine ( 4:31 ) from Liege and Lief
08: Matty Groves – Alt Take ( 7:43 ) from the Sandy Denny box set
09: Farewell Farewell ( 2:38 ) from Liege and Lief
10: Quiet Joys Of Brotherhood – Take 1 edit ( 6:42 ) from Liege & Lief Deluxe Edition
11: Tam Lin ( 7:46 ) from John Peel’s Top Gear programme 27/9/1969
12: Sir Patrick Spens ( 3:44 ) from John Peel’s Top Gear programme 27/9/1969
13: The Lark In The Morning medley ( 4:12 ) from John Peel’s Top Gear 27/9/1969
14: Bonny Bunch Of Roses ( 10:48 ) – Full House Out-Take

DISC THREE

01: Walk Awhile ( 3:51 ) – Live in Concert on Pop2 – 5/12/1970 – Previously Unreleased
02: Dirty Linen ( 3:55) – Live in Concert on Pop2 – 5/12/1970 – Previously Unreleased
03: Sloth ( 12:17 ) – Live in Concert on Pop2 – 5/12/1970 – Previously Unreleased
04: Journeyman’s Grace ( 4:47 ) – Live on Pop2 – 5/12/1970 – Previously Unreleased
05: Sir B.McKenzie ( 4:29) – Live in Concert on Pop2 – 5/12/1970 – Previously Unreleased
06: Flatback Caper – Live 1970 ( 5:57 ) – Previously Unreleased
07: Doctor of Physick – Live 1970 ( 3:52 ) – Previously Unreleased
08: Poor Will and The Jolly Hangman (5:34 ) from Guitar, Vocal
09: Bonnie Black Hare – Alt Take ( 3:04 ) – Previously Unreleased
10: Lord Marlborough ( 3:24 ) from Angel Delight
11: Banks of the Sweet Primroses ( 4:11 ) from Angel Delight
12: Breakfast In Mayfair ( 3:07 ) from Babbacombe Lee
13: Little Did I Think ( 1:52 ) from The Man They Could Not Hang – Previously Unreleased
14: John Lee ( 1:48 ) from The Man They Could Not Hang – Previously Unreleased
15: Cell Song ( 4:27 ) from The Man They Could Not Hang – Previously Unreleased
16: Time Is Near ( 2:49 ) from The Man They Could Not Hang – Previously Unreleased
17: Dream Song ( 4:14 ) from The Man They Could Not Hang – Previously Unreleased
18: Farewell To A Poor Man’s Son ( 5:16 ) from The Man They Could Not Hang

DISC FOUR

01: Sweet Little Rock ‘n’ Roller – Live at the LA Troubadour ( 3:55 ) from Guitar Vocal
02: That’ll Be The Day ( 2:02 ) from The Bunch
03: Think It Over – Sandy Denny rehearsal version ( 2:31 ) – Previously Unreleased
04: Maverick Child ( 4:03 ) Previously Unreleased
05: Sad Song aka As Long As It Is Mine ( 5:06 ) Previously Unreleased
06: Matthew, Mark, Luke & John ( 3:05 ) Previously Unreleased
07: Rattle Trap ( 2:05 ) Previously Unreleased
08: Sheep In The Meadow ( 4:10 ) Previously Unreleased
09: Rosie ( 3:34 ) Previously Unreleased
10: Country Judy Jane ( 2:36 ) Previously Unreleased
11: Me With You ( 3:23 ) Previously Unreleased
12: My Girl ( 4:05 ) Previously Unreleased
13: To Althea from Prison ( 2:25 ) Previously Unreleased
14: Knights Of The Road ( 3:52 ) from Rosie
15: The Plainsman ( 3:19 ) from Rosie
16: Matthew, Mark, Luke & John from the Old Grey Whistle Test ( 3:44 ) Previously Unreleased
17: Brilliancy medley from the Old Grey Whistle Test ( 3:55 ) Previously Unreleased
18: Polly On The Shore ( 4:53 ) from Nine
19: Fiddlestix (The Devil In The Kitchen) without orchestra ( 2:49 ) Previously Unreleased
20: Possibly Parsons Green ( 3:41 ) – OZ 7” single mix Previously Unreleased
21: Bring Em Down ( 5:55 ) from Nine

DISC FIVE

01: Sloth – Live in Sydney ( 11:31 ) from Live Convention
02: John The Gun ( 5:05 ) – John Peel session 6/8/1974
03: Down In The Flood ( 3:27 ) – John Peel session 6/8/1974
04: Rising For The Moon ( 4:18 ) – John Peel session 6/8/1974
05: After Halloween ( 2:54 ) Byfield Demo – Alt Take Previously Unreleased
06: Restless ( 3:59 ) from Rising For The Moon
07: White Dress ( 3:24 ) Live on LWT (on Rising for the Moon deluxe edition)
08: Stranger To Himself ( 2:52 ) from Rising For The Moon
09: Dawn – Alt version ( 4:09 ) from the Sandy Denny box set
10: One More Chance – Alt Take ( 7:52 ) Previously Unreleased
11: All Along The Watchtower – Live in Oslo in 1975 ( 4:22 )
12: When First Into This Country ( 2:28 ) from Gottle O’ Geer
13: Sandy’s Song aka Take Away The Load ( 3:34 ) from Gottle O’Geer
14: Royal Seleccion No 13 ( 4:24 ) from A World of Music: Anne Lorne Gillies 26/11/1976 Previously Unreleased
15: Adieu Adieu ( 2:35 ) from A World of Music: Anne Lorne Gillies 26/11/1976 Previously Unreleased
16: Reynard The Fox ( 2:59 ) from Tipplers Tales
17: Poor Ditching Boy ( 3:46 ) from In Concert – STV 1976 Previously Unreleased
18: Flowers Of The Forest ( 3:50 ) from In Concert – STV 1976 Previously Unreleased

DISC SIX – Live at Fairfield Hall 16/12/1973

01: Polly On The Shore ( 5:12 ) Previously Unreleased
02: Furs and Feathers ( 5:11 ) Previously Unreleased
03: Tokyo ( 3:09 ) Previously Unreleased
04: Cell Song ( 5:05 ) Previously Unreleased
05: The Claw ( 3:01 ) Previously Unreleased
06: Far From Me ( Old Broken Bottle ) ( 3:47 ) Previously Unreleased
07: Brilliancy medley / Cherokee Shuffle ( 4:14 ) Previously Unreleased
08: Days of 49 ( 6:20 ) Previously Unreleased
09: Fiddlestix (The Devil In The Kitchen) ( 3:07 ) Previously Unreleased
10: Dirty Linen ( 4:33 ) Previously Unreleased
11: Matthew, Mark, Luke & John ( 6:34 ) Previously Unreleased
12: Possibly Parsons Green ( 3:39 ) Previously Unreleased
13: Sir B. McKenzie ( 6:21 ) Previously Unreleased
14: Down In The Flood – Full version ( 3:45 ) Previously Unreleased
15: Something You’ve Got- Full version ( 3:00 ) Previously Unreleased

DISC SEVEN – Live at the LA Troubadour 1/2/1974

01: Down In The Flood ( 3:13 )
02: The Ballad Of Ned Kelly ( 3:59 )
03: Solo ( 5:34 )
04: It’ll Take A Long Time ( 5:35 )
05: She Moves Through The Fair ( 4:15 )
06: The Hens March Through The Midden & The Four Poster Bed ( 3:17 )
07: The Hexamshire Lass ( 2:44 )
08: Knockin’ On Heaven’s Door ( 4:33 )
09: Six Days On The Road ( 3:44 )
10: Like An Old Fashioned Waltz ( 4:20 )
11: John The Gun ( 5:10 )
12: Down Where The Drunkards Roll – Alt Take ( 4:30 ) Previously Unreleased
13: Crazy Lady Blues ( 4:02 )
14: Who Knows Where The Time Goes ( 6:54 )
15: Matty Groves ( 7:05 )
16: That’ll Be The Day ( 3:23 )

Devo riconoscere che essere fan dei Fairport Convention, categoria alla quale mi onoro di appartenere, è una vera pacchia, in quanto nei 50 anni di carriera dello storico gruppo folk-rock britannico non sono mai mancate le sorprese. Infatti, oltre ad avere una corposa discografia sia studio che live, i Fairport sono stati negli anni oggetto di grande attenzione per quanto riguarda gli archivi, tra cofanetti (imperdibile Fairport Unconventional, ma bellissimi anche Cropredy Capers e quello dedicato alle BBC Sessions), antologie con inediti e ripubblicazioni di vecchi album con bonus tracks, senza dimenticare tutti gli inediti disseminati nei vari box sets dedicati ai componenti del gruppo (principalmente Richard Thompson e Sandy Denny, ma anche Ashley Hutchings e Dave Swarbrick). Non nascondo quindi di aver avuto un moto di gioia quando è stato annunciato che, per festeggiare ulteriormente i loro primi 50 anni (dopo il nuovo album 50:50@50 http://discoclub.myblog.it/2017/01/30/il-mezzo-secolo-di-una-band-leggendaria-fairport-convention-505050/ ), sarebbe uscito questo nuovo cofanetto intitolato Come All Ye che, come fa notare il sottotitolo The First Ten Years, riepiloga in ben sette CD il meglio della prima fase della loro carriera, che poi è anche la migliore, cioè dal 1968 al 1978 (i 50 anni ricorrono quest’anno in quanto il gruppo si formò nel 1967, ma il loro esordio discografico è dell’anno successivo, e comunque non per essere pignoli ma dal 1968 al 1978 gli anni sono undici…).

La cosa saliente del box è però il fatto che, su 121 canzoni totali, ben 55 sono inedite, un numero impressionante soprattutto considerando che negli anni passati, come ho già scritto, i FC sono sempre stati generosi nell’elargire brani unreleased: un box quindi da avere assolutamente, nonostante il costo relativamente importante, anche perché, dei brani editi, la maggior parte è comunque rara, in quanto proviene da varie antologie e box del passato, e non solo del gruppo (per esempio ci sono canzoni prese dal meraviglioso cofanetto di 19 CD del 2010 dedicato a Sandy Denny, ed anche dalla rara compilation anni settanta di Richard Thompson Guitar, Vocal), limitando al minimo i pezzi tratti dai dischi originali. Il box è corredato da un bel libretto con copertina dura di una cinquantina di pagine, ricco di foto, due saggi e le note di tutti i brani (anche se manca l’indicazione delle fonti originali di provenienza, che sono quindi indicate nella tracklist all’inizio del Post). Ecco quindi una veloce disamina dei contenuti, nella quale privilegerò chiaramente i pezzi mai sentiti prima.

I primi due CD documentano gli anni sessanta dei Fairport, la loro golden age, arrivando fino a Full House del 1970: sono anche i due dischi con meno inediti (quattro nel primo, tra cui una Nottamun Town a cappella e due belle versioni alternate di Autopsy e Who Knows Where The Time Goes?, ed uno sul secondo), ma l’ascolto è comunque consigliabile in quanto, oltre a contenere, come già detto, diversi pezzi provenienti da BBC Sessions, cofanetti e deluxe editions del passato, vedono anche ala presenza di Iain Matthews Ashley Hutchings: e poi il secondo dischetto per i contenuti musicali è da cinque stelle. Il terzo CD comincia con cinque brani dal vivo mai sentiti, per il programma Pop Deux, del Dicembre 1970, importanti in quanto gli ultimi con Thompson in formazione (se ne andrà infatti di lì a un mese): la qualità sonora è da bootleg, ma la performance è notevole, con due Sloth e Journeyman’s Grace da urlo grazie soprattutto a Richard, ed una altrettanto strepitosa Sir B. McKenzie, dove Swarbrick si prende la rivincita. Gli altri inediti sono due versioni dal vivo ancora con la stessa lineup (ma incisi molto meglio) delle poco note Flatback Caper e Doctor Of Physick, ed i sei brani finali del dischetto, tratti dallo special del 1975 The Man They Could Not Hang, cinque dei quali tratti appunto dal concept album di quattro anni prima Babbacombe Lee (bellissima ed intensa Time Is Near), oltre alla ballad Farewell To A Poor Man’s Son, scritta da Swarb per l’occasione.

Il quarto CD è anche il più interessante in quanto, a parte una versione inedita di Think It Over di Buddy Holly non utilizzata per il progetto collaterale The Bunch ed il rarissimo singolo uscito solo in Australia comprendente Fiddlestix e Possibly Parsons Green, include per la prima volta in via ufficiale tutti i dieci brani del mitizzato Manor Album, cioè il disco che Swarbrick e Dave Pegg, all’epoca (1972) ridotti a duo, avevano inciso con il cantautore canadese David Rea alla voce e chitarra e Tom Farnell alla batteria, una lineup che durò solo sei mesi e che non lasciò tracce ufficiali della sua esistenza. Molti di questi pezzi finiranno su dischi futuri del gruppo, a partire dal seguente Rosie (tra cui la title track, qui cantata da Rea), altri resteranno inediti (Sad Song, Rattle Trap e Sheep In The Meadow). Dieci brani interessanti, anche se si sente che non sono rifiniti, ed alcuni sono quasi a livello di demo (Rosie, la canzone, non vale un’unghia dell’originale, e Rea non era adatto a stare nei Fairport, infatti durò poco), e che tutto sommato i nostri fecero bene a non mettere su disco, anche se la loro pubblicazione odierna è comunque una chicca notevole. Il quinto dischetto si occupa degli anni finali, e c’è all’interno molto materiale con Sandy Denny, che nel 1974 era rientrata nel gruppo raggiungendo il marito Trevor Lucas, ma ci sono anche cose meno note dagli ultimi tre album dei seventies: gli inediti sono pochi (non male il medley strumentale Royal Selection No. 43), ma uno di essi vale gran parte del prezzo richiesto, cioè una versione alternata, e meno elettrica, della meravigliosa One More Chance, una delle canzoni più belle degli anni settanta e secondo me uno degli highlights assoluti della Denny come songwriter: forse ancora più bella di quella finita su Rising For The Moon (piccolo appunto: ma sul box di 19 CD dedicato a Sandy non doveva esserci tutto, ma proprio tutto quello da lei inciso in carriera? Evidentemente no…). Non sono inedite, ma decisamente rare una splendida White Dress dal vivo ed una insolita All Along The Watchtower di Bob Dylan live ad Oslo.

Ed eccoci al sesto dischetto, il più interessante insieme al quarto, in quanto presenta un concerto totalmente inedito del Dicembre del 1973 a Fairfield Halls: il tour è quello di Nine, e la band è quella con il suono più “americano” di sempre, grazie soprattutto al chitarrista Jerry Donahue. Un concerto bello e vibrante, con pochi classici ma rarità assolute come lo strumentale di Jerry Reed The Claw (eccellente Jerry alla solista acustica), il traditional Days Of 49 e soprattutto la splendida Far From Me di John Prine, che all’epoca era ancora sconosciuto ai più. Nei due bis di Down In The Flood e Something You’ve Got sale a sorpresa sul palco Sandy Denny, che l’anno seguente rientrerà nel gruppo in pianta stabile, anche se solo per un biennio. Il settimo ed ultimo CD è forse l’unica delusione del box: si tratta di un concerto del 1974 al Troubadour di Los Angeles, un live splendido e con Sandy in forma strepitosa, un disco migliore di quello uscito all’epoca…peccato che fosse già stato incluso nella versione deluxe doppia di Rising For The Moon della Denny, uscita nel 2013 (con l’unica differenza di una versione alternata ed inedita di Down Where The Drunkards Roll, probabilmente presa da un’altra serata), una cosa che penso si potesse evitare in quanto non credo manchino registrazioni dal vivo di buon livello del gruppo. Un neo però che non cambia il giudizio finale: un cofanetto imperdibile, un altro gradito episodio della saga infinita dei Fairport Convention.

Marco Verdi

Un Altro “Piacevole” Salasso Estivo. Il 28 Luglio Esce Il Cofanetto Dei Fairport Convention – Come All Ye: The First Ten Years

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Fairport Convention – Come All Ye: The First Ten Years – Box 7 CD Universal – 28-07-2017

Un’altra uscita interessante per allietare questa calda estate è sicuramente questo box antologico celebrativo, che festeggia sia i 50 anni dei Fairport Convention, che i loro primi dieci anni di carriera, con un cofanetto di 7 CD, 121 tracce di cui 55 inedite.

Ecco la lista completa dei brani:

DISC ONE
1 Time Will Show The Wiser ( 3:05 ) from Fairport Convention
2 Decameron ( 3:42 ) from Fairport Convention
3 Jack O’ Diamonds ( 3:30 ) from Fairport Convention
4 One Sure Thing ( 2:53 ) from Fairport Convention
5 I Don’t Know Where I Stand ( 3:38 ) from John Peel’s Top Gear programme 2/6/1968
6 You Never Wanted Me ( 3:15 ) from John Peel’s Top Gear programme 2/6/1968
7 Fotheringay ( 3:04 ) from What We Did On Our Holidays
8 I’ll Keep It With Mine ( 5:53 ) from What We Did On Our Holidays
9 Mr Lacey ( Sandy on Vocals ) ( 2:55 ) from the Sandy Denny box set
10 Eastern Rain ( Sandy on Vocals ) ( 3:48 ) – Previously Unreleased
11 Nottamun Town – A Capella version ( 1:48 ) – Previously Unreleased
12 Meet On The Ledge ( 2:50 ) from What We Did On Our Holidays
13 Throwaway Street Puzzle ( 3:27 ) – B Side on What We Did On Our Holidays remastered
14 Reno Nevada ( 2:23 ) from the David Symonds radio show 6/1/1969
15 Suzanne ( 5:25 ) from John Peel’s Top Gear programme 1/9/1968
16 A Sailors Wife ( without Swarb ) ( 11:23 ) from the Sandy Denny box set
17 Genesis Hall ( 3:35 ) from Unhalfbricking
18 Autopsy – Alt Take ( 4:33 ) – Previously Unreleased
19 Who Knows Where The Time Goes ? – Alt Take ( 5:19 ) – Previously Unreleased

DISC TWO

1 Dear Landlord ( 4:08 ) from Unhalfbricking
2 Si Tu Doir Partir ( 2:25 ) from John Peel’s Top Gear programme 6/4/1969
3 Percy’s Song ( 5:28 ) from John Peel’s Top Gear programme 1/9/1968
4 Ballad of Easy Rider ( 4:54 ) – Guitar Vocal
5 The Deserter – Rehearsal version ( 4:40 ) – Previously Unreleased
6 Come All Ye – Alt Take ( 5:27 ) from the Sandy Denny box set
7 Reynardine ( 4:31 ) from Liege and Lief
8 Matty Groves – Alt Take ( 7:43 ) from the Sandy Denny box set
9 Farewell Farewell ( 2:38 ) from Liege and Lief
10 Quiet Joys Of Brotherhood – Take 1 edit ( 6:42 ) from Liege and Lief Deluxe Edition
11 Tam Lin ( 7:46 ) from John Peel’s Top Gear programme 27/9/1969
12 Sir Patrick Spens ( 3:44 ) from John Peel’s Top Gear programme 27/9/1969
13 The Lark In The Morning medley ( 4:12 ) from John Peel’s Top Gear 27/9/1969
14 Bonny Bunch Of Roses ( 10:48 ) – Full House Out-Take

DISC THREE
1 Walk Awhile ( 3:51 ) – Live in Concert on Pop2 – 5/12/1970 – Previously Unreleased
2 Dirty Linen ( 3:55) – Live in Concert on Pop2 – 5/12/1970 – Previously Unreleased
3 Sloth ( 12:17 ) – Live in Concert on Pop2 – 5/12/1970 – Previously Unreleased
4 Journeyman’s Grace ( 4:47 ) – Live on Pop2 – 5/12/1970 – Previously Unreleased
5 Sir B.McKenzie ( 4:29) – Live in Concert on Pop2 – 5/12/1970 – Previously Unreleased
6 Flatback Caper – Live 1970 ( 5:57 ) – Previously Unreleased
7 Doctor of Physick – Live 1970 ( 3:52 ) – Previously Unreleased
8 Poor Will and The Jolly Hangman (5:34 ) from Guitar, Vocal
9 Bonnie Black Hare – Alt Take ( 3:04 ) – Previously Unreleased
10 Lord Marlborough ( 3:24 ) from Angel Delight
11 Banks of the Sweet Primroses ( 4:11 ) from Angel Delight
12 Breakfast In Mayfair ( 3:07 ) from Babbacombe Lee
13 Little Did I Think ( 1:52 ) from The Man They Could Not Hang – Previously Unreleased
14 John Lee ( 1:48 ) from The Man They Could Not Hang – Previously Unreleased
15 Cell Song ( 4:27 ) from The Man They Could Not Hang – Previously Unreleased
16 Time Is Near ( 2:49 ) from The Man They Could Not Hang – Previously Unreleased
17 Dream Song ( 4:14 ) from The Man They Could Not Hang – Previously Unreleased
18 Farewell To A Poor Man’s Son ( 5:16 ) from The Man They Could Not Hang

DISC FOUR

1 Sweet Little Rock ‘n’ Roller – Live at the LA Troubadour ( 3:55 ) from Guitar Vocal
2 That’ll Be The Day ( 2:02 ) from The Bunch
3 Think It Over – Sandy Denny rehearsal version ( 2:31 ) – Previously Unreleased
4 Maverick Child ( 4:03 ) Previously Unreleased
5 Sad Song aka As Long As It Is Mine ( 5:06 ) Previously Unreleased
6 Matthew, Mark, Luke and John ( 3:05 ) Previously Unreleased
7 Rattle Trap ( 2:05 ) Previously Unreleased
8 Sheep In The Meadow ( 4:10 ) Previously Unreleased
9 Rosie ( 3:34 ) Previously Unreleased
10 Country Judy Jane ( 2:36 ) Previously Unreleased
11 Me With You ( 3:23 ) Previously Unreleased
12 My Girl ( 4:05 ) Previously Unreleased
13 To Althea from Prison ( 2:25 ) Previously Unreleased
14 Knights Of The Road ( 3:52 ) from Rosie
15 The Plainsman ( 3:19 ) from Rosie
16 Matthew, Mark, Luke and John from the Old Grey Whistle Test ( 3:44 ) Previously Unreleased
17 Brilliancy medley from the Old Grey Whistle Test ( 3:55 ) Previously Unreleased
18 Polly On The Shore ( 4:53 ) from Nine
19 Fiddlestix (The Devil In The Kitchen) without orchestra ( 2:49 ) Previously Unreleased
20 Possibly Parsons Green ( 3:41 ) – OZ 7” single mix Previously Unreleased
21 Bring Em Down ( 5:55 ) from Nine

DISC FIVE
1 Sloth – Live in Sydney ( 11:31 ) from Live Convention
2 John The Gun ( 5:05 ) – John Peel session 6/8/1974
3 Down In The Flood ( 3:27 ) – John Peel session 6/8/1974
4 Rising For The Moon ( 4:18 ) – John Peel session 6/8/1974
5 After Halloween ( 2:54 ) Byfield Demo – Alt Take Previously Unreleased
6 Restless ( 3:59 ) from Rising For The Moon
7 White Dress ( 3:24 ) Live on LWT (on Rising for the Moon deluxe edition)
8 Stranger To Himself ( 2:52 ) from Rising For The Moon
9 Dawn – Alt version ( 4:09 ) from the Sandy Denny box set
10 One More Chance – Alt Take ( 7:52 ) Previously Unreleased
11 All Along The Watchtower – Live in Oslo in 1975 ( 4:22 )
12 When First Into This Country ( 2:28 ) from Gottle O’ Geer
13 Sandy’s Song aka Take Away The Load ( 3:34 ) from Gottle O’Geer
14 Royal Seleccion No 13 ( 4:24 ) from A World of Music: Anne Lorne Gillies 26/11/1976 Previously Unreleased
15 Adieu Adieu ( 2:35 ) from A World of Music: Anne Lorne Gillies 26/11/1976 Previously Unreleased
16 Reynard The Fox ( 2:59 ) from Tipplers Tales
17 Poor Ditching Boy ( 3:46 ) from In Concert – STV 1976 Previously Unreleased
18 Flowers Of The Forest ( 3:50 ) from In Concert – STV 1976 Previously Unreleased  

DISC SIX – Live at Fairfield Hall 16/12/1973
1 Polly On The Shore ( 5:12 ) Previously Unreleased
2 Furs and Feathers ( 5:11 ) Previously Unreleased
3 Tokyo ( 3:09 ) Previously Unreleased
4 Cell Song ( 5:05 ) Previously Unreleased
5 The Claw ( 3:01 ) Previously Unreleased
6 Far From Me ( Old Broken Bottle ) ( 3:47 ) Previously Unreleased
7 Brilliancy medley / Cherokee Shuffle ( 4:14 ) Previously Unreleased
8 Days of 49 ( 6:20 ) Previously Unreleased
9 Fiddlestix (The Devil In The Kitchen) ( 3:07 ) Previously Unreleased
10 Dirty Linen ( 4:33 ) Previously Unreleased
11 Matthew, Mark, Luke and John ( 6:34 ) Previously Unreleased
12 Possibly Parsons Green ( 3:39 ) Previously Unreleased
13 Sir B. McKenzie ( 6:21 ) Previously Unreleased
14 Down In The Flood – Full version ( 3:45 ) Previously Unreleased
15 Something You’ve Got- Full version ( 3:00 ) Previously Unreleased

DISC SEVEN – Live at the LA Troubadour 1/2/1974

1 Down In The Flood ( 3:13 )
2 The Ballad Of Ned Kelly ( 3:59 )
3 Solo ( 5:34 )
4 It’ll Take A Long Time ( 5:35 )
5 She Moves Through The Fair ( 4:15 )
6 The Hens March Through The Midden and The Four Posted  Bed ( 3:17 )
7 The Hexamshire Lass ( 2:44 )
8 Knockin’ On Heaven’s Door ( 4:33 )
9 Six Days On The Road ( 3:44 )
10 Like An Old Fashioned Waltz ( 4:20 )
11 John The Gun ( 5:10 )
12 Down Where The Drunkards Roll – Alt Take ( 4:30 ) Previously Unreleased
13 Crazy Lady Blues ( 4:02 )
14 Who Knows Where The Time Goes ( 6:54 )
15 Matty Groves ( 7:05 )
16 That’ll Be The Day ( 3:23 )

Il prezzo, molto indicativo, dovrebbe essere tra i 60 e i 65 euro, quindi in fondo onesto.

Bruno Conti

75 Anni Così? Da Farci La Firma Subito! Joan Baez – 75th Birthday Celebration

joan baez 75th celebration

Joan Baez – 75th Birthday Celebration – Razor & Tie CD – DVD –  2CD/DVD

Quest’anno non solo Bob Dylan ha festeggiato il raggiungimento del settantacinquesimo anno di età, ma ancora prima di lui (il 9 Gennaio) è stata la volta di Joan Baez, che ancora oggi qualcuno associa al grande cantautore di Duluth nonostante i due non abbiano rapporti di alcun genere da almeno trent’anni, a causa del legame fortissimo, sia artistico che sentimentale, che unì Dylan e la Baez all’inizio degli anni sessanta, quando venivano identificati entrambi come i leader del movimento folk di protesta. Come sappiamo Bob deviò presto verso altre strade, mentre Joan ha sempre continuato con le sue battaglie fino ad oggi, con una coerenza rara nel mondo della musica, ma che le fa senz’altro onore, anche se qualcuno potrebbe etichettarla come personaggio anacronistico. A differenza di Dylan, da sempre refrattario alle auto-celebrazioni, Joan ha deciso di festeggiare il compleanno con qualche giorno di ritardo (il 27 Gennaio), con un concerto al Beacon Theatre di New York e con una serie incredibile di grandi ospiti presenti (tranne Bob, naturalmente, ma anche Joan aveva mancato la famosa BobFest al Madison Square Garden nel 1992), tutti in fila rispettosamente ad omaggiare una vera e propria leggenda vivente della nostra musica. E Joan, come si evince dal DVD allegato al doppio CD pubblicato da pochi giorni, per l’occasione (intitolato semplicemente 75th Birthday Celebration) è apparsa in forma eccezionale, sia fisica che vocale, intrattenendo magnificamente per tutti i cento minuti circa dello spettacolo, cantando da sola o con l’aiuto degli amici che vedremo tra breve una bella serie di classici del passato, suoi e di altri, oltre a diverse chicche https://www.youtube.com/watch?v=CvxdtlG3Q9g .

Vocalmente forse Joan non ha più la potenza dei primi anni (quando si diceva potesse rompere un bicchiere di cristallo solo con l’uso della voce), ma la purezza è rimasta intatta, ed in questa serata dimostra anche di essere una padrona di casa splendida, muovendosi sul palco con una classe immensa ed introducendo i vari ospiti con presentazioni brevi ma efficaci (ed è anche un’ottima chitarrista, il che non guasta). Il concerto è al 100% acustico, con pochi brani suonati full band, ma il feeling è talmente alto e le canzoni sono talmente belle che non solo la noia è totalmente assente, ma non si contano i momenti emozionanti o addirittura commoventi. Inizio splendido con l’intensa God Is God, un brano di Steve Earle che Joan esegue in perfetta solitudine, voce limpidissima e grande feeling, due strofe e ho già i brividi; There But For Fortune è uno dei classici assoluti di Phil Ochs, una delle più belle canzoni dello sfortunato folksinger, mentre Freight Train, il noto evergreen di Elizabeth Cotten, vede entrare il primo ospite, cioè il grande David Bromberg, che non canta ma si fa sentire eccome con il suo splendido pickin’. Per Blackbird, nota canzone dei Beatles, Joan è raggiunta sul palco, con acclusa prima grande ovazione, da David Crosby (e da Dirk Powell alla chitarra): i due armonizzano in maniera superlativa, anche perché David questo brano dal vivo con CSN lo fa da una vita; She Moved Through The Fair è una delle più famose ballate irlandesi, ed a Joan si unisce Damien Rice (che è irlandese pure lui), solo due voci ed un harmonium, ma che intensità! Joan omaggia anche Donovan con Catch The Wind (il brano più noto del periodo folk del cantautore, quando veniva chiamato il “Dylan inglese”), ed alla padrona di casa si aggiunge la bravissima Mary Chapin Carpenter per una buona versione, molto rigorosa.

Anche Hard Times, è stata fatta dalla metà di mille (è una canzone popolare composta da Stephen Foster, lo stesso di Oh, Susannah!), e qui Joan divide il microfono con Emmylou Harris, una delle poche che come voce non ha paura della Baez (e Powell si sposta al piano), altra rilettura da pelle d’oca; Joan ed Emmylou vengono poi raggiunte da Jackson Browne (che somiglia sempre di più a Carlo Massarini con la parrucca, ed i due tra l’altro sono amici), per una strepitosa versione a tre voci e tre chitarre di Deportee, una delle più belle canzoni di Woody Guthrie, ed uno dei momenti top della serata. Ed ecco Dylan (inteso come autore), ma Joan, dopo un’introduzione in cui sfotte bonariamente il vecchio Bob, sceglie un pezzo poco conosciuto, Seven Curses, suonato in totale solitudine, come anche la canzone successiva, una fluida interpretazione del traditional Swing Low, Sweet Chariot; la prima parte del concerto (e primo CD) si chiude con la grande Mavis Staples che si unisce a Joan per un medley di puro gospel eseguito a cappella dalle due artiste, Oh, Freedom/Ain’t Gonna Let Nobody Turn Me Around, dove spicca il contrasto tra la potenza di Mavis ed il timbro cristallino di Joan.

The Water Is Wide è un altro splendido traditional che la nostra avrà cantato mille volte, ma stasera con le Indigo Girls (cioè Amy Ray ed Emily Saliers) ed ancora la Chapin Carpenter è tutta un’altra storia; le Ragazze Indaco restano sul palco per un altro pezzo di Dylan, la grandissima Don’t Think Twice, It’s All Right, altra versione da manuale, voci perfette e pathos a mille, un altro magic moment del concerto. Ed ecco il primo brano full band, ed è una eccezionale rilettura del classico House Of The Rising Sun, resa imperdibile dalla presenza di due chitarristi come David Bromberg e Richard Thompson, dire strepitosa è riduttivo. Thompson rimane per una versione a due di quello che è il brano più recente tra quelli proposti: infatti She Never Could Resist A Winding Road era una delle canzoni di punta dello splendido Still, album dello scorso anno del chitarrista inglese http://discoclub.myblog.it/2015/06/30/altro-disco-richard-thompson-still/ , ma la sua presenza in scaletta ha senso in quanto Joan preannuncia che sarà uno dei pezzi presenti sul suo prossimo disco di studio, e se il livello si manterrà così ci sarà da divertirsi; ancora Jackson Browne per una toccante versione di una delle sue signature songs, Before The Deluge (che Joan aveva inciso negli anni settanta), con solo Jackson al piano, più un violino ed una percussione: magnifica. Diamonds And Rust è sicuramente la più bella e famosa tra le (poche) canzoni scritte dalla Baez, e qui è riproposta con un’intensità incredibile, e con l’aiuto di Judy Collins, che ha solo due anni in più di Joan ma sembra sua nonna, anche se è sempre in possesso di una grande voce.

Gracias A La Vida, il noto brano di Violeta Parra ed uno dei maggiori successi di Joan, vede la nostra in compagnia del musicista cileno Nano Stern, per una scintillante versione che parte lenta ma poi si trasforma in un brano dalla ritmica molto vivace e “latina” che piacerà sicuro anche ai fans dei Los Lobos. Ci avviciniamo alla fine, ma c’è il tempo per una stupenda The Boxer eseguita proprio in compagnia di Paul Simon (e di Richard Thompson), un brano tra i più belli di sempre rifatto in maniera sublime; The Night They Drove Old Dixie Down, oltre ad essere uno dei classici assoluti di The Band, è stato anche il più grande successo commerciale di Joan a 45 giri, ed è perfetta per chiudere la serata in questa versione full band, con la Baez visibilmente emozionata quando il pubblico le canta spontaneamente “Happy Birthday To You”; come bis Joan sceglie ancora Dylan, e non poteva esserci canzone più appropriata per l’occasione di Forever Young, eseguita per sola voce e chitarra.

Un concerto magnifico, un atto dovuto per una cantante splendida: ritenendo che Totally Stripped degli Stones ed i volumi 2, 3 e 4 di It’s Too Late To Stop Now di Van Morrison siano comunque da considerarsi ristampe, a mio parere questo 75th Birthday Celebration è, fino a questo momento, il live dell’anno.

Marco Verdi

Questa Volta E’ Morto Davvero, Purtroppo! A 75 Anni, Oggi Ci Ha Lasciati Anche Dave Swarbrick, Una Leggenda Del Folk Britannico.

dave-swarbrick Dave+Swarbrick+Swarbrick+545426

Il 29 aprile del 1999 il Daily Telegraph (quindi non un giornaluccio qualsiasi) aveva pubblicato un prematuro necrologio sulla morte di Dave Swarbrick a causa di una infezione polmonare dovuta all’enfisema di cui il violinista britannico soffriva da parecchi anni (e che è stata purtroppo la causa della morte, questa volta effettiva avvenuta oggi 3 giugno 2016): ai tempi Swarbrick con vero humour inglese aveva commentato “Non è la prima volta che sono morto a Coventry”, presunto luogo della sua dipartita. Poi gli amici di una vita, Dave Christine Pegg, avevano lanciato lo stesso anno uno “SwarbAid” per raccogliere fondi per le cure dovute alla sua salute declinante e nel 2004 uno SwarbAid II, che poi alla fine di quell’anno, con i i fondi raccolti, gli aveva permesso di essere sottoposto ad un doppio trapianto di polmone, grazie al quale aveva potuto riprendere la sua carriera musicale, ancora ricca di concerti e collaborazioni e di qualche disco. Andando a ritroso da oggi i fatti salienti degli ultimi anni: al 2014 risale il suo ultimo tour britannico e l’ultima collaborazione discografica con l’artista reggae canadese Jason Wilson nell’album Lion Rampant, al 2013 l’ultimo tour con Martin Carthy, insieme al quale ha realizzato moltissimi album e calcato i palcoscenici di tutto il mondo, anche nel 2011 e 2010. Nel 2010 l’ultima apparizione con la sua band, i Fairport Convention e lo stesso anno l’ultimo album solista Raison D’étre. L’ultima pubblicazione discografica però è nell’album Live In Finland 1971 dei Fairport Covention, un CD con un concerto inedito, pubblicato in questi giorni dalla Real Gone Music e di cui leggerete la recensione completa ed approfondita la prossima settimana a cura di Marco Verdi.

Comunque per tracciare la sua lunghissima e ricchissima carriera discografica bisogna risalire ai primi anni ’60 quando Dave Swarbrick fa il suo esordio nello Ian Campbell Folk Group (assieme ai quali apparirà in una decina tra album ed EP, pubblicati da Topic e Transatlantic, e i cui estratti si possono trovare anche nelle due bellissime antologie Electric Muse I e II). Poi, appunto con Martin Carthy, forma un duo folk, forse il più conosciuto e popolare in Gran Bretagna negli anni ’60, ma che ha proseguito la sua attività fino al 2006, pubblicando una decina di album in diversi periodi delle loro carriere. “Swarb”. come era conosciuto da tutti, ha pubblicato anche una decina di album solisti, sparsi in tre diverse decadi, e ha collaborato con tutto il gotha del folk-rock britannico, soprattutto con gli ex compagni di avventura dn quella che è stata la più grande band inglese del genere, i Fairport Convention, dove ha militato dal 1969 al 1979, registrando gli album più belli del gruppo.

Da Unhalfbricking dove c’era un brano epico come A Sailor’s Life dove il violino di Dave duetta con la chitarra di Richard Thompson in modo sublime (cosa ripetuta nella leggendaria Sloth che potete ascoltare a fine Post), affiancando la stupenda voce di Sandy Denny,  passando per il seminale e leggendario Liege And Lief dove mette il suo marchio in un indiavolato medley di quattro gighe e reels. Ma anche nei furori rock ed elettrici dello splendido Full House dove appare la deliziosa Sir Patrick Spens, uno dei brani dove il folk e il rock si sono incontrati con risultati direi perfetti.

E poi ancora nel periodo più “gentile” di Angel Delight, Babbacombe Lee, Rosie Nine, quando diviene la voce solista ed il principale autore della band, prima del ritorno di Sandy Denny nel 1975, con la quale aveva comunque collaborato nello splendido album solista Sandy del 1972, come pure ai dischi di John Renbourn, Julie Felix, Al Stewart (il fantastico Past, Present and Future), Richard Thompson, Peter Bellamy, Simon Nicol, Whippersnapper, John Kirkpatrick, Steve Ashley, Bert Jansch e decine di altri, soprattutto al violino, sia acustico che elettrico (di cui era un vero maestro), ma anche viola, mandolino e chitarra acustica, oltre alla sua inconfondibile voce.

Se per caso vi capita di rintracciarlo ancora sarebbe da avere lo splendido box di 4 CD Swarb, pubblicato dalla Free Reed, che raccoglie il meglio della sua produzione e che vedete effigiato qui sotto.

dave swarbrick swarb box

Direi che questo basta e avanza per assicurargli un posto nella Hall Of Fame virtuale dei più grandi musicisti del cosiddetto British Folk e credo che Davy Graham, Bert Jansch, John Renbourn, Sandy Denny e pochi selezionati altri lo attendano in cielo per qualche leggendaria jam session a tempo di giga, reel o aria lenta. Tipo questa sotto che è straordinaria.

Comunque un Riposa In Pace è ben meritato anche per lui!

Bruno Conti

Chitarre A Go-Go, Tra Psych, Rock, Television, Richard Thompson E Libera Improvvisazione! Chris Forsyth & The Solar Motel Band – The Rarity Of Experience

chris forsyth the rarity of experience

Chris Forsyth & The Solar Motel Band – The Rarity Of Experience – 2 CD No Quarter Records

Chris Forsyth è un chitarrista americano, in azione già dagli anni ’90, quindi non un pivellino: uno che agli inizi della sua carriera si muoveva in territori alternative folk, drone music, improvvisazione allo stato puro, anche in ambito quasi avanguardistico e post-rock (pensate a cose tipo Glenn Branca, LaMonte Young e altri, che comunque un aggancio sia pure flebile con rock e blues ce l’hanno), collaborazioni con Steve Gunn e Meg Baird, poi ha “scoperto” Grateful Dead e Quicksilver, Television, Richard Thompson e un certo approccio più rock, fondando la Solar Motel Band, un quartetto che esordisce con un Live nel 2013, poi pubblica Intensity Ghost a fine 2014 https://www.youtube.com/watch?v=YEZJmN31CZs  ed ora, con un nuovo chitarrista in formazione, Nick Millevoi, approda a questo doppio The Rarity Of Experience, dove vengono confermati il bassista Peter Kerlin (anche alla chitarra quando serve) e l’ottimo batterista Steven Urgo, oltre alle tastiere di Shawn Edward Hansen. Diciamo che si tratta di uno dei soliti doppi CD “brevi”, intorno ai 72 minuti di durata, probabilmente per aderire alla mistica dell’album doppio, un classico del rock, 10 brani in tutto, di cui tre oltre i dieci minuti di durata, prettamente strumentali, con le parti cantate che se arrivano ai due minuti in tutto l’album è già tanto.

Per il resto chitarre, chitarre, e ancora chitarre, ma di quelle da gustare a fondo, quasi sempre in modalità improvvisativa o di ricerca sonora, in quello stile che fu caro appunto alle band psych-rock della fine anni ’60, ma anche a band come i Television, di cui il gruppo esegue dal vivo una poderosa Little Johnny Jewel (con citazione iniziale di Hendrix), o a solisti come Richard Thompson, del quale i Solar Motel ci regalano una fedele cover di Calvary Cross, come traccia conclusiva di questo The Rarity Of Experience. E chi legge questo Blog sa quanto ami il chitarrista inglese di cui considero quel brano uno delle punte di diamante della sua scintillante opera, soprattutto in ambito solistico, con un assolo tra i più lancinanti ed intensi mai regalati alla storia del rock https://www.youtube.com/watch?v=R8i61cG8Glk . Forsyth e Millevoi fanno del loro meglio per riprodurre quella memorabile cavalcata chitarristica, anche se la prima parte, specie all’inizio, quando il testo del brano viene più che altro recitato, è un piccolo passo falso poi riscattato dalla feroce veemenza della parte strumentale. Veemenza solista che viene subito a galla nel disco, fin dalle prime note di Anthem I, un pezzo dove il sound dei Television di Verlaine Lloyd sembra la stella polare delle twin guitars di Forsyth e soci, che poi si espandono ed elaborano il loro approccio nella gloriosa Anthem II, dove il mood del brano pesca anche nel bacino della psichedelia pura californiana dei Quicksliver di Cipollina Duncan, dove la chitarra lancinante e acida di Chris Forsyth, ben sostenuta dal vorticoso drumming di Urgo, ci riporta in territori sonori che credevamo dimenticati da anni. E questo, a ben vedere, è rock, di quello di grande qualità, pure se, non sempre di facile fruibilità, ma quando funziona, come in questi brani, e nelle due parti di The Rarity Of Experience, di cui la seconda parte, con il suo riff ciclico, è una sorta di Marquee Moon per i nostri giorni, è una vera gioia per i padiglioni auricolari.

Non tutto è “semplice” e facilmente fruibile, The First Ten Minutes Of Cocksucker Blues, una sorta di colonna sonora per la famosa pellicola “vietata” degli Stones https://www.youtube.com/watch?v=9DDHj-TUOVA , già nel loro repertorio Live, è, per dirla alla Sacchi o Trapattoni di Mai Dire Gol, tra l’ostico e l’agnostico, pura improvvisazione jazz dove il sax e la tromba di Daniel Carter aggiunti alle chitarre, sfidano la pazienza dell’ascoltatore, anche se in questo ambito ci sta. Però in brani più complessi come come la lunga High Castle Rock si percepiscono anche echi di Grateful Dead e dei primi Pink Floyd, sempre movimentati dallo stile percussivo quasi alla Keith Moon di Urgo, che lancia nella stratosfera le lunghe improvvisazioni dei due chitarristi, anche all’unisono a tratti, con le tastiere a creare un tappeto soffice di coloritura sonora. Harmonius Dance è un’oasi di serena e tranquilla musica quasi pastorale, sempre a cavallo tra scorribande sonore e segmenti che possono ricordare il miglior rock progressivo, quello più ricercato, etereo e sognante, dove le chitarre reiterano continuamente gli stessi giri d’accordi in una sequenza quasi circolare che continua a rincorrersi. Boston Street Lullaby potrebbe addirittura ricordare il sadcore rarefatto di band come i Red House Painters o i Sun Kil Moon di Mark Kozelek, in una sorta di dream pop minimale. Prima di arrivare alla conclusiva The Calvary Cross incontriamo  il lento e solenne crescendo di Old Phase una ulteriore occasione per incontrare di nuovo le deliziose traiettorie incrociate delle due chitarre soliste, veramente splendide nelle loro sonorità sognanti ed aggressive, a seconda dei momenti. Senza dimenticare che il tutto viene offerto con indubbia perizia tecnica allo strumento e un gusto particolare per la ricerca di sonorità spesso raffinate ed eleganti.

Bello ed affascinante, da sentire!

Bruno Conti

In Crociera Fra Amici! Buddy Miller And Friends – Cayamo Sessions At Sea

buddy miller cayamo sessions at sea

Buddy Miller & Friends – Cayamo Sessions At Sea – New West

La consuetudine della crociera musicale è ben radicata tra i musicisti americani: c’è la Legendary Rhythm & Blues Cruise, quella che va verso i Caraibi e che discograficamente ha prodotto vari frutti, tipo i CD di Tommy Castro, Joe Louis Walker, Elvin Bishop, oltre al recente http://discoclub.myblog.it/2016/01/06/nuovo-musicisti-crociera-mitch-woods-jammin-on-the-high-cs-live/, di cui mi sono occupato a più riprese su queste pagine virtuali, ma abbiamo anche un evento come Keeping The Blues Alive At Sea, con il suo viaggio che va da Miami a Cozumel in Messico, e che nella nuova edizione, prevista tra il 15 e il 19 febbraio p.v., ha un cast da sogno, ho sbirciato, ci saranno Robert Randolph, Blues Traveler, Vintage Trouble, James Hunter Six, SIMO, Shemekia Copeland e moltissimi altri artisti, tra cui Beth Hart e l’headliner Joe Bonamassa, che si esibiranno da soli e in coppia (a proposito,se eravate preoccupati, il nuovo album di Joe, Blues Of Desperation è previsto per il 26 marzo, e poi su questo Blog, ma probabilmente il fatto che la Hart e Bonamassa si esibiscano insieme dovrebbe essere anche il preludio per una nuova collaborazione tra i due che era peraltro già prevista).

Tornando ai musicisti in crociera un’altra delle attrazioni più frequentate è quella delle Cayamo Cruises, che sempre da Miami vanno verso le Antille Olandesi (St. Barts e St. Croix), e che nel corso degli anni ha visto avvicendarsi gente come John Prine, Lyle Lovett, Lucinda Williams, Richard Thompson, quest’anno anche John Hiatt, Steve Earle, Shawn Colvin, Chris Stapleton, Jason Isbell e moltissimi altri, tra cui Jim Lauderdale Buddy Miller, che sono due dei fedelissimi di quest evento che spesso li ha visti nelle vesti di animatori delle jam sessions organizzate come The Buddy & Jim Radio Hour, in qualità di DJ officiali della Radio che trasmette dalla crociera (se volete rifarvi gli occhi e magari prenotare per qualche evento futuro http://www.cayamo.com/).

Alcuni dei nomi citati sopra li ritroviamo in questo CD pubblicato dalla New West in questi giorni (ma se volete approfondire su YouTube ci sono decine di video che trattano delle precedenti edizioni); si chiama Cayamo Sessions At Sea ed è attribuito a Buddy Miller & Friends: il bravissimo cantante e chitarrista è il padrone di casa di questi eventi, con la sua band, che vede, fra gli altri, David Jacques al basso, Marco Giovino alla batteria, Fats Kaplan, che suona tutto il resto che non suona Miller, ossia mandolino, chitarra, fisarmonica, banjo, violino, pedal steel, armonica, voi lo nominate e lui lo suona (benissimo). Il repertorio del CD è incentrato prevalentemente sulle cover, con un paio di eccezioni: si parte con After The Fire Is Gone, il famoso brano di Loretta Lynn Conway Twitty, interpretato con puro spirito country e grande profusione di pedal steel, dall’accoppiata Lee Ann Womack Buddy Miller, poi da lì in avanti Miller è il partner fisso dell’ospite che si alterna di brano i brano. La bravissima emergente Kacey Musgraves è alla prese con il divertente honky tonk di una Love’s Gonna Live Here che viene dal songbook del grande Buck Owens, con tanto di violino guizzante e la twangy guitar di Buddy Miller. Kris Kristofferson, noblesse oblige, interpreta alla grande la sua Sunday Morning Coming Down, bellissima versione (il video sotto è un’altra versione, con Shawn Mullins).

Just Someone I Used To Know, con la giovane e brava newcomer Nikki Lane nella parte che fu di Dolly Parton e Miller nei panni di Porter Wagoner, è un’altra perla di puro country classico. Lucinda Williams per il suo brano ha scelto una delle canzoni più belle di Grams Parsons, Hickory Wind, in una versione rallentata e struggente, tipica del suo fare musica. Anche il grande Richard Thompson è della partita e interpreta da par suo Hank Williams, uno dei padri fondatori della country music, qui rappresentato da Wedding Bells, che benissimo si attaglia allo stile del musicista britannico che ne rilascia una versione stupenda. If Teardrops Were Pennies è un altro brano dell’accoppiata Parton/Wagoner, più mossa e brillante, è interpretato dalla meno nota Elizabeth Cook, che con la sua leggiadra vocina ricorda quella dell’interprete originale e che comunque a 43 anni non si può certo definire una debuttante. A seguire un brano dei “famosi autori country” Jagger-Richards, Wild Horses, in una versione cantata da Shawn Colvin che qualcuno ha definito turgida ma che secondo me, viceversa, è una delle più belle di questa raccolta di esibizioni Live, intensa e cantata come Dio comanda.

Come Early Morning è il titolo di un film non particolarmente noto del 2006, con Ashley Judd, ma è anche il titolo di una canzone di Don Williams, uno degli autori preferiti da Clapton in ambito country, qui cantata da Jill Andrews, di cui confesso ignoravo l’esistenza, ma anche lei non è una novellina assoluta, militava negli Everybodyfields, che invece conoscevo ma non associavo alla Andrews, buona cantante di stampo country-folk. L’altro artista non alle prese con una cover è Doug Seegers, ex cantante di strada in quel di Nashville, ma nativo di New York, che a dispetto dei suoi 60 anni passati è un quasi esordiente, grazie all’ottimo album del 2014 Going Down To The River, che ha raggiunto il 1° posto delle classifiche svedesi, conquistando il disco d’oro, è strano il mondo! Comunque il nostro amico è bravo, un vero cowboy, e la sua Take The Hand Of Jesus uno dei brani più coinvolgenti del disco. Che si conclude con un’altra perla preziosa con l’accoppiata Lone Bellow e Brandi Carlile, per una versione sontuosa del capolavoro di John Prine Angel From Montgomery, veramente stupenda.

Speriamo quindi in altre crociere se producono dischi belli come questo Cayamo Sessions At Sea (guardatevi per esempio questa versione di Calvary Cross, una delle mie canzoni preferite di sempre, con l’accoppiata Richard Thompson/Dawes, nella crociera del 2013 https://www.youtube.com/watch?v=CCnnS4lFOsg). 

Bruno Conti

Piccoli Grandi Secreti Dalla Scena Musicale Americana, Anche In Veranda! Kate Campbell – The K.O.A. Tapes (Vol.1)

kate campbell k.o.a. tapes

Kate Campbell – The K.o.a. Tapes (Vol.1) – Large River Music

Avevo lasciato Kate Campbell con il delicato e pianistico 1000 Pound Machine (12) http://discoclub.myblog.it/2012/05/21/un-fiore-dal-sud-kate-campbell-1000-pound-machine/ , e me la ritrovo a distanza di quattro anni con questo nuovo lavoro, composto da un mix di canzoni sue rivisitate, e altre di autori importanti (amati in gioventù, e non solo, da Kate), proposte e suonate in modo intimo e scarno solo con strumenti a corda, e con l’accompagnamento di una vecchia tastiera Wurlitzer. Per questo suo dodicesimo album The K.o.a. (Kate On America) Tapes (Vol.1), la Campbell (registrando anche sul proprio iPhone 5) ha radunato sulla sua veranda e nel salotto di casa musicisti “stellari” di area folk e bluegrass quali Missy Raines al contrabbasso e armonie vocali, Laura Boosinger al banjo, Steve Smith al mandolino, Joey Miskulin alla fisarmonica, John Kirk al violino, Sally Van Meter al dobro, Ben Surrat al tamburello, e l’amico di vecchia data, il grande Spooner Oldham, alle tastiere (recuperate il magnifico For The Living Of These days (06), inciso con Oldham), con la produzione di David Henry che ha fatto il resto, assemblando il tutto, per una cinquantina scarsi di minuti deliziosamente senza pretese, ma con forti riferimenti al catalogo folk americano.

Mi sembra cosa giusta, elencare la  tracklist e gli autori dei brani:

1 –  Some Song (Elliott Smith)

2 –  America (Paul Simon)

3 –  Greensboro (Kate Campbell)

4 –  Lay Back (Kate Campbell The Darkness da Blues And Lamentations)

5 –  I Am A Pilgrim (Johnny Cash)

6 –  From Galway To Graceland (Richard Thompson)

7 –  Porcelain Blue (Kate Campbell da Rosaryville)

8 –  Me And Bobby McGee (Kris Kristofferson)

9 –  Hope’s Too Hard (Kate Campbell da Bird Songs)

10 – Jesus, Savior, Pilot Me (Traditional)

11 – Passing Through (Leonard Cohen)

12 – The Locust Years (Kate Campbell da Songs From The Levee)

13 – Strangeness Of The Day (Kate Campbell da Monuments)

14 – Seven Miles Home (Bobby Bare)

15 – Freebird (Ronnie Van Zant)

Tralasciando le sue canzoni rivisitate nell’occasione in questa forma “agreste”, il viaggio di Kate parte omaggiando autori come Elliott Smith con il bluegrass di Some Song, il Paul Simon di una pianistica e delicata America, passando poi ad un classico di Johnny Cash I Am A Pilgrim in una versione country-gospel, andando poi a pescare dal repertorio di Richard Thompson la tenue e dolce melodia di From Galway To Graceland, e il famosissimo brano Me And Bobby McGee di Kris Kristofferson, inno di una generazione. Dal sole della California, il viaggio prosegue verso New Orleans con il vecchio inno “spiritual” Jesus, Savior, Pilot Me, facendosi accompagnare dal bravissimo Spooner Oldham in una pianistica Passing Through, del mio autore preferito Leonard Cohen, e andando a chiudere il viaggio dei ricordi giovanili di Kate, con una delicata versione di un brano meraviglioso come Seven Miles Home di Bobby Bare, impreziosito dal commovente violino di John Kirk, e infine una sorprendente e intrigante versione di Freebird dei Lynyrd Skynyrd (in ricordo di un lontano ballo del liceo della protagonista).

The K.o.a. Tapes (Vol.1) è un disco splendido nella sua semplicità, realizzato con rigorosità e coerenza, un affascinante lungo e tortuoso cammino attraverso le radici americane, con Kate Campbell nella veste di meravigliosa compagna di viaggio, e sono certo che questo lavoro contribuirà a garantire a questa bravissima cantante del profondo Sud, un piccolo posto speciale nella storia della musica Americana. Attendiamo altri capitoli!

Tino Montanari  

 

Ecco Il Meglio Del 2015 Secondo Disco Club. Blogger E Collaboratori Per Iniziare!

i tre pensatori

Siamo arrivati in quel periodo dell’anno in cui si fa il “giochino” dei migliori dell’anno, ovviamente parliamo di musica e dischi nello specifico: i gusti del Blog, se leggete abitualmente, li conoscete, comunque quest’anno, come vedete sopra, si sono riuniti non uno ma tre pensatori e il risultato state per leggerlo, così se magari qualcosa vi era sfuggito potete rimediare e in ogni caso, andando a ritroso, trovate più o meno tutti i dischi di cui si parla sotto, esaminati per esteso (e quelli per mancano magari verranno recuperati). A seguire, nei prossimi giorni, in una serie di Post, come tutti gli anni, ci sarà anche una disamina delle classifiche di fine anno di alcune delle riviste musicali e Blog specializzati internazionali più famosi e/o interessanti. Partiamo quindi con i tre collaboratori fissi di Disco Club e le nostre liste del Best del 2015. Inizia il sottoscritto, che poi si riserva di integrare questa lista che è quella ufficiale (ma ristretta) che andrà anche sul Buscadero, preparata al volo e dove mancano molti altri di quelli che considero i “migliori” dell’anno, comunque per partire, questo è quanto: come sempre sono in ordine casuale, né cronologico, né di posizione e neppure alfabetico:

Top 10

blue rodeo live at massey hall

 Blue Rodeo  Live At Massey Hall

 joe bonamassa muddy wolf 2 cdjoe bonamassa muddy wolf 2 dvd

Joe Bonamassa Muddy Wolf At Red Rocks

 eric clapton slowhand at 70 live at royal albert hall

Eric Clapton Slowhand At 70 Live At Royal Albert Hall

 decemberists what a terrible worlddecemberists florasongs

Decemberists What A Terrible World, What A Beautiful World + Florasongs

james mcmurtry complicated game

James McMurtry Complicated Game

 patty griffin servant of love

Patty Griffin Servant Of Love

 beth hart better than home

Beth Hart Better Than Home

richard thompon still 

Richard Thompson Still

 amy helm didn't it rain

Amy Helm Didn’t It Rain

 warren haynes ashes and dust

Warren Haynes & Railroad Earth Ashes And Dust

 

Ristampe:

 bob dylan the cutting edge bootleg series vol.12

Bob Dylan Bootleg Series vol. 12 The Cutting Edge

 bruce springsteen the ties that bind

Bruce Springsteen The Ties That Bind: The River Collection

Bruno Conti

 

Questo è quanto, per il momento, da Milano, Lombardia, passiamo ora a Valenza Po, Piemonte con le liste di Marco Verdi:

BEST OF 2015

 warren haynes ashes and dust

Disco Dell’Anno: WARREN HAYNES & RAILROAD EARTH – Ashes & Dust

 tom russell tthe rose of roscrae

Piazza D’Onore: TOM RUSSELL – The Rose Of Roscrae

Gli Altri 8 Della Top Ten:

richard thompon still

RICHARD THOMPSON – Still

 anderson east delilah

ANDERSON EAST – Delilah

 nathaniel rateliff and the night sweats

NATHANIEL RATELIFF & THE NIGHT SWEATS – Omonimo

 decemberists what a terrible world

THE DECEMBERISTS – What A Terrible World, What A Beautiful World

 tom jones long lost

TOM JONES – Long Lost Suitcase

 chris stapleton traveller

CHRIS STAPLETON – Traveller

 darlene love introducing

DARLENE LOVE – Introducing Darlene Love

 sonics this is the sonics

THE SONICS – This Is The Sonics

 

Quelli che..per un pelo:

ryan bingham fear and saturday night

RYAN BINGHAM – Fear And Saturday Night

 jimmy lafave night tribe

JIMMY LAFAVE  – The Night Tribe

 james mcmurtry complicated game

JAMES MCMURTRY – Complicated Game

 

 bob dylan the cutting edge bootleg series vol.12 18 cdgrateful dead 30 trips boxbruce springsteen the ties that bind

La Ristampa: BOB DYLAN – The Bootleg Series 12: The Cutting Edge Super Deluxe (con menzione d’onore per il box live da 80 CD dei Grateful Dead e per il box di The River del Boss, che avrebbero vinto la categoria a mani basse in qualunque altra annata)

roger waters the wall dvd

DVD/BluRay: ROGER WATERS – The Wall

beatles 1 dvd

THE BEATLES – 1+

https://www.youtube.com/watch?v=NjgvF2KbDbM

Concerto: BOB DYLAN – Milano Arcimboldi

https://www.youtube.com/watch?v=ocmJCrOz2pU

Canzone: WARREN HAYNES – Spots Of Time

NATHANIEL RATELIFF – I Need Never Get Old

 eric clapton slowhand at 70 live at royal albert hall

Disco Live: ERIC CLAPTON – Slowhand At 70 (se consideriamo il box dei Dead una ristampa)

La Cover: BOB DYLAN – That Lucky Old Sun

 dave cobb producer

Il Produttore: DAVE COBB

La Rivelazione: ANDERSON EAST

sufjan stevens carrie & lowell 

La Delusione: SUFJAN STEVENS – Carrie & Lowell (viste le recensioni entusiastiche un po’ ovunque, mi aspettavo di meglio…un disco per me monocorde ed un tantino soporifero, con canzoni che dopo un po’ sembrano tutte uguali). *NDB Ma A livello internazionale si trova in molte liste di fine anno, quindi de gustibus…

bill wyman back to basics

Disco Da Evitare: BILL WYMAN – Back To Basics

jeff lynne live hyde park dvd

Piacere Proibito: JEFF LYNNE’S ELO – Live In Hyde Park

 allman brothers idlewild south

Occasione Perduta: ALLMAN BROTHERS BAND: Idlewild South Box (intendiamoci, grandissimo disco ed il Ludlow Garage è un grandissimo live, ma forse, se davvero non c’erano inediti di studio, si poteva mettere un concerto inedito e tenersi il Ludlow per una ristampa futura)

17th Annual Critics' Choice Movie Awards - Show

Personaggio Dell’Anno: sicuramente Bob Dylan che, con estrema nonchalance, prima pubblica Shadows In The Night, un disco in cui reinventa mirabilmente una manciata di canzoni incise da Frank Sinatra, poi piazza il colpo da k.o. con quello che forse è il suo miglior Bootleg Series di sempre.

them the complete

Evento Dell’Anno “Bello”: la notizia che, finalmente, Van Morrison dovrebbe (con l’irlandese il condizionale è d’obbligo) aver dato l’ok alle ristampe potenziate di tutto il suo catalogo.

b.b. king dead

http://discoclub.myblog.it/2015/05/17/profeti-sventura-se-ne-andato-anche-b-b-king-1925-2015/

Evento Dell’Anno “Brutto”: la morte di B.B. King

Marco Verdi

 

E, last but not least, da Villanterio (PV), Lombardia ecco il meglio del 2015 secondo Tino Montanari (* NDB Ci sono anche alcuni titoli usciti nel 2014, ma visto che è un “classico” di tutti gli anni, sorvolo):

warren haynes ashes and dust

Disco Dell’Anno

Warren Haynes & Railroad Earth – Ashes & Dust

Canzone Dell’Anno

Waifs – 6000 Miles

Cofanetto Dell’Anno

Fabrizio De Andrè In Studio (14 CD + Libro)

Fotheringay nothing more

Ristampa Dell’Anno

Fotheringay – Nothing More: The Collected Fotheringay

cold and bitter tears ted hawkins

Tributo Dell’Anno

Ted Hawkins & Friends – Cold And Bitter Tears

Disco Rock

Decemberists – What A Terrible World, What A Beautiful World

waifs beautiful you

Disco Folk

Waifs – Beautiful You

asleep at thw wheel still the king

Disco Country

Asleep At The Wheel – Still The King

paul kelly merri soul sessions

Disco Soul

Paul Kelly – Paul Kelly & The Merri Soul Sessions

joe bonamassa muddy wolf 2 cd

Disco Blues

Joe Bonamassa – Muddy Wolf At Red Rocks

Disco Jazz

Danilo Rea – Something In Our Way

Disco World Music

Dom La Nena – Soyo

nathaniel rateliff and the night sweats

Rhythm & Blues

Nathaniel Rateliff – Nathaniel Rateliff & The Night Sweats

needtobreathe live from the woods

Disco Live

Needtobreathe – Live From The Woods

de gregori amore e furto

Disco Italiano

Francesco De Gregori – Amore e Furto

another-day-another-time cd

Colonna Sonora

Another Day, Another Time: Celebrating The Music Of Inside Llewyn Davis

railroad earth live red rocks

Dvd Musicale

Railroad Earth – Live At Red Rocks

GLI ALTRI

Jimmy LaFave – The Night Tribe

James McMurtry – Complicated Game

ryan adams live carnegie hall

Ryan Adams – Live At Carnegie Hall

foy vance live at bangor abbey

Foy Vance – Live At Bangor Abbey

otis taylor hey joe opus

Otis Taylor – Hey Joe Opus Red Meat

leonard cohen can't forget

Leonard Cohen – Can’t Forget A Souvenir Of The Grand Tour

richard thompon still

Richard Thompson – Still

Tom McRae & The Standing Band – Did I Sleep And Miss The Border

greg trooper live at the rock room

Greg Trooper – Live At The Rock Room

paul brady vicar st, sessions vol.1

Paul Brady – The Vicar St.Sessions Vol.1

 

beth hart better than home

Beth Hart – Better Than Home

bettye lavette worthy

Bettye Lavette – Worthy

brandi carlile the firewatcher's daughter

Brandi Carlile – The Firewatecher’s Daughter

natalie merchant paradise is there

Natalie Merchant – Paradise Is There: The New Tiger

romi mayes devil on both shoulders

Romi Mayers – Devil On Both Shoulders

dar williams emerald

Dar Williams – Emerald

shawn colvin uncovered

Shawn Colvin – Uncovered

eva cassidy nightbird

Eva Cassidy – Nightbird

6PAN1T-C PSD

Michelle Malone – Stronger Than You Think

darlene love introducing

Darlene Love – Introducing Darlene Love

 

 point quiet way and needs

Point Quiet – Ways And Needs Of A Night Horse

orphan brigade soundtrack

Orphan Brigade – Soundtrack To A Ghost Story  *NDB Bellissimo, una delle “sorprese” di fine anno, su questo ci torniamo di sicuro!

session americana pack up the circus

Session Americana – Pack Up The Circus

Continental Drifters – Drifted: In The Beginning & Beyond

blue rodeo live at massey hall

Blue Rodeo – Live At Massey Hall

lee harvey osmond beautiul scars

Lee Harvey Osmond – Beautiful Scars

black sorrows endkess sleep

Black Sorrows – Endless Sleep

Eels – Eels Royal Albert Hall

lucero all a man should do

Lucero – All A Man Should Do

ballroom thieves a wolf in the doorway

Ballroom Thieves – In Wolf In The Doorway.

Tino Montanari

Direi che per oggi è tutto, nei prossimi giorni, per arrivare al Natale, inserirò anche il meglio di riviste e siti internazionali, oltre alla seconda (e forse terza) parte del mio Personal Best, senza comunque tralasciare le solite recensioni, magari con “recuperi e sorprese” dell’anno che si sta per concludere, alla prossima.

Bruno Conti